Vitalità per il settore Home Video nel corso del terzo trimestre 2004

I dati del terzo trimestre 2004 confermano l’ottima vitalità del settore Home Video in Italia, e rafforzano il trend positivo che ha caratterizzato l’anno in corso.
Nel periodo luglio-settembre 2004 il DVD registra, rispetto all’anno precedente, un andamento positivo sia nel noleggio (+37%) che nelle vendite (+21%) che raggiungono un totale superiore ai 3,6 milioni di pezzi. La crescita è ancora più evidente analizzando i primi 9 mesi del 2004 che, rispetto allo stesso periodo del 2003, fanno registrare un incremento pari all’86% nel rental (con un totale di 1,4 milioni di pezzi), e del 34 % nel sell con quasi 12 milioni di pezzi venduti.
Diversa sorte invece per il VHS, che ormai sembra destinato alla completa sostituzione, e che subisce una forte battuta d’arresto, tra luglio e settembre 2004, sia nel rental (-68%) che nel Sell (-80%).
Anche il mercato europeo dell’Home Video continua la sua crescita, registrando nei primi sei mesi del 2004 incrementi medi del trade del 25%, e che vede nell’Italia (+8%) e nel Belgio (+52%) i suoi tetti minimi e massimi.
La crescita complessiva del settore in Europa è legata in particolare all’incremento dei pezzi DVD venduti (+34%) e noleggiati (+60). Contemporaneamente in quasi tutta Europa si registra una diminuzione del prezzo medio di vendita sia del VHS (-33%) che del DVD (-14%).
Da quanto esposto è evidente che in Italia, il DVD è in una fase di conferma e per tale motivo diventa importante guardare con attenzione agli sviluppi futuri non solo del mercato, ma anche dei canali di distribuzione.
Questo è uno dei temi che Davide Rossi, il Presidente di Univideo, ha presentato oggi a Roma nel corso dell’audizione presso la Commissione Interministeriale sui contenuti digitali nell’era di internet, esponendo le osservazioni circa la criticità di una diffusione telematica del prodotto audiovisivo non correttamente impostata e regolamentata.
Tale considerazione è legata ad alcuni aspetti caratterizzanti il mercato dell’Home Video, la tipologia dei prodotti e la filiera. In pochi anni il lettore DVD ha raggiunto oltre 4 milioni di famiglie italiane stimolando notevolmente sia la vendita che il noleggio del supporto digitale.
Questo ha comportato la necessità di modificare tutta la filiera produttiva del DVD che, si propone al pubblico non come una mera riproduzione di un’opera cinematografica, ma come un prodotto dotato di vita propria e con numerosi contenuti (extra content) spesso creati ad hoc e fortemente caratterizzanti. Alcuni operatori del settore, in particolare replicatori, produttori di box e packaging, società specializzate nell’authoring, in poco tempo. hanno saputo riconvertire i propri impianti, usare nuove tecnologie e sviluppare nuove competenze.
Tutto ciò a dimostrazione della solidità di un settore che, già in fase di sviluppo, ha saputo competere con prodotti di intrattenimento più consolidati, proponendosi come valida alternativa sia dal punto di vista qualitativo che economico.
La diffusione del DVD ha anche avuto importanti stimoli su tutta l’industria cinematografica che ha trovato nell’Home Video un proficuo canale di produzione e distribuzione con circa 2500 opere l’anno a fronte di 800 titoli cinematografici. I benefici maggiori sono andati alle opere minori, spesso di origine italiana o europea, che incontrano difficoltà nel canale distributivo delle sale. Infine, l’affermazione del lettore DVD, ha innescato un circolo virtuoso per molti altri dispositivi digitali di recente introduzione sul mercato come gli schermi al plasma, i sistemi audio avanzati, l’Home Theatre etc.
Per tale motivo Univideo auspica un’attenta regolamentazione dell’accesso telematico al prodotto audiovisivo in quanto uno sconvolgimento della situazione, in una fase così delicata del mercato, potrebbe avere effetti negativi e difficilmente controllabili. Sebbene infatti l’Editoria Audiovisiva su videocassetta e DVD abbia posto le basi per la creazione di un mercato interno intermedio, quello della duplicazione e della replicazione, l’accesso e la piena fruibilità dei contenuti tramite la rete potrebbero non creare stimoli al mercato. In particolare non è sicuro che la de-intermediazione possa portare ad un incremento dei consumi in termini di spesa totale nazionale. Di sicuro, invece, si verrebbe a creare una contrazione del mercato in termini di occupazione (attualmente il settore Home Video stima circa 17.000 addetti occupati) in alcuni scomparti della filiera. Infine la leva di una probabile riduzione del prezzo, legata al diretto raggiungimento dell’utente finale attraverso la diffusione telematica, non sembra rivestire una fondamentale importanza nelle scelte dei consumatori.
Univideo ritiene inoltre che la messa a disposizione online delle opere audiovisive debba essere realizzata rispettando il diritto d’autore oltre alle norme più generali della tutela dei minori, degli standard qualitativi e della segmentazione temporale degli sfruttamenti.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.