UE: pubblicato il Codice di trasparenza per i contenuti generati da IA. Implicazioni e collegamenti con AI Act e diritto d’autore

La Commissione Europea ha presentato il nuovo Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati da IA, uno strumento volontario destinato a supportare l’attuazione degli obblighi previsti dall’art. 50 dell’AI Act. Il documento fornisce linee guida tecniche e operative per l’identificazione dei contenuti sintetici, con l’obiettivo di contrastare la disinformazione e migliorare la tracciabilità dei materiali prodotti da sistemi generativi.
Il Codice si rivolge ai fornitori e agli utilizzatori di modelli di IA generativa e propone soluzioni per la marcatura dei contenuti, l’etichettatura dei deepfake, la gestione dei metadati e l’adozione di standard comuni per la rilevazione automatica. Pur non essendo uno strumento normativo, rappresenta il primo tentativo europeo di definire un quadro condiviso per la trasparenza nell’ecosistema dei contenuti sintetici.
Secondo la Commissione, la marcatura dovrebbe essere implementata attraverso tecniche machine‑readable (watermarking, metadati persistenti, protocolli di provenienza), accompagnate da indicatori visivi destinati al pubblico. Il Codice prevede inoltre regimi differenziati per contenuti artistici, satirici o di finzione, riconoscendo che non tutti gli output generati da IA richiedono lo stesso livello di disclosure.
Connessioni con il diritto d’autore
Sebbene il Codice non intervenga direttamente sulla disciplina del copyright, diversi aspetti risultano rilevanti per la gestione dei diritti:
- Provenienza e tracciabilità: la marcatura dei contenuti IA può agevolare l’individuazione di opere sintetiche nei sistemi di gestione collettiva, riducendo il rischio di attribuzioni errate o di inserimento di opere prive di titolarità verificabile.
- Deepfake e diritti connessi: l’obbligo di etichettare imitazioni di voci, volti o performance incide sui diritti degli artisti interpreti ed esecutori, in particolare nei casi di riproduzioni non autorizzate.
- Opere miste: la distinzione tra contenuti generati integralmente da IA e contenuti assistiti da IA può avere effetti sulla qualificazione dell’opera e sulla possibilità di rivendicare la paternità umana.
- Standard probatori: la marcatura potrebbe assumere rilievo nei contenziosi relativi alla violazione del copyright, come elemento utile a ricostruire la provenienza di un contenuto.
Confronto tra AI Act, Codice di trasparenza e diritto d’autore
AI Act L’AI Act introduce obblighi specifici per i modelli generali (GPAI), tra cui:
- documentazione tecnica sui dataset di addestramento;
- misure per mitigare rischi di violazione del copyright;
- trasparenza sugli output generati (art. 50);
- obblighi di informazione per i contenuti sintetici destinati al pubblico.
Il regolamento non modifica la normativa sul diritto d’autore, ma richiede ai fornitori di modelli di IA di rispettare le leggi vigenti, incluse quelle sul diritto d’autore.
Codice di trasparenza
Il Codice rappresenta uno strumento operativo per facilitare l’adempimento degli obblighi dell’AI Act. In particolare:
- definisce modalità tecniche di marcatura dei contenuti;
- propone standard comuni per la rilevazione dei deepfake;
- introduce raccomandazioni per la gestione dei metadati;
- suggerisce procedure per la comunicazione al pubblico.
Il Codice non affronta direttamente la questione dei dataset di addestramento, che rimane disciplinata dall’AI Act e dalle norme sul diritto d’autore.
Diritto d’autore
La normativa sul diritto d’autore continua a regolare:
- l’utilizzo delle opere protette nei dataset di addestramento;
- la tutela delle opere create da esseri umani;
- i diritti degli artisti interpreti ed esecutori;
- la gestione dei metadati e delle informazioni sulla titolarità.
Il Codice di trasparenza si colloca quindi come strumento complementare, utile a prevenire l’ingresso di contenuti sintetici non identificati nei sistemi di gestione dei diritti e a supportare la tracciabilità delle opere.
Prospettive
L’introduzione del Codice di trasparenza rappresenta un passo ulteriore nella definizione di un quadro europeo per la gestione dei contenuti generati da IA. La sua applicazione potrà incidere anche sul settore del diritto d’autore, in particolare per quanto riguarda la provenienza delle opere, la gestione dei metadati e la tutela dei diritti connessi.
L’evoluzione del rapporto tra AI Act, Codice di trasparenza e diritto d’autore / copyright sarà oggetto di attenzione nei prossimi mesi, soprattutto in vista dell’implementazione delle nuove norme da parte dei fornitori di modelli generativi e delle piattaforme che distribuiscono contenuti.
Maggiori informazioni qui.



