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Carlo Scollo Lavizzari, René Viljoen (a cura di), Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice (Inglese)

Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice

Nell’ambiente legale di oggi, le licenze di copyright richiedono una prospettiva internazionale.
I licenzianti nei mercati emergenti e sviluppati devono avere una comprensione dettagliata delle pratiche transfrontaliere. Il testo offre una guida selettiva alle pratiche di licenza d’autore in un certo numero di giurisdizioni, affrontando questioni chiave sull’agomento.

Le questioni principali affrontate:

  • analisi capitolo per capitolo della legislazione sulle licenze nelle giurisdizioni più frequenti, tra cui: Cina, UE, India, Messico, Russia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti;
  • discussione dell’interazione tra diritto d’autore e diritto della concorrenza;
  • chiara delineazione delle questioni legali più rilevanti e critiche, relative alle pratiche di licenza in tutte le giurisdizioni menzionate;
  • contributi di professionisti esperti, con preziosa conoscenza di prima mano delle pratiche di licenza internazionale..

Una risorsa preziosa per gli avvocati che stanno implementando o applicando un regime di licenze di copyright transfrontaliere. Gli studiosi di proprietà intellettuale troveranno il testo come una utile guida sui regolamenti e le pratiche internazionali.

Dettagli prodotto
Copertina rigida: 420 pagine
Editore: Edward Elgar Pub (29 giugno 2018)
Collana: Elgar Intellectual Property Law and Practice
Lingua: Inglese
ISBN-10: 9781784718503
ISBN-13: 978-1784718503
ASIN: 1784718505
Peso di spedizione: 880 g

FIEG: soddisfazione per i risultati ottenuti a tutela del copyright dei giornali

La Federazione Italiana Editori Giornaili FIEG ha annunciato che il trafficopirata” dall’Italia si è ridotto del 67% grazie alla identificazione di 2014 siti web contenenti PDF di testate associate FIEG.
Ciò è avvenuto grazie al servizio di monitoraggio fornito dalla società MUSO, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione della FIEG con Google, sono positivi e inducono a perseverare nel contrasto alla illegalità.

Di questi, 20 siti web sono stati definitivamente chiusi, 121.885 PDF di testate associate FIEG sono stati rimossi dalle pagine che li ospitavano.
Su questi risultati del programma di monitoraggio delle violazioni online del diritto d’autore il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ha espresso piena soddisfazione e ha ribadito che “la Fieg proseguirà con sempre maggiore determinazione la lotta alla pirateria digitale che colpisce i contenuti editoriali pubblicati dalle 334 testate associate alla FIEG”.

“La Fieg utilizza tutti i rimedi oggi esperibili per contrastare il dilagare dei fenomeni di pirateria digitale che colpiscono i contenuti editoriali” ha dichiarato Riffeser.
In un quadro così complesso, i risultati ad oggi conseguiti sono ancor più significativi. Al programma di monitoraggio del web – prosegue Riffeser – si aggiungono le altre iniziative di contrasto alla diffusione non autorizzata di contenuti editoriali sulle piattaforme social: per la prima volta la Fieg ed alcuni associati hanno segnalato congiuntamente a Telegram 11 canali/bot pirata e avviato la procedura AGCOM a tutela del diritto d’autore online nei confronti di Telegram e Facebook. Ma molto resta ancora da fare.”

Proseguiremo lungo la strada del contrasto alla illegalità” – conclude Riffeser –”poiché solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità“.

Copyright UE: il sapore di un alimento non può beneficiare della tutela del diritto d’autore

Nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea (causa C‑310/17), che ha statuito che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e pertanto non gode della tutela del diritto d’autore / copyright.

La vicenda

L’«Heksenkaas» è un formaggio spalmabile con panna ed erbe aromatiche, creato nel 2007 da un commerciante olandese di prodotti ortofrutticoli e prodotti freschi. I diritti di proprietà intellettuale su tale prodotto sono attualmente detenuti dalla Levola, una società di diritto olandese, alla quale tale commerciante li ha ceduti.
Dal 2014 la Smilde, società di diritto olandese, produce un alimento denominato «Witte Wievenkaas» per una catena di supermercati nei Paesi Bassi.
Considerando che la produzione e la vendita del «Witte Wievenkaas» violassero il suo diritto d’autore sul sapore dell’«Heksenkaas», la Levola ha chiesto ai giudici olandesi di ingiungere alla Smilde di porre fine alla produzione e alla vendita di tale prodotto.
La Levola sostiene, da un lato, che il sapore dell’«Heksenkaas» costituisce un’opera tutelata dal diritto d’autore e, dall’altro, che il sapore del «Witte Wievenkaas» costituisce una riproduzione di tale opera.
Chiamato a pronunciarsi in sede di appello su tale controversia, il Gerechtshof ArnhemLeeuwarden (corte d’appello di Arnhem-Leeuwarden, Paesi Bassi) chiede alla Corte di giustizia se il sapore di un alimento possa beneficiare di tutela in forza della direttiva sul diritto d’autore.

La sentenza della Corte di Giustizia

Nella sua sentenza, la Corte sottolinea che, per essere tutelato dal diritto d’autore a norma della Direttiva 2001/29/CE, il sapore di un alimento deve poter essere qualificato come «opera» ai sensi della medesima direttiva.
Tale qualificazione presuppone, anzitutto, che l’oggetto di cui trattasi costituisca una creazione intellettuale originale. Essa richiede, inoltre, un’«espressione» di tale creazione intellettuale originale.
Infatti, ai sensi dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPs, n.d.r.), adottato nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e al quale l’Unione ha aderito, e del Trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) sul diritto d’autore (WCT – WIPO Copyright Treaty, n.d.r.), del quale l’Unione è parte, sono le espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali a poter costituire oggetto di tutela in virtù del diritto d’autore.
Di conseguenza, la nozione di «opera» di cui alla direttiva implica necessariamente un’espressione dell’oggetto della tutela ai sensi del diritto d’autore che lo renda identificabile con sufficiente precisione e obiettività.

La decisione

In tale contesto, la Corte rileva che non vi è possibilità di procedere a un’identificazione precisa e obiettiva per quanto riguarda il sapore di un alimento.
Su tale punto, la Corte precisa che, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, che è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili.
Infatti, queste ultime dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l’ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene  assaggiato.
Inoltre, non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili allo stato attuale dello sviluppo scientifico, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo.
Ciò considerato, la Corte conclude dichiarando che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e, quindi, non può beneficiare della tutela del diritto d’autore ai sensi della direttiva.

La redazione

Crowfunding per la musica italiana? ci pensa commON Music

Crowfunding per la musica italiana? CommON Music è una innovativa piattaforma di crowdfunding per promuovere la musica italiana, generando benefici sia agli artisti che ai loro sostenitori.

Attraverso commOn Music gli artisti hanno la possibilità di realizzare i loro progetti grazie al sostegno dei “Supporter” e all’aiuto dello staff, che si occupa di management a 360 gradi: dalla supervisione e coordinamento audio/video dei brani, alla distribuzione digitale e alla promozione degli album, al recupero dei proventi derivati del diritto d’autore.

I “Supporter“, d’altra parte, hanno la possibilità di sostenere i loro artisti preferiti, prendendo parte attiva allo sviluppo del progetto. Possono anche ricevere una quota degli eventuali proventi editoriali maturati dalle opere.

L’iniziativa è finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del PO Puglia 2014/2020 nell’ambito del progetto PIN – Pugliesi Innovativi.

