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Per Chi Crea: aperte le candidature per partecipare ai nuovi bandi

Sino al 5 aprile 2019 è possibile presentare la propria candidatura per partecipare ad uno dei seguenti quattro bandi promossi dal progetto Per Chi Crea del Mibac, gestito da SIAE, che destina il 10% dei compensi per copia privata a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35 e residenti in Italia.

1. “Nuove Opere” – finanzia progetti di produzione artistica volti alla realizzazione e promozione di opere inedite di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori. La proposta progettuale potrà riguardare la produzione e la promozione di una nuova opera avente carattere inedito realizzata in uno dei seguenti settori artistici: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

2. “Residenze artistiche” – promuove la formazione e la creazione artistica mediante il sostegno alla realizzazione di residenze artistiche destinate a giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori. La proposta progettuale dovrà riguardare la realizzazione di un percorso formativo-creativo in una residenza artistica teso a dare luogo ad una o più opere in uno dei seguenti settori: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

3. “Formazione e promozione culturale nelle scuole” – finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole pubbliche italiane, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati. Un’attenzione particolare verrà riservata alle scuole situate nelle “periferie urbane”. La proposta progettuale potrà riguardare la realizzazione o il rafforzamento di un percorso formativo-creativo in uno dei seguenti settori artistici: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

4. “Live e promozione nazionale e internazionale” – finanzia due tipologie di attività svolte da giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori: progetti volti alla realizzazione di spettacoli pubblici (live tour o rassegne), sia in Italia che all’estero, nei settori Danza – Musica – Teatro e i progetti volti alla traduzione in altre lingue e relativa distribuzione all’estero, nei settori Cinema – Libro e lettura.

I bandi sono rivolti a privati, aziende, scuole, enti e associazioni.

Maggiori informazioni sul sito dedicato: www.perchicrea.it

Più libri più liberi: 13milioni di italiani vivono in Comuni senza una libreria

 

Esistono oggi circa 13 milioni di italiani che vivono in comuni senza una libreria. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata pochi giorni fa a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria che si conclude oggi al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma.

L’indagine evidenzia come il 21,1% della popolazione residente in comuni con più di 10mila abitanti non ha una libreria vicino (sono esclusi i comuni dove possono esserci cartolibrerie, edicole-negozio, centro commerciale con librerie come bacino di attrazione del comune). Detta in altro modo esistono oggi in Italia 687 Comuni sopra i 10mila abitanti, l’8,6% del totale, che non hanno una libreria. Nelle Isole e nel Sud la percentuale di assenza di librerie si alza: il 15,1% dei Comuni delle Isole (+10mila ab.) delle Isole e ben il 33,3% di quelli del sud (+ di 1 su 3!) è senza librerie. Ma questo è vero anche per il Nord est, in cui il 20,5% (1 su 5!) è senza librerie”.

Non appare più rosea la situazione sul fronte delle biblioteche scolastiche: circa mezzo milione (486.928) di ragazzi frequenta scuole senza biblioteche scolastiche. Sono 262mila nella scuola primaria, 147mila nella secondaria di primo grado e 77mila nella secondaria di secondo grado. Circa 3,5milioni di studenti frequenta scuole con un patrimonio librario inferiore alla media, con conseguente e ridotta possibilità di scegliere cosa leggere. E stiamo parlando di medie di patrimoni bibliotecari che oscillano – a seconda degli ordini scolastici tra 1.500-3.500 volumi.

Esiste una correlazione tra assenza di librerie e indici di lettura? “A giudicare dai dati, sì – spiega il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – Nelle aree metropolitane e centri urbani maggiori (+50.000 abitanti) – dove il tessuto di librerie, ma anche di servizi bibliotecari, è più fitto e solido – gli abitanti residenti che si dichiarano lettori di libri sono, rispettivamente, il 51,1% e il 44,4%. Già nelle periferie delle aree urbane questo valore scende al 42,8% (nonostante la relativa facilità di spostamenti verso le aree centrali della città). Poi l’indice di lettura cala al calare della dimensione del centro urbano: 38,1% nei comuni tra 10-50mila abitanti; 39% in quelli da 2-10mila; fino al 35,4% nei comuni (e sono tanti) fino a 2mila residenti. E non è un caso che le perdite maggiori di lettori negli ultimi 5 anni sia avvenute nei piccoli centri (-15,3%, rispetto a una perdita media nazionale del -9,1%). Mentre nelle aree metropolitane questo calo si è arrestato al -3,1% ma per risalire al -5,1% nelle periferie”.

Corte di Giustizia Europea: Il prestito di un libro elettronico (e-book) può, a determinate condizioni, essere equiparato al prestito di un libro tradizionale

COMUNICATO STAMPA n. 123/16
Lussemburgo, 10 novembre 2016

Sentenza nella causa C-174/15
Vereniging Openbare Bibliotheken / Stichting Leenrecht
Il prestito di un libro elettronico (e-book) può, a determinate condizioni, essere equiparato al prestito di un libro tradizionale.
In tale situazione è applicabile l’eccezione di prestito pubblico, che prevede, in particolare, un’equa remunerazione degli autori

Nei Paesi Bassi, il prestito di libri elettronici da parte di biblioteche pubbliche non rientra nel regime del prestito pubblico applicabile ai libri tradizionali. Attualmente, le biblioteche pubbliche mettono i libri elettronici a disposizione del pubblico su Internet, sulla base di accordi di licenza con i titolari dei diritti.

La Vereniging Openbare Bibliotheken, un’associazione che riunisce tutte le biblioteche pubbliche nei Paesi Bassi («VOB»), ritiene che il regime per i libri tradizionali dovrebbe applicarsi anche al prestito digitale. In tale contesto, essa ha presentato un ricorso contro la Stichting Leenrecht, una fondazione incaricata della riscossione della remunerazione dovuta agli autori, al fine di ottenere una sentenza dichiarativa in tal senso. Il ricorso della VOB riguarda i prestiti organizzati secondo il modello «one copy, one user», ossia il prestito della copia di un libro in formato digitale realizzato caricando tale copia sul server di una biblioteca pubblica e consentendo ad un utente di riprodurre detta copia scaricandola sul proprio computer, fermo restando che durante il periodo di prestito può essere scaricata una sola copia e che, alla scadenza di tale periodo, la copia scaricata da tale utente non può più essere dal medesimo utilizzata.

Il Rechtbank Den Haag (Tribunale dell’Aia, Paesi Bassi), investito della controversia, ritiene che la risposta alle domande della VOB dipenda dall’interpretazione delle disposizioni di diritto dell’Unione ed ha sottoposto alla Corte di giustizia diverse questioni pregiudiziali. Infatti, una direttiva dell’Unione del 2006, che riguarda in particolare il diritto di noleggio e di prestito dei libri, prevede che il diritto esclusivo di autorizzare o proibire tali noleggi e prestiti appartiene all’autore dell’opera. Tuttavia, gli Stati membri possono derogare a tale diritto esclusivo per i prestiti da parte di istituzioni pubbliche, a condizione che almeno gli autori ricevano un’equa remunerazione. Si
pone dunque la questione se tale deroga si applichi anche ai prestiti di libri elettronici organizzati secondo il modello «one copy, one user».

Nella sua sentenza odierna, la Corte rileva, innanzitutto, che non sussiste alcun motivo determinante che consenta di escludere, in qualsiasi caso, il prestito di copie digitali e di oggetti intangibili dall’ambito di applicazione della direttiva. Tale conclusione è peraltro avvalorata dall’obiettivo perseguito dalla direttiva, ossia che il diritto d’autore deve adeguarsi ai nuovi sviluppi economici. Inoltre, escludere completamente dall’ambito di applicazione della direttiva il prestito effettuato in formato digitale sarebbe contrario al principio generale che impone un alto livello di protezione in favore degli autori.

In secondo luogo, la Corte verifica se il prestito pubblico della copia di un libro in formato digitale, secondo il modello «one copy, one user», possa ricadere nell’ambito di applicazione dell’articolo 6, paragrafo 1, della  Direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale (GU L 376, pag. 28).

A tale riguardo, la Corte rileva che, data l’importanza dei prestiti pubblici di libri digitali e al fine di salvaguardare sia l’effetto utile della deroga per il prestito pubblico, di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva, sia il contributo di tale eccezione alla promozione culturale, non si può escludere l’applicabilità di tale articolo nel caso in cui l’operazione effettuata da una biblioteca accessibile al pubblico presenti, in relazione segnatamente alle condizioni indicate all’articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva stessa, caratteristiche sostanzialmente analoghe a quelle dei prestiti di opere su carta stampata.

