La Finanziaria 2004 si occupa anche di proprietà intellettuale

Segnaliamo gli articoli della Finanziaria 2004 riguardanti la proprietà intellettuale:

INTERVENTI A SOSTEGNO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL MADE IN ITALY

Articolo 34
(Comitato nazionale anti-contraffazione)
1. Presso il Ministero delle attività produttive è costituito, senza oneri per la finanza pubblica, il Comitato nazionale anti-contraffazione con funzioni di monitoraggio dei fenomeni in materia di violazione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale, di coordinamento e di studio delle misure volte a contrastarli, nonché di assistenza alle imprese per la tutela contro le pratiche commerciali sleali.
2. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell’economia e delle fmanze, degli affari esteri, delle politiche agricole e forestali, dell’interno e della giustizia, sono definite le modalità di composizione e di funzionamento del Comitato, garantendo la rappresentanza degli interessi pubblici e privati.

Articolo 35
(Uffici di consulenza per la tutela delmarchio)
1. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e degli affari esteri, presso gli uffici dell’Istituto per il Commercio con l’Estero o presso gli uffici delle rappresentanze diplomatiche e consolari, sono istituiti uffici di consulenza e di monitoraggio per la tutela del marchio di cui al precedente articolo 32, comma 1, e per l’assistenza legale alle imprese nella registrazione dei marchi e brevetti e nel contrasto alla contraffazione e alla concorrenza sleale.
2. Per l’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2004-2006.

Articolo 36
(Definizione di merce che viola un diritto di proprietà intellettuale)
1. Ai fini della presente legge si intende per “merce che viola un diritto di proprietà intellettuale”:
a) la “merce contraffatta”, vale a dire:
i) -la merce, compreso il rispettivo imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio di fabbrica o di commercio identico a quello validamente registrato per gli stessi tipi di merci, o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di commercio e che pertanto violi il diritto del titolare del marchio in questione, ai sensi del Regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio (marchio comunitario) o della legislazione nazionale in materia;
ii) -qualsiasi segno distintivo (logo, etichetta, autoadesivo, opuscolo, foglietto illustrativo, documento di garanzia) anche presentato
separatamente, che si trovi nella stessa situazione delle merci di cui al punto i);
iii) -gli imballaggi recanti marchi delle marci contraffatte presentati separatamente, che si trovino nella stessa situazione delle merci di cui al punto i);
b) la “merce usurpativa”, vale a dire la merce che costituisce o contiene copie fabbricate senza il consenso del titolare del diritto d’autore o dei diritti connessi o del titolare dei diritti relativi al disegno o modello registrato o meno a norma del diritto nazionale o di una persona da questi validamente autorizzata nel Paese di produzione, quando la produzione di tali copie viola il diritto in questione, ai sensi del Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio o della legislazione nazionale;
c) la merce che, presentata per l’intervento delle Autorità doganali, leda i diritti relativi:
i) -ad un brevetto rilasciato a norma della legislazione nazionale;
ii) -ad un certificato protettivo complementare, come definito nel regolamento (CEE) n. 1768/92 del Consiglio del 18 giugno 1992 o nel Regolamento (CEE) n. 1610/96 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 luglio 1996;
iii) -ad un titolo nazionale di tutela delle varietà vegetali, a norma della legislazione nazionale o ad un titolo comunitario, come definito nel Regolamento (CEE) n. 2100/94 del Consiglio del 27 luglio 1994;
iv) -alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche, a norma della legislazione nazionale o come definite nei Regolamenti (CEE) n. 2081/92 del Consiglio e (CE) n. 1493/1999;
v) -alle denominazioni geografiche, come definite nel Regolamento (CEE) n. 1576/89.

Articolo 37
(Modifiche alla normativa a tutela della proprietà industriale)
l. Al fine di provvedere ad una maggiore tutela del design italiano sono adottate le seguenti misure:
a) il termine di 10 anni decorrenti dal 19 aprile 200l di cui al comma l dell’art. 25 bis del Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 95 relativo alla inoperabilità del diritto di autore per i disegni e modelli industriali è ridotto a 5 anni;
b) all’art. 5 del Regio Decreto 25 agosto 1940, n. 1411 e successive modificazioni dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: “4 bis. Ai modelli e disegni costituenti opere dell’ingegno di carattere creativo si applicano le disposizioni sul diritto d’autore di cui alla Legge 22 aprile 1941, n. 633.”;
c) al comma 3 dell’art. 32 del Regio Decreto 18 maggio 1942, n. 1369, dopo le parole: “opere di architettura”, sono inserite le seguenti:- “e del disegno industriale”.
2. All’art. 15, comma 1l, della legge 12 dicembre 2002, n. 273 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera b) sono aggiunte in fine le seguenti parole: “, fatte salve le maggiori tutele previste dall’ordinamento italiano;”;
b) alla lettera e) è aggiunto in fine il seguente periodo: “, nonché di reciproca collaborazione con le strutture istituzionali, anche sovranazionali, preposte alla lotta alle contraffazioni ed agli abusi in tema di proprietà industriale.” ;
c) dopo la lettera h) inserire le seguenti: “h-bis) introduzione di criteri di reciprocità , nei limiti consentiti dalla normativa comunitaria, per il riconoscimento della proprietà industriale tutelata da paesi extra comunitari e per l’attivazione di strumenti di tutela; h-ter) previsione di strumenti amministrativi che consentano l’adozione di misure provvisorie o di interventi di urgenza, anche finalizzate alla protezione degli elementi di prova, in relazione a denunzie riguardanti la violazione delle norme a tutela della proprietà industriale, nei casi in cui possano configurarsi gravi danni, economici o di immagine, per gli aventi diritto alla tutela; h-quater) introduzione di un diritto di informazione da esercitare contro chiunque sia implicato nella violazione, imponendogli di fornire informazioni sull’origine delle merci, sui circuiti di distribuzione e sull’identità dei partecipanti alle diverse fasi della violazione; h-quinquies) previsione di forme sanzionatorie ulteriori per le aziende responsabili quali la liquidazione coatta, il divieto di accesso a fondi pubblici, la pubblicazione della sentenza.”.
3. All’art. 1, comma I, della legge 14 aprile l991, n. 126, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
“d) ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità , la provenienza e le caratteristiche merceologiche del prodotto;”.

Articolo 38
(Sanzioni)
1. Qualora ne abbia notizia, il Ministero delle attività produttive segnala all’autorità giudiziaria, per le iniziative di sua competenza, i casi di uso di merci che violano un diritto di proprietà intellettuale.
2. L’Autorità amministrativa, quando accerta sia all’atto dell’importazione che della commercializzazione o distribuzione, la violazione delle disposizioni di cui alla presente legge dispone, previo assenso dell’Autorità giudiziaria, anche d’ufficio, il sequestro della merce facendone rapporto all’Autorità giudiziaria, nonché la distruzione, a spese, ove possibile, del contravventore, della merce contraffatta sequestrata, decorso il termine di tre mesi dalla data di effettuazione del sequestro, salva la conservazione di campioni da utilizzarsi a fini giudiziari e ferma restando la possibilità degli interessati di proporre opposizione avverso tale provvedimento nelle forme di cui agli articoli 22 e 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni, e prevedendo che il termine per ricorrere decorra dalla data di notificazione del provvedimento che dispone la distruzione della merce sequestrata o, comunque, da quella della sua pubblicazione, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.