Approvata oggi una nuova direttiva sul diritto d’autore

Discussa ieri in Parlamento e votata stamani, questo è stato l’iter finale della nuova direttiva CE sul diritto d’autore nella società dell’informazione.
Scopo della nuova direttiva è di assicurare un mercato interno in materia di diritto d’autore e di diritti connessi, con particolare riferimento a prodotti e servizi della società dell’informazione, nonché di applicare a livello comunitario gli obblighi internazionali derivanti dai due trattati approvati nel dicembre 1996, sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).

Con il sistema introdotto dalla nuova direttiva, autori, interpreti, produttori ed organismi di radiodiffusione godranno in linea di principio di un diritto esclusivo di riproduzione, comunicazione e diffusione della loro opera. Tuttavia la normativa prevede alcune eccezioni e limitazioni. Di esse, l’unica obbligatoria per tutti gli Stati membri concerne gli atti di riproduzione temporanea che sono permessi solo a carattere temporaneo o accessorio, quale parte integrante del processo tecnologico.

Gli Stati membri possono inoltre introdurre eccezioni o limitazioni al regime di proprietà intellettuale per tener conto degli interessi del pubblico, dell’industria, di certe categorie particolari (per esempio le persone disabili), o per finalità specifiche (come nel caso di scopi religiosi), od ancora per promuovere la ricerca scientifica o lo sviluppo artistico. In alcuni casi, questo tipo di deroga sarà accordato a condizione che il titolare del diritto d’autore riceva un’equa compensazione; in altri casi, sarà sufficiente indicare come fonte il nome dell’autore.

Una delle modifiche approvate intende chiarire la definizione di eccezione al diritto esclusivo di riproduzione su qualsiasi supporto: essa si riferisce solo a persone fisiche senza fini commerciali diretti o indiretti, mentre la posizione comune del Consiglio si limitava a parlare di “fini non commerciali” in generale. Tale emendamento, di importanza centrale, è volto a rafforzare la tutela dei detentori del diritto d’autore, consentendo nello stesso tempo di effettuare copie per uso privato.

Altri emendamenti mirano a rafforzare la definizione di alcune eccezioni in modo da assicurare una migliore protezione dei diritti d’autore. In particolare, la posizione comune del Consiglio parlava di riproduzione autorizzata o utilizzo delle opere, ed aggiungeva che la fonte, incluso il nome dell’autore, dovesse essere indicata “se possibile”. Il Parlamento ha invece invertito l’impostazione, affermando che la fonte, incluso il nome dell’autore, dovrebbe sempre essere indicata, “salvo in caso d’impossibilità accertata”.

Infine, allo scopo di permettere un adeguamento della norma agli inevitabili cambiamenti tecnologici, l’organo parlamentare ha chiesto di ridurre il periodo di attuazione della direttiva, da parte degli Stati membri da 24 mesi, come previsto dalla posizione comune del Consiglio, a 18.
“Il voto di Strasburgo sulla Direttiva Copyright è un importante passo nella direzione giusta. Con un’adeguata protezione di artisti e produttori si favorisce lo sviluppo dell’industria discografica in rete.
Inoltre, con l’approvazione di questa Direttiva, si riconosce che il copyright ha un ruolo fondamentale anche nell’era delle nuove tecnologie” ha dichiarato Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana.
Non appena disponibile, pubblicheremo il testo della nuova direttiva.
La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.