Ebbene, è questo il caso del prestito della copia di un libro in formato digitale, secondo il modello «one copy, one user». La Corte dichiara, pertanto, che la nozione di «prestito» ai sensi della direttiva comprende anche un prestito di tal genere.
La Corte precisa anche che gli Stati membri possono stabilire condizioni supplementari che possono innalzare il livello di tutela dei diritti degli autori oltre quanto esplicitamente previsto dalla direttiva. Nel caso di specie, la legislazione olandese richiede che la copia del libro in formato digitale messa a disposizione dalla biblioteca pubblica sia diffusa con una prima vendita o un primo altro trasferimento di proprietà di tale copia nell’Unione da parte del titolare del diritto di distribuzione o con il suo consenso. Secondo la Corte, tale condizione supplementare deve essere considerata compatibile con la direttiva.
Per quanto riguarda il caso in cui la copia di un libro in formato elettronico sia stata ottenuta a partire da una fonte illegale, la Corte rammenta che uno degli obiettivi della direttiva è costituito dalla lotta alla pirateria e rileva che l’ammissione del prestito di una copia siffatta può comportare un pregiudizio ingiustificato per i titolari del diritto d’autore. L’eccezione di prestito pubblico non si applica di conseguenza alla messa a disposizione da parte di una biblioteca pubblica di una copia di un libro in formato digitale qualora detta copia sia stata ottenuta a partire da una fonte illegale.

IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.

Salone di Torino: Federico Motta, presidente di AIE, è il delegato in seno al CdA e all’Assemblea della Fondazione, e incontra il Governatore Chiamparino

Sarà il presidente dell’Associazione Italiana Editori Federico Motta il rappresentante di AIE in seno al Consiglio di Amministrazione e all’Assemblea della Fondazione per il Libro la Musica e la Cultura di Torino: è quanto comunicato formalmente agli organi competenti della Fondazione e anticipato mercoledì scorso nel corso di un incontro con il Governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

Il Salone di Torino – ha spiegato il presidente Motta, che è stato accompagnato anche dal direttore di AIE Alfieri Lorenzon e dal responsabile delle relazioni istituzionali Fabio Del Giudice – è un patrimonio per il rilancio dell’intera editoria italiana. Gli editori sono pronti a fare la loro parte: desiderano avere un ruolo centrale e partecipare attivamente a questa esperienza unica. Il Salone del Libro sta a Torino e nessuno, sia chiaro, desidera spostarlo. Ma da Torino può davvero fare da modello a tutta Italia“.

Indagine Nielsen per AIE a Editech: ben il 97% di chi compera i libri online sceglie quelli di carta. Il 41% acquista ebook

Gli italiani? Con un click su internet si portano a casa un libro di carta: ben il 97% di chi compera i libri online sceglie quelli di carta. Ma c’è anche un 41% che online si compera ebook. E sono quasi la metà (arrivano al 49%, per la precisione) se consideriamo chi scarica ebook gratuiti. E’ quanto emerge dall’indagine di Nielsen “Consumer book buying, in digital and print” presentata in anteprima a Editech 2015, l’appuntamento sull’innovazione tecnologica nel settore dell’editoria libraria, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e in corso oggi e domani a Fiesole.

L’indagine mette in luce per la prima volta nel nostro Paese in modo puntuale le risposte dei consumatori italiani su come scoprono e acquistano online libri ed ebook: lo studio è stato infatti svolto su un campione di 2000 individui rappresentativo degli utenti digital, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Una fotografia sui comportamenti di acquisto in anni in cui proprio i comportamenti di acquisto e d’informazione sono cambiati profondamente.

Gli ebook? Si scaricano (e si leggono) su computer e tablet, prima di tutto – Tra chi acquista online gli ebook, uno su tre dichiara di leggerlo su PC o computer portatile, uno su tre di farlo su tablet (più frequentemente, iPad). Uno su 5 lo fa su un e-reader (con Kobo proprio davanti al Kindle), ma c’è anche un italiano su sei che lo legge sul cellulare.

L’attenzione al prezzo per chi acquista online – Due su cinque, tra gli italiani che comprano spesso o sempre libri, lo fa online per cercare il prezzo migliore, con un terzo degli acquisti che convergono sugli store. La leva del prezzo è così importante che ben un quarto di chi ha risposto afferma di comperare spesso ebook per il prezzo più basso rispetto all’edizione cartacea.

Come trovare il libro giusto (online)? Con i reading o attraverso i siti di librai ed editori – Non basta più l’articolo su un quotidiano o un settimanale. Né (da sola) la tv, né l’email marketing o tanto meno la pubblicità. Oggi i libri di carta si scoprono – e quindi poi si comprano – online prima di tutto grazie ai reading degli autori e alla serialità della narrazione. Gli ebook, invece, dopo aver navigato sui siti delle librerie online (in primis), sui siti degli autori ed editori (in seconda battuta) e poi, ancora, grazie a reading degli autori.

Come si scopre un titolo? – Con la diffusione dell’uso di internet cambiano le dinamiche di acquisto ma anche le modalità per scoprire il titolo da comprare con un click. Il passaparola funziona ancora bene per i libri di carta, meno per gli ebook, in cui blog e riviste online di libri risultano molto più efficaci. In entrambi i casi, l’email marketing o le newsletter di librai ed editori slittano agli ultimi posti per efficacia, così come l’ADV.

Le abitudini online degli italiani – Sette italiani su dieci, tra i 18 e i 64 anni, naviga su internet ogni giorno. Due terzi usa Facebook e Twitter ogni settimana, mentre la metà legge ogni settimana un quotidiano online e compra o cerca prodotti online. Un terzo usa ogni settimana giochi online, tv o film online. Chi acquista ebook utilizza molto di più i social media rispetto a chi compera i libri di carta. I preferiti? Facebook su tutti, seguito da WhatsApp, Youtube e Google+ e Twitter. L’impegno settimanale nelle attività online decresce con l’età, in particolare per i social media e per guardare film e tv online. Al contrario cresce con l’aumentare dell’età la lettura di quotidiani e periodici online.

Un’indagine Nielsen su chi acquista online i libri in Italia: presentazione il 17 settembre a Editech, Fiesole

Non basta più l’articolo su un quotidiano o un settimanale. Né (da sola) la tv, né l’email marketing o tanto meno la pubblicità. Oggi i libri si scoprono – e quindi poi si comperano – online prima di tutto grazie ai reading degli autori e alla serialità della narrazione. Gli ebook, invece, dopo aver navigato sui siti delle librerie online (in primis), sui siti degli autori ed editori (in seconda battuta) e poi, ancora, grazie a reading degli autori.

Online cambiano le dinamiche di acquisto e cambiano le modalità per scoprire il titolo giusto, quello che poi ci si porterà a casa con un click. Con più di una sorpresa, come emerge dall’indagine di Nielsen “Consumer book buying, in digital and print che sarà presentata per la prima volta a Editech 2015, l’appuntamento sull’innovazione tecnologica nel settore dell’editoria libraria, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE). L’indagine mette in luce per la prima volta in modo puntuale le risposte dei lettori e consumatori italiani su come scoprono e acquistano online i libri e gli ebook: lo studio è stato infatti svolto su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 2000 individui, di età compresa tra i 18 e i 64 anni.

In questo scenario acquista una nuova rilevanza la funzione del marketing nel digitale, che sarà al centro della due giorni 2015 di Editech, con i “Digital Marketing Day”, in programma a Villa LaTorrossa a Fiesole (Firenze) il 17 e 18 settembre. Un evento concentrato per due giorni, per sapere e trattare a 360 gradi il tema con esperti nazionali e internazionali: si discuterà di nuovi comportamenti digitali dei lettori, regole d’ingaggio per i diversi canali social, strategie di pricing, brand narrability. E ancora, di aspetti legali, contrattuali e di privacy, misurazione dell’audience e analytics.

Il programma della due giorni: I lavori, dopo i saluti introduttivi, saranno aperti il 17 settembre dalla presentazione dell’indagine “Le abitudini di acquisto di carta e digitale dei nuovi lettori” di Andre Breedt, Direttore Nielsen Book Research UK. Seguiranno gli interventi di Andrea Fontana, Managing Director Storyfactory (Brand narrability. L’uso dello storytelling nel marketing contemporaneo), Marco Massarotto, cofondatore DOING (Social media per l’editoria: rassegna di 10 case histories internazionali rappresentative dell’utilizzo dei social media) e Alessandro Maggioni, Manager Simon-Kucher (Strategie di pricing). La prima giornata si concluderà con l’intervento di  Paolo Iabichino, Chief Creative Officer del gruppo Ogilvy&Mather Italia. Il giorno successivo i partecipanti si divideranno in gruppi e lavoreranno su tavoli di lavoro su un tema specifico.

