Quando il diritto d’autore e il P2P servono solo a fare notizia

Qualche giorno fa il noto quotidiano Repubblica ha pubblicato una notizia relativa a una supposta retata realizzata nel corso di un’indagine realizzata successivamente all’approvazione delle nuove disposizioni in materia di diritto d’autore (per leggere la notizia clicca qui).
Secondo quanto riportato, ben 75 persone erano state indagate per violazione delle norme sul diritto d’autore e per ricettazione mentre altri tremila utenti, sottoposti al vaglio degli inquirenti, venivano gradualmente identificati e denunciati alla autorità giudiziaria per i medesimi motivi.
Oggetto dell’investigazione erano non solo coloro i quali ottengono un profitto dalla commercializzazione illegale di materiale protetto dal diritto d’autore, ma anche coloro i quali si limitano alla diffusione e allo scambio in Rete, in forma gratuita, di materiale con le suddette caratteristiche secondo quanto disposto dall’art. 171 l.d.a.
La notizia, riportata da diversi quotidiani online, aveva, ovviamente, allarmato la comunità degli utenti che amano condividere online.
Oggi si apprende che l’operazione di questi giorni non ha assolutamente nulla a che spartire con il peer-to-peer o con le attività degli utenti che sfruttano questi sistemi di condivisione dei file.
L’operazione ha riguardato invece un network di produzione e vendita di software professionale che, venduti attraverso siti Internet a prezzi naturalmente più bassi di quelli di listino, producevano un volume d’affari per i pirati, autori di questo schema, valutato in 100 milioni di euro all’anno. Sono 176 i soggetti al momento sottoposti ad indagine, alcuni dei quali si ritiene introitassero fino a 25mila euro al mese per le proprie attività illegali.
Tra l’altro le nuove norme sul diritto di autore non hanno spostato di una virgola il possibile trattamento penale da riservare al fenomeno del P2P, come fa notare l’Avv. Daniele Minotti in una lettera pubblicata oggi su Punto Informatico.
Dopo averne sentite tante sulla copia privata… non ci stupiamo più di niente!

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.