Prosegue in commisione la discussione sul progetto di legge S905

Il resoconto della seduta di martedì 22 gennaio (pomeridiana):

AFFARI COSTITUZIONALI (1a)
MARTEDI’ 22 GENNAIO 2002
81ª Seduta (pomeridiana)

(905) Delega per la riforma dell’organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché di enti pubblici, approvato dalla Camera dei deputati.
(Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 16 gennaio.

Il senatore ASCIUTTI nota che alcune disposizioni del disegno di legge in titolo riguardano da vicino le competenze della 7ª Commissione permanente. Nell’esame presso la Commissione affari costituzionali dell’altro ramo del Parlamento, il Governo ha proposto una delega assai ampia in materia di beni culturali. La 7ª Commissione, tuttavia, ha espresso un parere critico, proponendo una riformulazione restrittiva dei poteri delegati, sostanzialmente accolta nel testo licenziato. La Commissione istruzione del Senato ritiene anzitutto che debba essere ulteriormente abbreviato il termine per l’esercizio della delega, che il Ministro aveva indicato in ventiquattro mesi e che nell’esame alla Camera è stato già ridotto a diciotto mesi. Quanto ai princìpi e criteri direttivi, essi dispongono una mera delimitazione della delega e non forniscono indicazioni per il suo esercizio. E’ necessaria una più puntuale specificazione, per consentire al Parlamento di pronunciarsi in maniera più incisiva ed evitare che la disciplina di questo importante settore sia totalmente rimessa alle deliberazioni dell’Esecutivo.

Il senatore VILLONE condivide il giudizio critico sulle disposizioni contenute nel disegno di legge in titolo, che finiscono per snaturare la funzione legislativa, recando, peraltro, evidenti tracce di un centralismo che reputa inaccettabile.
Richiama l’attenzione, in particolare, sull’articolo 8, concernente interventi correttivi all’organizzazione del settore della ricerca in agricoltura, che nella passata legislatura era stato disciplinato in modo ampio ed organico, con il consenso dei gruppi di opposizione e delle organizzazioni dei soggetti interessati. La delega in esame si ispira a una logica di rilegificazione e di centralismo, la cui ragione traspare dal comma 2 del medesimo articolo 8, che dispone lo scioglimento degli organi del Consiglio scientifico e degli altri istituti previsti dal decreto legislativo n. 454 del 1999, legittimando, in definitiva, una lettura di tali disposizioni in termini di “bassa cucina”.

Il senatore MANCINO sottolinea come in materie appartenenti alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni sia necessario indicare nella delega criteri e princìpi direttivi più puntuali e dettagliati rispetto alla delega per materie di competenza esclusiva statale, anche in considerazione del fatto che i provvedimenti delegati saranno sottoposti per il parere non già alla Commissione affari costituzionali bensì alla sede di merito. In particolare, per quanto concerne l’articolo 8, è necessario distinguere fra interventi in materia riservata alle Regioni (agricoltura) e interventi rientranti fra le materie di competenza concorrente (disciplina degli istituti di ricerca). L’opzione di sciogliere una serie di organismi, per ricrearne altri sostanzialmente uguali determina una deprecabile instabilità del quadro normativo, in dipendenza dell’alternarsi delle maggioranze, e rischia di ritorcersi in danno del Parlamento.
Segnala infine la mancata previsione del parere della Conferenza unificata sui provvedimenti delegati, che pure era stata assicurata dai rappresentanti del Governo.

Il senatore VILLONE sottolinea la genericità dei princìpi e criteri direttivi della delega contenuta nell’articolo 7 e si chiede quale ambito risulti precluso al Governo in base a detta disposizione.

Il senatore BASILE ricorda che presso l’altro ramo del Parlamento l’articolo 8 è stato oggetto di approfondita discussione da parte di tutti i gruppi politici, che hanno rappresentato la necessità di incrementare le risorse a disposizione della ricerca al fine di colmare il ritardo in cui si trova l’Italia rispetto ad altri paesi. Anche per questo motivo si è deciso di ampliare la rappresentatività del Consiglio, includendo un rappresentante del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica.
Esprime quindi perplessità sulla soppressione del Consiglio scientifico e degli altri organi previsti dal comma 2, sottolineando che la ricerca scientifica e tecnologica e il sostegno all’innovazione per i settori produttivi rientra fra le materie di competenza concorrente, per cui è opportuno un approfondimento al fine di verificare la piena compatibilità costituzionale. Preannuncia quindi la presentazione di alcuni emendamenti.

La relatrice IOANNUCCI, intervenendo in replica, nota che le eccezioni sollevate durante la discussione hanno riguardato soprattutto i princìpi e i criteri di delega. Con riguardo all’articolo 8, l’intervento normativo in realtà non introduce particolari modifiche nell’ordinamento, salva l’istituzione di uno strumento più agile per consentire una migliore risposta alle esigenze della ricerca in agricoltura.
Il disegno di legge interviene su materie chiaramente riservate alla competenza statale, indicando princìpi e criteri direttivi che saranno attuati nei decreti delegati.
Ritiene, pertanto, che non sussistano elementi di incompatibilità con il dettato costituzionale.

Il sottosegretario SAPORITO osserva che la delega contiene chiari princìpi e criteri direttivi che definiscono gli obbiettivi posti al legislatore delegato. A proposito dell’articolo 8, come già assicurato dal ministro Frattini, il Governo si mostra aperto a considerare gli emendamenti che saranno presentati, rilevando tuttavia che la ristrutturazione e la diversa composizione degli organi del Consiglio risponde a esigenze concrete e non interferisce sulla ripartizione delle competenze legislative.
Quanto alla formulazione dell’articolo 7, segnala che questa recepisce quanto proposto dalla Commissione cultura dell’altro ramo del Parlamento.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.