 

Nel corso dei suoi otto anni di vita Editech è diventato il principale appuntamento italiano sui temi dell’editoria digitale, ma la sua rilevanza è riconosciuta ormai anche a livello internazionale. L’evento è organizzato da AIE con il supporto di TISP e Housatonic e grazie a Rotomail Italia, Canon, codeMantra, DGLine, Noovle, Promedia, Sony DADC, iParadigms, Lumina Datamatics, Casalini Libri, Nielsen.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS invita i governi di Italia e di Germania a non ostacolare la ratifica da parte dell’UE del Trattato di Marrakech sul diritto alla lettura

Comunicato stampa

Sono passati quasi due anni dalla firma a Marrakech di un trattato che segna un fondamentale passo in avanti per la realizzazione del pieno accesso ai libri da parte delle persone cieche e ipovedenti. Tuttavia, il governo tedesco e quello italiano, a nostro avviso, si stanno adoperando affinché gli Stati membri dell’Unione europea blocchino la ratifica da parte dell’UE del Trattato di Marrakech. Questa riluttanza non è dovuta tanto a tecnicismi legali, ma quanto alla carente volontà politica di garantire a tutte le persone non vedenti, ipovedenti e con altre disabilità di lettura il pieno accesso al patrimonio librario dell’umanità indipendentemente dai vincoli del diritto d’autore.

Il Presidente dell’Unione Europea dei Ciechi (EBU), Wolfgang Angermann, ha detto: “Come cittadino tedesco con disabilità visiva e anche come cittadino europeo, sono profondamente deluso dalla riluttanza della Germania ad accettare la ratifica da parte dell’UE di questo trattato. Sollecito il governo tedesco a rivedere le proprie posizioni e a offrire il proprio sostegno a un accordo per la rapida ratifica da parte dell’Unione europea che verrà discusso la prossima settimana durante la riunione del Consiglio dell’Unione europea”.

Il governo tedesco, come scusa per opporsi alla ratifica UE, fa riferimento ad alcune affermazioni false e inconsistenti secondo le quali questo settore non è di esclusiva competenza dell’UE, nonostante sia i servizi giuridici della Commissione sia quelli del Consiglio abbiano insistito sull’evidenza della competenza esclusiva dell’UE, fatto supportato da molteplici giudizi della Corte europea (http://kluwercopyrightblog.com/2015/05/03/blocking-marrakesh-an-argument-based-on-a-house-of-cards/).

Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, ha espresso il proprio disappunto per la posizione assunta dal governo italiano il quale, ostacolando la ratifica del Trattato di Marrakech, non rispetta i suoi obblighi nei confronti delle persone con disabilità ai sensi dell’art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. “Il nostro governo non trae alcun vantaggio da questa posizione e perde, invece, una grande occasione per porre fine alla “carestia dei libri” assicurando a milioni di persone cieche e ipovedenti in tutto il mondo l’accesso all’educazione, alla cultura e allo svago attraverso la lettura”.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS non riesce a comprendere le ragioni per cui l’Italia, che ha una legislazione particolarmente avanzata riguardo alle eccezioni al diritto d’autore in favore delle persone disabili, abbia assunto in seno al Consiglio dell’Unione europea una posizione chiaramente contrastante con le esigenze delle persone non vedenti in Europa e nel resto del mondo. La scorsa settimana la Commissione europea ha proposto un compromesso che rispetta la sovranità dei singoli Stati membri dell’UE per quanto concerne la ratifica del Trattato di Marrakech pur affermando il principio della competenza giuridica dell’Unione europea. Respingendo questo compromesso, i governi dell’Italia e della Germania hanno dimostrato scarsa flessibilità, al punto da compromettere un possibile accordo.

Se dovesse concretizzarsi il blocco della ratifica del Trattato di Marrakech da parte dell’Unione europea le barriere del diritto d’autore all’accesso alla cultura da parte dei non vedenti continueranno ad esistere ancora per molti anni e i cittadini non vedenti e ipovedenti dovranno attendere che la Corte di giustizia europea esprima il proprio parere (indubbiamente favorevole alla competenza esclusiva dell’UE riguardo alla ratifica) e che l’UE adotti una nuova normativa quadro comunitaria sul diritto d’autore. Questo ritardo, probabilmente di molti anni, non appare né ragionevole né giustificabile.

Invitiamo caldamente il governo italiano a mostrare maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze di milioni di persone cieche e ipovedenti e a dare sostegno a una rapida ratifica del Trattato di Marrakech in tutto il mondo.

Altre informazioni sul Trattato di Marrakech

Il punto centrale di questo trattato è un articolo che autorizza le organizzazioni e le biblioteche dei ciechi a condividere le proprie raccolte di titoli accessibili con altre comunità parlanti la stessa lingua in tutto il mondo. Per es. la Spagna e l’Argentina sarebbero in grado di condividere il proprio patrimonio librario accessibile di oltre 150.000 titoli con tutti i paesi dell’America Latina, non appena il governo di ciascun paese beneficiario avrà ratificato e adottato le misure per far entrare in vigore il Trattato. In sintesi, esso stabilisce il quadro giuridico fondamentale per l’adozione di deroghe nazionali in materia di diritto d’autore in quei paesi che ne sono privi e stabilisce un regime per lo scambio transnazionale di libri in formato accessibile.

#ioleggoperché: una semina di libri, messaggi, entusiasmi senza precedenti

30.000 Messaggeri “pronti a tutto”, decisi a trasmettere il piacere della lettura a chi non legge o legge poco, hanno invaso piazze, treni, università, scuole, librerie, biblioteche, mobilitando migliaia di persone in una grande festa della lettura. Consegnando 240mila libri in edizione speciale, una collana di 24 titoli scelti da editori associati ad AIE per la loro qualità letteraria, hanno trascinato con il loro entusiasmo migliaia di persone.

Un successo straordinario che dimostra quanto iniziative di questo genere, grazie soprattutto alla capillare mobilitazione attraverso la rete fisica e virtuale, siano molto importanti per seminare e sviluppare il gusto e la passione per il libro e la lettura.

Milano, Roma, Cosenza, Sassari e Vicenza sono state palcoscenico di grandi feste, che hanno raccolto più di 20.000 persone. Sono state occasioni di incontri, con grandi eventi legati al libro e ai lettori, a cui si sono aggiunte più di 2.000 iniziative su tutto il territorio nazionale.

Rai3 ha trasmesso il 23 aprile in prima serata un evento in diretta dedicato ai libri, condotto da Pierfrancesco Favino, che è stato visto da centinaia di migliaia di persone. Un evento nell’evento, valorizzato anche dai collegamenti in diretta da piazza Gae Aulenti, con tanti ospiti, artisti, musicisti, cantanti e scrittori, che si sono avvicendati in un percorso fantastico dedicato al libro e alla lettura.

“#ioleggoperché rappresenta per noi un grande successo da coltivare e da moltiplicare – ha commentato il presidente di AIE Marco Polillo – . E’ il risultato più evidente di un lavoro comune e appassionato  durato mesi e che ha coinvolto davvero tutti: editori, autori, librerie, biblioteche, Messaggeri della lettura, potendo contare anche sul supporto del Ministro Franceschini e del Presidente Grasso. Un risultato che è anche derivato dall’entusiasmo della Rai, che ieri sera ha reso un grande servizio pubblico, fino alla disponibilità della Lega calcio che ha portato per la prima volta i libri in tutti gli stadi italiani. E poi ancora, dalle piazze ai treni, dalla piazza virtuale fino allo spazio – con il tweet di Samantha Cristoforetti – si sono messi al centro i libri. Anche in musica, con le strofe meravigliose di Samuele Bersani e Pacifico. Come ha ben detto Pierfrancesco Favino concludendo la serata di Rai3: “Se anche una sola persona entra in libreria, abbiamo vinto tutti”. Questa era la nostra scommessa e questo per noi è il vero successo”.

Il 23 aprile le cinque piazze coinvolte hanno proposto numerose iniziative per ogni fascia di età, in diversi e anche particolari luoghi delle città, riportando uno straordinario successo di pubblico e di partecipazione.

