L’industria discografica fa causa ad altri 493 utenti di P2P negli U.S.A.

WASHINGTON ‘ Un gruppo dell’industria musicale ha reso noto lo scorso lunedì di aver fatto causa ad altri 493 utenti dei servizi di file-sharing come risultato della campagna mirante a fermare l’uso del peer-to-peer e la contestuale violazione del copyright.
La RIAA (Recording Industry Association of America) ha così finora citato in giudizio 2.947 persone a partire dallo scorso settembre nel tentativo di scoraggiare gli utenti dei servizi in questione dal perseverare.
Il gruppo, che rappresenta le cinque major del disco (la Warner Music Group, la BMG della Bertelsmann AG, la EMI Group Plc, la Sony Music della Sony Corporation e la Universal Music Group della Vivendi Universal), ha risolto in via stragiudiziale 486 cause per una cifra individuale di circa $3.000 l’una.
Occorre rilevare comunque che, nonostante questi procedimenti, sempre più gente di fatto utilizza le reti del peer-to-peer per scaricare musica, film ed altri file direttamente nei propri hard disks. Solo lo scorso aprile 9.5 milioni di utenti di Internet erano collegati a reti peer-to-peer nello stesso momento, mentre in settembre dello scorso anno il numero era di “soli” 7.4 milioni di utenti, stando ad una ricerca di BigChampagne.
La RIAA ancora non conosce l’identità di coloro che ha denunciato in quest’ultima retata, ma conta di potervi risalire attraverso un ordine del Tribunale. Essa si è vista costretta a questo mezzo dopo che a gennaio un giudice in grado di appello stabilì che gli Internet Service Providers non sono obbligati a fornire i dati dei propri clienti agli investigatori dell’industria discografica.
Sempre lunedì scorso la RIAA ha peraltro fatto sapere che procederà con cause personali contro 24 utenti della cui identità cui è nel frattempo venuta a conoscenza proprio partendo da cause contro ignoti (i cosiddetti “John Doe”, o “Joe Public”). Gli accusati hanno rifiutato la risoluzione della causa in via stragiudiziale.
“Ciò che ci prefiggiamo è di far passare il nostro messaggio in favore dei proprietari delle opere, e di permettere la crescita di un ambiente in cui possa fiorire il mercato legale, sia esso on-line che nei negozi al dettaglio”, ha detto il presidente della RIAA Cary Sherman.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.