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La Direttiva Copyright approvata dal Consiglio Europeo

Dopo essere passata al vaglio del Parlamento, oggi anche il Consiglio Europeo ha approvato la Direttiva Copyright.

Nel comunicato stampa, il provvedimento è annunciato come uno strumento per la “modernizzazione” dell’attuale quadro normativo europeo, che sarà in grado di garantire “protezione adeguata degli autori e degli artisti, offrendo nel contempo nuove possibilità di accesso e di condivisione online di contenuti protetti dal diritto d’autore in tutta l’Unione europea”.

Spetterà quindi agli Stati membri recepire le nuove norme nel diritto nazionale, entro un termine di 24 mesi dalla firma e successiva pubblicazione della direttiva nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Per leggere il comunicato stampa: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/04/15/eu-adjusts-copyright-rules-to-the-digital-age/

I primi commenti

Questo voto sancisce un nuovo inizio e una nuova tutela per il mondo della cultura europea. Resta il rammarico per il voto contrario dell’Italia”. E’ questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione definitiva della Direttiva sul Copyright da parte del Consiglio Europeo.
Per questo – ha proseguito – sarà la base di un lavoro ancora più importante che ci impegnerà con tutte le forze da ora in poi: spiegare le nostre ragioni al Governo perché possa muoversi su posizioni che garantiscano i produttori di cultura e di contenuti”.

Con il voto di oggi del Consiglio Europeo si è chiuso un percorso storico per la cultura, per l’Europa e per la democrazia”: è questo il commento dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice. “ll Consiglio europeo – sottolinea Del Giudice – ha approvato definitivamente e in larga maggioranza – con 19 voti a favore, 3 astenuti e 6 contrari – una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”.

L’unico grande rammarico – prosegue Del Giudice – è rappresentato dal voto dell’Italia. Un voto contrario, che la schiera accanto a Paesi con una storia e una tradizione molto lontana dalla nostra. Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un’uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l’importanza della tutela del diritto d’autore. Dichiarazione che tuttavia non appare confermata dai fatti”.

Come industria – conclude Del Giudice – non possiamo che plaudire ancora una volta all’impegno e al coraggio dimostrato in questi anni dai parlamentari italiani europei. Un grazie sentito perché hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura”.

Approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale: il comunicato stampa ufficiale del Parlamento UE

Riportiamo integralmente il comunicato stampa del Parlamento Europeo relativo all’approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Il comunicato è pubblicato qui.

Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

  • Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano
  • Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva
  • Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente
  • I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore
  • Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi

Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.

I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni.

Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.

La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.

I giganti del web devono condividere i ricavi con artisti e giornalisti

La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.

Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.

Libertà di espressione

Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.

Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.

Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve“.

Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

Molte piattaforme online non interessate dalla direttiva

Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.

Diritti di negoziazione più solidi per autori, artisti, interpreti o esecutori

Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.

Agevolare la ricerca e preservare il patrimonio culturale

L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.

Come cambia lo status quo

Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo.

La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

Citazione

Il relatore Axel Voss (EPP, DE) ha dichiarato: “Questo accordo è un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono.
Allo stesso tempo, l’accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Tali disposizioni non erano di per sé necessarie, perché la direttiva non creerà nuovi diritti per i titolari. Tuttavia, abbiamo ascoltato le preoccupazioni sollevate e abbiamo scelto di garantire doppiamente la libertà di espressione. I “meme”, i “gif”, i “snippet” sono ora più che mai protetti.
Sono inoltre lieto che il testo concordato oggi protegga in particolare le imprese in fase di avviamento. Le aziende leader di domani sono le start-up di oggi e la diversità dipende da un profondo bacino di aziende giovani, innovative e dinamiche.
Si tratta di un accordo che protegge la vita delle persone, salvaguarda la democrazia difendendo un panorama mediatico diversificato, rafforza la libertà di espressione e incoraggia la creazione di nuove imprese e lo sviluppo tecnologico. Aiuta a rendere Internet pronta per il futuro, uno spazio a beneficio di tutti, non solo di pochi potenti
“.

Prossime tappe

L’accordo sostenuto dal Parlamento deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri UE. Entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE.

Il Parlamento UE adotta la Direttiva copyright nel mercato digitale

Questa mattina, dopo oltre due anni e mezzo di discussioni, il Parlamento Europeo ha adottato l’ultima versione della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (il testo sarà anche pubblicato qui).

348 deputati hanno votato a favore dell’adozione, 274 hanno votato contro e 36 si sono astenuti.

Spetterà ora agli Stati membri approvare la decisione del Parlamento nelle prossime settimane.

Se gli Stati membri accettano il testo (di solito questa è una formalità), la Direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore. Gli Stati membri avranno poi due anni per recepirla.

