Il Buon Anno della pirateria: a Natale venduti più CD falsi che originali.

Il mercato legale perde a dicembre il 15 % mentre trionfano i CD pirata anche alle feste di capodanno.

Feste private a casa, in locali da ballo, al ristorante, molto spesso con CD rigorosamente masterizzati. E’ questo uno dei segnali, in aggiunta ai dati che provengono dai sequestri di CD falsi, che ha confermato come Babbo Natale sia arrivato, ma per la musica abbia premiato più che altro le organizzazioni criminali che gestiscono il business della pirateria.

I dati tendenziali diffusi dalla società di ricerche Ac Nielsen per il 2001, mostrano come il mese di dicembre, che in generale reppresenta il 20% del mercato discografico annuale, abbia segnato una contrazione molto decisa rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un calo del 15%.

Allo stesso tempo i dati diffusi dalla Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM) hanno mostrato un incremento dei sequestri di CD falsi del 400% rispetto al Dicembre 2000, con una stima di oltre 1 milione di CD pirata venduti sotto Natale.

“I consumatori devono sapere che l’acquisto di un falso riduce sempre più i proventi necessari alla ricerca, soprattutto nei confronti dei giovani artisti sui quali si concentrano gli investimenti per lanciare nuovi talenti” ha dichiarato Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, Federazione dell’Industria Musicale Italiana.

“Le organizzazioni criminali che gestiscono la produzione e il commercio di CD pirata non pagano gli autori e gli artisti, non versano l’IVA allo Stato (che invece sul prodotto legale pesa per il 20 %), utilizzano manovalanza in nero e senza tutela sia per la produzione che per la distribuzione, si accaniscono inoltre solo nei confronti dei grandi successi, sfruttando in maniera parassitaria le campagne e le promozioni dove l’industria legale investe miliardi. Non solo, del denaro speso per acquistare un CD pirata nulla finisce per essere reinvestito in nuovi artisti, come al contrario deve fare l’industria legale per garantire la nascita di nuovi talenti; il crimine organizzato ricicla i proventi in attività illecite.
Con una situazione del genere è chiaro che l’industria discografica disporrà sempre meno delle risorse necessarie per produrre nuovi artisti e questo andrà a discapito proprio della creatività e dello sviluppo di nuova musica, con danni rilevanti soprattutto per le piccole etichette nazionali, nei confronti delle quali la pirateria costituisce una concorrenza mortale.

“Oggi, tra CD pirata, brani illegali scaricati da Internet, musica di sottofondo in locali pubblici senza che vengano versati i diritti, si consuma sempre più musica, ma ben poco finisce a chi produce e crea” ha concluso Enzo Mazza.

Nel 2001 complessivamente le forze dell’ordine hanno sequestrato 1.228.726 CD musicali (+ 54% rispetto al 2000), il numero di musicassette e sceso invece a 62.746 (-46%). Aumentati anche i masterizzatori sequestrati, passati da 593 a 723 (+22%). La nuova legge ha anche consentito una maggiore attività sul fronte degli arresti, aumentati del 409% (da 96 soggetti arrestati a 509). Sequestrati anche 90 mila file MP3 illegali. Denunciate 535 persone. Tra le città leader nella pirateria: sempre in testa anche nel 2001 Napoli, seguita da Roma da Pescara e da Milano.

La redazione – Fonte: FIMI

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.