Reso noto il contenuto del rapporto IFPI 2005

Secondo quanto espresso nell’ultimo rapporto di IFPI in merito alla attuale situazione del mercato musicale globale, uno su tre CD, commercializzati è costituito da una copia contraffatta: questo tipo di traffico illegale permette al mercato della pirateria di guadagnare 4.6 miliardi di dollari, rafforzando le organizzazioni criminali a scapito di nuovi investimenti e nuove opportunità di lavoro.
Numerosi Governi hanno promosso negli ultimi 18 mesi importanti iniziative contro il fenomeno della contraffazione, com’è ampiamente riportato dal documento dell’IFPI 2005 che analizza la diffusione del commercio illegale di CD.
Nel 2004 sono stati venduti 1.2 miliardi di cd piratati causando un calo del 34% sul totale dei dischi venduti in ambito internazionale. Negli ultimi cinque anni il mercato della pirateria ha mostrato i primi segni di rallentamento, grazie ad efficaci azioni di contrasto messe a punto in diversi Paesi compresi la Spagna, dove il fenomeno è ancora elevato e buona parte del Sud America.
I risultati delle azioni stanno iniziando a dare i loro frutti come testimoniato dal fatto che l’anno scorso è stato registrato il livello record di sequestri di cd pirata, mentre il sequestro di masterizzatori e sistemi di contraffazione nel 2004 si è duplicato rispetto all’anno precedente.
La vendita di cd illegali ha superato nel 2004 la commercializzazione dei prodotti originali in ben 31 Paesi, includendo per la prima volta il Cile, La Repubblica Ceca, la Grecia, l’India e la Turchia.
L’IFPI ha scelto la Spagna quale promo Paese europeo nel quale diffondere il rapporto 2005, in considerazione del fatto che si sono registrati seri problemi di contraffazione, soprattutto legati alla diffusione di cd pirata che hanno generato una contrazione del mercato pari a un terzo negli ultimi tre anni.
La Spagna si è posizionata tra i primi dieci nella classifica redatta dall’IFPI, insieme a Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Pakistan, Paraguay, Russia e Ucraina.
Anche altre quattro nazioni, Bulgaria, Canada, Corea e Taiwan dove la pirateria, hanno evidenziato preoccupanti livelli di pirateria.
John Kennedy, CEO e Chairman di IFPI ha spiegato che “l’industria musicale combatte la pirateria perché essa rappresenta un pericolo per l’intero mercato e potrebbe pregiudicarne le sorti future. Miliardi di dollari sono stati investiti nel lancio e nella promozione di 100 mila album in un solo anno, e questo è possibile solo quando vi è un’efficace e forte azione di tutela del copyright”.
“Noi abbiamo lanciato questo rapporto in Spagna ‘ prosegue Kennedy ‘ per una buona ragione. Essa rappresentava uno dei mercati più prosperi in tema musicale, sia in riferimento alla qualità dei prodotti offerti sia all’industria presente. Oggi la Spagna è il Paese europeo ad avere il più serio problema per quanto riguarda la pirateria e necessita di urgenti provvedimenti di contrasto da parte delle autorità governative che, al corrente del fenomeno ormai dilagante, hanno annunciato piani di contrasto alla pirateria. Siamo in attesa di vedere concretamente quali azioni saranno adottate e che risultati si registreranno”.
Il report 2005 evidenzia che, nonostante l’incremento di Internet nel settore della musica, la lotta contro la pirateria tradizionale ‘ CD prodotti in grandi quantitativi sia in piccoli laboratori sia in grandi impianti ‘ è la grande priorità per tutta l’industria musicale.
L’Italia non è più nella “top ten” stilata dall’IFPI, questo grazie soprattutto all’efficace azione di contrasto e prevenzione adottata negli ultimi anni dalle forze dell’ordine. Nonostante questo comunque, il fenomeno è ben radicato soprattutto in regioni come la Campania, la Sicilia, l’Emilia Romagna, e il 25% del prodotto discografico è ancora contraffatto. Lo testimonia il sequestro di un milione e 400 mila cd nel solo 2004.
Da rilevare anche la forte presenza di organizzazioni criminali di stampo camorristico che controllano il mercato della contraffazione musicale in Italia come recentemente evidenziato da indagini della magistratura.

La Classifica:
(dati espressi in percentuale)

Brasile (52%)

Cina (85%)

India (56%)

Indonesia (56%)

Messico (60%)

Pakistan (59%)

Paraguay (99%)

Russia (66%)

Spagna (24%)

Ucraina (68%)

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.