Diritto d’autore, da Mogol, Morricone, Piovani e Conte l’appello agli Europarlamentari: approvate la direttiva

È un coro unanime quello degli autori italiani che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori.

SIAE, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori.  Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo.

A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE e grande autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e uno dei più prestigiosi autori italiani, il Maestro Paolo Conte.

Per il Maestro Ennio Morricone: “Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”.

Aggiunge il Maestro Nicola Piovani: “Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”.

Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” commenta Paolo Conte.

Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

UE: previsto per la prossima settimana il voto definitivo sulla Direttiva destinata a riformare il diritto d’autore in Europa

Il 13 febbraio scorso il Parlamento europeo, la Commissione UE e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo sulla nuova Direttiva che si propone l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali.

I punti più salienti dell’accordo:

  • diritti di negoziazione più forti per autori ed artisti: Maggiori possibilità per i titolari di diritti, quali musicisti, interpreti, autori ed editori di notizie, di negoziare migliori accordi di remunerazione per l’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme online.
  • Gli autori e gli artisti interpreti potranno richiedere un compenso aggiuntivo al distributore che sfrutta i loro diritti quando la remunerazione, inizialmente concordata, è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici derivati al distributore.
  • collegamenti ipertestuali ad articoli di notizie, accompagnati da “singole parole o estratti molto brevi”, possono essere condivisi liberamente, così come i Meme e i GIF. L’accordo contiene, tuttavia, disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa indennità.
  • diritto dei giornalisti di ottenere una quota di tutte le entrate relative al copyright dei loro articoli ottenute dalla casa editrice.
  • diverse piattaforme online escluse dall’applicazione della nuova normativa. Il testo della Direttiva specifica che il caricamento delle opere su enciclopedie online non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, non saranno interessati dalla normativa.
  • Anche le piattaforme di Start-up saranno soggette a obblighi meno restrittivi.

Di seguito il link del comunicato stampa del Parlamento Europeo:

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190212IPR26152/agreement-reached-on-digital-copyright-rules

Il testo definitivo approda in Parlamento nella seduta plenaria di settimana prossima, tra il 25 e il 28 marzo.

Corte di Cassazione: sentenza in tema di responsabilità dell’hosting provider

Stavolta è la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. del 19 marzo 2019, si è pronunciata in tema di responsabilità dell’hosting provider per avere ospitato materiali protetti senza il consenso dell’avente diritto.

Nel caso di specie, su Yahoo erano state pubblicate sequenze di immagini in movimento tratte dalle trasmissioni “Amici” e “Striscia la notizia”, in violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva di RTI.

A accogliendo in buona parte il ricorso di RTI, la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza con rimessione alla Corte d’Appello di Milano, affermando una serie di principi.

Innanzitutto, in linea con la Giurisprudenza della Corte Eu e con la Direttiva in corso di approvazione, ha stabilito che sia da qualificarsi come servizio di hosting “attivo, sottratto al regime generale di esenzione di cui all’art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 e soggetto alle regole comuni della responsabilità civile, quello offerto da un provider che goda di tecnologie avanzate, come ad esempio, di ottimizzazione, gestione dei file, di valutazione comportamentale degli utenti, anche nel senso dei vantaggi economici che ne derivano.

Dette circostanze vanno accertate dal Tribunale di merito che deve ricercare in concreto “indici di interferenza” con i contenuti caricati dall’autore principale.

La responsabilità dell’hosting provider, in particolar modo, sussiste in capo al provider che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti quando: a) abbia conoscenza (in qualunque modo acquisita, quindi anche dietro semplice diffida dell’avente diritto) dell’illecito; b) l’illecito sia constatabile alla luce di un criterio di diligenza che è ragionevole attendersi da un operatore professionale della rete in un determinato momento storico; c) abbia la possibilità di attivarsi utilmente, in quanto reso edotto in modo sufficientemente specifico dei contenuti protetti da rimuovere.

Per leggere il testo integrale della sentenza: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20190319/snciv@s10@a2019@n07708@tS.clean.pdf

Sullo stesso tema la nostra notizia di ieri sulla vittoria di RTI contro Facebook.

RTI vs Facebook: vittoria del diritto d’autore


Il Tribunale di Roma ha condannato Facebook per violazione del diritto d’autore, riconoscendone la responsabilità per il “linking” a contenuti protetti.

La portata della sentenza è innovativa perché, per un verso, è stato puntualizzato che pubblicare un link a un materiale protetto senza autorizzazione è attività vietata (nella specie, lesiva del diritto del titolare alla comunicazione al pubblico) e, per altro verso, che sussiste la responsabilità civile e risarcitoria del prestatore di servizi internet (anche provider passivo) ogni qualvolta non si attivi prontamente per la rimozione dei contenuti protetti comunque abbia acquisito la conoscenza della relativa illiceità (quindi non solo se appresa per il tramite di un provvedimento delle autorità competenti o a seguito di esplicita diffida del titolare dei diritti).