La registrazione, sia per gli artisti che per i sostenitori, è gratuita. Per conoscere meglio l’iniziativa e per registrarsi: www.commonmusic.it

AgCom: SIAE abusa della posizione dominante nei mercati dei servizi di gestione dei diritti d’autore

Con provvedimento del 25 settembre 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercat AgCom ha accertato che la SIAE, almeno dal 1° gennaio 2012, ha posto in essere un abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 TFUE, articolato in una pluralità di condotte complessivamente finalizzate a escludere i concorrenti dai mercati relativi ai servizi di gestione dei diritti d’autore non inclusi nella riserva originariamente prevista dall’art. 180 LDA, nonché a impedire il ricorso all’autoproduzione da parte dei titolari dei diritti, garantita dall’articolo 180, comma 4, LDA.

Secondo l’Autorità le condotte contestate nel provvedimento costituiscono una complessa strategia escludente che ha determinato, attraverso la pervicace affermazione di un monopolio non supportato dalla normativa, la compromissione del diritto di scelta dell’autore e la preclusione all’offerta dei servizi di gestione dei diritti d’autore da parte dei concorrenti.

In particolare, le condotte attraverso le quali SIAE ha attuato la propria strategia escludente riguardano:
a) l’imposizione di vincoli nell’offerta di servizi diversi tali da ricomprendere nel mandato relativo allo svolgimento dei servizi rientranti nella riserva legale esclusiva vigente fino al 15 ottobre 2017 anche servizi suscettibili di essere erogati in concorrenza, ostacolando la libertà dei titolari del diritto d’autore di gestire i propri diritti al momento dell’attribuzione, della limitazione o della revoca del mandato;
b) l’imposizione di vincoli volti ad assicurare alla SIAE la gestione dei diritti d’autore dei titolari non iscritti alla SIAE, anche persino là dove questi ultimi avevano espressamente manifestato la volontà di non avvalersi dei servizi da essa erogati;
c) l’imposizione di ostacoli nella stipulazione da parte degli utilizzatori – in particolare, emittenti TV nazionali e organizzatori di concerti live – di altri contratti di licenza d’uso delle opere con i concorrenti della SIAE;
d) l’esclusione dei concorrenti dai mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore di repertori esteri.

All’esito dell’accertamento, l’Autorità ha ordinato alla SIAE di porre immediatamente fine ai comportamenti distorsivi della concorrenza accertati e di astenersi in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi. Inoltre, l’Autorità ha irrogato alla SIAE una sanzione pecuniaria simbolica, pari a 1000 euro, in ragione del contesto entro cui si è realizzata la complessa strategia escludente accertata e, in particolare, il fatto che le condotte abusive sono state realizzate dalla SIAE in mercati caratterizzati da una stretta contiguità con gli ambiti coperti dalla riserva vigente fino al 15 ottobre 2017, nonché della specificità e complessità della fattispecie di cui si tratta.

Sebbene accompagnato da una sanzione simbolica di 1000 euro, è un provvedimento che non trova giustificazione nelle norme. Leggeremo e valuteremo con grande attenzione il testo” è stato il primo commento della SIAE.

La società dichiara inoltre di essere certa di poter dimostrare che nessuna violazione o abuso abbia avuto luogo e che il suo operato è stato sempre rispettoso della Legge sul diritto d’autore e delle norme in generale, anche in materia di concorrenza.

Inoltre SIAE dichiara di aver mantenuto negli anni una leadership soprattutto grazie alla propria capacità di fornire servizi innovativi, conquistando la fiducia dei propri associati e degli utilizzatori dei suoi repertori.

Il testo del provvedimento AgCom è disponibile a questo link.

Roberto Colantonio, Compendio di Diritto d’Autore

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Compendio Diritto d' Autore - ColantonioDal sito dell’editore:
Il compendio sul diritto d’autore copre un vuoto editoriale di alcuni anni. Diritto civile, diritto industriale e diritto penale hanno fatto a gara per appropriarsi del diritto d’autore ed illustrarne gli istituti nell’ambito di trattati più estesi. Alla gestione e valorizzazione degli immateriali le imprese guardano per finanziare la loro attività. Non soltanto asset aziendali, le proprietà intellettuali hanno a che fare con i diritti della personalità, costituzionalmente garantiti. Il dibattito degli ultimi anni riporta al centro la figura dell’autore, con i suoi diritti di carattere morale e patrimoniale e testimonia come il diritto d’autore sia più vivo che mai, di fronte alle sfide di internet e del copy left. Un compendio che è utile strumento a chi vuole ripassare il diritto d’autore e come introduzione per chi si approccia per la prima volta alla materia, per studi universitari, per la preparazione ai concorsi o per un approfondimento personale. Una lettura ragionata delle norme, suddivise per argomenti e con schemi di sintesi.

Editore: Primiceri Editore (19 maggio 2017)
Collana: FastLaw
Lingua: Italiano
ISBN-10: 9788833000008
ISBN-13: 978-8833000008
ASIN: 8833000001
Peso di spedizione: 390 g

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Sentenza della Corte di Cassazione in tema di sincronizzazione di opera musicale

Tornando nuovamente a trattare il tema della sincronizzazione di un’opera musicale, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 29811 del 12 dicembre 2017, ha espresso il seguente principio: “in tema di diritto d’autore, l’attività di «sincronizzazione» di un’opera musicale — intesa quale abbinamento od associazione permanente tra l’opera e le immagini (fisse o in movimento) — integra un abbinamento della stessa a immagini che dà luogo ad un prodotto diverso (un’opera cinematografica, audiovisiva, un filmato pubblicitario, un prodotto multimediale, uno sceneggiato televisivo e simili), attività che rientra nell’ambito delle facoltà esclusive dell’autore della composizione stessa, ai sensi dell’art. 12, secondo comma, LDA e laddove essa sia effettuata in difetto di preventivo consenso, costituisce violazione anche degli artt. 18 e 61 LDA“, confermando l’orientamento giurisprudenziale sul tema.

La sentenza segue il ricorso proposto avverso una sentenza della Corte di Appello di Roma, la n. 5477/2012, da noi fortemente criticata nel passato.

La Corte ha anche precisato che il diritto di sincronizzazione di un’opera musicale non è intermediato da SIAE.

Concludendo, la Cassazione ha espresso i seguenti principi di diritto, condivisibili in toto:

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, la «sincronizzazione», che è una forma di manipolazione ad uso riproduttivo di opere musicali, rientra nelle prerogative esclusive del loro autore a mente degli artt. 12 e 61 LDA, a prescindere dalla tipologia e dal contenuto del supporto, del prodotto o del mezzo audiovisivo cui la composizione musicale viene abbinata — sia esso un’opera cinematografica o audiovisiva, un filmato pubblicitario, un prodotto multimediale, uno sceneggiato televisivo e simili — dovendosi ragionevolmente escludere la riconducibilità della «sincronizzazione» dell’opera musicale tra quelle utilizzazioni ricomprese nell’accezione di «pubblica esecuzione».

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, l’art. 180 LDA non autorizza la SIAE a concedere il diritto alla «sincronizzazione» delle opere musicali attraverso la loro diffusione coniugata – in via elettronica – con le immagini, nei vari
format in cui esse vengono telediffuse, non essendo tale facoltà ricompresa nella richiamata previsione di legge (l’art. 180) e non rientrando tra i compiti istituzionali della SIAE.

In tema di protezione del diritto di autore e con riferimento alle opere musicali, il contratto con il quale la SIAE, ai sensi dell’art. 180 LDA, dia «licenza» per l’utilizzazione delle opere musicali in favore di un’impresa radio-televisiva, non comporta l’inclusione della sua utilizzazione nell’ambito di uno sceneggiato televisivo (o fiction o sequal o soap opera) per il tramite della cd. tecnica di «sincronizzazione» dell’opera musicale con le immagini televisive.

La raccolta di diritti d’autore nel mondo raggiunge i 9,2 miliardi di euro

La raccolta di diritti d’autore ha raggiunto un nuovo massimo storico di 9,2 miliardi di euro (10,1 miliardi di dollari USA) l’anno, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, secondo le nuove cifre pubblicate il 15 novembre scorso dalla Confederazione Internazionale delle Società degli Autori e Compositori (CISAC).

