Software, tutela dei diritti e caos: un commento dell’autore della guida sulla tutela del software pubblicata da Dirittodautore.it

Il recente e clamoroso caso creato da SCO su Linux impone una forte riflessione su tutto il sistema delle protezioni della proprietà intelletuale per il software.
Il Parlamento Europeo sta discutendo in questi giorni sulla proposta di Direttiva per la “Brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici”, presentata dalla Commissione Europea il 20 febbraio 2002. Il voto sugli emendamenti alla direttiva, che doveva avvenire il 21 maggio, è stato rimandato a causa dei forti contrasti sull’argomento.
Nella relazione dell’On. McCharty del Parlamento Europeo, si indica chiaramente che ci si propone di fornire una nuova formulazione restrittiva della normativa quale applicata dall’Ufficio Europeo dei Brevetti.
Insomma il software sarà brevettabile, con criteri uniformi nell’intera Unione Europea, ma solo se è “atta ad un’applicazione industriale, presenta un carattere di novità ed implica un’attività inventiva”, deve altresì arrecare un contributo tecnico allo stato dell’arte, applicando a quest’ultimo principio l’approccio “problema-soluzione”.
Negli emendamenti si inserisce l’esplicita esclusione dei metodi per attività commerciali.
Ma tutto ciò sarà sufficiente a fermare il caos in questo delicatissimo settore della tecnologia’ A mio avviso, la risposta è NO!!!
E’ bene ricordare che l’European Patent Office NON è una istituzione comunitaria, ma una istituzione internazionale nata da una convenzione internazionale.
Fintanto che il rilascio dei brevetti sul software non verrà calmierato, e punito chi genera caos e terrorismo sul mercato delle idee (SCO è solo l’ultimo caso di una lunga sequenza di follie premeditate), non si potrà avere fiducia nel sistema; la direttiva è importante per uniformare il sistema nell’Unione, ma i governi devono anche agire direttamente sull’EPO (European Patent Office), e sui suoi criteri di gestione del rilascio del brevetto, impedendo realmente l’abuso e l’accumulo di brevetti “banali”.
I diritti sulla proprietà intelletuale devono riguardare soltanto la reale attività inventiva e non trasformarsi in un arma di ricatto e violenza nelle mani di imprese senza morale e senza scrupoli.

Giustino Fumagalli

Per la Guida “LA TUTELA DEL SOFTWARE NELL’UNIONE EUROPEA. BREVETTO E DIRITTO D’AUTORE” di Giustino Fumagalli, clicca qui

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.