MPAA si affida al software per sconfiggere il P2P

Motion Picture Association of America ha presentato lo scorso martedì un numero non precisato di esposti per violazione del copyright on-line. I reati contestati concernono il download di film dai canali del file-sharing.
I legali dell’associazione hanno fatto sapere che si tratta solo del primo round, cui ne seguiranno presumibilmente molti altri, a ricalcare le orme della controparte della MPAA sul fronte discografico, la RIAA, che ha all’attivo non meno di 6000 azioni legali contro altrettanti utenti singoli dei vari P2P.
La campagna di MPAA prevede, contestualmente alle azioni legali, una serie di affissioni e pubblicità su giornali a tiratura nazionale che mettono senza mezzi termini in guardia dall’illegalità in cui viene a trovarsi chi scarichi film dai soliti canali quali KaZaa, eDonkey, DirectConnect, Grokster e Lime Wire, tutti peraltro servizi espressamente citati nelle pagine e nel poster relativi alla campagna stessa.
Infine la MPAA si affida ad un software, presto a disposizione dei genitori a costo zero, che permette loro di rilevare sul se, PC del minore, vi sia contenuto alcunché di fuorilegge.
Il software, creato da una società danese, non ha ancora un nome. Suo compito sarà quello di scovare nelle cartelle e sotto-cartelle del PC sospetto i vari files che provengano dai canali del P2P. Ciò che il software non dovrebbe invece fare è eliminare fisicamente il file scovato. Un compito che viene quindi lasciato ai genitori, che potranno, in tal modo, fare anche la “predica” di rito ai figli.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.