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Nuove armi per i produttori di video games: un “codice sovversivo”

Le aziende che producono video games hanno deciso di adottare una nuova tattica per combattere la pirateria, sfruttandola alla stregua di un lancio commerciale.
Il nuovo mezzo di protezione è stato introdotto da Macrovision una azienda statunitense specializzata nella messa a punto di sistemi per il Digital Rights Management, e dal produttore di video giochi britannico Codemaster.
Fade, questo il nome del sistema, non impedisce la realizzazione di copie del software, ma semplicemente rende gradualmente il gioco, lanciato tramite il supporto piratato, incontrollabile. Il giocatore diviene quindi impossibilitato a poter realizzare le proprie strategie (automobili inguidabili, armi prive di munizioni ecc.).
Questo, come specificato non avviene immediatamente, ma dopo un certo periodo. Ciò, secondo i produttori, dovrebbe “fidelizzare” il giocatore e spingerlo ad acquisire il gioco originale per portarlo a temine.
Il prodotto copiato sarebbe quindi sfruttato dalle aziende come veicolo commerciale, come strumento di marketing.
Secondo Alistair Kelman avvocato specializzato in copyright, questo tipo di soluzione tecnica, riproduce per i video giochi quanto accade per i libri per il quali il mercato successivo al primo acquisto è limitato dal fatto che nel corso del tempo il libro tende a deteriorarsi e quindi a perdere appetibilità . Quindi, afferma Kelman, perché non creare la medesima situazione per i software’

La redazione (Raimondo Bellantoni)

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.