Commissione Cultura, al 25 febbraio il parere per il recepimento della Direttiva 2001/29/CE

Pubblichiamo il resoconto della seduta di martedì scorso della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) della Camera in merito allo schema di decreto legislativo concernente l’attuazione della direttiva 2001/29/CE, in materia di diritto d’autore (Atto n. 167).

RESOCONTO
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 13 febbraio 2003.

Franca CHIAROMONTE (DS-U) rileva, preliminarmente, che il parere della VII Commissione sul decreto legislativo del Governo di recepimento della direttiva comunitaria 2001/29/CE (armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione) rappresenta per il suo gruppo un momento particolarmente significativo per il ruolo che i Democratici di sinistra hanno avuto – sia in Parlamento, sia sul piano europeo – durante tutte le fasi di elaborazione della direttiva, fino alla sua approvazione. Osserva quindi che l’innovazione tecnologica ha prodotto un contesto nel quale i ruoli e le caratteristiche della creazione, della produzione, della diffusione e della fruizione delle opere protette siano profondamente cambiati. La multimedialità e l’innovazione tecnologica offrono la possibilità di rispondere ad una domanda di conoscenza e di accesso alle opere sempre più estesa e, allo stesso tempo, la tipicità di questi strumenti tecnologici supera il concetto tradizionale della territorialità della circolazione delle opere. Osserva inoltre che tutto questo è libertà ed espansione delle possibilità per le persone di accedere non solo al consumo, ma anche alla produzione di cultura: a tale riguardo, richiama la possibilità di creare musica. Esprime quindi la convinzione che, rispetto a questo nuovo contesto, peraltro in continua evoluzione il diritto d’autore rischi di uscire «con le ossa rotte». Sottolinea quindi il fatto che la stessa direttiva europea che ci si appresta a recepire sia stata ed è oggetto di numerose proteste, non solo per la questione – risolta – dell’equo compenso o per quella, solo parzialmente risolta, delle biblioteche. Più in generale, ritiene che rischi di fuggire il nesso profondo che esiste tra le tutele del diritto d’autore e i diritti connessi e la promozione, la libertà , l’autonomia della cultura, ovvero le ragioni sostanziali per le quali è nata la normativa sul diritto d’autore.
Dopo aver sottolineato l’esigenza di evitare che le norme relative al diritto d’autore ed alla sua tutela vengano percepite esclusivamente in chiave repressiva e restrittiva, esprime l’auspicio che su tale materia si aprano le porte della discussione a tutti quei soggetti, giovani e non, che, prima ancora di contestare l’esistenza di normative a tutela del diritto d’autore, non ne abbiano tratto alcun vantaggio, essendo stati spesso esclusi dal novero dei beneficiari: occorre quindi evitare di tutelare i diritti di chi ha già diritti, escludendo invece chi non ne ha.
Esprime la convinzione che rispetto all’istituto del diritto d’autore (come garante delle libertà artistiche e creative, della continuità delle produzioni degli autori, degli interpreti e degli esecutori, nonché come strumento di propulsione e di diffusione delle opere) vi sia la necessità di individuare all’interno dei processi d’innovazione il proprio radicamento, a partire dalla centralità del ruolo degli autori.
Giudica essenziale l’armonizzazione delle legislazioni dei paesi dell’Unione europea su alcuni concetti fondamentali come il diritto di riproduzione, il diritto di comunicazione al pubblico, il diritto di distribuzione e le misure tecnologiche; tutto ciò è essenziale per assicurare l’effettiva esercitabilità del diritto d’autore di fronte all’ampia diffusione delle nuove tecnologie.
Ritiene che il decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria debba essere considerato un punto di partenza: infatti, i processi d’innovazione appena richiamati sono e saranno oggetto di continua evoluzione e, di conseguenza, sarà comunque necessario un coerente e progressivo adeguamento delle legislazioni nazionali ed europee in materia di diritto d’autore.
Richiama quindi la questione dell’equo compenso, precisando che tra i fruitori e i consumatori di prodotti culturali e di altri generi di opere esiste un sentimento diffuso di pregiudizio verso l’equo compenso e, quindi, verso il diritto d’autore, che viene percepito come un ostacolo alla libertà d’accesso e di consumo delle opere protette.
Alla luce di tale premessa, ritiene opportuno sostenere il principio ispiratore dell’adeguamento delle quote dell’equo compenso vigente in Italia a quelle, superiori, dei principali paesi europei. Richiama quindi i contenuti di una proposta del suo gruppo volta a conciliare il diritto all’equo compenso con la crescita culturale della società italiana: essa si basa sulla istituzione di un fondo ministeriale per la promozione e la valorizzazione dei giovani artisti, da alimentare attraverso una quota dei contributi versati alla SIAE per l’equo compenso, come si verifica già in molti altri paesi europei.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la VII Commissione dovrà procedere alla votazione sulla proposta di parere del relatore, relativa allo schema di decreto legislativo in titolo, entro la data del 25 febbraio.

Andrea COLASIO (MARGH-U), con riferimento alle eventuali osservazioni che accompagneranno la proposta di parere del relatore, sottolinea l’opportunità di considerare la questione della traduzione scorretta degli «spartiti sciolti» e di fare riferimento al principio dell’opera rara, onde evitare di creare problemi tra quest’ultima e l’opera fuori catalogo.

Giovanna BIANCHI CLERICI (LNP) esprime l’auspicio che la proposta di parere del relatore tenga conto anche delle osservazioni avanzate dalla Associazione editori italiani.

Guglielmo ROSITANI (AN), relatore, anche in considerazione delle osservazioni formulate, si riserva di presentare nella prossima seduta una proposta di parere.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ritiene che nella seduta di giovedì 20 febbraio possa essere presentata dal relatore una proposta di parere, da porre in votazione nella seduta di martedì 25 febbraio. Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.10.

La redazione (GD)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.