In Piazza Gae Aulenti  a Milano pubblico numeroso sin dall’attacco del programma per i più piccoli. Più di un centinaio i bimbi milanesi assiepati sotto il palco per le letture, che hanno poi preso letteralmente d’assalto i tre spazi laboratorio dove illustratori e autori di fama li hanno intrattenuti e affascinati con le loro storie, raccontate e illustrate. A concludere il programma, l’attesissimo Geronimo Stilton, accolto come un divo dai suoi piccoli fan. Atmosfera molto entusiasta e partecipata anche al programma serale. Il pubblico è rimasto numeroso e attento sotto al palco fino al termine e si è scaldato subito con la musica degli Ottavo Richter e gli interventi musicali di gran classe del cantautore Nicola Cioce. Angelo Pisani ha coinvolto e divertito i partecipanti che hanno ascoltato con grande attenzione gli interventi e le letture dei tanti ospiti: l’assessore Filippo Del Corno, Laura Curino, Flavio Oreglio, Gherardo Colombo, Ferzan Özpetek, Zita Dazzi, Gianni Biondillo, Enrico Ruggeri, Nicolai Lilin, Selvaggia Lucarelli, Isabella Bossi Fedrigotti, Carlo Gabardini, Candida Morvillo, Antonio Di Stefano, Andrea Kerbaker, Giusi Marchetta, Massimo Polidoro, Antonella Caprio, Diego Parassole, e gli autori della collana #ioleggoperché Marcello Simoni, Roberto Riccardi, Paola Capriolo – in collegamento con la diretta di RAI3.

Grande successo per le iniziative di #ioleggoperché anche a Roma: le tre giornate dedicate alla promozione della lettura hanno visto una partecipazione straordinaria con oltre mille persone nel weekend e altrettante coinvolte nella giornata del 23 aprile. La città è stata invasa dai messaggeri di #ioleggoperché che sulla scalinata del Campidoglio si sono destreggiati tra passanti interessati e turisti incuriositi a cui hanno lasciato un libro. Entusiasmo alle stelle anche al Macro dove tra la musica dei Bamboo, gli anagrammi di Ennio Peres e le battute taglienti di Edoardo Ferrario si è conclusa questa festa del libro tutta romana.​

Partecipazione, contaminazione culturale, inclusione e divertimento sono stati gli ingredienti di Cosenza presso l’Università della Calabria. Roberto Crocco, uno studente non vedente, è stato protagonista della lettura al buio, organizzata con la Fondazione LIA, che ha introdotto lo straordinario intervento di Vinicio Capossela al mattino. Il Rettore Gino Mirocle Crisci è stato l’ultimo testimone della staffetta di libri animata dalle street band Girlesque e Takabum, che ha dato il via a letture multilingue ad alta voce mentre migliaia di giovani scrivevano la loro passione su grandi pannelli e… sul corpo di modelli. Chiusura con un aperilibro e una magistrale interpretazione di Moni Ovadia degli Scritti corsari di Pasolini.

Grande partecipazione a Vicenza: i messaggeri hanno catalizzato l’attenzione delle persone intrattenendole  sul loro libro preferito e coinvolgendole nella lettura dal primo pomeriggio fino a sera. Tutti, ma proprio tutti i gruppi coinvolti hanno dato il meglio di sé, partendo dai 150 ragazzi delle scuole superiori convenuti per la finale di Bravo chi legge, passando per l’ottima performance di Pino Costalunga  che ha intrattenuto i più piccoli giocando con le parole delle filastrocche e arrivando alla Book Parade dei libri più amati dai vicentini (1000 votanti nelle biblioteche e nelle librerie) animata da Stefano Ferrio e che ha visto vincitrice Jane Austen con il suo Orgoglio e pregiudizio. Un evento iniziato alle 15 e terminato alle 22,30 con un’ottima e costante partecipazione di pubblico.

Numerosissime le presenze a Sassari, in un mercato immerso nei libri e nei fiori per l’ioleggoperché sassarese. Un flusso costante di persone ha affollato i banchi di libri e ha invaso l’area eventi. Già dalla mattina oltre 300 studenti hanno partecipato con entusiasmo alla chiaccherata di Carlo Tomassetti con Licia Troisi, con una  lunghissima fila finale per firme, dediche e foto.  Dal pomeriggio il mercato è stato nuovamente preso d’assalto dai lettori e potenziali lettori con i giochi di Viva Gutenberg a dare l’avvio alle attività, la presentazione affollatissima di I Regni di Nashira a fare da preludio al reading ioleggoperchè: il piacere di leggere di Lorenzo Braina e Donato Cancedda. Oltre 400 persone hanno assistito alla performance del duo, che ha indagato le dinamiche che regolano la passione o meno per la lettura: con l’ausilio delle regole di Kurt Vonnegut per scrivere racconti Braina ha condotto il pubblico alla conclusione che la vera forza dei libri risiede nel piacere stesso del leggere.

Andrea Vitali, Cristiano Cavina, Diego De Silva sono gli autori coinvolti a bordo di tre dei cinque Frecciarossa che hanno portato #ioleggoperché a coprire, grazie alle linee ferroviarie, tutto il territorio nazionale. Gli autori hanno incontrato un pubblico piacevolmente sorpreso e incuriosito, che si è lasciato coinvolgere e soprattutto ha mostrato di gradire molto il contatto diretto con chi scrive.

Da Venezia a Torino, da Napoli a Bari, quasi quattromila i viaggiatori che ieri hanno potuto incontrare in carrozza i super Messaggeri #ioleggoperché messi a disposizione da diverse associazioni italiane (Accademia della Felicità, Caffeina, Letteratura Rinnovabile, La Bottega delle parole, Master ALMED-Centrimark), e a cui sono stati letti, raccontati e consegnati i libri della collana. Un’attività graditissima, che ha riscontrato grande entusiasmo e attenzione sui convogli e curiosità sulle banchine e nelle stazioni.

Alcune centinaia i Messaggeri che hanno viaggiato invece sui treni regionali, sfruttando le autorizzazioni di viaggio messe a disposizione da Trenitalia, per consegnare lì le loro copie della collana. Con alcuni casi particolari da segnalare, come la Messaggera che sui social network ha lanciato la sfida, indicando il suo percorso di tratta in tratta alla ricerca di nuovi possibili lettori, e il gruppo che ha unito la pendolarità alla propria missione di Messaggero della lettura. Lungo binari molto particolari, in ultimo, si è svolta l’attività straordinaria organizzata da un editore siciliano, con scuole ed enti locali, sulla linea ferroviaria Circumetnea.

​I numeri di #ioleggoperché:

240mila libri stampati in edizione speciale

30.000 Messaggeri iscritti alla piattaforma

24 titoli per una collana

24 gli scrittori coinvolti nella collana che non hanno percepito alcun diritto d’autore

5 città coinvolte per Piazza un libro (Milano, Roma, Cosenza, Sassari, Vicenza)

20.000 persone hanno partecipato alle iniziative delle 5 Piazze del 23 aprile

1 diretta su RAI3 il 23 aprile

2.000 eventi organizzati in Italia per il 23 aprile

1.000 autorizzazioni di viaggio su treni regionali messi a disposizione dei soli Messaggeri attivi

3 autori della collana hanno viaggiato su treni Frecciarossa insieme ai super Messaggeri

11.879 studenti universitari coinvolti

896 librerie coinvolte

368 gruppi di lettura coinvolti

240 eventi di biblioteche caricati sul sito

110 biblioteche provinciali hanno ricevuto la collana dei 24 titoli dal Centro per il libro

200 scuole superiori di tutta Italia coinvolti nella lettura dei testi della collana

62.986 visualizzazioni su youtube del video della canzone/colonna sonora “Le storie che non conosci”

32 partite di Serie A e Serie B in cui i calciatori si sono scambiati libri

32 arbitri e i loro assistenti hanno indossato la maglia di #ioleggoperché

numerosi ipermercati delle principali insegne della Grande Distribuzione coinvolti

1 video contest per gli universitari
1 video realizzato da uno studente universitario più votato dai messaggeri caricato in homepage del sito www.ioleggoperché.it

1 video realizzato da uno studente universitario selezionato dalla giuria di qualità andato in onda durante l’evento in diretta su Rai3

645.506 visualizzazioni del sito www.ioleggoperché.it

93.229 interazioni sul wall del sito

18.225 citazioni da libri caricate dai Messaggeri sul social wall

25.591 fan della pagina facebook

244.096 persone raggiunte, con 55.849 visualizzazioni per il post di Facebook con più interazioni: lo spot video diretta Rai3 con Favino “Le storie che non conosci…”

464.000 visualizzazioni totali su Twitter (+406,6%)

1 tweet dallo spazio

Tutto il progetto #ioleggoperché – che è parte di Milano Città del Libro 2015 e che ha avuto come suo momento centrale il 23 aprile, nella giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e dell’inizio del Maggio dei Libri – è stato reso possibile grazie all’adesione di tanti soggetti, che hanno creduto fin da subito all’iniziativa e l’hanno sostenuta in vari modi.