Nel caso di specie, i link presenti su Facebook portavano a video (“caricati” a propria volta illecitamente su YouTube) tratti dal cartone animato giapponese “Kilari”, trasmesso da Italia 1, i cui diritti di utilizzazione economica sono di titolarità esclusiva dell’attrice RTI.

Facebook si era attivata solo dopo ben due anni, nonostante apposita diffida di RTI; vieppiù i contenuti erano corredati da svariati commenti offensivi degli utenti nei confronti dell’artista che ne aveva interpretato la sigla e della rete televisiva stessa.

Il Giudice Italiano ha quindi condannato Facebook al risarcimento del danno patrimoniale da violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva spettanti a RTI, in applicazione del criterio del “prezzo del consenso” di cui all’art. 158 LDA, nonché al risarcimento di tutti i danni non patrimoniali derivanti alla società e all’artista per la lesione dell’onore, del decoro e della reputazione, conseguenti alle frasi offensive pubblicate a corredo dei contenuti illeciti.

Per leggere il testo integrale della sentenza: https://sistemaproprietaintellettuale.it/giurisprudenza/procedimenti-giurisdizionali/merito/13969-tribunale-roma-15-02-2019.html

Sondaggio Harris Interactive: Google, Facebook & C. paghino il giusto compenso agli autori

A poco più di due mesi dalle elezioni europee, un sondaggio condotto da Harris Interactive in Francia, Germania, Polonia, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Grecia e Romania, mostra che l’Europa vuole una maggiore regolamentazione per i giganti del web come Google e Facebook.

In particolare, per quanto riguarda l’Italia, l’86% degli intervistati dichiara pieno consenso all’imposizione fiscale sulle entrate realizzate da queste aziende all’interno dell’Unione Europea e l’81% ritiene che i colossi del digitale si espongano solo per proteggere i propri interessi economici e non per il bene comune.

L’85% degli intervistati, inoltre, risponde con un chiaro all’introduzione di una regolamentazione che garantisca ad autori, editori e artisti una adeguata protezione e remunerazione circa la distribuzione delle loro opere sulle piattaforme digitali.

Questo è un messaggio forte e chiaro per i parlamentari comunitari che saranno chiamati a decidere nei prossimi giorni sulla Direttiva in materia di copyright e che i giganti del web stanno cercando di ostacolare con forza.

In generale, il sondaggio rivela che agli europei interessa molto che autori e artisti recepiscano compensi adeguati dalle piattaforme online. I cittadini europei vorrebbero che autori e artisti avessero la possibilità di negoziare accordi migliori per la distribuzione delle loro opere sulle piattaforme della rete: l’80% degli intervistati dichiara di essere favorevole all’entrata in vigore di una normativa che garantisca loro una equa remunerazione.

Ritengono inoltre che i giganti del tech statunitensi non stiano giocando pulito: il 74% degli intervistati dichiara infatti che queste realtà quando escono allo scoperto lo fanno per proteggere i loro vantaggi economici e non certo per l’interesse degli utenti. Stiamo infatti parlando di aziende con massicce infrastrutture di comunicazione con cui portano avanti le proprie agende politiche e commerciali e che investono budget milionari per difendere le proprie posizioni.

Il voto finale riguardante la Direttiva europea sul copyright è previsto nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo del 25-28 marzo.

Il testo è frutto di un lavoro legislativo durato quasi tre anni, con l’obiettivo di portare un maggiore equilibrio nelle relazioni economiche tra le potenti piattaforme del web come YouTube, Facebook, Google News e autori, editori o artisti le cui opere contribuiscono in modo sostanziale al successo delle piattaforme stesse.

La Direttiva sul copyright fornirà pertanto una certezza giuridica alla community dei “creators” e all’intero settore della cultura garantendo allo stesso tempo il più ampio accesso a materiale educativo, testi e data mining e migliori condizioni contrattuali per politiche remunerative più eque.

Clicca qui per scaricare la ricerca integrale

EUROPE FOR CREATORS è un’organizzazione professionale di scrittori, musicisti, produttori, comici, registi provenienti da tutta Europa. Rappresenta circa 12 milioni di lavoratori in tutti i settori culturali e creativi europei. L’obiettivo principale è difendere la cultura e gli artisti per intrattenere, arricchire e ispirare tutti.

http://www.article13.org/about-us

Controversie in cerca d’autore: mediazione e arbitrato nel Copyright, Milano, 9 aprile 2019

ALAI Italia, gruppo italiano dell’Association Littéraire et Artistique Internationale, e CAM fanno il punto sull’utilizzo degli strumenti di giustizia alternativa nelle controversie in materia di copyright.

