Norme

Il Parlamento europeo chiede una revisione delle regole UE su IA e diritto d’autore: l’esame del testo approvato

Lo scorso marzo il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato una articolata risoluzione dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale generativa e diritto d’autore, contenente una serie di raccomandazioni destinate a incidere in modo significativo sul futuro sviluppo dell’AI Act e più in generale della disciplina europea del copyright.

L’esame del testo approvato evidenzia una posizione molto netta del Parlamento: secondo gli eurodeputati, l’attuale quadro normativo europeo non è sufficiente per affrontare le problematiche derivanti dall’addestramento dei sistemi di GenAI mediante opere protette. La risoluzione afferma espressamente che “l’attuale legislazione in materia di diritto d’autore non sia sufficiente per affrontare la sfida della concessione in licenza di materiale protetto dal diritto d’autore per la GenAI” e chiede quindi “un quadro giuridico supplementare” volto a chiarire le regole sulla licensing economy dell’intelligenza artificiale.

Il Parlamento ritiene necessario costruire un vero e proprio mercato europeo delle licenze per l’uso delle opere nei sistemi di IA, basato su accordi volontari, individuali o collettivi, che garantiscano agli autori e agli altri titolari dei diritti una remunerazione “equa e proporzionata”. In questo contesto, viene attribuito un ruolo centrale alle società di gestione collettiva e all’EUIPO, che potrebbe diventare l’organismo incaricato di gestire sistemi standardizzati di opt-out e di supportare un mercato europeo delle licenze per l’IA.

Uno dei punti più rilevanti riguarda la trasparenza. La risoluzione insiste sulla necessità che i fornitori di modelli generativi documentino dettagliatamente le opere utilizzate per l’addestramento, mantengano registri completi delle attività di crawling e scraping e rendano identificabili i crawler utilizzati dai sistemi di IA. Il Parlamento sottolinea che senza piena trasparenza non può esistere un sistema efficace di tutela del diritto d’autore né un mercato funzionante delle licenze.

Particolarmente significativa è anche la posizione assunta sul principio di territorialità. Secondo la risoluzione, quando un sistema di IA viene immesso sul mercato europeo, il diritto UE sul copyright dovrebbe applicarsi indipendentemente dal luogo in cui sia avvenuto l’addestramento del modello. In sostanza, il Parlamento propone un approccio extraterritoriale volto a impedire che i fornitori extra-UE possano eludere la normativa europea addestrando i propri sistemi in giurisdizioni più permissive.

Il documento affronta anche il tema dell’opt-out previsto dalla Direttiva DSM. Gli eurodeputati chiedono che i titolari dei diritti abbiano “il pieno controllo” sull’utilizzo delle loro opere sia per l’addestramento, sia per attività ulteriori come inferenza e retrieval augmented generation (RAG). Secondo la risoluzione, tali utilizzi dovrebbero essere consentiti soltanto previo consenso esplicito dei titolari dei diritti.

Ampio spazio viene dedicato al settore della stampa e dell’informazione. Il Parlamento teme che i sistemi di IA generativa possano sottrarre traffico e ricavi agli editori e chiede alla Commissione di valutare meccanismi di compensazione obbligatoria per le piattaforme di IA che sfruttano contenuti editoriali. La risoluzione richiama inoltre il rischio che i sistemi di IA effettuino trattamenti selettivi delle fonti informative, compromettendo pluralismo e diversità dell’informazione.

Sul piano del diritto sostanziale, il Parlamento riafferma il principio della centralità della creatività umana. Il testo ricorda che, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la nozione di “opera” richiede una creazione intellettuale umana originale e identificabile. Coerentemente con tale impostazione, la risoluzione afferma che i contenuti interamente generati dall’IA che non soddisfano i requisiti di originalità umana non dovrebbero beneficiare della protezione del diritto d’autore.

La risoluzione dedica inoltre attenzione ai deepfake e alla protezione della personalità degli artisti, invitando la Commissione a introdurre misure contro l’uso non autorizzato di voce, volto e caratteristiche personali mediante sistemi di IA. Viene anche richiesta una chiara etichettatura dei contenuti interamente generati dall’IA.

Dal punto di vista politico e normativo, il documento rappresenta probabilmente il segnale più forte finora inviato dal Parlamento europeo alla Commissione in materia di copyright e IA generativa. Pur non modificando direttamente l’AI Act, la risoluzione apre chiaramente la strada a futuri interventi normativi, linee guida interpretative e possibili revisioni del quadro europeo, soprattutto con riguardo agli obblighi di trasparenza, licensing e tutela degli autori.

Il Parlamento invita inoltre la Commissione a effettuare con urgenza una valutazione complessiva dell’attuale acquis europeo sul diritto d’autore per verificare se esso sia ancora adeguato rispetto alle sfide poste dalla GenAI. È quindi plausibile che nei prossimi mesi si apra una nuova fase di revisione delle regole europee sul copyright digitale.

Il testo della risoluzione del Parlamento europeo è presente nella nostra Banca Dati.

Comunicato stampa del Parlamento europeo:
Proteggere il diritto d’autore e il settore creativo dall’IA

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Giovanni d'Ammassa

Avvocato dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e ultra runner.

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