USA: i genitori non parlano con i figli della pirateria musicale

La pressione musicale esercitata da RIAA con le recenti azioni legali, parrebbe essere in parte “alleviata” da un non corretto comportamento dei genitori, secondo una recente ricerca condotta da Bolt Lab and House Three.
L’analisi ha evidenziato come nonostante l’85% dei giovani tra i 13 e i 24 anni abbia dichiarato che i genitori sono a conoscenza del fatto che scarichino musica dalla Rete, solo per il 13% di essi i genitori si impegnano al fine di renderli edotti che stanno commettendo una azione illegale, o allo scopo di costringerli ad abbandonare tale tipo di attività .
Lou Kerner, C.O.O. di Bolt Lab, ha affermato che, in ogni caso, l’instaurazione di un dialogo con i giovani ha come effetto un loro allontanamento dalle pratiche illecite, ma ha altresì affermato che tale effetto non ha come diretta conseguenza un aumento degli acquisti di CD da parte degli stessi, maggiormente attratti dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e spinti dalla necessità di accedere ai prodotti al prezzo più basso possibile.
La ricerca ha evidenziato i seguenti risultati:
– Solo il 9% di coloro i quali scaricano sono coscienti del che l’attività che pongono in essere è illegale, mentre il 24% non è sicuro della illegalità della attività e il 29% ritiene che non vi sia nulla di illegale.
– Come anticpato l’85% afferma che i genitori sono a conoscenza dell’attività e solo il 13% di essi si adopera perché ciò abbia termine, mentre ben il 25% dei ragazzi ha dichiarato di avere aiutato i genitori a scaricare brani dalla Rete.
– Il 75% dei giovani ha scaricato musica dal Web e la metà di loro ha superato i 100 brani.
– Infine l’85% dei giovani è a conoscenza delle recenti azioni RIAA e più del 50% afferma di essere meno propenso a scaricare brani dalla Rete in conseguenza di ciò, anche se, quelli più attivi, cioè coloro i quali hanno scaricato più di 100 file, non paiono essere intenzionati a ridurre in modo considerevole la propria attività .
I dati riportati paiono contrastare con le affermazioni di RIAA che sostiene che le recenti azioni abbiano avuto come effetto un maggiore dialogo dei figli con in genitori rispetto al problema della pirateria e una maggiore coscienza della illegalità di certe azioni.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.