I numeri sono pubblicati nel CISAC Global Collections Report, ove sono stati raccolti e analizzati i dati del 2016 ricevuti dalle società di autori di 123 territori.

Per leggere il CISAC Global Collections Report online, clicca qui

Per leggere i punti salienti chiave del rapporto online, clicca qui

Per leggere il comunicato stampa online, clicca qui

In vigore oggi il nuovo testo dell’art. 180 della legge sul diritto d’autore

Entra in vigore oggi 31 ottobre 2017 il Decreto Legge n. 148 del 16 ottobre 2017, che prevede, all’art. 90, una modifica epocale alla legge sul diritto d’autore italiana, la Legge 22 aprile 1941, n. 633: cade, di fatto, l’intermediazione esclusiva della S.I.A.E. nel settore del diritto d’autore, esclusività (o, come più comunemente chiamato, monopolio) che dura sin dal 1941.

La decretazione d’urgenza si è resa necessaria per evitare una procedura d’infrazione a carico dell’Italia, che non avrebbe attuato pienamente la Direttiva n. 2014/26/UE.

Di seguito il nuovo testo dell’art. 180, con evidenziate le modifiche apportate dal D.L. 148:

Articolo 180
[1] L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori S.I.A.E. ed agli altri organismi di gestione collettiva di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35.
[2] Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell’interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l’utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
[3] L’attività della Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) si esercita altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali essa ha una rappresentanza organizzata.
[4] La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all’autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.
[5] Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all’autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinati dal regolamento.
[6] Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell’opera possono dar luogo a percezione di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nel regno, nell’Africa italiana e nei possedimenti italiani, ed i titolari di tali diritti non provvedono per qualsiasi motivo alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell’interesse dell’autore o dei suo successori od aventi causa.
[7] I proventi di cui al precedente comma, riscossi dalla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni; trascorso questo termine senza che siano stati reclamati dagli aventi diritto, saranno versati alla confederazione nazionale fascista professionisti ed artisti, per scopi di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti.

Ricordiamo che tali modifiche, per diventare definitive, dovranno essere approvate dal Parlamento entro due mesi da oggi.

Per comodità di lettura, riportiamo anche il testo in vigore sino a ieri:

Articolo 180
[1] L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori S.I.A.E..
[2] Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell’interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l’utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
[3] L’attività dell’ente si esercita altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali esso ha una rappresentanza organizzata.
[4] La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all’autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.
[5] Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all’autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinati dal regolamento.
[6] Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell’opera possono dar luogo a percezione di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nel regno, nell’Africa italiana e nei possedimenti italiani, ed i titolari di tali diritti non provvedono per qualsiasi motivo alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell’interesse dell’autore o dei suo successori od aventi causa.
[7] I proventi di cui al precedente comma, riscossi dalla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni; trascorso questo termine senza che siano stati reclamati dagli aventi diritto, saranno versati alla confederazione nazionale fascista professionisti ed artisti, per scopi di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti.

Commissione Cultura Camera: audizione del presidente SIAE

Lo scorso 19 settembre alle ore 11,30 la Commissione Cultura ha svolto l’audizione del presidente della Società italiana degli autori ed editori (Siae), Filippo Sugar, sui profili di attuazione del decreto legislativo n. 35 del 2017 (gestione collettiva diritti d’autore per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno).

A questo indirizzo è pubblicato il video dell’audizione:

http://webtv.camera.it/evento/11801

Al via il nuovo Bonus Cultura di 500 euro per i diciottenni: c’è anche la musica. Il report IPSOS sul consumo di musica

È stato pubblicato il decreto che consentirà ai giovani nati nel ’99 di accedere al bonus cultura per il 2017.

La grande novità, per la quale FIMI ha svolto un’intensa attività di sensibilizzazione istituzionale, è quella dell’inclusione della musica registrata tra i prodotti e i contenuti per i quali i diciottenni potranno utilizzare il bonus.

“L’inclusione della musica non riconosce solo il valore culturale che questo comparto, come libri e cinema, offre e rappresenta per i giovani, ma sottolinea quanto gli stessi possono essere avvicinati tramite l’innovazione digitale, come lo streaming. Ha dichiarato il CEO di FIMI, Enzo Mazza – La musica è stata introdotta dal Parlamento nella scorsa manovra di bilancio e speriamo che il bonus possa essere rinnovato anche per il 2018. Ci auguriamo inoltre che tutti i player di settore, dai negozi di dischi alle piattaforme per lo streaming musicale, aderiscano a questa importante iniziativa promossa per i giovani dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero per i Beni e le attività Culturali.” Ha concluso Enzo Mazza.

18 app è un’iniziativa a cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dedicata a promuovere la cultura.

Il programma, destinato a chi compie 18 anni nel 2017, permette di ottenere 500 euro da spendere in cinema, musica, concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza. Tutti i dettagli su www.18app.italia.it

IFPI ha rilasciato oggi Connecting with music, il report basato su una ricerca condotta da IPSOS Connect riguardo il consumo di musica registrata in 13 tra i principali mercati musicali nel mondo.

I punti-chiave del report globale sono:

  • I fan di tutto il mondo sono sempre più legati allo streaming audio: a livello globale, il 45% degli utenti ascolta la musica tramite un servizio audio autorizzato (un incremento del 37% rispetto al  2016). Il 90% degli ascoltatori in streaming sente la musica utilizzando uno smartphone.
  • I giovani fan rimangono fortemente legati alla musica, nonostante l’abbondanza dei media concorrenti: la fascia 13-15 anni è molto legata alla musica, l’85% utilizza i servizi in streaming.
  • Il Value Gap: i servizi di upload video, come YouTube, rappresentano le piattaforme di streaming on-demand più utilizzate dagli ascoltatori, tuttavia non rendono un valore equo alla comunità musicale. L’85% dei visitatori di YouTube, ogni mese, usa il sito per la musica e il 76% lo utilizza per ascoltare musica che già conosce.

Tra i dati sul mercato italiano risulta interessante notare che:

  • Il 98% degli utenti attivi online dichiara di ascoltare musica tramite modalità in licenza, l’85% usa servizi di video streaming musicali mentre il 46% degli utenti intervistati utilizza un servizio di streaming audio.
  • Tra i metodi di ascolto che incontrano maggiore riscontro, inoltre, emerge la radio (95%), anche se il 42% degli intervistati dichiara di acquistare musica sia in formato fisico che digitale.
  • Molto alto il dato sui giovani tra 16 e i 24 anni che utilizzano lo smartphone per l’ascolto di musica  (91%). Anche i giovanissimi (13 – 15 anni) risultano fortemente legati al mondo musicale ed il 77% degli intervistati dichiara di fruire di musica tramite servizio di audio e video streaming.

Il  report sui dati internazionale può essere scaricato tramite questo LINK

L’estratto dati sull’Italia – QUI

Grande successo nelle scuole per la campagna educativa “Rispettiamo la Creatività”

Oltre 25.000 alunni hanno partecipato alla 6° edizione del progetto Bilancio positivo per il progetto Rispettiamo la Creatività che, nell’anno scolastico appena concluso, ha coinvolto oltre 25.000 allievi delle scuole secondarie di I° grado di tutta Italia.

L’iniziativa, che ha preso il via nell’anno scolastico 2009‐2010, si propone di sensibilizzare i giovani sul valore della creatività e sull’uso legale delle nuove tecnologie attraverso un piano educativo che, ogni anno, prevede la distribuzione gratuita di kit didattici per gli insegnanti e un’azione di monitoraggio e valutazione qualitativa e quantitativa dei risultati ottenuti attraverso interviste agli insegnanti e attraverso due iniziative collaterali per gli allievi: i questionari “Dicci la tua” e il concorso “Disegna la locandina di Rispettiamo la Creatività”.

