Elezioni S.I.A.E.: libertà è partecipazione

La SIAE ente preposto alla gestione per conto degli autori associati dei diritti originati dallo sfruttamento economico delle opere dell’ingegno, è spesso visto come una aberrazione burocratica, avente il solo obiettivo di perpetuare la propria esistenza. In realtà il compito che svolge è di fondamentale importanza per gli autori e gli editori gli interpreti ed esecutori, la cui colpa maggiore è stata, storicamente, quella di rinunciare a creare un fronte unitario in grado di orientare l’attività della SIAE in modo più razionale e più consono alle esigenze degli utenti per i quali svolge la propria attività .
Astenersi dal cercare di agire all’interno della SIAE attraverso i propri rappresentanti significa lasciare che tutte le decisioni relative ai servizi erogati, alla modalità di erogazione di tali servizi, alla determinazione dei criteri di ripartizione, alla destinazione dei fondi gestiti dalla SIAE per conto dei propri associati ecc., siano prese da pochi privilegiati il cui interesse non sempre è in linea con quello della maggioranza degli iscritti.
Diviene a questo punto grottesco sciorinare la tradizionale serie di lamentazioni sul malfunzionamento dell’ente e sulle presunte pastette in fase di “spartizione della torta” se nessun impegno vi è stato per modificare la situazione.
Le elezioni, in particolare queste elezioni sono un momento decisivo per iniziare a decidere e rendere la SIAE un’organizzazione efficiente e al servizio degli aventi diritto. Che poi l’operato della Società sia da disprezzare e criticare ‘in toto’ è una affermazione da respingere con forza.
Si pensi al fatto che attualmente il criterio di ripartizione avviene formalmente su base capillare e cioè ogni brano eseguito e programmato partecipa alla ripartizione della sua quota sull’incasso della serata. Tale sistema è attualmente allo studio delle omologhe società spagnole, tedesche, francesi, che vorrebbero adottarlo.
Il criterio è oggetto di un’aspra battaglia elettorale in quanto alcuni schieramenti vorrebbero passare a un sistema di ripartizione basato sul campionamento ispirato al modello statunitense che penalizzerebbe ulteriormente i soggetti con scarso “peso” economico. Questo è solo uno dei temi in discussione, ma rende l’idea dell’importanza, della necessità dell’impegno di tutti perché finalmente la SIAE sia uno strumento al servizio di tutti e non di pochi. Libertà è partecipazione come recitava Gaber!
Autori, domenica 8 giugno andate a votare!

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.