Unisce i Beatles a Jay-Z, ma pubblica senza permesso

Prendi il White Album dei Beatles, il Black Album di Jay-Z nella versione senza parti strumentali, con la sola linea vocale, e uniscili insieme. In questo modo il Dj californiano Danger Mouse, al secolo Brian Burton, ha realizzato il suo Grey Album. Ma senza chiedere il permesso alla EMI, detentrice dei diritti del White Album, che ha intimato il ritiro dell’album dai siti Internet in cui era reperibile.
Questo ha suscitato una protesta, organizzata dal gruppo di attivisti della Downhill Battle, che si è concretizzata la settimana scorsa con una azione di disobbedienza civile chiamata “Grey Tuesday” e che ha visto 170 siti ospitare una copia incriminata del Grey Album nonostante le lettere di cease and desist inviate dai legali della Emi. I siti che hanno partecipato al “Martedì Grigio” potrebbero essere multati di 150.000 dollari per ogni download/upload.
Nei giorni scorsi si è letto di tutto e di più su questa notizia. Precisiamo per i nostri lettori che, per quanto riguarda il sistema italiano, chi realizza un’opera elaborata come il Grey Album deve necessariamente avere il permesso dei titolari delle opere originarie per poterla utilizzare economicamente. Per cui la legge non impedisce la realizzazione di un’opera creata elaborando opere preesistenti, ma ne subordina l’utilizzazione economica al consenso dei titolari dei diritti, salvaguardandoli da utilizzazioni economiche concorrenti. In molti hanno invece affermato il contrario, ovvero che il Grey Album non sarebbe potuto esistere se Brian Burton avesse rispettato le leggi in vigore, dimostrando per l’ennesima volta la superficialità con cui vengono trattate questioni inerenti il diritto d’autore.
Per la pubblicazione (e non certo per la realizzazione) dell’album Burton avrebbe dovuto concordare con i titolari dei diritti sulle registrazioni utilizzate nel Grey Album (Emi per i Beatles e Roc-a-fella per Jay-Z) un sistema di compensazione. Ciò può avvenire in diverse maniere (salvo il fatto che il titolare possa concedere gratuitamente il diritto alla utilizzazione): con il pagamento di una somma forfettaria una tantum, con una partecipazione agli utili, e così via.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.