L’Alta Corte statunitense rimanda la decisione

La Corte Suprema ha deciso lo scorso martedì di accantonare momentaneamente la questione relativa al riconoscimento all’obbligo da parte degli Internet Provider di comunicare l’identità di quegli utenti che si rendano responsabili dello scambio illegale di musica o file in Rete.
La questione comunque sarà presto ripresa in esame.
L’amministrazione Bush se da un lato sembra aver sposato la tesi delle aziende appartenenti al settore dell’entertainment che ritengono la cosa fattibile alla luce dell’attuale assetto normativo statunitense, dall’altro sembra anche incoraggiare la Corte Suprema a meditare più approfonditamente sull’argomento.
Da una lato quindi le industrie del settore dello spettacolo sostengono la liceità dell’obbligo di comunicazione dei nomi e non solo degli indirizzi IP a fronte della realizzazione di una attività illecita da parte degli utenti, dall’altro una Corte d’Appello ha invece ritenuto che allo stato le norme non possano essere utilizzate per rivelare l’identità degli utenti.
La questione stata, quindi, momentaneamente “congelata”

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.