Chiarimenti in merito alla interpretazione dell’Art. 75-bis del TULPS

L’art. 8 della legge 18 agosto 2000, n.248 ha introdotto nel TULPS l’articolo 75-bis in materia di diritto di autore. L’articolo in oggetto stabilisce: “chiunque intenda esercitare, a fini di lucro, attività di produzione, di duplicazione, di riproduzione, di vendita, di noleggio o di cessione a qualsiasi titolo di nastri, dischi, videocassette, musicassette o altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, ovvero intenda detenere tali oggetti ai fini dello svolgimento delle attività anzidette, deve darne preventivo avviso al Questore, che ne rilascia ricevuta, attestando l’eseguita iscrizione in apposito registro. L’iscrizione deve essere rinnovata ogni anno”.
Proprio il carattere cogente e autorizzatorio della fattispecie aveva generato non poche problematiche suscitando anche la reazione di Confesercenti e sollecitando le decisioni del Tribunale Amministrativo e del Consiglio di Stato.
Il Ministero dell’Interno ha emanato una serie di Note e Circolari in materia, l’ultima delle quali ha chiarito che l’obbligo di avviso al questore e la registrazione in un apposito registro non comportano fattispecie di tipo autorizzatorio accogliendo l’orientamento espresso dal TAR del Lazio che nella sentenza n.8395/2002, depositata il 7.10.2002 stabiliva che la norma è dettata da “una finalità di trasparenza, limitandosi ad introdurre una forma di conoscenza degli esercenti le attività elencate nella norma stessa, da parte delle autorità locali di pubblica sicurezza, le quali, ricevuta dagli interessati l’informazione sull’avvio dell’attività , devono prenderne nota in un apposito registro”.
La norma, quindi, “impone agli interessati solo di dare “preventivo avviso” della volontà di avviare la nuova attività , nelle particolari forme e con le modalità espressamente elencate, mentre obbliga l’autorità esclusivamente al rilascio di una ricevuta, comprovante l’adempimento, a soli fini probatori ed in corrispondenza alla contestuale introduzione, nell’art.17-bis, di una sanzione per l’inadempimento dell’obbligo di informazione. Ne deriva che l’iscrizione “nell’apposito registro” ha il solo fine di attestare l’adempimento dell’obbligo e non si pone come una condizione per l’esercizio dell’attività di produzione e vendita dei nuovi mezzi di diffusione del pensiero e dell’informazione”.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.