#ioleggoperché è organizzato da AIE (Associazione Italiana Editori) ed è realizzato in collaborazione con ALI (Associazione Librai Italiani – Confcommercio), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), Centro per il Libro e la Lettura del MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), Milano Città del Libro 2015 – Comune di Milano e Assessorato Cultura e Turismo di Roma; con il contributo di RAI, con il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale Comuni italiani), Comune di Milano, CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), SIAE; main partner Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Pirelli; partner 3M-Post-it®, Artic Paper, CEVA LogisticsGrafica Veneta, Messaggerie Libri, TIM, Lega Calcio Serie A e Serie B e AIA (Associazione Italiana Arbitri). Mediapartner dell’iniziativa: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, la Repubblica, RAI3. Mediasupporter: Famiglia Cristiana, Il Fatto Quotidiano, LaEffe, LaFeltrinelli.it, IBS, IlLibraio.it, R101, RaiRadio2, RaiRadio3, La Stampa, Vanity Fair.

Per informazioni: www.ioleggoperché.it

Social

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Bibliopride 2015 a Milano, nel mese di maggio durante l’EXPO

Dopo il successo delle precedenti edizioni l’AIB ha deciso di realizzare la IV Giornata nazionale delle biblioteche – Bibliopride a Milano, nel mese di maggio durante l’EXPO.
Il testimonial del Bibliopride 2015 e’ Daniel Pennac.

Quest’anno il Bibliopride prende parte a una stagione dedicata alla lettura a cui partecipano i piu’ importanti attori nazionali del settore. La manifestazione #ioleggoperche www.ioleggoperche.it dell’AIE verra’ lanciata il 23 aprile 2015 e aprira’ Il Maggio dei libri http://www.ilmaggiodeilibri.it/ iniziativa promossa dal Centro per il Libro e la Lettura. In questo periodo denso di eventi relativi al mondo dei libri, la realizzazione del Bibliopride chiudera’ idealmente la stagione.

Saranno due le giornate interessate:
Venerdì 22 maggio con il convegno internazionale “Strong libraries, strong societies”, durante il quale sara’ presente Sinikka Sipilä Presidente IFLA
http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/bp-a-milano-strong-libraries-strong-societies/

Sabato 23 maggio con la festa delle Biblioteche in programma presso la Rotonda della Besana (a breve il programma)

Come per le precedenti edizioni, le biblioteche del territorio italiano potranno organizzare eventi e iniziative, a marchio Bibliopride, dal 23 maggio al 6 giugno e sara’ possibile inserirle all’interno del programma generale
http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/bp-tutti-gli-eventi/

tramite il modulo disponibile alla pagina
http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/inserisci-un-evento/

Tutte le iniziative validate dalla redazione dovranno essere contraddistinte dal logo Bibliopride da apporre sui materiali pubblicitari. Il file in formato .jpg e la locandina sono disponibili alla pagina Area stampa http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/area-stampa/

Supporta il Bibliopride! E’ possibile scegliere come.

Sponsor
Per le aziende interessate e’ disponibile un listino prezzi alla pagina http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/sponsor/
E’ possibile essere presenti con il proprio stand durante la giornata del 23 maggio alla Rotonda della Besana oppure realizzare i materiali necessari al Convegno internazionale in programma il 22. In fondo alla pagina e’ disponibile il modulo di prenotazione http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/sponsor/attachment/bp-modulo-richiesta-sponsorizzazione/

Volontario
Vuoi contribuire alla riuscita della manifestazione come volontario?
Candidati per la giornata del 23 maggio compilando il form disponibile alla pagina http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/volontari-bp-2015/

Crowdfunding
Anche quest’anno e’ attiva la piattaforma online tramite il sito Produzioni dal basso, contribuendo con una libera donazione, di qualunque importo, con carta di credito o paypal, a partire dall’indirizzo http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/sostieni-il-bp-2015/

Cresce l’export di diritti italiani di libri per bambini: nel 2014 venduti 2.167 diritti di edizione, +6,8%

I libri per bambini italiani piacciono sempre più all’estero. La conferma viene dall’Osservatorio voluto dal Gruppo degli editori per ragazzi dell’Associazione italiana editori (AIE), che da cinque anni monitora l’import/export dei diritti di libri a partire da un questionario on line compilato da case editrici di libri per ragazzi che coprono nel complesso il 75% della produzione di novità di questo settore.

Cresce l’export di diritti, diminuisce l’import – Nel 2014 sono stati venduti 2.167 diritti di edizione con un trend (+6,8%) di crescita che è migliore rispetto alla media dell’ultimo periodo (+5,2% in media annua dal 2011). Parallelamente rallenta l’approvvigionamento di titoli acquistati da altri Paesi (sono stati 840 nell’ultimo anno), che fanno segnare un calo del -4,4%. Si tratta di una tendenza ormai conclamata che, dal 2012, ha portato alla progressiva riduzione della forbice tra import ed export che fa oggi segnare uno «spread» di oltre mille titoli, a tutto vantaggio dei libri e degli autori nazionali.

Cresce la vocazione internazionale del libro per bambini Made in Italy – Un numero crescente di titoli continua infatti a essere «pensato» come un libro che può avere uno sbocco internazionale: erano il 31,5% nel 2002; oggi sono ben il 92,4%.

Le ragioni di questa peculiare caratteristica del mondo del libro per ragazzi sono semplici: investimenti tra gli anni Novanta e il decennio scorso in autori, grafici, illustratori nonché in un marketing dei diritti più efficiente ed aggressivo, ma anche una «qualità» riconosciuta al copy in Italy di questo settore – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson – I libri per bambini italiani piacciono infatti all’estero e non solo alle editorie maggiori (l’export in Europa rappresenta il 63% del totale), ma anche agli editori dei Paesi emergenti come la Corea del Sud, l’Europa balcanica, la Turchia, la Polonia, l’Ungheria, i Paesi africani – che non sono proprio le prime editorie che vengono in mente. Questi Paesi hanno rappresentato in questi ultimi due anni tra il 25% e il 30% dell’export ragazzi grazie anche a una serie di missioni, incontri, partecipazioni a fiere e iniziative come il Fellowship alla fiera della piccola editoria di Roma Più libri più liberi, che AIE assieme ad ICE hanno sviluppato”.

L’indagine fa emergere però anche aspetti meno positivi. A fronte di un 36% di titoli i cui diritti sono stati acquistati dagli editori italiani da editorie di Paesi anglofoni (sostanzialmente UK, Stati Uniti e Canada) si è riusciti a indirizzare a quei mercati solo il 6% dei titoli venduti all’estero.

Corte di Giustizia Europea: Francia e Lussemburgo non possono applicare un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, contrariamente a quanto vale per i libri su carta.

In Francia e in Lussemburgo, la fornitura di libri elettronici è soggetta ad aliquota IVA ridotta. In particolare, dal 1° gennaio 2012, la Francia e il Lussemburgo applicano alla fornitura di libri elettronici, rispettivamente, un’aliquota IVA del 5,5% e del 3%.

I libri elettronici o digitali oggetto della presente causa comprendono i libri ottenuti a titolo oneroso, mediante scaricamento o trasmissione continua (streaming) a partire da un sito web, nonché i libri elettronici che possono essere consultati su computer, smartphone, e-book reader o qualsiasi altro sistema di lettura.
La Commissione chiede alla Corte di giustizia di dichiarare che la Francia e il Lussemburgo, avendo applicato un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, sono venuti meno agli obblighi ad essi incombenti in forza della direttiva IVA.

Nelle sentenze, la Corte accoglie i ricorsi per inadempimento della Commissione.
La Corte rileva innanzitutto che un’aliquota IVA ridotta può essere applicata unicamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di cui all’allegato III della direttiva IVA. Detto allegato menziona, in particolare, la «fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico». La Corte ne trae la conclusione che l’aliquota IVA ridotta è applicabile all’operazione consistente nel fornire un libro che si trovi su un supporto fisico. Se è vero che il libro elettronico necessita, per poter essere letto, di un supporto fisico (quale un computer), un simile supporto non è tuttavia fornito con il libro elettronico, cosicché l’allegato III non include nel suo ambito di applicazione la fornitura di tali libri.
Inoltre, la Corte constata che la direttiva IVA esclude ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai «servizi forniti per via elettronica». Secondo la Corte, la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo. La Corte respinge l’argomento secondo cui la fornitura di libri elettronici costituirebbe una cessione di beni (e non un servizio). Infatti, solo il supporto fisico che consente la lettura dei libri elettronici può essere qualificato come «bene materiale», ma un siffatto supporto non è presente nella fornitura dei libri elettronici.
La Commissione addebita altresì al Lussemburgo di applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3%, mentre la direttiva IVA vieta, in via di principio, le aliquote IVA inferiori al 5%. La Corte ricorda che, secondo la direttiva IVA, uno Stato membro può applicare aliquote IVA ridotte inferiori al 5%, fra l’altro, a condizione che le aliquote ridotte siano conformi alla legislazione dell’Unione. Dato che la Corte ha poco prima concluso che l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici non è conforme alla direttiva IVA, la condizione di conformità alla legislazione nell’Unione non è soddisfatta, cosicché il Lussemburgo non può applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3% alla fornitura di libri elettronici.