Nell’edizione conclusa quest’anno oltre 1000 classi e più di 300 insegnanti hanno partecipato al progetto, lavorando ai temi della campagna attraverso il materiale interattivo, le attività, i giochi e i video forniti con il kit didattico. Grande successo anche per le attività collaterali alle quali hanno partecipato migliaia di studenti: i questionari allievi ricevuti sono stati 5.095. Dalla loro analisi sarà possibile valutare l’impatto dell’azione educativa e acquisire dati utili per conoscere il rapporto tra i giovani, la creatività e le nuove tecnologie. Il concorso creativo ha offerto invece l’opportunità ai ragazzi di proporre il loro punto di vista sul tema della campagna presentando un disegno accompagnato da uno slogan. In quest’anno scolastico, gli elaborati ricevuti sono stati 1.070.

Questi numeri segnano una notevole crescita del progetto, non solo con riguardo al numero di giovani sensibilizzati, ma anche per quanto riguarda il gradimento delle attività proposte da parte del corpo docente. Oltre il 91% degli insegnanti ha, infatti, avuto una percezione entusiasta dell’iniziativa, ritenendola estremamente importante per i ragazzi.

Il progetto “Rispettiamo la Creatività” è promosso da AFI ‐ Associazione dei Fonografi Italiani, ANICA ‐ Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, FAPAV ‐ Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, MPA ‐ Motion Picture Association of America, Nuovo IMAIE ‐ Nuovo Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti, Interpreti, Esecutori, SIAE ‐ Società Italiana degli Autori ed Editori e UNIVIDEO ‐ Unione Italiana Editoria Audiovisiva Media Digitali e Online, quali partner italiani di EMCA ‐ European Multimedia Copyright Alliance.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ELLESSE EDU, gode del patrocinio dell’AGCOM, della collaborazione del MIUR ‐ Uffici Scolastici Regionali ‐ e vede la partecipazione della Direzione Generale Biblioteche ed Istituti Culturali del MIBACT.
L’azione di sensibilizzazione è promossa anche attraverso il sito www.rispettiamolacreativita.it che permette a tutti di accedere a contenuti didattici sui temi della campagna e dove è possibile vedere l’infografica del progetto e partecipare a quiz e questionari sul mondo della creatività.

“Rispettiamo la Creatività”, frutto dell’impegno congiunto dei suoi promotori, rappresenta una risposta concreta dell’Italia agli obiettivi di educazione oggi più che mai ritenuti prioritari per favorire la crescita di una cultura del rispetto della creatività, per promuovere l’utilizzo dei servizi web legali e per diffondere un uso corretto delle nuove tecnologie.

Guardia di Finanza Cagliari: operazione “pirate on demand”. bloccata piattaforma web utilizzata per l’accesso abusivo ai canali Mediaset Premium e Sky

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria del capoluogo sardo, ha proceduto al sequestro di 9 portali internet attraverso i quali era possibile accedere illegalmente ai canali Mediaset e Sky.
I dati scambiati mediante l’utilizzo di ben 89 server sono risultati pari a 178 terabyte (quasi 180.000 gigabyte) con un’offerta di prodotti televisivi ampia e variegata spaziante dallo sport al cinema passando per l’entertainment ed i contenuti per i piu’ piccoli.
Con questi risultati, le Fiamme Gialle hanno concluso l’operazione denominata “pirate on demand”, nel cui ambito e’ stata individuata e bloccata una vasta rete telematica per l’illecita diffusione e vendita online di interi palinsesti ricorrendo alla cd. Iptv.
Si tratta di una tecnica in forte diffusione, finalizzata all’immissione sul web a beneficio di una platea indifferenziata di utenti per lo scaricamento, abusivo, e a prezzi stracciati, di eventi sportivi, film, serie televisive e concerti, in illecita e dannosa concorrenza con le emittenti televisive titolari dei relativi diritti.
Le indagini – iniziate nel mese di settembre 2016 e coordinate dal sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Cagliari, dott. Giangiacomo Pilia – hanno interessato note piattaforme, ai primi posti nel panorama nazionale per la fruizione abusiva dei canali di Mediaset Premium e Sky, le quali offrivano contenuti pirata sia in modalità “streaming live”, cioè in diretta, che in modalità “streaming on demand”, fruibili, quindi, a richiesta degli internauti.
Riscontrate le informazioni preliminarmente acquisite sul sistema illecito, sul suo funzionamento e diffusione, gli investigatori – in collaborazione con le unita’ anti piracy di Sky e Mediaset con il supporto della digital content protection – hanno orientato gli accertamenti al puntuale monitoraggio della rete internet e delle proposte di streaming presenti, nonché, quindi, alla selezione dei portali effettivamente utilizzati per le attivita’ illecite in questione analizzando una consistente mole di dati scambiati tra internet service providers (isp), uploaders ed utenti finali.
Tale processo di ricerca, qualificazione e selezione e’ stato perseguito circoscrivendo i cluster di informazioni di reale interesse e inerenza rispetto al contesto oggetto delle indagini (nickname ed indirizzi ip maggiormente ricorrenti).
Il primo step dell’operazione si era quindi concluso con l’oscuramento dei siti web cosi’ individuati in esecuzione del provvedimento di inibizione emesso dal magistrato procedente e notificato agli internet providers.
Inoltre, un soggetto residente in provincia di Varese, ritenuto dagli investigatori l’amministratore commerciale della piattaforma illegale, era stato denunciato per violazione della normativa sul diritto d’autore.
Con la fase conclusiva dell’indagine, oltre alla permanenza del blocco dei canali di accesso alla piattaforma pirata, si e’ provveduto al materiale e definitivo blocco degli 89 server utilizzati per alimentare i siti internet incriminati.
Contestualmente, le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni locali ed informatiche nei confronti di un soggetto residente nel maceratese, che – in concorso con l’amministratore commerciale della piattaforma web investigata – gestiva tecnicamente i flussi per la fruizione dei contenuti illeciti e per l’approvvigionamento dei siti pirata.
Sono stati, così, sequestrati personal computer, decoders, tessere sky, un tvbox, carte ricaricabili poste pay, uno smartphone, un router, un tv encoder, una tv kplus.
A carico di entrambi gli indagati sono state cosi’ riscontrate reiterate violazioni all’art.171 ter, comma 2, lettera a bis, della legge 633/41 (legge sulla protezione del diritto d’autore), nonché violazioni agli articoli 640 ter (frode informatica) e 473 del codice penale (contraffazione).
Le Fiamme Gialle provvederanno ora a quantificare i guadagni illegalmente conseguiti, ricostruendo il giro d’affari attraverso il numero degli abbonamenti sottoscritti.
E’ altresì al vaglio degli inquirenti la posizione di coloro che hanno acceduto attivamente alle piattaforme acquistando gli abbonamenti piratati e beneficiando, cosi’, dell’illecito vantaggio.
Lo sfruttamento illegale delle opere di ingegno sul web si conferma in preoccupante ascesa, soprattutto in correlazione alle piu’ elevate velocita’ di accesso consentite dal costante sviluppo tecnologico delle reti.
secondo le piu’ recenti stime, il solo sistema iptv in italia – che conta 2 milioni di fruitori – genera perdite per oltre 300 milioni di euro e ricadute negative sull’intero campo del tv entertainment.

La risoluzione ALAI sulla proposta della Commissione UE per una Direttiva sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale

Pubblichiamo la Risoluzione ALAI (Associazione Letteraria e Artistica Internazionale, la più antica associazione internazionale indipendente di studiosi del diritto d’autore) sulla proposta europea (14 settembre 2016) di introdurre una condivisione di valore più equa quando le opere e altri materiali protetti sono messi a disposizione del pubblico tramite strumenti elettronici.