I relatori riflettono sull’esperienza italiana, soffermandosi sull’utilizzo di questi strumenti in materia di diritto d’autore, nell’arte, nella musica e in campo audiovisivo.

La partecipazione è gratuita, sino all’esaurimento dei posti disponibili. Iscrizione online obbligatoria.
L’evento è in corso di accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati Milano.

Programma:

ore 14:30
Registrazione partecipanti
Saluti di benvenuto: Stefania Ercolani (Presidente ALAI Italia)

ore 15:15
Relazioni
Leandro Toscano (WIPO Ginevra): Wipo mediation and arbitration center
Giovanni Nicola Giudice (Servizio di conciliazione Camera Arbitrale di Milano): La mediazione
Marina Nitrola (Camera Arbitrale di Milano): L’arbitrato
Gianluca Pojaghi (Studio legale Pojaghi): Mediazione in materia di diritto d’autore
Simona Lavagnini (Studio legale LGV): Strumenti alternativi di risoluzione delle dispute
Paolo Auteri (ALAI Italia): Riflessioni sull’esperienza italiana

ore 17:00
Tavola Rotonda Vantaggi e svantaggi di mediazione e arbitrato
Presiede e coordina Giorgio Mondini
Christian Collovà (LegalInternational): L’esperienza in campo audiovisivo
Annapaola Negri-Clementi (Negri-Clementi Studio legale associato): L’arbitrato e l’arte
Salvo Dell’Arte (studio legale Dell’Arte): L’arbitrato e la musica

ore 17:30
Conclusioni
Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma)

Ore 18:00
Chiusura dei lavori

Per informazioni e iscrizione:
https://www.camera-arbitrale.it/it/corsi/controversie-in-cerca-d-autore-mediazione-e-arbitrato-nel-copyright.php?id=181

SIAE, il Presidente Mogol in Senato: senza il diritto d’autore la cultura muore

Le Commissioni congiunte Istruzione Senato e Cultura Camera hanno svolto il 13 marzo scorso l’audizione informale del Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori Giulio Rapetti Mogol e del suo predecessore Filippo Sugar.

Ai deputati e senatori presenti, Mogol ha chiesto il sostegno di tutto il Parlamento nella battaglia per l’approvazione della Direttiva Copyright a livello europeo perché “è un fatto di coscienza, non un fatto politico“. Il Presidente Mogol ha sottolineato che per lui la parola “libertà” è sacra, ma se ne parla a sproposito quando si vuole appoggiare contro ogni logica le grandi piattaforme che guadagnano miliardi e non pagano gli autori.

Rispondendo alle domande dei parlamentari, Mogol ha spiegato che, se si parla di sostegno alla creatività, l’idea di fissare una quota minima di musica italiana nelle programmazioni radiofoniche va esattamente in questa direzione: creare opportunità, prendersi cura della nostra cultura popolare, delle realtà più giovani e di quelle emergenti. Al di là delle formule che questa tutela assumerà, quello che conta per il Presidente SIAE è l’obiettivo principe: la promozione della creatività italiana, che ha modo così di essere tutelata e preservata, e quindi di crescere. Anche questa per il Presidente Mogol è una questione che non ha colore politico: è, piuttosto, una battaglia di principio.

Filippo Sugar, che attualmente è Consigliere di Sorveglianza, ha aggiunto: “Come SIAE dobbiamo rispettare la legge e oggi la legge non prevede più il monopolio in Italia ma la concorrenza tra società di gestione collettiva. Per questo c’è un motivo: nell’ambito della Direttiva Barnier queste società hanno gli stessi obblighi. Noi abbiamo sempre offerto di raccogliere diritti per altri e SIAE lo fa già per 160 collecting. Ovviamente noi non possiamo discriminare, per cui dobbiamo offrire a tutti le stesse condizioni, come indica la Direttiva Barnier. La nostra posizione è che si può andare oltre facendo entrare le entità di gestione indipendente nell’intermediazione del diritto d’autore ma bisogna che ci siano parità di regole perché altrimenti non può esserci un mercato e soprattutto è necessario un soggetto che controlli, a garanzia degli autori e degli editori, che non può che essere SIAE per le dimensioni e per la sua storia. In ogni caso, qualunque sistema si voglia creare, bisogna arrivare ad un punto dove c’è un one stop shop per gli utilizzatori. Attualmente è aperto un tavolo con Soundreef e anche con i gestori dei diritti connessi. A prescindere dalle norme, c’è una volontà del settore di trovare un’aggregazione per essere più funzionali ed efficienti”.

