I fan australiani di Kazaa rimangono orfani’

Gli utenti australiani di Kazaa non posso più utilizzare il sistema P2P.
Secondo quanto stabilito dalla Corte Federale il 5 dicembre era il termine entro il quale Sharman Network avrebbe dovuto adottare un sistema di filtraggio dei contenuti illecitamente scambiati dagli utenti o ‘cessare le operazioni’ in Australia.
Da quanto si può ricavare dal sito di Kazaa, Sharman ha optato ‘formalmente’ per la seconda ipotesi.
Si legge infatti attualmente nella home page il seguente messaggio: ‘Allo scopo di adeguarci a quanto disposto dalla Corte Federale, […omissis], l’uso di Kazaa Media Desktop non è permesso in Australia: Se vivi in Australia non scaricare né utilizzare Kazaa Media Desktop.’
Sembra che l’industria dell’intrattenimento premesse affinché il sistema di filtraggio fosse implementato secondo le modalità suggerite dal Giudice Wilcox, mentre Sharman fosse invece decisa a implementare la tecnologia Audible’s Magic (anche se ciò richiederebbe un tempo maggiore) in relazione alle maggiori garanzie di stabilità e sicurezza vantate da tale sistema.
Il risultato è stata solo la temporanea ‘sospensione’ del servizio australiano (in realtà solo un invito a no scaricare) in attesa di nuovi sviluppi. Il lecito sospetto è che gli utenti australiani continueranno tranquillamente a scaricare il sistema come testimoniato dalla dura reazione di Stephen Peach, chief executive officer di ARIA, l’associazione dei discografici australiani che ha definito l’azione di Sharman una presa in giro.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

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