Risoluzione
sulla proposta europea (14 settembre 2016) di introdurre una condivisione di valore più equa quando le opere e altri materiali protetti sono messi a disposizione del pubblico tramite strumenti elettronici.

Durante l’incontro del Comitato Esecutivo che si è tenuto a Parigi il 18 febbraio 2017, preso atto del lavoro in corso nell’Unione Europea, in particolare a seguito della presentazione della proposta della Commissione UE il 14 settembre 2016 per una Direttiva sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale (COM (2016) 593)(1),

l’Associazione Letteraria e Artistica Internazionale (ALAI)

I. Constata che gli articoli 13 e 14 e il considerando 38 della Proposta di Direttiva sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale del 14 Settembre 2016 (COM (2016) 593) hanno lo scopo di delineare la costruzione giuridica di seguito descritta:

1 – Precisare – con riguardo a servizi consistenti nella memorizzazione delle opere e dei materiali protetti – quali siano le condizioni per il riconoscimento dello status di prestatore di hosting (art. 14 della Direttiva 2000/31/EC sul commercio elettronico(2)), mediante l’indicazione non esaustiva dei fatti o degli atti che fanno ritenere che il prestatore del servizio svolga un ruolo attivo (ottimizzando la presentazione delle opere e dei materiali protetti o promuovendoli), tale da precludere il suddetto riconoscimento e da rendere, quindi, il prestatore del servizio della società dell’informazione assoggettabile – alla pari di ogni altro soggetto che sfrutta il diritto di comunicazione al pubblico – all’applicazione del diritto d’autore e dei diritti connessi (ovvero alla richiesta di autorizzazione, incluso il diritto al corrispettivo, secondo il parere dei titolari).

2 – Specificare (art. 13 della Proposta) che i prestatori di servizi che memorizzano e forniscono accesso a una grande quantità di opere o di materiali protetti – anche se operano come prestatori di hosting (art. 14 della citata Direttiva 2000/31/EC) – non possono limitarsi ad essere reattivi, intervenendo solo su segnalazione (con obbligo di rimozione, dopo aver appreso dell’esistenza di contenuti illegali), ma devono, al contrario, essere proattivi, con “misure adeguate e proporzionate”, ovvero:
– concludendo accordi con i titolari dei diritti d’autore o dei diritti connessi per la memorizzazione di opere e materiali protetti e la loro messa a disposizione del pubblico, nonché agendo in piena trasparenza nell’applicazione degli accordi stessi;
– adottando, in assenza di accordi, misure (“tecnologie efficaci”) per impedire ex ante che le opere o altri materiali protetti siano messi a disposizione del pubblico.

3 – Specificare (art. 14 della Proposta) che gli Stati membri devono prevedere obblighi di trasparenza a favore degli autori e degli artisti interpreti o esecutori, i quali devono ricevere adeguate informazioni dalle loro controparti contrattuali, tali da assicurare che il sistema della loro remunerazione sia equilibrato. Questa esigenza deve essere soddisfatta anche con l’introduzione (art. 15) di un meccanismo di adeguamento delle obbligazioni contrattuali e con l’istituzione di un meccanismo per la risoluzione delle controversie per i problemi derivanti dall’applicazione dei principi affermati dalla direttiva (art. 16).
II. Esprime la sua approvazione, in generale, per la costruzione giuridica prospettata e per la volontà delle autorità europee di assicurare che sia condiviso in modo più equo il valore prodotto dalla messa a disposizione del pubblico delle opere attraverso le reti digitali:
– in primo luogo, imponendo obblighi agli intermediari tecnici, che cercano di sfruttare l’incertezza sul ruolo di alcuni prestatori di servizi per catturare la maggior parte del valore derivante dall’attrattività delle opere;
– in secondo luogo, imponendo misure che costituiscono i primi passi verso un equilibrio economico più equo nei rapporti tra autori e artisti interpreti ed esecutori, da un lato, e gli utilizzatori, dall’altro.

III – Richiama, a tal proposito, il ruolo fondamentale degli autori, senza i quali non ci sarebbero opere da mettere a disposizione del pubblico, così come quello degli artisti interpreti o esecutori.

IV – Osserva che:
1. – Quanto al “ruolo attivo” svolto da un servizio della società dell’informazione, tale per cui il servizio stesso non può usufruire dei vantaggi connessi allo status di hosting provider, la costruzione semplicemente riflette l’applicazione restrittiva delle conclusioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella causa L’Oreal (CJEU, 12 luglio 2011, eBay v L’Oréal, C 324/09).
La formulazione della Commissione Europea di criteri non esaustivi nel Considerando 38 delle Proposta di Direttiva sul Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale (quali l’ottimizzazione della presentazione delle opere o degli altri materiali protetti e la loro promozione) intende correggere l’errore talvolta commesso dalle corti nazionali, quando confondono il ruolo attivo del provider con la conoscenza da parte di quest’ultimo dell’esistenza di contenuti illegali, arrivando all’erronea conclusione che la mancanza di conoscenza basterebbe ad attribuire al servizio i vantaggi connessi allo status di hosting provider.
Vero è che l’effettiva conoscenza prova, di solito, il ruolo attivo del servizio (che, quindi, riveste un ruolo quasi editoriale); non è tuttavia automaticamente vero il contrario. L’ignoranza del contenuto non è, infatti, sufficiente a provare che il servizio svolge un ruolo meramente passivo. La proposta della Commissione, quindi, non solo giustamente separa le due distinte nozioni di ruolo passivo da una parte, e di ignoranza dall’altra, ma offre anche un’utile specificazione del tipo di criteri da utilizzare per distinguere queste due nozioni.

2. L’affermazione del considerando 38 della Proposta di Direttiva in materia di Diritto d’Autore nel Mercato Unico Digitale, secondo la quale i servizi della società dell’informazione che rendono le opere accessibili al pubblico compiono un atto di comunicazione, non fa altro che applicare le soluzioni richiamate dagli strumenti internazionali (articolo 8 del Trattato WIPO sul Diritto d’Autore del 20 dicembre 1996) o europei (articolo 3 della direttiva 2001/29/CE). Il chiarimento è, quindi, utile in ragione delle divergenze interpretative che si sono talvolta presentate.

3. L’obbligo a essere proattivi che incombe sui servizi della società dell’informazione, qualificabili come “hosting”, riguarda solo i servizi della società dell’informazione nel campo del diritto d’autore e dei diritti connessi, le cui attività eccedono un determinato volume (memorizzano una grande quantità di opere).
Queste obbligazioni sono il risultato di un dialogo (collaborazione) che deve istituirsi tra gli aventi diritto e i prestatori di servizi.
Numerosi prestatori di servizi hanno già spontaneamente adempiuto ai futuri obblighi della direttiva. Il fatto di rendere queste soluzioni obbligatorie senza dubbio consentirà:
– L’introduzione di misure che, in mancanza di un accordo, impediscano il caricamento di contenuti non autorizzati. L’utilizzo di un sistema di riconoscimento tramite fingerprinting avrà una maggiore efficacia del semplice meccanismo di “take down/stay down”, che impedisce la reimmissione di opere non autorizzate, per cui sia già stata richiesta e ottenuta la rimozione, in quanto renderà possibile prevenire il caricamento iniziale del contenuto non autorizzato (blocco ex ante), grazie alla predisposizione di fingerprinting applicati a tale fine;
– La negoziazione, nel quadro di un accordo, di migliori condizioni economiche per gli aventi diritto, i quali potranno disporre di strumenti legali forti grazie all’adozione delle soluzioni sostenute dalla Proposta di Direttiva;
– Un miglior monitoraggio dei risultati finali dell’accordo stesso (trasparenza).
Si aggiunge, inoltre, che l’impegno richiesto ai prestatori di servizi non è in contrasto con l’art. 15 della direttiva 2000/31/EC, che proibisce di imporre un obbligo generale di sorveglianza ai prestatori di servizi di cui agli articoli 12-14 della stessa direttiva. In primo luogo, le misure in questione sono mirate e non generali. In secondo luogo, la loro adozione è il risultato di una concertazione tra prestatori di servizi ed aventi diritto e, pertanto, non può in alcun modo essere considerata tale da costituire «un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite», vietata dall’art. 15 citato.
Al contrario, queste misure possono essere assimilate a quei passi “adeguati e proporzionati” che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ritiene possano richiedersi ai prestatori di servizi, lasciando a questi la scelta circa la misura da adottare in base al principio enunciato.