Direttiva copyright: l’industria culturale e creativa italiana, con una lettera congiunta, chiede agli europarlamentari italiani “una convinta approvazione”

L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, si muove unita per dire SI alla direttiva copyright, in agenda nella seduta dell’Europarlamento a fine marzo. E chiede agli europarlamentari italiani – con una lettera congiunta (vedi link a fondo pagina) – “una convinta approvazione della Direttiva comunitaria che favorirà lo sviluppo dei contenuti nell’era digitale nel rispetto del diritto d’autore. (…) Un voto importante a tutela del nostro DNA di italiani ed europei, creatori e coltivatori di emozioni”.

Ben diciannove le associazioni firmatarie, rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale: 100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva, AFI – Associazione Fonografici Italiani, AIE – Associazione Italiana Editori, ALI – Associazione Italiana Librai, ANAC- Associazione Anazionale Autori Cinematografici, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEM – Associazione Nazionale Editori Musicali, ANES – Associazione Nazionale Editoria di Settore, CCI – Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio TV – Associazione dei media televisivi e radiofonici italiani, EMUSA – Editori Musicali Associati, Federazione Autori, FEM – Federazione Editori Musicali, Federazione Carta e Grafica, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, Writers Guild Italia – Sindacato degli scrittori di cinema, tv e web.

L’Italia creativa – proseguono le associazioni – produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l’Europa. (…) L’Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. (…) La Direttiva sostanzialmente (…) aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del web d’Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi”.

“La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo. Ci appelliamo a Voi – concludono – affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio”.

Carlo Scollo Lavizzari, René Viljoen (a cura di), Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice (Inglese)

Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice

Nell’ambiente legale di oggi, le licenze di copyright richiedono una prospettiva internazionale.
I licenzianti nei mercati emergenti e sviluppati devono avere una comprensione dettagliata delle pratiche transfrontaliere. Il testo offre una guida selettiva alle pratiche di licenza d’autore in un certo numero di giurisdizioni, affrontando questioni chiave sull’agomento.

Le questioni principali affrontate:

  • analisi capitolo per capitolo della legislazione sulle licenze nelle giurisdizioni più frequenti, tra cui: Cina, UE, India, Messico, Russia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti;
  • discussione dell’interazione tra diritto d’autore e diritto della concorrenza;
  • chiara delineazione delle questioni legali più rilevanti e critiche, relative alle pratiche di licenza in tutte le giurisdizioni menzionate;
  • contributi di professionisti esperti, con preziosa conoscenza di prima mano delle pratiche di licenza internazionale..

Una risorsa preziosa per gli avvocati che stanno implementando o applicando un regime di licenze di copyright transfrontaliere. Gli studiosi di proprietà intellettuale troveranno il testo come una utile guida sui regolamenti e le pratiche internazionali.

Dettagli prodotto
Copertina rigida: 420 pagine
Editore: Edward Elgar Pub (29 giugno 2018)
Collana: Elgar Intellectual Property Law and Practice
Lingua: Inglese
ISBN-10: 9781784718503
ISBN-13: 978-1784718503
ASIN: 1784718505
Peso di spedizione: 880 g

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FIEG: soddisfazione per i risultati ottenuti a tutela del copyright dei giornali

La Federazione Italiana Editori Giornaili FIEG ha annunciato che il trafficopirata” dall’Italia si è ridotto del 67% grazie alla identificazione di 2014 siti web contenenti PDF di testate associate FIEG.
Ciò è avvenuto grazie al servizio di monitoraggio fornito dalla società MUSO, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione della FIEG con Google, sono positivi e inducono a perseverare nel contrasto alla illegalità.

Di questi, 20 siti web sono stati definitivamente chiusi, 121.885 PDF di testate associate FIEG sono stati rimossi dalle pagine che li ospitavano.
Su questi risultati del programma di monitoraggio delle violazioni online del diritto d’autore il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ha espresso piena soddisfazione e ha ribadito che “la Fieg proseguirà con sempre maggiore determinazione la lotta alla pirateria digitale che colpisce i contenuti editoriali pubblicati dalle 334 testate associate alla FIEG”.

“La Fieg utilizza tutti i rimedi oggi esperibili per contrastare il dilagare dei fenomeni di pirateria digitale che colpiscono i contenuti editoriali” ha dichiarato Riffeser.
In un quadro così complesso, i risultati ad oggi conseguiti sono ancor più significativi. Al programma di monitoraggio del web – prosegue Riffeser – si aggiungono le altre iniziative di contrasto alla diffusione non autorizzata di contenuti editoriali sulle piattaforme social: per la prima volta la Fieg ed alcuni associati hanno segnalato congiuntamente a Telegram 11 canali/bot pirata e avviato la procedura AGCOM a tutela del diritto d’autore online nei confronti di Telegram e Facebook. Ma molto resta ancora da fare.”

