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Convegno su enforcement dei diritti di proprietà intellettuale oggi a Roma a partire dalle ore 15

Oggi lunedì 22 giugno, a Roma, si terrà all’Istituto Luigi Sturzo (Palazzo Baldassini, Via delle Coppelle, 35) il convegno “L’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale e industriale in Italia. Stato dell’arte e soluzioni per il futuro“, organizzato dalla Bsa (Business Software Alliance).

Dalle ore 15 dopo i saluti della presidente Simonetta Moreschini, gli interventi di Renato Esposito (Aie), Federico Bagnoli Rossi (Fapav), Claudio Bergonzi (Indicam), Fabrizio Carotti (Fieg), Andrea Franceschi (Confindustria Radiotv), Enzo Mazza (Fimi), Paolo Agoglia (Siae).

Di seguito approfondimenti sulla normativa con gli avvocati Castiglioni, Sirani e Vaglio e tavola rotonda con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Posteraro (Agcom), Gabriella Muscolo (Agcm), Mario Catania (Presidente commissione anticontraffazione), Carmine Pirozzoli (Ministero Giustizia), Paola Riccio (Ministero Sviluppo Economico) e del Generale Gennaro Vecchione della Guardia di Finanza. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario del Ministero della giustizia, Cosimo Ferri.

Fonte: www.siae.it

BSA: oltre il 60% degli italiani ritiene “normale” scaricare illegalmente dal web software, film o musica

BSA | The Software Alliance presenta i dati raccolti da Lorien Consulting nell’ambito dell’Osservatorio Politico Nazionale sull’atteggiamento degli italiani in materia di rispetto della proprietà intellettuale/propensione alla copia illegale e al download “selvaggio” di contenuti digitali dal web.

Nella sezione sociale dell’ultima edizione del sondaggio, realizzato settimanalmente dall’Istituto di ricerche di mercato milanese, è stato inserito un set di domande focalizzato su opinioni ed atteggiamenti relativi consumo di internet, alla propensione o meno al download illegale di software o file multimediali e alla conoscenza delle leggi a tutela del diritto d’autore.

Le risposte raccolte (da un campione di 1.000 individui, rappresentativo della popolazione nazionale maggiorenne e stratificato per sesso, età ed area geografica) confermano  il quadro di una compagine sociale ancora assai propensa ai comportamenti illegali, se pensa siano “normali”, o quantomeno tollerabili  come “peccati veniali” che, sostanzialmente, considera la legalità “un problema altrui”.

Tra i principali risultati della ricerca scopriamo infatti che:

  • Il 31% degli intervistati ammette d’aver “scaricato qualcosa” (software, musica e/o film).
  • Il 9% del campione non risponde: non ammette ma neppure nega d’averlo fatto.
  • Tra il 10 e il 12% di chi lavora in azienda ammette che nell’azienda in cui lavora “c’è qualcuno che scarica”.

“Nei sondaggi è frequente imbattersi in risposte che sovrastimano un certo comportamento, ritenuto positivo, o al contrario sottostimano comportamenti vissuti come negativi”, spiega Antonio Valente, AD e partner di Lorien.  “È possibile quindi che buona parte di quel 9% che non risponde alla domanda sul download illegale abbia in effetti scaricato qualcosa, ma non lo dica in quanto è consapevole che il comportamento vada censurato. Il che porta la percentuale effettiva di chi attua comportamenti illeciti molto vicino al 40% del campione. Dal quale peraltro risulta che ancora solo il 65% degli italiani fa abitualmente uso di internet: un dato che rende quel 40% purtroppo molto prossimo in realtà alla metà della popolazione effettivamente utilizzatrice di risorse digitali”.

Inoltre,  dai risultati dell’indagine emerge che :

  • Solo il 14% del campione afferma che “scaricare da internet film, software e file musicali coperti dal diritto d’autore sia un reato da perseguire”.
  • Ben il 22% degli italiani addirittura ignora che tale comportamento sia contro la legge.
  • Un cospicuo 39% lo ritiene “un comportamento illecito ma tollerabile”, mentre il 16% lo considera “scorretto ma non illegale” e il 6% addirittura “un comportamento lecito”.

“Se sommiamo i tre dati qui sopra riportati, 39+16+6, otteniamo che praticamente il 61% del campione considera la pirateria informatica un comportamento lecito, tollerabile o comunque non da perseguire legalmente”, prosegue Valente.
Fra le motivazioni dei comportamenti illegali troviamo prevedibilmente:

  • “perché è più comodo/facile” (58%).
  • “Perché i prodotti legali costano troppo” (23%).
  • Perché “non rischio nulla/è difficile che mi scoprano” (4%).

“I riscontri dell’Osservatorio condotto su base nazionale da Lorien confermano le  conclusioni a cui ci conducono anche  ricerche realizzate da BSA a livello internazionale”, commenta Simonetta Moreschini, Presidente di BSA Italia. “Ossia che ancora si deve fare molto per modificare una  cultura condivisa che purtroppo è ancora lontana dal considerare la legalità nell’utilizzo del software un bene sociale e un moltiplicatore di sviluppo economico”.

È possibile consultare l’ultima edizione dell’Osservatorio Politico Sociale di Lorien a QUESTO LINK. Per approfondimenti sulla sezione “Gli italiani e il download illegale”, fare riferimento all’ufficio stampa BSA

BSA

BSA | The Software Alliance (www.bsa.org) è la principale organizzazione del settore software. Rappresenta nei confronti dei governi e del marketplace internazionale le principali aziende a livello mondiale, che investono ogni anno miliardi di dollari per creare soluzioni volte a potenziare lo sviluppo economico e a migliorare la vita quotidiana di tutti. Attraverso la sede di Washington e i comitati attivi in oltre sessanta nazioni, BSA sperimenta programmi volti al rispetto della legalità nel campo del software, sostiene politiche pubbliche che favoriscono l’innovazione tecnologica e lo sviluppo del mondo digitale.

Ulteriori informazioni su www.bsa.org/italia.