Le sentenze della Corte non ostano a che gli Stati membri istituiscano un’aliquota IVA ridotta per i libri su supporto fisico, come in particolare i libri cartacei.

La risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza della Corte di Giustizia UE è una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk affinché si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente. Un testo proposto dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione delle associazioni europee degli scrittori (EWC) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF), sottoscritto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo: “Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – recita il testo della lettera – che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che “le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso“.

L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura – ha commentato Polillo – ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’UE affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro“.

I testi delle due sentenze sono disponibili nel nostro database Giurisprudenza.

Corso “Pirateria libraria organizzata. Modelli di business e rimedi”, sede AIE, Milano, 12 febbraio 2015

12 febbraio 2015 ore 14.30/17.30 AIE, Corso di Porta Romana 108 – Milano

La pirateria informatica è un tema centrale per tutta l’industria dei contenuti culturali ma spesso i meccanismi economici che la governano rimangono oscuri, sia alla comunità dei downloader, sia a chi – a vario titolo – è coinvolto nella difesa dei diritti d’autore.
In questo seminario, collegato all’ebook “Le isole dei pirati. Mappa della pirateria editoriale e dei suoi modelli di business”, si prova a fornire un quadro complessivo del fenomeno e dei suoi risvolti, alla luce delle più recenti modalità di monetizzazione dello sfruttamento illegale delle opere dell’ingegno.
Dopo l’analisi dei vari formati di libri pirata in circolazione e dei principali canali della loro distribuzione, si tenta quindi di offrire una visuale del problema della pirateria “dall’interno” dei siti utilizzati per la diffusione dei materiali, fino a far emergere chiaramente quali siano i meccanismi che ne regolano l’attività, i profili di responsabilità tipici della pirateria organizzata e le soluzioni a disposizione dei titolari dei diritti per la tutela dei propri interessi.

• Inquadramento del fenomeno della pirateria in Italia e all’estero
• I vari tipi di “libri” presenti in Internet
• I principali canali di diffusione dei libri pirata
• Modalità di diffusione attraverso i vari canali
• Come verificare se un proprio libro ha un problema di pirateria
• Attività illecite correlate alla pirateria di contenuti
• Rimedi e soluzioni
• Sistematizzazione delle attività

Per maggiori informazioni e iscrizione:

http://www.formedi.it/SKVIS/VIS_Corsi_PUB.aspx?pirateriaonline

I social salveranno la libreria? Un ebook curato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) raccoglie 21 buone idee da tutto il mondo per i librai di oggi (e di domani)

Un vademecum per le librerie, anche del futuro: un ebook dell’Associazione Italiana Editori (AIE) raccoglie 21 buone idee pensate e sperimentate da librai di tutto il mondo –Italia inclusa- per crescere e dialogare con i propri lettori grazie ai social network. Le sfide che le librerie oggi hanno di fronte sono molte, e saranno tempestività, creatività e valorizzazione -ingredienti chiave delle iniziative raccolte in I social salveranno la libreria? a cura dell’ufficio studi dell’AIE- a traghettare i librai di oggi nel futuro. Video virali, caccie al tesoro, blog di foto, app, murales, camp letterari per ragazzi, gare di fan fiction –persino erotiche-, o più semplicemente, frasi e citazioni cercate e diffuse con sapienza: tra le 21 idee c’è spazio per tutto ciò che la fantasia ha suggerito ai librai, incluso il nostrano #librosospeso.

Cogliendo con energia l’aspetto stimolante dello scenario odierno della crisi dei consumi e dei lettori, le librerie di cui si racconta in questo ebook hanno saputo ripensarsi e mettere in gioco la creatività, e l’hanno fatto sfruttando i social. Ognuno con i propri mezzi: le iniziative raccolte –tutte virtuose, e tutte da copiare- sono sia di librai indipendenti con budget di comunicazione inesistenti, sia di realtà consolidate come Foyles o Waterstones.

Che cosa accomuna queste esperienze? Il desiderio di raggiungere i propri clienti anche online, di parlare a più lettori -e non lettori!- possibili, e non da ultimo, una buona dose di ironia.

“Questo instant-book nasce per mettere in luce” spiega Giovanni Peresson, responsabile dell’ufficio studi AIE “le tantissime esperienze positive delle librerie e i numerosi casi in cui i librai hanno saputo abbracciare l’innovazione, integrando, in questo caso grazie ai social network, la ricchezza del mondo offline che già le librerie offrono. Abbiamo deciso di fare questa ricerca sulle librerie” prosegue Peresson “perché gli editori credono fortemente che una libreria con più strumenti innovativi sia d’aiuto ai lettori, clienti che stanno cambiando, e alle stesse case editrici”. E naturalmente, perché serva a chi vuole provare qualcosa di nuovo. Come dice nell’introduzione Giulio Saltarelli, libraio della Libreria All’Arco, tra le più impegnate in Italia sui social: “Questo ebook è ricco di idee ottime e spunti intelligenti. Copiateli senza pietà e magari provate a renderli ancora più originali. Sono esperienze che hanno funzionato: mettetele in circolo”.

I social salveranno la libreria? 21 buone idee per i librai di oggi (e di domani) di Elisa Molinari (Ufficio studi AIE), con un’introduzione di Giulio Saltarelli (Libreria All’Arco, Reggio Emilia). L’ebook, che fa parte della collana dei Quaderni del Giornale della Libreria a cura di AIE è in vendita da ieri su tutti i principali store online a 3,99 euro.

Libri: resta stabile nel 2014 la spesa degli italiani per leggere

Resta stabile la spesa per leggere degli italiani. E’ un primo dato di quanto emerge dall’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2014, che sarà presentato domani, 27 gennaio, nella giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, in programma fino al 30 gennaio a Venezia.

Il 2014 si conferma infatti un anno di grande trasformazione per il settore del libro: diversi indicatori risultano negativi ma, sommati, dimostrano complessivamente come l’andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali – in altre parole in ciò che serve a leggere – registri un +0,1% complessivo.

Quanto hanno speso dunque gli italiani nel 2014 per leggere? Quasi 1,5miliardi di euro (per la precisione 1,452miliardi): 51,7milioni di euro è la stima del mercato 2014 degli ebook venduti, 1,2miliardi il mercato dei libri di carta secondo Nielsen nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione), 111milioni di euro quanto pagato dagli italiani per gli e-reader (stima provvisoria su dati Assinform, non si sono considerati i tablet), 54,3milioni di euro la spesa per i collaterali. La somma dei fattori si traduce in un dato sorprendente e soprattutto in una sfida implicita: “La sfida – sottolinea Giovanni Peresson, responsabile Ufficio studi AIE – di fare in modo nuovo il mestiere del libraio o dell’editore, innovando tutti quegli elementi che ci obbligano a guardare in modo diverso i comportamenti del lettore e cliente. Alcuni dati, presi singolarmente, possono risultare negativi ma aggregati all’interno del “sistema lettura” ci possono raccontare una storia diversa. La storia di una trasformazione”.

Diminuisce la lettura in Italia ma… – Secondo i dati Istat si passa dal 43% di italiani con più di 6 anni che leggono almeno 1 libro all’anno del 2013 al 41,4% del 2014. I forti lettori restano sostanzialmente stabili (-0,02%), crollano i lettori occasionali. Se si vuole fotografare la lettura nel lungo periodo, tra 2010 e 2014 si sono persi qualcosa come 2,6milioni di lettori (il 10%).

Parallelamente nel 2014 cresce, secondo Istat, del 32,2% la lettura di ebook: quasi 7milioni di italiani (il 13,1% della popolazione) hanno letto un ebook nell’anno passato.

Diminuisce la produzione di libri di carta, cresce quella degli ebook – Gli editori hanno prodotto nel 2014 63.417 titoli, il 5,1% in meno rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 18,14 euro (il -7,2% rispetto al 2012). Parallelamente cresce la produzione di e-book: nel 2014, si stimano 53.739 titoli in digitale (esclusi i gratuiti) nei vari formati (epub, pdf, mobipoket), l’88,4% in più rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 6,96 euro (-22,8% sul 2012).