4. Tutta la costruzione giuridica permette di creare un circolo virtuoso, che offre le condizioni per uno sviluppo di un nuovo mercato da cui ogni attore (autore, artista interprete o esecutore, produttore, organismo di emissione, servizi della società dell’informazione, consumatori, etc.) può trarre beneficio.

V – Considera infine che:
– La costruzione giuridica proposta potrebbe essere molto più forte ed efficace se le soluzioni presentate nel considerando 38 fossero sancite in un articolo della futura direttiva.
– Alcune traduzioni del considerando 38 (soprattutto nella versione francese e tedesca) guadagnerebbero da una revisione, in quanto potrebbero indurre in errore relativamente al diritto di comunicazione al pubblico.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DAL COMITE’ EXECUTIF DELL’ALAI

Note:
1 http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016PC0593
2 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2000:178:0001:0016:IT:PDF

Operazione Odissea 3: la GdF sequestra altri 41 siti che violano il diritto d’autore

Le Unità Speciali della Guardia di Finanza stanno eseguendo una nuova operazione a contrasto della pirateria on line coordinata dalla Procura dalla Repubblica di Roma. Sono in corso di esecuzione i sequestri preventivi mediante oscuramento, su apposito decreto emesso dal Gip del Tribunale capitolino, di 41 siti web che consentivano l’illecita fruizione di film di primissima visione, nonché di eventi sportivi di cartello, in violazione dell’articolo 171 della legge 633/41.

In particolare i domini rendevano disponibile in totale evasione dei diritti, il più aggiornato catalogo di film di prima visione, da “I Magnifici 7” a “Suicide Squad”, da “Ghostbusters” a “Oceania” passando per “La Leggenda di Tarzan” nonché “Passengers”, solo per fare un esempio. Inoltre altri domini permettevano la visione di eventi sportivi di livello internazionale quali i campionati di calcio di maggiore richiamo in Europa come la Premier League, La Ligue1, Bundesliga, La Liga, Champions League, nonché le principali manifestazioni automobilistiche e motociclistiche, Formula 1, Moto GP, senza dimenticare i più importanti tornei di tennis ATP, da Wimbledon al Roland Garros, dagli US Open, agli appena conclusisi Australian Open.

Questi nuovi sequestri sono stati resi possibili grazie alle innovative metodiche investigative messe a punto, per la prima volta in Italia, dagli operatori del Nucleo Speciale Radiodiffusione Editoria secondo gli impulsi ricevuti dalla Procura della Repubblica di Roma, che hanno consentito il superamento dei sistemi di anonimizzazione, volti all’esterovestizione, utilizzati dai siti web che pubblicano illecitamente materiale protetto dal diritto d’autore.

La strategia operativa scelta dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza negli ultimi tre anni ha comportato l’adozione di due metodologie innovative a contrasto delle attività illecite sul web, la prima è la nota “follow the money” ed ha riguardato la pubblicità che sosteneva i siti pirata, la seconda definita “follow the hosting”, evoluzione della prima, mira a rendere vano il tentativo di far risultare all’estero il “server” del sito pirata, che utilizza, a tal fine, sistemi di anonimizzazione disponibili in modalità “cloud”. In pratica, individuato il sito web che opera illegalmente, viene richiesto ai provider di verificare sui propri server la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting, Server Dedicato”, oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o registrazione del nome a dominio.

Prima dell’adozione di tali metodologie operative, secondo analisi approfondite svolte dalla Fapav, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, il tasso di diffusione della pirateria audiovisiva in Italia era del 37% da cui si evince un danno economico stimato di circa 500mln di Euro. Sempre secondo Fapav il 34% dei prodotti cinematografici era già disponibile online illecitamente il primo giorno di programmazione nelle sale, entro il primo weekend era invece online illegalmente il 58% dei film. Ogni giorno in Italia avvenivano 1.239.000 visioni illecite di contenuti audiovisivi, giusta quanto emerge da una rilevazione effettuata nel 2014.

Tutto questo a fronte della chiusura di 857 sale cinematografiche nel Paese, maggiormente piccole sale cittadine, quale effetto determinato dalla crisi e dalla pirateria.
Oltre a violare la legge, nel caso venga scaricato e condiviso, consumando un prodotto illegale in streaming si rischia concretamente di danneggiare, con effetti spesso irreparabili, il proprio Pc o Tablet attraverso applicazioni terze che vengono scaricate ovvero si rischia di cliccare su finte icone “play” che celano pubblicità con virus, malware, popup, script malevoli.

Con questa ultima operazione salgono a ben 290 i siti oscurati nell’ultimo trimestre dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza a tutela del Diritto d’Autore, attraverso l’applicazione di un innovativo approccio al contrasto degli illeciti sul web, con una progressione che non ha paragoni negli ultimi anni.

Il diritto d’autore dell’era digitale nelle biblioteche, mediateche e videoteche, Mestre, 31 gennaio 2017

Il diritto d’autore dell’era digitale nelle biblioteche, mediateche e videoteche

Mestre, martedì 31 gennaio 2017
Centro Culturale Candiani
dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00
corso tenuto dal prof. Roberto Caso

Seminario di formazione e aggiornamento organizzato dall’Associazione Videoteche e Mediateche Italiane AVI in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche AIB, la sezione Veneto dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana ANAI, il Centro Culturale Candiani di Mestre e la Mediateca di Cinemazero di Pordenone.

PRESENTAZIONE
Nei servizi rivolti all’utenza e alla cittadinanza, la corretta interpretazione della legislazione volta a garantire da una parte la libera circolazione del sapere e della fruizione dei contenuti, e dall’altra la tutela dei diritti d’autore e connessi di chi questi contenuti ha creato, non è né semplice né immediata.
L’era digitale, potenziando enormemente la capacità di diffusione della cultura e dell’informazione, ha creato non poche aspettative, nuove riflessioni e diversi problemi concreti riguardanti le modalità di fruizione e distribuzione dell’opera intellettuale.

FINALITÀ
Il corso intende fornire le principali e specifiche nozioni per una corretta interpretazione delle norme attualmente in vigore, utili all’organizzazione di servizi di risorse digitali.

A CHI È RIVOLTO
Responsabili e operatori di archivi, biblioteche, mediateche, videoteche e cineteche, sia pubbliche sia private, bibliotecari, conservatori e addetti di musei, ricercatori, operatori nel settore audio video e nel patrimonio culturale online, e in generale a quanti interessati alle tematiche del seminario.

Per maggiori informazione, programma e iscrizione:

http://www.avimediateche.it/it/c/ka5c3c/il_diritto_dautore_dell.html#ct_descr

Diritto d’autore e valorizzazione dei beni culturali online, Bologna, 11 gennaio 2017

DIRITTO D’AUTORE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI ON LINE

Mercoledì 11 gennaio 2017 – ore 9.30-12.30
Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Sala Convegni del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale, g.c.
Via Mentana 2/A – Bologna

Docenti:
– Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Ordinario di Diritto privato e di Diritto di Internet, Università di Bologna
– Prof. Avv. Annarita Ricci
Ricercatrice di Diritto privato, Università di Chieti

L’appuntamento si rivolge in particolare a chi professionalmente si adopra per valorizzare un bene culturale, per farlo conoscere ed utilizzare: responsabili e operatori di biblioteche, archivi, musei, videoteche, cineteche, case editrici e associazioni professionali di settore.