Proseguiremo lungo la strada del contrasto alla illegalità” – conclude Riffeser –”poiché solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità“.

AAVV, Prove di resistenza del diritto d’autore. Modelli di distribuzione delle opere sulle piattaforme digitali. Incontro in memoria di Mario Fabiani

Prove di resistenza diritto d'autore

Gli articoli raccolti nel primo Quaderno di ALAI Italia affrontano una serie di temi che vanno ben oltre il campo riservato agli addetti ai lavori, ed entrano direttamente nel dibattito sugli sviluppi del Copyright nell’Unione Europea.

I contributi di accademici e di operatori del diritto seguono un percorso finalizzato ad analizzare l’importanza delle piattaforme digitali e della tecnologia cloud per la diffusione di libri, giornali, musica e audiovisivi. Infatti evidenziano gli effetti della direttivaDiritto d’autore nel Mercato Unico Digitale” sul commercio elettronico e di quella sul diritto d’autore nella società dell’informazione.

Il volume è un omaggio alla memoria di Mario Fabiani, uno dei più eminenti studiosi di diritto d’autore, da parte di ALAI Italia, Gruppo nazionale dell’Association Littéraire et Artistique Internationale.

Copertina flessibile: 200 pagine
Editore: Aracne (14 giugno 2018)
Collana: Quad. di ALAI Italia
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8825511760
ISBN-13: 978-8825511765

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Copyright UE: il sapore di un alimento non può beneficiare della tutela del diritto d’autore

Nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea (causa C‑310/17), che ha statuito che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e pertanto non gode della tutela del diritto d’autore / copyright.

La vicenda

L’«Heksenkaas» è un formaggio spalmabile con panna ed erbe aromatiche, creato nel 2007 da un commerciante olandese di prodotti ortofrutticoli e prodotti freschi. I diritti di proprietà intellettuale su tale prodotto sono attualmente detenuti dalla Levola, una società di diritto olandese, alla quale tale commerciante li ha ceduti.
Dal 2014 la Smilde, società di diritto olandese, produce un alimento denominato «Witte Wievenkaas» per una catena di supermercati nei Paesi Bassi.
Considerando che la produzione e la vendita del «Witte Wievenkaas» violassero il suo diritto d’autore sul sapore dell’«Heksenkaas», la Levola ha chiesto ai giudici olandesi di ingiungere alla Smilde di porre fine alla produzione e alla vendita di tale prodotto.
La Levola sostiene, da un lato, che il sapore dell’«Heksenkaas» costituisce un’opera tutelata dal diritto d’autore e, dall’altro, che il sapore del «Witte Wievenkaas» costituisce una riproduzione di tale opera.
Chiamato a pronunciarsi in sede di appello su tale controversia, il Gerechtshof ArnhemLeeuwarden (corte d’appello di Arnhem-Leeuwarden, Paesi Bassi) chiede alla Corte di giustizia se il sapore di un alimento possa beneficiare di tutela in forza della direttiva sul diritto d’autore.

La sentenza della Corte di Giustizia

Nella sua sentenza, la Corte sottolinea che, per essere tutelato dal diritto d’autore a norma della Direttiva 2001/29/CE, il sapore di un alimento deve poter essere qualificato come «opera» ai sensi della medesima direttiva.
Tale qualificazione presuppone, anzitutto, che l’oggetto di cui trattasi costituisca una creazione intellettuale originale. Essa richiede, inoltre, un’«espressione» di tale creazione intellettuale originale.
Infatti, ai sensi dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPs, n.d.r.), adottato nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e al quale l’Unione ha aderito, e del Trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) sul diritto d’autore (WCT – WIPO Copyright Treaty, n.d.r.), del quale l’Unione è parte, sono le espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali a poter costituire oggetto di tutela in virtù del diritto d’autore.
Di conseguenza, la nozione di «opera» di cui alla direttiva implica necessariamente un’espressione dell’oggetto della tutela ai sensi del diritto d’autore che lo renda identificabile con sufficiente precisione e obiettività.

La decisione

In tale contesto, la Corte rileva che non vi è possibilità di procedere a un’identificazione precisa e obiettiva per quanto riguarda il sapore di un alimento.
Su tale punto, la Corte precisa che, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, che è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili.
Infatti, queste ultime dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l’ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene  assaggiato.
Inoltre, non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili allo stato attuale dello sviluppo scientifico, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo.
Ciò considerato, la Corte conclude dichiarando che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e, quindi, non può beneficiare della tutela del diritto d’autore ai sensi della direttiva.

