Negli U.S.A. la legge contro i bootleg è incostituzionale

Un giudice federale degli Stati Uniti d’America lo scorso venerdì ha fatto cadere ogni accusa contro il proprietario di un negozio di dischi di New York reo di aver commercializzato registrazioni pirata di concerti, e questo sulla base dell’incostituzionalità della legge contro i bootleg.
Secondo la decisione del giudice distrettuale Harold Baer l’incostituzionalità è da ravvisarsi nel fatto che la legge in questione (introdotta nell’ordinamento americano nel 1994 come parte dei General Agreements on Tariffs and Trade) stabilisce fra l’altro che il diritto d’autore sulle performance dal vivo non ha limiti di tempo – ciò che mal si concilia con i requisiti di “limite temporale” che contraddistinguono la legge sul copyright.
Al momento non si hanno dettagli sui bootleg in questione, né sugli artisti cu appartengono le registrazioni pirata vendute da Jean Martignon, proprietario di un negozio, di un servizio per corrispondenza e di un sito internet.
Dal canto suo la pubblica accusa fa sapere dall’ufficio di Manhattan che sta studiando la decisione per “valutare quali passi compiere”.

La redazione (Alessandro di Francia

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.