Il P2P non è morto, anzi

Gli utenti di Internet downloadano due volte il numero di file musicali, film, software e giochi rispetto allo scorso anno. E ciò nonostante l’attività legale oltre che di sensibilizzazione portata avanti da tutte le parti più direttamente coinvolte.
Una connessione Internet sempre più veloce ed una sempre maggiore e migliore compressione dei file permettono una velocità di download dei file prima impensata, e ciò non fa che aumentare le preoccupazioni dell’industria cinematografica ai livelli raggiunti da quelle dell’industria discografica.
Ogni giorno vengono scambiati tra i PC di tutto il mondo circa tre milioni di file musicali e cinque milioni di film, stando ad un’indagine effettuata dalla britannica CacheLogic. Secondo i suoi risultati, gli utenti di Internet si scambiano qualcosa come 10 PetaBytes ‘ o 10 milioni di GigaBytes ‘ in dati che il più spesso sono opere protette dal copyright.
Ciò sta rendendo difficile il pieno sviluppo dei servizi a pagamento come iTunes, mentre sta costando agli Internet Service Providers $10 milioni l’anno in costi di manutenzione della rete ed in larghezza di banda.
Alla luce di questi dati la CacheLogic ha messo in questione lo stesso approccio dell’industria discografica al fenomeno del file-sharing: “se c’è un mito da sfatare tra quelli messi in circolazione dall’industria del disco” ‘ ha affermato Andrew Parker, co-fondatore della CacheLogic ‘ “è che sta vincendo la guerra contro gli utenti del peer-to-peer. Gli utenti stanno semplicemente dirigendo le proprie attenzioni verso altri sistemi di file-sharing”.
Prima che la RIAA desse inizio alle cause legali contro gli utenti di tali servizi, il più utilizzato era KaZaa, ma da quel momento i network di quel tipo si sono moltiplicati, ed oggi i più usati risultano essere eDonkey e BitTorrent, sempre secondo CacheLogic. Inoltre oggi un file medio scaricato attraverso questi servizi ha dimensioni superiori ai 100 MegaByte. “Oggi va di moda scaricarsi video”, ha concluso Andrew Parker.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.