Una notte all’Hip-Hopera

E’ ciò che otterreste mixando la musica dei Queen con l’hip-hop dei progenitori del genere, Grandmaster Flash and the Furious Five.
Ed è ciò che sta scatenando le ire di EMI Music Group in questi giorni.
In effetti, il remix illecito realizzato dai DJ inglesi The Kleptones, che combina brani dei Queen quali “Another One Bites the Dust” and “We Will Rock You” con musica di leggende dell’hip-hop quali KRS-One ed Africa Bambaataa, colpisce nuovamente il gigante dell’industria discografica, a pochi mesi dall’uscita sulla rete di “The Grey Album” ad opera di un’altro DJ, Danger Mouse, che combinava brani dei Beatles tratti dal loro mitico “White Album” con rap di Jay-Z tratti dal suo nuovo “Black Album”.
Il remix, ancora facilmente reperibile in vari siti Internet, si presenta sulle home-page con la seguente frase: “Questa registrazione digitale è resa disponibile grazie alla EMI Records, la più grande azienda musicale del mondo”, e continua definendosi “l’ennesimo incubo da copyright per l’industria del disco”.
“A Night at the Hip-Hopera” contiene anche estratti di canzoni di Justin Timberlake ed i Monkees.
Solo pochi giorni fa una corte degli Stati Uniti d’America ha stabilito che gli artisti devono pagare per ogni sample essi usino, senza che abbia alcuna rilevanza la sua brevità o il fatto che esso possa anche essere non particolarmente significativo.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.