Riunione a Palazzo Chigi per l’esame degli aspetti applicativi delle norme sulla “copia privata”

Si è svolta a Palazzo Chigi la settimana scorsa una riunione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per verificare gli eventuali elementi distonici emersi nella prima fase dell’applicazione del Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 68, entrato in vigore a fine aprile.
La riunione, coordinata dal Capo di Gabinetto del ministro Urbani, Dott. Mario Ciccia Guarany, ha permesso all’intero settore di esprimere dubbi e perplessità su alcuni elementi riguardanti, in particolare, l’articolo 71-septies della legge, che pone problemi rispetto al calcolo da utilizzare per stabilire il compenso: infatti, ancora non è chiarito se si deve calcolare in base ai prezzi di listino al rivenditore (come previsto dalla lettera h) dell’articolo 39), oppure sul prezzo finale al consumatore.
Un altro aspetto tra gli altri, sollevato dai rappresentanti della Confesercenti, riguarda, invece, il comma 3 dell’articolo 71-septies, il quale prevede che “il compenso è dovuto da chi fabbrica o importa nel territorio dello Stato, per fini commerciali, gli apparecchi e i supporti indicati nel comma 1. i predetti soggetti devono presentare alla società italiana degli autori ed editori (SIAE), ogni tre mesi, una dichiarazione dalla quale risultino le vendite effettuate ed i compensi dovuti, che devono essere contestualmente corrisposti. In caso di mancata corresponsione del compenso, è responsabile in solido per il pagamento il distributore degli apparecchi o dei supporti di registrazione.”
Come si può desumere dal contenuto del testo normativo, sulle spalle di alcune categorie (negozianti di dischi, hi-fi, informatica, videoteche, ecc.) ricade la responsabilità di accertare la provenienza dei prodotti vergini (Cd, Vhs, Dvd, apparecchi di videoregistrazione, Hard disk e memorie fisse o trasferibili, ecc..), che abbiano assolto a monte il pagamento del compenso dovuto agli autori, produttori, artisti interpreti ed esecutori ed i produttori di videogrammi ed i loro aventi causa.
Proprio in virtù di tale principio, la Confesercenti ha sollecitato l’individuazione di un percorso utile, che permetta ai dettaglianti di verificare che il prodotto da loro acquistato, abbia assolto gli obblighi di legge.
La Confesercenti ha sollevato alcuni problemi connessi all’introduzione di tecnologie di protezione dei supporti audio. Difatti, esistono concreti elementi per affermare che alcuni sistemi di protezione contro la copia, soprattutto di materiale CD Audio, oltre a non consentire la duplicazione della copia ad uso privato in ciò contraddicendo la nuova norma, sembra che arrechino danno, in alcuni casi anche irreparabile, alle apparecchiature audio che li producono, segnatamente casse e diffusori, a causa delle emissioni di segnali in alta e bassa frequenza. Questi sistemi, inoltre, arrecano decadimenti qualitativi del segnale audio e video.
Un altro problema sollevato, interessa gli automobilisti con vetture provviste di lettore CD, come ad esempio alcuni modelli della Citroèn, che non “leggono” i CD originali protetti da codifica. A questo proposito la rivista “AF Digitale” chiarisce che le meccaniche di lettura di derivazione informatica sono sempre più utilizzate sui comuni lettori di CD/DVD da tavolo, come anche, per ovvi motivi di miniaturizzazione, sugli apparecchi car stereo. Tutti questi apparecchi, pur non essendo computer, si rifiutano di riprodurre molti CD Audio protetti, costituendo pregiudizio inaccettabile allo sfruttamento primario per il quale il bene è stato acquistato.
Al riguardo, si ritiene corretto che vengano giudicati legittimi solo i sistemi tecnologici di protezione che non siano di pregiudizio all’ascolto del supporto audio nella sua versione originale su qualsiasi apparecchio CD/DVD da tavolo, da autoveicolo o portatile rispondente alle specifiche del Red Book. Ciò richiede, ovviamente, adeguati approfondimenti per appurare questi aspetti tecnici, a tutela dei consumatori.
Al termine della riunione il Capo di Gabinetto, Guarany, ha suggerito ai soggetti interessati di favorire l’apertura di un tavolo tecnico, nel quale esaminare tutti i problemi che possono essere di ostacolo alla corretta applicazione della legge.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.