Il settore dell’entertainment e del software statunitensi premono per una azione contro la Cina in seno al WTO

Le aziende del settore dell’entertainment e del software statunitensi attraverso la Intellectual Property Alliance hanno inviato un documento ufficiale allo U.S. Trade Representative’s Office.
Lo scopo è richiedere immediate consultazioni in merito al fenomeno della pirateria e della contraffazione cinese che nel corso del 2004 hanno causato ai predetti settori un danno economico pari a 2,5 miliardi di dollari.
Obiettivo finale dell’azione è la verifica della capacità della Cina di agire con efficacia per ridurre un fenomeno di così vaste proporzioni.
Un rappresentante dello USTR, Richard Mills, ha asserito che l’amministrazione ha intenzione di prendere seriamente in considerazione le richieste avanzate e a tale scopo sta realizzando una analisi approfondita del sistema che la Cina ha posto a difesa della proprietà intellettuale.
L’azione dell’imprenditoria statunitense è il risultato della frustrazione che sta crescendo in seguito al fatto che le promesse della Cina, che assicurava una azione più decisa nei confronti della pirateria, non sono state mantenute.
Lo stesso Mills ha affermato che si augura che quanto si sta facendo possa far sì che il governo cinese concretizzi ciò che ha assicurato di voler fare per porre un freno al fenomeno.
Lo stesso Congresso degli Stati Uniti sembra essere intenzionato ad agire nella tutela degli interessi dell’industria del Paese: infatti ben 57 membri dello stesso hanno presentato un disegno di legge grazie al quale verrebbero abrogate le condizioni di svolgimento delle relazioni commerciali attuali e verrebbero elevate nuove barriere doganali ai beni provenienti dalla Cina.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.