Con il patrocinio di:
– IBC, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
– AIB, Associazione Italiana Biblioteche, Sezione Emilia-Romagna

QUOTA DI ISCRIZIONE: 10 EUR / Soci AIB: 0 EUR
– Pagamento: in contanti, il giorno dell’incontro
– Soci AIB: gratuito, con presentazione della tessera

PER ISCRIVERSI – Collegarsi a www.iger.org, entrare in Diritto d’autore e valorizzazione dei beni culturali on line e seguire le istruzioni –
Fino ad esaurimento posti

“Il copyright in rete. Uso corretto delle informazioni in rete tra pubblico dominio e tutele”, Roma, 31 gennaio e 1 febbraio 2017

La sezione Lazio dell’AIB organizza la seconda edizione del corso “Il copyright in rete. Uso corretto delle informazioni in rete tra pubblico dominio e tutele” tenuto da Antonella De Robbio il 31 gennaio e il 1 febbraio 2017 a Roma, presso la Biblioteca del Consiglio nazionale delle ricerche – Piazzale Aldo Moro 7.

Tipologia di corso: corso intermedio

Contenuto
Il corso si svilupperà lungo le seguenti linee concettuali:
La legge italiana e il contesto europeo
Nuove direttive UE e nuovi Trattati internazionali: dati aperti, opere orfane, disabilità
Tipologia di opere: dalla copia analogica alla copia digitale
Esaurimento del diritto nel mondo digitale
Riproduzione digitale di quotidiani e periodici
Riproduzioni di foto nei testi, riproduzioni di opere d’arte (alcuni casi)
Pubblico dominio e estensione dei diritti
Stato dei diritti di opere digitalizzate nei progetti come Europeana
Licenze aperte: tipologie
La gestione dei diritti nella digitalizzazione: casi a confronto

Il programma completo, il modulo d’iscrizione e le quote di partecipazione sono reperibili alla pagina

http://www.aib.it/attivita/formazione/2016/59061-derobbio-corso-copyright-rete2/

“Prove di resistenza del diritto d’autore: i modelli di distribuzione delle opere sulle piattaforme digitali”, Roma, Università LUISS, 13 ottobre 2016

ALAI Italia e Luiss School of Law

con Luiss DREAM e l’Osservatorio di Proprietà Intellettuale, Concorrenza e Comunicazioni (OPICC)

in collaborazione con il Centro Eccellenza Diritto d’Autore (CREDA), l’Università Europea di Roma e la Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali (DGBIC)

invitano la S.V. a partecipare all’incontro in onore di  Mario Fabiani dal titolo

PROVE DI RESISTENZA DEL DIRITTO D’AUTORE: I MODELLI DI DISTRIBUZIONE DELLE OPERE SULLE PIATTAFORME DIGITALI”,

che si svolgerà a Roma il 13 ottobre 2016 alle ore 14.00 presso la LUISS Guido Carli, Viale Pola 12, Sala delle Colonne.

Programma del convegno.

Per info e registrazione: info@alai2016.org

 

Stato dell’unione 2016: la Commissione propone norme moderne sul diritto d’autore nell’UE per la promozione e la circolazione della cultura europea

Commissione europea – Comunicato stampa

In occasione del discorso sullo stato dell’Unione del 2016 del Presidente Juncker, la Commissione ha presentato ieri 14 settembre 2016 alcune proposte per la modernizzazione del diritto d’autore al fine di aumentare la diversità culturale in Europa e i contenuti disponibili online, oltre a introdurre norme più chiare per tutti gli utenti online. Le proposte conterranno inoltre conterranno strumenti per l’innovazione dell’istruzione, della ricerca e delle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale.

Le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui la musica, i film, la televisione, la radio, i libri e la stampa vengono prodotti e distribuiti e in cui divengono accessibili. Nuovi servizi on-line, quali la musica in streaming, le piattaforme di video on demand e gli aggregatori di notizie, sono diventati molto popolari, mentre i consumatori si aspettano sempre più frequentemente di accedere a contenuti culturali mentre si spostano e attraversano le frontiere. Il nuovo panorama digitale creerà opportunità per i creatori europei se le norme saranno in grado di fornire chiarezza e certezze del diritto a tutti coloro che ne usufruiscono. La Commissione ha adottato proposte che costituiscono in elemento fondamentale della Strategia per il mercato unico digitale volte a garantire:

  • maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri;
  • norme migliorate sul diritto d’autore per l’istruzione, la ricerca, il patrimonio culturale e l’inclusione delle persone con disabilità;
  • un mercato più equo e sostenibile per i creatori, le industrie creative e la stampa.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “L’Europa desidera un accesso transfrontaliero alla nostra cultura così ricca e varia. La nostra proposta garantirà una maggiore disponibilità di contenuti, trasformando le norme europee sul diritto d’autore alla luce della nuova era digitale. Il contenuto creativo dell’Europa non deve essere inaccessibile, ma deve anche essere rigorosamente protetto, in particolare per migliorare le possibilità di remunerazione dei nostri creatori. Avevamo annunciato che tutte le nostre iniziative per creare un mercato unico digitale sarebbero state completate entro la fine dell’anno e stiamo mantenendo la nostra promessa. Senza un mercato unico digitale efficiente perderemo creatività, crescita e occupazione.”

Günther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “La nostra industria creativa trarrà vantaggio da queste riforme che affrontano con successo le sfide dell’era digitale e offrono ai consumatori europei una più ampia scelta di contenuti da utilizzare. Noi proponiamo un ambiente per il diritto d’autore che sia stimolante, equo e che premi gli investimenti.”

Oggi, quasi la metà degli utenti internet dell’UE ascolta musica, guarda serie televisive e film o fa uso di giochi online; tuttavia, le emittenti e gli altri operatori hanno difficoltà ad assolvere i diritti per i propri servizi online o digitali quando vogliono renderli disponibili in altri paesi dell’UE. Analogamente, i settori importanti dal punto di vista socioeconomico, quali l’istruzione, la ricerca e il patrimonio culturale, troppo spesso sono soggetti a restrizioni o a incertezze del diritto che ne ostacolano l’innovazione digitale quando utilizzano contenuti protetti dal diritto d’autore, anche oltre frontiera. Infine, gli autori, gli altri titolari di diritti e gli editori a stampa spesso non sono in grado di negoziare le condizioni né i pagamenti per l’utilizzo online delle proprie opere ed esecuzioni.

Nel complesso, le proposte odierne sui diritti d’autore vertono su tre priorità principali:

1. Maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri

Con la proposta sulla portabilità dei contenuti online, presentata nel dicembre 2015, abbiamo concesso ai consumatori il diritto di utilizzare i propri abbonamenti online di film, musica, libri elettronici (e-book) quando si trovano al di fuori del paese di origine, ad esempio per trascorrere vacanze o per viaggi di lavoro. Oggi proponiamo un meccanismo giuridico che consenta alle emittenti di ottenere più facilmente le autorizzazioni dei titolari dei diritti di cui hanno bisogno per trasmettere programmi online in altri Stati membri dell’UE. Si tratta di programmi che le emittenti trasmettono online contemporaneamente alle loro trasmissioni televisive nonché ai servizi di catch up che desiderano mettere a disposizione online in altri Stati membri, come MyTF1 in Francia, ZDF Mediathek in Germania, TV3 Play in Danimarca, Svezia e negli Stati baltici e AtresPlayer in Spagna. Dare alle emittenti la possibilità di rendere disponibili la maggior parte dei propri contenuti, quali notiziari, documentari, programmi culturali, politici o di intrattenimento anche in altri Stati membri offrirà più scelta ai consumatori.

