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SIAE e GdF: scoperta truffa milionaria a Castellammare di Stabia e Sorrento

Avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di nove persone, indagate per corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica e rivelazione del segreto d’ufficio. Cinque indagati sono ex accertatori e mandatari della Siae della circoscrizione di Castellammare di Stabia e Sorrento, gli altri quattro sono imprenditori alberghieri e musicisti coinvolti. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo beni mobili e immobili per circa 2 milioni di euro nei confronti di due ex accertatori Siae e dei rispettivi familiari.

Dalle indagini dei finanzieri di Massa Lubrense, coordinati dalla procura di Torre Annunziata, è emerso un giro di corruzione in danno della Siae. In alcuni casi, i titolari degli alberghi, di ristoranti o locali e i musicisti, una volta incassata dal festeggiato di turno l’intera tariffa Siae, avvisavano l’accertatore di zona che, durante la cerimonia, si presentava per fare una vigilanza solo formale e ritirava la ‘bustarella’. Durante le indagini, i militari si sono infiltrati in matrimoni, battesimi o comunioni o hanno dovuto fingere di organizzare delle feste proprio per acquisire prove.

Le indagini avevano portato, già nel 2012, a fare 70 perquisizioni e ad eseguire l’anno successivo quattro misure cautelari nei confronti di accertatori Siae. Sequestrate otto unità immobiliari, tra cui lussuose ville, tre terreni, cinque moto, tre auto, quattro conti correnti.

Fonte: Adnkronos

Megatruffa da 252 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza e dalla SIAE

Una megatruffa con evasione fiscale per oltre 252 milioni di euro, su materiale informatico, cd e dvd vergini, è stata scoperta e smantellata ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la SIAE.

Dobbiamo fare un plauso all’eccellente esito dell’azione delle Fiamme Gialle che si è giovata della collaborazione del Servizio Antipirateria e dell’Ufficio Copia Privata della SIAE” ha detto Sabina Riccardelli, Vice Direttore Generale SIAE, commentando l’operazione che ha portato a smascherare un ingegnoso sistema criminale. “Il successo è frutto di un’attività d’intelligence attenta e raffinata, che ha individuato ingenti quantitativi di supporti audiovisivi vergini ed altro materiale informatico, prevalentemente a marchio Verbatim, destinati ad alimentare il mercato italiano in totale evasione delle imposte e dei compensi dovuti per copia privata“.

Le indagini, avviate dagli uomini della Guardia di Finanza di Fiumicino, partono da una pregressa attività investigativa su clan camorristici che avevano il controllo della pirateria audiovisiva partenopea, per svilupparsi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e controlli presso le aziende, volti a ricostruire minuziosamente i canali di approvvigionamento del materiale informatico.

In tale contesto sono stati sequestrati oltre 23 milioni di cd/dvd “vergini” oltre a 500.000 euro in contanti utilizzati per pagamento, ovviamente in nero, del materiale sequestrato. La merce in apparenza esportata al di fuori del territorio nazionale, tramite vendite estero su estero, veniva di fatto distribuita in Italia, scortata da documenti di trasporto contraffatti, inoltre, grazie all’omesso pagamento delle imposte e dei compensi dovuti alla SIAE, sia le aziende campane in odore di camorra che quelle operanti nella grande distribuzione, riuscivano ad ottenere la merce a prezzi talmente bassi da sbaragliare letteralmente la concorrenza del settore.

Il profitto dei reati, conseguito dall’associazione è stato quantificato in euro 252.340.629, di cui 156.013.094,70 euro, per la mancata corresponsione del compenso per copia privata; e 96.327.534,30 euro di IVA ed IRES evasi.

La DDA ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente sui beni nella disponibilità degli indagati, anche per interposta persona, fino a concorrenza per la somma di euro 252.340.629, in particolare: 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere, di poter garantire l’ingente pretesa erariale.

L’importante risultato di oggi, nel campo dei supporti fisici, non deve far diminuire l’allerta sul fenomeno della pirateria digitale, molto radicato nel nostro paese, che colpisce l’industria dei contenuti, l’erario e anche l’immagine dello Stato Italiano” ha aggiunto la Riccardelli. “In questo senso, fortunatamente, possiamo disporre anche del prezioso Regolamento Agcom sul diritto d’autore online, uno strumento che consente una più incisiva tutela della filiera creativa tutta“.

 

GdF: denunciati 72 responsabili di organismi teatrali per illecita percezione di contributi regionali

Falsificazioni documentali, messa in scena di spettacoli “fantasma” , false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false.
Sono alcune delle condotte illecite emerse a seguito di due anni di indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Palermo che ha scoperto un sistema di frode messo in piedi da imprenditori operanti nel settore artistico, responsabili di una truffa perpetrata ai danni della Regione Siciliana nell’ambito degli interventi di sostegno delle attività teatrali per l’anno 2008.
A seguito delle attività investigative coordinate dai Dott. Daniele Paci e Roberto Tartaglia, Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica di Palermo e sviluppate dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo siciliano, sono emerse responsabilità per 72 organismi teatrali, su un totale di 91 posizioni esaminate.
L’indagine, che ha interessato strutture con sede in tutto il territorio regionale, con prevalenza nelle provincie di Catania e Palermo, trae origine da un’attività ispettiva nel cui ambito, nel settembre del 2011, sono stati sottoposti a mirate verifiche soggetti economici aventi titolo a percepire i contributi previsti dalla Legge Regionale n. 25/2007, finalizzati a promuovere lo sviluppo delle attività teatrali ed a favorirne la diffusione, erogati dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione.
Dopo avere acquisito tutta la documentazione relativa alle istanze presentate dagli organismi teatrali operanti in tutta la Regione per ottenere l’erogazione del contributo, le Fiamme Gialle hanno proceduto ad una attenta disamina del materiale ed a numerosi controlli incrociati presso diversi Enti ed Uffici Pubblici.
Sono in tal modo emersi diversi casi di falsità dei documenti presentati agli Uffici competenti dell’Assessorato Regionale, con particolare riguardo a quelli attestanti i costi asseritamente sostenuti per la realizzazione di rassegne e festival e per la produzione di attività teatrali nel corso del 2008, su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero, risultati mancanti delle specificazioni necessarie o addirittura artatamente predisposti e contraffatti.
Fra i casi più significativi emersi nel corso dell’indagine, quello del responsabile di un ente teatrale che, a seguito dell’esclusione al contributo per aver predisposto una “stagione” ritenuta, dai competenti organi della Regione, di “modesto livello”, ha tempestivamente provveduto a procurarsi ed a produrre falsa documentazione attestante l’avvenuta rappresentazione di uno spettacolo a cui avrebbe partecipato un noto artista di fama nazionale, ma che, di fatto, non è mai stata realizzata.
L’ammontare dei fondi pubblici indebitamente percepiti attraverso gli artifici e i raggiri posti in essere dagli indagati, ammonta a un complesso di 2.300.000 euro.
Al termine dell’attività sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 72 persone per essersi rese responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni dell’Ente Regione e falso, nei confronti delle quali la Procura della Repubblica di Palermo ha già emesso gli avvisi di conclusione delle indagini, notificati in questi giorni dalla Guardia di Finanza