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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso in esame il caso Grokster

Nella giornata di martedì si è svolta davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti l’audizione delle parti coinvolte nel caso Grokster. L’udienza ha visto confrontarsi davanti ai giudici gli avvocati rappresentanti le parti in causa: da una parte le aziende Grokster e StreamCast, produttrici dei software peer-to-peer Morpheus e Kazaa, dall’altra le major di Hollywood.
Il caso in discussione presso la Corte Suprema rappresenta un importante punto di svolta sia per le industrie IT che per quelle musicali e dello spettacolo, dal momento che le major dell’entertainment vorrebbero attribuire alle società sviluppatrici dei programmi di file sharing la responsabilità per le violazioni del diritto d’autore perpetrate dagli utenti dei loro software.
In passato, per la precisione nel 1984, la Corte Suprema si era espressa in un caso simile dando torto alle major che allora intendevano proibire la vendita del videoregistratore Betamax prodotto da Sony perchè, a loro dire, aveva il solo fine di permettere agli utenti di realizzare copie illecite delle opere cinematografiche trasmesse in televisione. La Corte ritenne al contrario che gli usi leciti messi in atto dagli utenti del sistema Betamax fossero sufficienti, seppur minoritari rispetto a quelli illeciti, a giustificare la sua distribuzione negli Stati Uniti.
Basandosi sulla difesa Betamax, oggi Grokster e StreamCast, appoggiate dalle industrie IT, mettono in evidenza come una sentenza di condanna rappresenterebbe un grande freno all’innovazione tecnologica, dal momento che porrebbe le industrie del settore IT nella difficile posizione di essere potenzialmente considerate responsabili delle attività illecite compiute per mezzo dei loro prodotti, prodotti nati ed utilizzati anche per scopi perfettamente leciti.
Resta inoltre da sottolineare che, come negli anni ’80 l’introduzione del videoregistratore segnò la nascita di un mercato molto redditizio, quello dell’home video, anche oggi le major che si oppongono al file sharing stanno scoprendo come da tali sistemi si possano ricavare nuove fonti di guadagno tramite la lecita distribuzione online di musica e film in formato digitale.

La redazione (Marco Bertani)

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.