Cala il mercato del libro di carta nel 2014 rispetto all’anno precedente, ma progressivamente meno. Cresce del 40% il mercato e-book – Il 2014 si chiude per i libri di carta con il segno meno nei canali trade, secondo i dati Nielsen: -3,8% il giro d’affari, -6,5% le copie vendute, in ripresa rispetto ai primi mesi dell’anno e anche rispetto agli anni precedenti. Il libro di carta si compra prima di tutto nelle librerie di catena (pesano per il 40,6%, anche se in leggero calo rispetto al 2013), un pochino meno nelle librerie indipendenti (al 30,7%), sempre più nelle librerie online, che oggi pesano il 13,8% (+ 8% rispetto al 2013). Diminuisce invece in modo significativo la grande distribuzione. Parallelamente il mercato degli ebook si stima al 4,4% del mercato del libro, con un fatturato di 51,7milioni di euro (+39,4% sul 2013).

“Questo quadro – conclude Peresson – ci dice che siamo entrati in una nuova fase: di lettura, di acquisto, anche di produzione. I paradigmi stanno cambiando. Non è in crisi il libro. Siamo di fronte a un radicale cambiamento nel mix, in cui innovazione è la parola chiave per tenere conto di una società più liquida e fluida”.

Più libri più liberi: è segno meno per i piccoli editori, in linea con il trend generale del mercato. In controtendenza invece il campione degli espositori di Più libri più liberi

E’ segno meno per i piccoli editori nei primi dieci mesi del 2014, con performance sostanzialmente in linea con il resto del mercato. E’ quanto emerge dall’indagine condotta da Nielsen e presentata a Più libri più liberi – la Fiera nazionale della piccola e media editoria che ha aperto ieri a Roma – che per la prima volta allarga la tradizionale indagine condotta sulle piccole case editrici presenti alla manifestazione romana a tutti i 5.663 marchi di editori che hanno un venduto nei canali trade libri per un valore non superiore a 10milioni di euro.

I piccoli editori registrano un calo a copie vendute del -3,4% (al netto della Grande distribuzione organizzata) mentre per il resto del mercato è del -3,2%. Va meglio il valore del venduto anche per le diverse politiche di prezzo adottate: -2,5% per i piccoli, -3,0% per gli altri (sempre al netto della Gdo).

Questo andamento di tutti i piccoli, se ricondotto solo agli editori presenti a Più libri più liberi cambia, e molto, registrando un +1,1% nelle vendite di copie (sempre esclusa la Gdo) e un +2,2% del fatturato. In altre parole, esiste una punta di diamante, in buona parte presente tra gli espositori di Più libri più liberi, in grado non solo di registrare un segno più ma di smorzare il segno meno del mercato nel suo complesso.

Il trend complessivo del mercato? In miglioramento. Ma il segno è ancora negativo: se si considerano tutti i canali (grande distribuzione compresa), a fine ottobre si registra complessivamente un -4.6% di fatturato (circa 43milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2013 nei canali trade e sempre esclusi gli ebook): è ancora un segno meno, certo, ma, grazie alla timida ripresa estiva, in leggero recupero rispetto al -5.3% dei primi tre mesi dell’anno. Le copie di libri di carta venduti nei primi dieci mesi del 2014 segnano invece un -7.1% (pari a circa 5.5milioni di copie vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2013).

Il mercato per genere: cresce ulteriormente il peso dei libri per bambini e ragazzi, al punto che le copie vendute raggiungono il 20,5% del totale e si avvicinano sempre di più al segmento della fiction straniera (che è il genere più venduto, pesa il 26,1%). Solo al terzo posto si trova, a copie, la fiction italiana (15,3%). In termini di fatturato il segmento bambini, in crescita, detiene comunque il terzo posto (dopo la fiction straniera e la non fiction specialistica, cioè i libri di filosofia, critica letteraria, ecc.).

I generi nel mercato dei piccoli editori: Per i piccoli editori circa un quarto delle copie vendute riguarda la non fiction pratica (cioè libri di manualistica, cucina, salute, tempo libero e lifestyle, guide). Seguono i libri per bambini (con il 18,3%) e quindi la non fiction specialistica (17,9%). Rispetto allo scorso anno cresce la fiction italiana dello 0,6%, diminuisce di quasi il 10% la fiction straniera.

La dichiarazione: “Sia il Rapporto AIE sulla piccola e media editoria che l’indagine Nielsen confermano – ha commentato il presidente dell’Associazione Italiana Editori Marco Polillo – che – al di là dei segni meno generalizzati – esiste circa un 10% di piccoli e medi editori che non solo crescono ma crescono tanto da smorzare i segni meno complessivi. Quel 10% di editori, con i suoi vari marchi, sta qui a Più libri più liberi e questo ci rende orgogliosi. Noi siamo qui per aiutarli a ‘far fare loro il salto’, questo è il compito e l’obiettivo di questa Fiera: non solo una vetrina, ma un laboratorio, un’occasione di formazione e di network. Secondo noi si vince anche così”.

Iva ebook: il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ne parla al Consiglio europeo dei ministri della cultura

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha presieduto ieri a Bruxelles il Consiglio formale dei ministri della cultura, gioventù, istruzione e sport dell’Unione Europea, che ha raccolto gran parte delle proposte discusse nel corso dei due consigli informali organizzati a Venaria e a Napoli nel contesto del semestre italiano di presidenza UE.

Innanzitutto il consiglio ha approvato le proprie conclusioni sulla politica europea dell’audiovisivo, auspicando la creazione di un mercato unico digitale che permetta ai cittadini UE di accedere a contenuti audiovisivi attraverso i diversi supporti elettronici da qualsiasi luogo in Europa.

I ministri hanno inoltre sottolineato l’importanza di promuovere la lettura come strumento per diffondere il sapere, incoraggiare la creatività, sostenere l’accesso alla cultura e la diversità culturale e sviluppare la consapevolezza dell’identità europea, affrontando il tema delle diverse condizioni applicate agli ebook e ai libri a stampa.

Il consiglio ha poi ratificato le proprie conclusioni sul piano di lavoro per la cultura 2015-2018, imperniato su quattro nuove priorità: cultura accessibile e inclusiva; patrimonio culturale; settori culturali e creativi; promozione della diversità culturale, cultura nelle relazioni esterne, cinema, turismo, mobilità e dialogo interculturale. Il piano di lavoro inoltre prevede il potenziamento delle attività di Eurostat in campo culturale e il passaggio al digitale.

Il consiglio inoltre si è pronunciato favorevolmente rispetto alla proposta di modalità innovative di partecipazione alla gestione patrimonio culturale che coinvolga cittadini, società civile, istituzioni pubbliche e private nella definizione delle politiche culturali col fine di incrementare la consapevolezza riguardo l’importanza di ciò che l’Europa ha ereditato dalle numerose civiltà fiorite nei millenni sul suo territorio. In questa chiave, le possibili sinergie tra cultura e turismo possono indicare un percorso equilibrato di sviluppo economico e benessere delle comunità locali. L’importanza del patrimonio è stata sottolineata con l’esplicita richiesta alla Commissione di lanciare “l’anno europeo del patrimonio culturale”.

Il consiglio ha infine discusso il contributo del settore culturale e creativo alla revisione della Strategia Europa 2020, invitando la Commissione a considerarne il notevole impatto sulla crescita, l’occupazione e la competitività. Nonostante la crisi economica e finanziaria, infatti, i settori culturali e creativi hanno continuato a produrre reddito, lavoro e innovazione.

“L’industria creativa – ha dichiarato il Ministro Franceschini nel concludere i lavori – rappresenta il 4,4% del PIL europeo e il 3,8% della forza lavoro europea e merita pertanto di essere maggiormente considerata. Cultura e turismo devono divenire la vera vocazione dell’Europa”.

“Grazie al Governo italiano, e al Ministro Franceschini in particolare, per come ha condotto, sostenuto e spronato l’Europa in questa battaglia di buon senso”. È un vero e proprio plauso quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dopo che sono state rese note le conclusioni del Consiglio europeo dei Ministri della Cultura UE, che hanno affrontato il tema della discriminazione dell’iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta.

“Solo così, con convinzione, si può superare una stortura europea come questa – ha proseguito -. Noi continueremo a fare la nostra parte, a portare avanti la sfida con la campagna #unlibroèunlibro, chiedendo all’Europa di cambiare e di riconoscere che un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Puntiamo ora al consiglio Ecofin del 9 dicembre. Il traguardo è più vicino”.

