Ecco gli Stati generali dell’editoria, in programma il 14 e 15 settembre a Roma

Non è solo questione di libri. Partono dal libro, dalla sua lunga tradizione, dalle luci e ombre dell’industria editoriale, ma non si fermeranno a questo. Coinvolgeranno anche gli altri settori dell’industria dei contenuti (dai giornali alle tv, fino alle radio) e tratteranno di tutti i consumi culturali. L’obiettivo’ Capire, in modo consapevole, qual è il futuro del libro e la sua collocazione nel mondo dei contenuti e della cultura.
Ecco gli Stati generali dell’editoria: due giorni, il 14 e il 15 settembre a Roma alla Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa, per affrontare insieme ad esperti dei diversi settori, membri del Governo, responsabili di amministrazioni nazionali e locali, politici, economisti, giornalisti, esperti del mondo dei media, i nodi cruciali del “progetto ‘ cultura” nel Paese: in particolare, i temi dell’istruzione – formazione, della promozione del libro e della lettura e della sinergia tra editoria libraria e altri media.
Nasce da qui il titolo dell’evento, “Più cultura, più lettura, più Paese”: per ricordare che se è vero che il futuro del Paese dipende dalla qualità del suo capitale umano, dalla ricerca, dalla scuola, in una parola dalla sua cultura, allora proprio l’attenzione alla cultura, alla lettura, al libro è l’unico modo per guardare in modo consapevole al futuro.
Il programma – L’evento sarà introdotto, il 14 settembre, dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Federico Motta, e si aprirà con gli interventi di Arrigo Levi e Francesco Sabatini. Si snoderà in tre sessioni, relative ai tre temi ritenuti centrali per il futuro.
Nella prima, Imparare a leggere, leggere per imparare – ovvero un focus sul ruolo della scuola e dell’università rispetto alla trasmissione ed elaborazione del sapere nella società ‘ le tesi degli editori, sulla base delle cifre, saranno portate dal presidente del Gruppo editoria scolastica dell’AIE Roberto Gulli. Si confronteranno sul tema l’editore e scrittore Roberto Calasso, l’economista Giuseppe De Rita, il professor Aldo Schiavone e il pedagogista Benedetto Vertecchi, moderati dal giornalista Michele Mirabella. La sessione si chiuderà con l’intervento del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti.
Seguiranno gli interventi sul tema del presidente dell’Associazione Librai Italiani Rodrigo Dias, del capo Dipartimento archivi e biblioteche del ministero per i Beni e le Attività culturali, Salvatore Italia, e del presidente del cda di Sugar e amministratore delegato di Sugarmusic Caterina Caselli (sul tema del diritto d’autore nell’industria dei contenuti).
Dalla formazione alla promozione di cultura. Sarà proprio questo il tema della seconda sessione, sempre il14 settembre, Promuovere cultura: i libri tra eventi e mercato, introdotta nelle tesi degli editori, sulla base delle cifre, dal consigliere dell’AIE Stefano Mauri. Saranno a discuterne, tra gli altri, l’amministratore delegato di Librerie Feltrinelli Giuseppe Antonini, il presidente della Regione Piemonte e della Conferenza Stato-Regioni Enzo Ghigo, l’editore Franco Liguori (promotore di Galassia Gutemberg), il sindaco di Roma Walter Veltroni e quello di Genova Giuseppe Pericu.
Chiuderà la giornata il ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani.
Al centro della terza sessione, il 15 settembre, il tema Anche la concorrenza fa sinergia: i libri e gli altri media: si confronteranno i rappresentanti del mondo dell’editoria, della tv, della carta stampata e delle radio.
Le tesi degli editori saranno presentate dal presidente del Gruppo editoria di varia di AIE Ferruccio de Bortoli. Ne discuteranno, tra gli altri, l’editore Giuseppe Laterza, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il consigliere di amministrazione della Rai Marcello Veneziani, il giornalista e scrittore Alain Elkan, il presidente del gruppo Il Sole 24 Ore Guidalberto Guidi. Chiuderà la sessione il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.
La “due giorni” terminerà con la relazione del presidente dell’AIE Federico Motta e con l’intervento del presidente del Senato, Marcello Pera.
Le cifre del comparto – 3.621 milioni di euro complessivi (libri, collezionabili, editoria elettronica, coedizioni, export) a prezzo di copertina (+1,8% a valore corrente sul 2002, escluse le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici), circa 53mila titoli pubblicati tra novità e ristampe e 254milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita; un indice di lettura di libri tra la popolazione italiana (superiore ai 6 anni di età ) del 41%, in leggera crescita (+1,1%), ma ancora lontano dai valori degli altri Paesi europei.
Sono questi gli elementi strutturali che fotografano il comparto dell’editoria libraria e multimediale italiana nel 2003: un mercato caratterizzato da una sempre modesta velocità di crescita (1-2% a valore corrente) e che non può prescindere dallo scenario complessivo, che rimane contraddistinto da forti elementi di incertezza e da una sostanziale staticità del mercato, in parte legato al fatto che i consumi culturali (lettura di libri e giornali ma anche consumo di musica registrata o di sala, frequentazione di mostre e musei,’) non possono crescere l’uno separato dall’altro.
Tutte le cifre saranno presentate nel Libro bianco dell’editoria libraria, un volume che costituirà lo strumento di lavoro da cui partire per sviluppare la discussione delle tre sessioni degli Stati generali dell’editoria (è disponibile una prima sintesi con le tabelle nella sezione del sito “Libro Bianco”).
Il commento – “Abbiamo organizzato gli Stati generali ‘ ha chiarito il presidente Motta ‘ partendo dalla consapevolezza dell’importanza del libro e dell’editoria nella cultura, nell’economia e nello sviluppo del paese. Se guardiamo il nostro settore all’interno della più ampia industria culturale ci accorgiamo del suo peso economico, oltre che culturale: rappresenta il 31% dei ricavi dell’industria dei contenuti (libri, giornali, musica registrata, editoria multimediale, home video, cinema ecc. con l’esclusione della TV, che ricava gran parte dei suoi fatturati da una fonte indiretta come la pubblicità ), secondo soltanto all’insieme della stampa quotidiana e periodica, che però può sfruttare anche i ricavi pubblicitari. E’ questo un aspetto talvolta dimenticato, così come sottovalutato è il contributo occupazionale che deriva dall’editoria libraria, con i suoi 22mila addetti e i 70mila lavoratori della filiera. E’ partendo da qui, dai nostri elementi di forza ma anche di debolezza, che si è pensato di offrire al mondo culturale italiano, alle istituzioni che hanno responsabilità nello sviluppo del paese, alle altre imprese dell’industria della comunicazione un momento di riflessione e di approfondimento su temi che ‘ siamo convinti ‘ non riguardano solo noi.”.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.