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Nuova precisazione della Corte di Giustizia Europea sulla nozione di “comunicazione al pubblico”

Con sentenza del 14 giugno scorso, la Corte di Giustizia Europea, Sez. II, nella causa C-615-15, ha di nuovo fornito una precisazione alla nozione di “comunicazione al pubblico” ai sensi della direttiva 2001/29/CE.

Di seguito la massima:

La nozione di «comunicazione al pubblico», ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, deve essere interpretata nel senso che comprende, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, la messa a disposizione e la gestione, su Internet, di una piattaforma di condivisione che, mediante l’indicizzazione di metadati relativi ad opere protette e la fornitura di un motore di ricerca, consente agli utenti di tale piattaforma di localizzare tali opere e di condividerle nell’ambito di una rete tra utenti (peer-to-peer).

Per la sentenza estesa:

Corte di Giustizia Europea, Sez. II, Sentenza C-615-15 del 14 giugno 2017 (accesso solo per i nostri abbonati)

Dirittodautore.it sostiene “Fair Internet for Performers”, la campagna-petizione degli “Artisti uniti per l’equa remunerazione dei diritti digitali”

Dirittodautore.it sostiene e promuove “Fair Internet for Performers”, la campagna-petizione degli “Artisti uniti per l’equa remunerazione dei diritti digitali”.

 Lanciata da AEPO-ARTIS, EuroFIA, FIM e IAO, che insieme rappresentano oltre 500.000 artisti in Europa, tra musicisti, cantanti, attori e ballerini, l’iniziativa è volta al riconoscimento di un’equa quota dei ricavi delle utilizzazioni online, attraverso un compenso non negoziabile, una sorta di “equo compenso”, in particolare relativamente allo streaming on demand (su modello di Spotify o Youtube per esempio).

Fino ad ora la legislazione sulle utilizzazioni digitali si è basata sui diritti esclusivi di riproduzione e messa a disposizione al pubblico, che vengono trattati direttamente dai produttori fonografici e raccolti anche per mezzo dei distributori digitali di musica. In questi casi, sullo streaming, l’artista non percepisce che un compenso assai ridotto, se non, come avviene per gli artisti comprimari, nulla.

Il diritto di comunicazione al pubblico, che prevede la remunerazione di un equo compenso per la diffusione di registrazioni fonografiche, come ad esempio in radio, in tv e nei pubblici esercizi, che viene oggi raccolto dalle società di gestione collettiva degli artisti interpreti ed esecutori (come ad esempio NUOVOIMAIE), non si applica agli streaming interattivi.

Il futuro del mercato della musica sono proprio tali utilizzazioni, che tuttavia generano per la categoria compensi polverizzati o effimeri anche per un grande numero di ascolti e quando venne elaborata la legislazione europea, basata sul download a pagamento, non si pensava che questi modelli di business sarebbero divenuti quelli più utilizzati.

Tutte le associazioni di categoria degli artisti, le collecting di artisti e le associazioni di musicisti d’Europa, tra cui anche Note Legali (www.notelegali.it/diritti_digitali), stanno sottoscrivendo una PETIZIONE, per far sentire la propria voce.

Si può sostenere la campagna cliccando qui, ne va del futuro della categoria!

Per maggiori informazioni si può visitare questo sito.