La redazione

Crowfunding per la musica italiana? ci pensa commON Music

Crowfunding per la musica italiana? CommON Music è una innovativa piattaforma di crowdfunding per promuovere la musica italiana, generando benefici sia agli artisti che ai loro sostenitori.

Attraverso commOn Music gli artisti hanno la possibilità di realizzare i loro progetti grazie al sostegno dei “Supporter” e all’aiuto dello staff, che si occupa di management a 360 gradi: dalla supervisione e coordinamento audio/video dei brani, alla distribuzione digitale e alla promozione degli album, al recupero dei proventi derivati del diritto d’autore.

I “Supporter“, d’altra parte, hanno la possibilità di sostenere i loro artisti preferiti, prendendo parte attiva allo sviluppo del progetto. Possono anche ricevere una quota degli eventuali proventi editoriali maturati dalle opere.

L’iniziativa è finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del PO Puglia 2014/2020 nell’ambito del progetto PIN – Pugliesi Innovativi.

La registrazione, sia per gli artisti che per i sostenitori, è gratuita. Per conoscere meglio l’iniziativa e per registrarsi: www.commonmusic.it

AgCom: SIAE abusa della posizione dominante nei mercati dei servizi di gestione dei diritti d’autore

Con provvedimento del 25 settembre 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercat AgCom ha accertato che la SIAE, almeno dal 1° gennaio 2012, ha posto in essere un abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 TFUE, articolato in una pluralità di condotte complessivamente finalizzate a escludere i concorrenti dai mercati relativi ai servizi di gestione dei diritti d’autore non inclusi nella riserva originariamente prevista dall’art. 180 LDA, nonché a impedire il ricorso all’autoproduzione da parte dei titolari dei diritti, garantita dall’articolo 180, comma 4, LDA.

Secondo l’Autorità le condotte contestate nel provvedimento costituiscono una complessa strategia escludente che ha determinato, attraverso la pervicace affermazione di un monopolio non supportato dalla normativa, la compromissione del diritto di scelta dell’autore e la preclusione all’offerta dei servizi di gestione dei diritti d’autore da parte dei concorrenti.

In particolare, le condotte attraverso le quali SIAE ha attuato la propria strategia escludente riguardano:
a) l’imposizione di vincoli nell’offerta di servizi diversi tali da ricomprendere nel mandato relativo allo svolgimento dei servizi rientranti nella riserva legale esclusiva vigente fino al 15 ottobre 2017 anche servizi suscettibili di essere erogati in concorrenza, ostacolando la libertà dei titolari del diritto d’autore di gestire i propri diritti al momento dell’attribuzione, della limitazione o della revoca del mandato;
b) l’imposizione di vincoli volti ad assicurare alla SIAE la gestione dei diritti d’autore dei titolari non iscritti alla SIAE, anche persino là dove questi ultimi avevano espressamente manifestato la volontà di non avvalersi dei servizi da essa erogati;
c) l’imposizione di ostacoli nella stipulazione da parte degli utilizzatori – in particolare, emittenti TV nazionali e organizzatori di concerti live – di altri contratti di licenza d’uso delle opere con i concorrenti della SIAE;
d) l’esclusione dei concorrenti dai mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore di repertori esteri.

All’esito dell’accertamento, l’Autorità ha ordinato alla SIAE di porre immediatamente fine ai comportamenti distorsivi della concorrenza accertati e di astenersi in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi. Inoltre, l’Autorità ha irrogato alla SIAE una sanzione pecuniaria simbolica, pari a 1000 euro, in ragione del contesto entro cui si è realizzata la complessa strategia escludente accertata e, in particolare, il fatto che le condotte abusive sono state realizzate dalla SIAE in mercati caratterizzati da una stretta contiguità con gli ambiti coperti dalla riserva vigente fino al 15 ottobre 2017, nonché della specificità e complessità della fattispecie di cui si tratta.

Sebbene accompagnato da una sanzione simbolica di 1000 euro, è un provvedimento che non trova giustificazione nelle norme. Leggeremo e valuteremo con grande attenzione il testo” è stato il primo commento della SIAE.

La società dichiara inoltre di essere certa di poter dimostrare che nessuna violazione o abuso abbia avuto luogo e che il suo operato è stato sempre rispettoso della Legge sul diritto d’autore e delle norme in generale, anche in materia di concorrenza.

Inoltre SIAE dichiara di aver mantenuto negli anni una leadership soprattutto grazie alla propria capacità di fornire servizi innovativi, conquistando la fiducia dei propri associati e degli utilizzatori dei suoi repertori.

Il testo del provvedimento AgCom è disponibile a questo link.

