FIMI pubblica le linee guida per evitare la pirateria musicale nelle Università e nelle scuole

Oggi l’industria discografica sta contattando milioni di istituzioni accademiche per consigliarle su come identificare e bloccare il furto del diritto d’autore musicale nelle loro reti informatiche.
L’IFPI, l’associazione che rappresenta a livello mondiale l’industria discografica, ha prodotto la brochure “Come evitare la pirateria musicale in università e nelle istituzioni scolastiche” con il supporto dei suoi gruppi nazionali. La brochure, spedita in otto lingue alle istituzioni accademiche di 20 paesi, è la seconda fase di un’iniziativa d’informazione da parte dell’industria discografica indirizzata alle aziende, agli enti pubblici e alle istituzioni accademiche.
La nuova guida, distribuita in Italia da FIMI e FPM, informa le istituzioni accademiche sui rischi che corrono, legali e tecnici, quando il materiale protetto da diritto d’autore viene copiato e distribuito tramite le reti informatiche interne senza l’autorizzazione dei proprietari dei diritti.
I rischi legali includono ingiunzioni, richieste di danni, costi e potenziali sanzioni penali contro le istituzioni e contro coloro che utilizzano le reti informatiche delle istituzioni stesse violando il diritto d’autore.
I rischi relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti informatiche scolastiche comprendono:

– Malfunzionamento dei sistemi informatici e intasamento della banda di connessione con conseguente danno provocato all’attività accademica
– Esposizione dei sistemi informatici accademici a virus e altri programmi pericolosi
– Potenziale presenza nella rete interna di altri tipi di materiali illegali
– Danno alla reputazione dell’istituto e scorretto messaggio lanciato agli studenti che dovrebbero essere educati alla condanna del plagio e al rispetto delle normative vigenti

L’abuso dell’utilizzo di sistemi di file sharing sta diventando un problema reale nelle università e negli altri istituti di educazione superiore; ovunque le applicazioni peer-to-peer impegnano gran parte della banda di connessione degli istituti. Studi condotti in diverse università hanno mostrato che oltre il 50% delle capacità di connessione delle reti accademiche è assorbito dall’utilizzo di tali sistemi, utilizzati per accedere a musica distribuita senza autorizzazione.
Molte istituzioni accademiche di fama mondiale sono già venute a conoscenza del problema e dei rischi ad esso connessi. L’Università di Cambridge in Inghilterra, per esempio, è una delle molte che ha adottato misure di sicurezza che proibiscono agli studenti di scaricare o distribuire materiale protetto dal copyright senza autorizzazione.
In Italia la brochure verrà spedita a tutte le università pubbliche e private, a molti istituti scolastici, agli enti pubblici centrali e locali di riferimento per il mondo della scuola.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.