RIAA: precisazioni sull’indagine condotta da Jupiter Media Metrix

RIAA sostiene che la ricerca compiuta da JMM giunga a errate conclusioni e che presenti un certo grado di trascuratezza.
RIAA sostiene che la ricerca sia stata realizzata sulla base di dati obsoleti ricavati da uno studio condotto nel giugno del 2001, riflettendo quindi solo quanto accaduto nella prima metà dell’anno e presso un popolazione considerata a partire dal diciottesimo anno di età .
Una ricerca effettuata per conto di RIAA da Geoffrey Garin, presidente della società di ricerche di mercato Peter D. Hart Research Associates, ha evidenziato invece un incremento notevole della attività di download e di masterizzazione nella seconda metà del 2001.
Inoltre RIAA afferma che la ricerca di JMM ha trascurato tutta la fascia degli adolescenti che costituiscono, invece, la categoria di downloader agguerrita.
RIA sostiene inoltre che la ricerca Jupiter ha cercato di stabilire una relazione tra le maggiori vendite e le categorie adulte di downloader evitando di analizzare la relazione tra lo scaricare e il comprare musica.
Dalla ricerca commissionata da RIAA è emerso che il 23% del campione intervistato, alla domanda su quali sono state le ragioni per non comperare musica nel corso del 2001, ha risposto che il motivo è stato la possibilità di scaricare gratuitamente la musica in rete.
Inoltre i 38% dei compratori sotto i 30 anni ha dichiarato di non comprare più musica in quanto è possibile scaricarla gratuitamente in Rete.
In ultimo il 31% ha dichiarato di accedere alla Rete allo scopo di scaricare gratuitamente la musica, mentre nel 1999 il dato era pari al 19%.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.