Il Giappone decide di non introdurre il compenso sugli apparecchi digitali di memorizzazione

La cosiddetta “iPod tax” non sarà introdotta in Giappone, le decisione è stata presa dal comitato della Cultural Agency ed è il risultato di un anno di intensi dibattiti sul tema.
Con il sistema attualmente in vigore il compenso (pari al 3% del prezzo previsto al dettaglio è incluso nella cifra definitiva che l’acquirente paga senza , quindi, che sia evidenziato e di conseguenza notato dallo stesso.
Il nuovo progetto prevedeva di estendere l’imposizione anche su tutti i dispositivi che anziché riprodurre i contenuti, come un masterizzatore, li immagazzinano su hard disk, come accade nel caso dei lettori Mp3 dei quali iPod è sicuramente il modello più famoso, o su altre tipologie di memoria.
Il panel di esperti chiamato a decidere è stato teatro di aspre dispute tra i componenti divisi in due opposte fazioni.
Un respiro di sollievo per Apple che non ha al momento rilasciato alcuna dichiarazione in merito.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.