Per saperne di più, per scrivere all’Europa, per vedere chi ha aderito: unlibroeunlibro.org

Iva ebook – Polillo (AIE): “Grazie al Ministro Franceschini e al Presidente Renzi per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro”

“Apprendiamo che il Ministro Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di stabilità per equiparare l’Iva degli ebook a quella dei libri cartacei” dichiara Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori. “Desidero esprimere come Presidente dell’AIE e a nome di tutti gli editori, gli autori e i sostenitori della campagna #unlibroèunlibro i nostri più sentiti ringraziamenti al Ministro Franceschini, al Presidente Renzi e a tutto il Governo per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro e aver deciso di voltare pagina rispetto ad una discriminazione senza senso”.

“Siamo molto fiduciosi” prosegue Polillo “che si possa arrivare a una rapida e condivisa approvazione dell’emendamento in considerazione dell’impegno profuso in queste fasi da parlamentari di maggioranza e di opposizione tra i quali gli on. Piccoli Nardelli, Causi, Palmieri, Giordano, Caparini e Librandi che nei giorni scorsi avevano già presentato emendamenti in tal senso. Anche a loro va tutta la nostra gratitudine”.

Per sapere tutto sulla campagna #unlibroeunlibro: www.unlibroeunlibro.org

AIE: “Il nostro auspicio è che questo sia l’ultimo convegno sul libro, siano le ultime parole, e che da domani si passi alle azioni, ai fatti a tutela del libro e della lettura”.

Non vogliamo l’elemosina, ma un provvedimento ad hoc come i settori in crisi“. “Ci auguriamo che questo sia l’ultimo convegno sul libro, siano le ultime parole, e che da domani si passi alle azioni, ai fatti a tutela del libro e della lettura“. È l’auspicio del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al convegno inaugurale dedicato al futuro del libro in occasione dell’apertura della due giorni di Montecitorio “Il volume della democrazia“, tenutasi nei giorni scorsi.

I numeri parlano chiaro: “Non lasciateci soli – ha proseguito Polillo -. Nel 2013 la flessione del mercato del libro è stata del 6,8%. In tre anni il settore ha perso circa il 20% del suo valore, arrivando a 2,7miliardi euro. Nei primi 6 mesi 2014, registra un ulteriore -5% circa. Il digitale è l’unico comparto che cresce: una crescita ancora bassa della domanda – rappresenta il 3% del mercato, forse arriverà al 5% a fine anno – ma impetuosa dell’offerta. Oggi infatti il 63,4% delle novità esce contemporaneamente in versione cartacea e digitale“.

Aiutateci a dare una nuova occasione al settore – ha proseguito Polillo, rivolgendosi alla Istituzioni –. Dateci sostegno, un sistema organico di norme e di risorse finalizzate alla promozione della lettura, e che ci aiuti a lavorare anche su non lettori e lettori deboli. Aiutateci a favorire gli investimenti delle case editrici anche sul digitale. Sosteneteci nella battaglia europea per parificare libro ed ebook, dando così nuovo slancio al segmento digitale. E soprattutto aiutateci tutelando il diritto d’autore, al tempo di internet, che resta base e fondamenta del nostro lavoro. Noi non vogliamo l’elemosina ma un provvedimento cornice proprio come i settori in crisi“.

Ecco di cosa ha bisogno un editore per innovare secondo 120 editori europei. Il sondaggio elaborato grazie a TISP

Di che cosa ha veramente bisogno un editore per fare innovazione, in Europa? Un sondaggio cui hanno partecipato 120 aziende editoriali europee ha indagato e raccolto le necessità di ricerca e sviluppo più stringenti. La ricerca, condotta tra editori proveniente dai principali paesi europei da TISP- Technology and Innovation for Smart Publishing, il network finanziato dalla Commissione Europea e coordinato da AIE ha anzitutto scoperto che l’innovazione svolge un ruolo fondamentale per gli editori: oltre tre quarti (77%) dei partecipanti alla ricerca qualitativa ha dichiarato di essere al lavoro nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Quali sono i risultati? Prima di tutto, l’accesso al credito è ritenuto il più grande ostacolo all’innovazione (circa la metà dei rispondenti l’ha indicato come la maggiore barriera), soprattutto per la scarsa agilità degli strumenti per accedervi. In altre parole, i partecipanti al sondaggio hanno indicato che non è sufficiente stanziare dei finanziamenti: “se il processo per accedere e utilizzare il credito non è agile, non funzionerà. Innovazione significa avere rapido accesso a piccole somme di denaro, con requisiti di reporting ragionevoli”. Nella classifica degli ostacoli all’innovazione, l’accesso al credito è seguito dalla mancanza di dimensioni sufficienti per affrontare un mercato sempre più globale e di adeguate infrastrutture per la ricerca.  Per la stragrande maggioranza però la chiave per azioni di ricerca e sviluppo davvero efficaci sta nella collaborazione, ancora meglio se internazionale:  il 67% dei rispondenti “è disponibile a essere coinvolto in strategie collaborative, ad esempio progetti di R&S in collaborazione con altre aziende e istituti di ricerca europei”. La motivazione principale è la condivisione dei rischi, l’“accesso a quei talenti che non sono presenti in azienda”, e la possibilità di unire ”professionalità diverse” per competere in un mercato dominato da “pochi player di grandi dimensioni”. Il mercato europeo, diviso in piccoli mercati definiti da aree linguistiche rende la collaborazione internazionale preferibile a quella locale: “È meglio condividere informazioni con colleghi che non mirano alla stessa area commerciale”. Per quanto riguarda invece gli ambiti in cui l’investimento in ricerca e sviluppo è considerato più importante, la maggior parte dei partecipanti ha indicato la distribuzione digitale e le tecnologie di gestione dei diritti d’autore. Significativa anche l’attenzione degli editori a un tema come l’accessibilità per i non vedenti.

Il campione – Oltre 1.000 gli editori contattati; 360 hanno dimostrato interesse per l’iniziativa e 120 hanno compilato un dettagliato questionario. I partecipanti al sondaggio si collocano in tutte le aree del settore editoriale. Per la maggior parte – 41% dei partecipanti – le attività di R&S sono svolte all’interno dell’azienda, ma senza un dipartimento dedicato, mentre il 16% dichiara di non dedicare alcuna risorsa alla R&S e solo il 18% può vantare un dipartimento ad hoc. L’8% si appoggia a service provider esterni e solo il 6% collabora con università o altri istituti di ricerca.  L’indagine è stata elaborata da un team composto da iMinds (un centro dell’Università di Ghent in Belgio), l’Associazione Italiana Editori (AIE), Gutenberg University (Germania), la Federazione degli Editori Europei (FEP) e la Frankfurt Book Fair (FBF).

Scopri tutti i dettagli dell’indagine sullo Smartbook di TISP

Regione Piemonte: nuova edizione di Nati per leggere

La Regione Piemonte bandisce la VI edizione del Premio Nati per Leggere, che sostiene i migliori libri e progetti di promozione alla lettura per i più piccoli (0-6 anni) ed è rivolto a editori, enti locali, bibliotecari, pediatri, librai, educatori, insegnanti.

Il Premio è promosso e organizzato con la Città di Torino (con Iter e Biblioteche Civiche Torinesi), la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura (che ogni anno promuove il Salone Internazionale del Libro di Torino), il Coordinamento nazionale del progetto Nati per Leggere (sostenuto dall’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche, il Centro per la salute del bambino Onlus di Trieste), e la rivista trimestrale LiBeR ed è promosso sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e patrocinato da Ibby Italia.

Quattro le sezioni in cui si articola il concorso: “Nascere con i libri” premia i migliori libri per tre diverse fasce di età (6-18 mesi; 18-36 mesi; 3-6 anni); “Crescere con i libri” coinvolge nella scelta del libro vincitore i bambini dai 3 ai 6 anni di età delle città di Torino, Roma, Iglesias-Carbonia, Monza, Foggia e Napoli, che valuteranno la migliore storia raccontata e illustrata sul tema 2015 “Storie per tutti i gusti. Il cibo raccontato dai libri per bambini”; “Reti di libri” premia i miglior progetti di promozione della lettura, sia quelli già consolidati nel tempo sia quelli di recente avvio, che abbiano saputo creare rete tra diversi soggetti (genitori, bibliotecari, pediatri, insegnanti, educatori, volontari, ecc.); la sezione Pasquale Causa segnala il pediatra che abbia incoraggiato nel modo più efficace la lettura in famiglia.

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 30 gennaio 2015. La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedì 14 maggio durante la 28° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il bando di concorso si può consultare sul sito www.natiperleggere.it.

Fonte: www.siae.it