Importante decisione dell’Alta Corte australiana: i mod-chip sono legali

Dopo quattro anni di estenuanti battaglie legali in tutti i gradi di giudizio, l’Alta Corte australiana ha messo la parola fine a una disputa che vedeva coinvolti Sony, quale produttore delle famose consolle Playstation, ed Eddy Stevens, il titolare di un esercizio la cui attività consiste nella modifica e nella commercializzazione delle versioni così rettificate della piattaforma di gioco.
Grazie alle modifiche apportate al chip, le Playstation posso essere utilizzate impiegando giochi provenienti da aree geografiche diverse e giochi ‘piratati’ o comunque non originali che normalmente risultano inservibili su consolle non ‘trattate’.
Sony accusava l’imprenditore di violazione delle leggi sul copyright australiane avendo rimosso delle misure tecnologiche di protezione, accusando anche lo stesso di avere consentito agli utenti di utilizzare in modo illegale i prodotti Sony.
Dopo una serie di sconfitte in tutti i gradi precedenti, l’Alta Corte ha deciso di sovvertire le precedenti decisioni affermando che Sony non è riuscita a provare che le consolle fossero proteggibili in base alla normativa sul copyright, né che le modifiche effettuate fossero strumentali alla effettuazione di copie illecite dei giochi.
La sentenza si appresta a sconvolgere anche l’equilibrio economico del mercato legale in quanto le Playstation modificate consentono all’utente di utilizzare giochi provenienti da altre aree geografiche contraddistinte da diverse politiche di prezzo, in precedenza preclusi allo stesso per via delle limitazioni tecnologiche.
In tal modo un possessore di piattaforma modificata potrà acquistare i giochi nel Paese economicamente più conveniente senza limitazioni di sorta.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.