Google pubblica il white paper sull’IA: la posizione sul fair use e le implicazioni per il diritto d’autore negli Stati Uniti

Google ha pubblicato il documento “A Pragmatic Approach to AI Governance in America”, un white paper che illustra la proposta dell’azienda per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Il testo affronta temi quali sicurezza, responsabilità, trasparenza e gestione dei rischi, ma contiene anche elementi rilevanti per il diritto d’autore, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo delle opere protette nei dataset di addestramento dei modelli generativi.
Nel documento, Google sostiene che l’analisi dei contenuti effettuata dai modelli di IA – definita come “statistical learning” – rientrerebbe nel quadro del fair use previsto dal Copyright Act statunitense. Secondo l’azienda, l’addestramento dei modelli su materiali disponibili online costituirebbe un uso trasformativo, non espressivo, e quindi compatibile con la normativa americana sul copyright. Il white paper richiama precedenti giurisprudenziali degli Stati Uniti che hanno riconosciuto la liceità di copie non destinate alla sostituzione dell’opera originale, quando utilizzate per finalità di analisi o indicizzazione.
Google precisa che questa impostazione riguarda esclusivamente il contesto normativo degli Stati Uniti e si basa sulla struttura del Copyright Act e sulla relativa interpretazione dei tribunali federali. Il documento riconosce che altri ordinamenti adottano approcci differenti e che la disciplina internazionale non è uniforme.
Il white paper affronta anche il tema della trasparenza, proponendo l’adozione di sistemi di marcatura dei contenuti generati da IA, la pubblicazione di informazioni sui modelli e la definizione di standard condivisi per la gestione dei rischi. Tuttavia, non vengono proposte misure specifiche per garantire la tracciabilità dei dataset di addestramento o per distinguere tra contenuti autorizzati e contenuti protetti da copyright.
Il documento di Google si inserisce in un contesto normativo molto diverso da quello europeo. Di seguito una sintesi delle principali differenze.
Stati Uniti: fair use e flessibilità interpretativa
- Il Copyright Act prevede un sistema di eccezioni basato su criteri elastici (scopo, natura dell’opera, quantità utilizzata, effetto sul mercato).
- L’addestramento dei modelli di IA viene considerato da Google come un uso trasformativo, non sostitutivo, e quindi potenzialmente lecito.
- La valutazione è affidata ai tribunali, che hanno storicamente riconosciuto ampi margini di utilizzo non espressivo delle opere.
Unione Europea: trasparenza, autorizzazione e tutela dei titolari dei diritti
- L’AI Act introduce obblighi di documentazione e trasparenza per i modelli generali, inclusa la descrizione dei dataset di addestramento.
- La direttiva DSM prevede eccezioni specifiche per il text and data mining, ma con limiti e possibilità di opt‑out da parte dei titolari dei diritti.
- L’approccio europeo richiede maggiore controllo sull’origine dei contenuti e sulla liceità dell’utilizzo delle opere protette.
Differenze sostanziali
- Negli USA l’addestramento dei modelli può essere considerato fair use; nell’UE è necessario verificare se l’utilizzo rientra nelle eccezioni (rigidamente) previste o se richiede (una preventiva) autorizzazione.
- Il sistema europeo privilegia la trasparenza e la tracciabilità dei dataset; il white paper di Google non propone misure equivalenti.
- L’approccio statunitense è basato sulla giurisprudenza; quello europeo su obblighi normativi, regolamentari e procedure di conformità.



