Download di musica da Internet: pay-per-download VS. abbonamento

L’industria discografica sta cercando di opporsi al costante declino delle vendite e si sta impegnando nel tentativo di diffondere la pratica del download di musica da Internet a pagamento, anche tra coloro i quali, finora, hanno attinto in modo gratuito e illegale ai contenuti musicali attraverso la Rete.
Una ricerca di mercato condotta da Ipsos-Reid, suggerisce che il metodo del pay-per-download è più gradito a chi scarica musica rispetto alle attuali offerte per abbonamento.
Per condurre la propria ricerca, TEMPO, Ipsos-Reid ha presentato ad un campione di downloaders di musica americani, un mercato della musica simulato, nel quale erano presenti varie opzioni per ottenere musica. Queste opzioni includevano il tradizionale canale del dettaglio, una rete per la condivisione on-line peer-to-peer, i servizi di scaricamento per abbonamento lanciati di recente ed un ipotetico servizio di pay-per-download.
In questo scenario il 27% delle persone che attualmente scaricano musica da Internet ha affermato di preferire un’offerta di musica on-line a pagamento, il 19% indicando il pay-per-download, l’8% indicando l’opzione dell’abbonamento come metodo di pagamento preferito.
Quando però è stato offerto uno scenario che non includeva il pay-per-download, la percentuale di persone disposte a pagare per la musica on-line è scesa al 12%, dimostrando la validità dell’opzione pay-per-download.
Secondo Matt Kleinschmit, esperto dell’Ipsos Reid e responsabile della ricerca TEMPO, “queste scoperte indicano che molti pagherebbero per la musica on-line, ma con un metodo di pagamento diverso. Forse il pay-per-download si adatta meglio al loro modo di pensare, rappresenta meglio il concetto di proprietà della musica e le modalità a cui si sono abituati con i metodi di scaricamento peer-to-peer”.
Eliminando l’opzione peer-to-peer dallo scenario proposto, ben il 38% degli attuali “scaricatori” hanno scelto di ottenere musica attraverso il pay-per-download, contro il 14% che ha scelto gli abbonamenti.
“Ciò dimostra che se i siti basati sul sistema peer-to-peer fossero eliminati o drasticamente diminuiti, i servizi a pagamento, che al momento riescono comunque ad attrarre un certo numero di clienti, si svilupperebbero in misura notevole, e un servizio che offrisse un ampio catalogo di musica e assicurasse proprietà e disponibilità effettiva del file con un metodo di pagamento pay-per-download a basso costo, si piazzerebbe bene nel mercato”, continua Kleinschmit.
Altre ricerche pubblicate quest’anno dell’Ipsos-Reid stimano che circa il 19% della popolazione americana al di sopra dei 12 anni abbia scaricato musica da servizi di condivisione di file (come Morpheus, Napster o Audio Galaxy). Questo vuol dire oltre 40 milioni utenti P2P nei soli Stati Uniti.
I giovani americani detengono il primato dello scaricamento di file da Internet. Il 41% della popolazione tra i 12 e i 17 anni e il 45% di quella tra i 18 e i 24 ha scaricato musica da Internet almeno una volta. Contrariamente a quanto si pensa, non sono solo studenti con poche disponibilità economiche a scaricare musica. Il 26% dei 25-34enni e il 14% dei 35-54enni dicono di aver scaricato musica dai servizi P2P.
Sono più uomini che donne a dedicarsi allo scaricamento di musica: il 25% degli americani oltre i 12 anni, contro il solo 14% delle americane della stessa fascia d’età .

Daniela Torrisi

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.