Roberto Colantonio, Compendio di Diritto d’Autore

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Compendio Diritto d' Autore - ColantonioDal sito dell’editore:
Il compendio sul diritto d’autore copre un vuoto editoriale di alcuni anni. Diritto civile, diritto industriale e diritto penale hanno fatto a gara per appropriarsi del diritto d’autore ed illustrarne gli istituti nell’ambito di trattati più estesi. Alla gestione e valorizzazione degli immateriali le imprese guardano per finanziare la loro attività. Non soltanto asset aziendali, le proprietà intellettuali hanno a che fare con i diritti della personalità, costituzionalmente garantiti. Il dibattito degli ultimi anni riporta al centro la figura dell’autore, con i suoi diritti di carattere morale e patrimoniale e testimonia come il diritto d’autore sia più vivo che mai, di fronte alle sfide di internet e del copy left. Un compendio che è utile strumento a chi vuole ripassare il diritto d’autore e come introduzione per chi si approccia per la prima volta alla materia, per studi universitari, per la preparazione ai concorsi o per un approfondimento personale. Una lettura ragionata delle norme, suddivise per argomenti e con schemi di sintesi.

Editore: Primiceri Editore (19 maggio 2017)
Collana: FastLaw
Lingua: Italiano
ISBN-10: 9788833000008
ISBN-13: 978-8833000008
ASIN: 8833000001
Peso di spedizione: 390 g

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Sentenza della Corte di Cassazione in tema di sincronizzazione di opera musicale

Tornando nuovamente a trattare il tema della sincronizzazione di un’opera musicale, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 29811 del 12 dicembre 2017, ha espresso il seguente principio: “in tema di diritto d’autore, l’attività di «sincronizzazione» di un’opera musicale — intesa quale abbinamento od associazione permanente tra l’opera e le immagini (fisse o in movimento) — integra un abbinamento della stessa a immagini che dà luogo ad un prodotto diverso (un’opera cinematografica, audiovisiva, un filmato pubblicitario, un prodotto multimediale, uno sceneggiato televisivo e simili), attività che rientra nell’ambito delle facoltà esclusive dell’autore della composizione stessa, ai sensi dell’art. 12, secondo comma, LDA e laddove essa sia effettuata in difetto di preventivo consenso, costituisce violazione anche degli artt. 18 e 61 LDA“, confermando l’orientamento giurisprudenziale sul tema.

La sentenza segue il ricorso proposto avverso una sentenza della Corte di Appello di Roma, la n. 5477/2012, da noi fortemente criticata nel passato.

La Corte ha anche precisato che il diritto di sincronizzazione di un’opera musicale non è intermediato da SIAE.

Concludendo, la Cassazione ha espresso i seguenti principi di diritto, condivisibili in toto:

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, la «sincronizzazione», che è una forma di manipolazione ad uso riproduttivo di opere musicali, rientra nelle prerogative esclusive del loro autore a mente degli artt. 12 e 61 LDA, a prescindere dalla tipologia e dal contenuto del supporto, del prodotto o del mezzo audiovisivo cui la composizione musicale viene abbinata — sia esso un’opera cinematografica o audiovisiva, un filmato pubblicitario, un prodotto multimediale, uno sceneggiato televisivo e simili — dovendosi ragionevolmente escludere la riconducibilità della «sincronizzazione» dell’opera musicale tra quelle utilizzazioni ricomprese nell’accezione di «pubblica esecuzione».

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, l’art. 180 LDA non autorizza la SIAE a concedere il diritto alla «sincronizzazione» delle opere musicali attraverso la loro diffusione coniugata – in via elettronica – con le immagini, nei vari
format in cui esse vengono telediffuse, non essendo tale facoltà ricompresa nella richiamata previsione di legge (l’art. 180) e non rientrando tra i compiti istituzionali della SIAE.

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, il contratto con il quale la SIAE, ai sensi dell’art. 180 LDA, dia «licenza» per l’utilizzazione delle opere musicali in favore di un’impresa radio-televisiva, non comporta l’inclusione della sua utilizzazione nell’ambito di uno sceneggiato televisivo (o fiction o sequal o soap opera) per il tramite della cd. tecnica di «sincronizzazione» dell’opera musicale con le immagini televisive.

La raccolta di diritti d’autore nel mondo raggiunge i 9,2 miliardi di euro

La raccolta di diritti d’autore ha raggiunto un nuovo massimo storico di 9,2 miliardi di euro (10,1 miliardi di dollari USA) l’anno, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, secondo le nuove cifre pubblicate il 15 novembre scorso dalla Confederazione Internazionale delle Società degli Autori e Compositori (CISAC).

I numeri sono pubblicati nel CISAC Global Collections Report, ove sono stati raccolti e analizzati i dati del 2016 ricevuti dalle società di autori di 123 territori.

Per leggere il CISAC Global Collections Report online, clicca qui

Per leggere i punti salienti chiave del rapporto online, clicca qui

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