Le norme odierne renderanno più facile per gli operatori che offrono pacchetti di canali televisivi (come Proximus TV in Belgio, Movistar + in Spagna, Deutsche Telekom’s IPTV Entertain in Germania) ottenere le autorizzazioni di cui hanno bisogno: invece di dover negoziare individualmente con ciascun titolare di diritti al fine di poter offrire tali pacchetti di canali provenienti da altri Stati membri dell’UE, saranno in grado di ottenere le licenze tramite organismi di gestione collettiva che rappresentano i titolari dei diritti. Questa soluzione aumenterà anche la scelta dei contenuti per i loro clienti.

Per contribuire allo sviluppo delle offerte di video on demand (VoD) in Europa, chiediamo agli Stati membri di istituire organismi di negoziazione per raggiungere accordi in materia di concessione di licenze, comprese quelle per i servizi transfrontalieri, tra i titolari di diritti audiovisivi e le piattaforme VoD. Un dialogo con il settore audiovisivo sulle licenze e l’uso di strumenti innovativi come le piattaforme per la concessione di licenze completerà questo meccanismo.

Per migliorare l’accesso al ricco patrimonio culturale europeo, la nuova direttiva sul diritto d’autore aiuterà i musei, gli archivi e le altre istituzioni a digitalizzare e rendere disponibile a livello transfrontaliero opere fuori commercio, come libri o film protetti da diritti d’autore ma non più disponibili al pubblico.

In parallelo, la Commissione utilizzerà 1,46 miliardi di EUR del programma MEDIA di “Europa creativa” per sostenere ulteriormente la circolazione dei contenuti creativi al di là delle frontiere. Nello specifico vi saranno maggiori finanziamenti per il doppiaggio e la sottotitolazione, un nuovo catalogo delle opere audiovisive europee per i fornitori di VoD che potrà essere usato direttamente per la programmazione e strumenti online per migliorare la distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e facilitarne il reperimento e la visualizzazione online.

Questo insieme di azioni incoraggerà la gente a scoprire programmi televisivi e radiofonici di altri paesi europei, restare in contatto con il proprio paese d’origine quando si vive in un altro Stato membro e migliorare la disponibilità, anche transfrontaliera, dei film europei, mettendo quindi in luce la ricchezza della diversità culturale in Europa.

2. Miglioramento delle norme sul diritto d’autore per la ricerca, l’istruzione e l’inclusione delle persone con disabilità

Gli studenti e gli insegnanti desiderano utilizzare materiali e tecnologie di apprendimento digitali, ma oggi quasi 1 su 4 educatori si trova ogni settimana di fronte a restrizioni relative ai diritti d’autore nella propria attività di insegnamento digitale. La Commissione ha proposto una nuova eccezione per consentire agli istituti educativi di utilizzare materiali per illustrare l’insegnamento grazie a strumenti digitali e corsi online attraverso le frontiere.

La direttiva proposta contribuirà inoltre a rendere più facile per i ricercatori in tutta l’UE l’uso delle tecnologie di text and data mining (TDM) per l’analisi di grandi insiemi di dati. Questo darà un impulso quanto mai necessario alla ricerca in materia di innovazione, considerando che attualmente quasi tutte le pubblicazioni scientifiche sono digitali e il loro volume complessivo è in aumento dell’8-9% ogni anno in tutto il mondo.

La Commissione propone inoltre una nuova eccezione UE obbligatoria che consenta alle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale di preservare le opere in formato digitale, fondamentali per la sopravvivenza del patrimonio culturale e per l’accesso dei cittadini a lungo termine.

Infine, la Commissione propone una legislazione per attuare il trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. Tali misure sono importanti per garantire che il diritto d’autore non costituisca un ostacolo alla piena partecipazione alla società di tutti i cittadini e consentiranno lo scambio di copie in formato accessibile all’interno dell’UE e con i paesi terzi che sono parti contraenti del trattato suddetto, evitando doppioni e sprechi di risorse.

3. Un mercato più equo e sostenibile per i creatori e la stampa

La direttiva sul diritto d’autore ha lo scopo rafforzare la posizione dei titolari dei diritti nella negoziazione e nella percezione di una remunerazione per lo sfruttamento online dei contenuti su piattaforme per la condivisione di video quali Youtube o Dailymotion. Tali piattaforme avranno l’obbligo di utilizzare strumenti efficaci, come tecnologie per individuare automaticamente canzoni o opere audiovisive che i titolari dei diritti hanno identificato e la cui autorizzazione o eliminazione è stata concordata con le piattaforme.

I giornali, le riviste e altre pubblicazioni su stampa hanno beneficiato del passaggio dalla stampa ai servizi digitali e online quali i media sociali e gli aggregatori di notizie. Ciò ha portato a un pubblico più vasto, ma ha anche avuto un effetto sugli introiti pubblicitari e ha reso la concessione di licenze e il rispetto dei diritti di tali pubblicazioni sempre più difficile. La Commissione propone di introdurre un nuovo diritto connesso per gli editori, analogo a quello già esistente nel diritto dell’Unione per i produttori di film, i produttori discografici (di fonogrammi) e altri operatori delle industrie creative come le emittenti.

Il nuovo diritto riconosce l’importante ruolo svolto dagli editori a stampa nell’investire in contenuti giornalistici di qualità e nel crearli, che è essenziale per l’accesso dei cittadini alla conoscenza nelle nostre società democratiche. Poiché saranno giuridicamente riconosciuti per la prima volta come titolari dei diritti, si troveranno in una posizione migliore quando dovranno negoziare con i servizi online l’uso dei propri contenuti o l’accesso ad essi e saranno maggiormente in grado di combattere la pirateria. Questo approccio fornirà a tutti gli operatori un quadro giuridico chiaro per la concessione di licenze per contenuti ad uso digitale e contribuirà allo sviluppo di modelli commerciali innovativi a vantaggio dei consumatori.

Il progetto di direttiva obbliga inoltre gli editori e i produttori alla trasparenza e ad informare gli autori o gli interpreti o esecutori dei profitti ottenuti con le loro opere. Inoltre istituisce un meccanismo per aiutare gli autori e gli interpreti ed esecutori ad ottenere una quota equa della remunerazione in sede di negoziazione con i produttori e gli editori e dovrebbe condurre ad un grado più elevato di fiducia tra tutti gli attori della catena del valore digitale.

Verso un mercato unico digitale

Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale, presentata nel maggio 2015, le proposte integrano la proposta di regolamento in materia di portabilità dei contenuti legali (dicembre 2015) e la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e la comunicazione sulle piattaforme online (maggio 2016). Nel corso dell’autunno la Commissione presenterà una proposta volta a migliorare il rispetto di tutti i tipi di diritti di proprietà intellettuale, compreso il diritto d’autore.

Le norme odierne dell’UE sul diritto d’autore, presentate unitamente ad iniziative per promuovere la connettività internet all’interno dell’Unione (comunicato stampaconferenza stampa alle 15.15, ora dell’Europa centrale), fanno parte della strategia dell’UE volta a creare un mercato unico digitale (DSM). La Commissione ha avviato 16 iniziative (comunicato stampa) ed è sulla buona strada per realizzarle tutte alla fine di quest’anno.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sul diritto d’autore

Per saperne di più sul text and data mining (TDM)

Documenti adottati:

Comunicazione — Promuovere un’economia europea equa, efficiente e competitiva basata sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici

Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento relativo alla scambio transfrontaliero tra l’Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi, a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa

Direttiva relativa a taluni utilizzi consentiti delle opere e di altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa e che modifica la direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione