Copia privata, interviene anche la SIAE

ADEGUAMENTO DEI COMPENSI PER COPIA PRIVATA

Il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva Europea 2001/29/CE sul diritto di autore nella società dell’informazione, stabilisce un adeguamento dei compensi per copia privata.

Introdotti nel nostro Paese nel 1992 dalla legge n. 93, questi compensi mirano a risarcire almeno parzialmente autori, artisti e produttori cinematografici e fonografici per il mancato guadagno causato dalle registrazioni domestiche di opere tutelate (musiche e film in particolare), registrazioni a bassissimo costo su cassette e CD vergini che evitano l’acquisto dei prodotti originali.

Oggi, grazie alle nuove tecnologie, le registrazioni domestiche sono aumentate vertiginosamente e la misura dei compensi è rimasta quella di dieci anni fa.

Nel resto d’Europa, invece, i compensi per la copia privata sono molto più alti: un autore o un produttore italiano ricevono, infatti, oggi in media dal 1000 al 2000% in meno dei compensi che, per copia privata, ricevono i loro colleghi francesi, tedeschi, spagnoli, ecc.

Ecco qualche esempio significativo.

Su un supporto audio il compenso per copia privata in Italia è di 0,036 Euro, in Francia di 0,29 (+700%). In Olanda è di 0,23 (+540%) e in Spagna di 0,18 (+400%).

Su un supporto video in Italia la copia privata è di 0,02 Euro; in Francia 0,45 Euro (+2000%).

Sui CD-R il compenso per copia privata è, in Italia, di 0,01 Euro; in Francia di 0,45 Euro; in Danimarca di 0,43 Euro, in Belgio di 0,23. Con vantaggi per i paesi stranieri dell’ordine del 2000% – 4500%.

Come si vede le differenze a sfavore dell’industria dei contenuti italiana sono impressionanti.

L’esperienza degli altri Paesi dimostra che un livello del compenso più alto è assolutamente compatibile con lo sviluppo del mercato dei supporti vergini. Infatti, il livello del compenso non ha ostacolato lo sviluppo del mercato dei supporti e degli apparecchi nei principali Paesi europei, come dimostrato dalla seguente tabella:

ITALIA/57.569.000 abitanti, totale 7.153 milioni di euro

GERMANIA/82.057.000 abitanti, totale 70.712 milioni di euro, differenza con l’Italia + 63.559 (il compenso tedesco è stato quasi dieci volte – + 988,56% – di quello italiano)

FRANCIA/58.683.000 abitanti, totale 82.215 milioni di euro, differenza con l’Italia + 75.062 (il compenso francese è stato quasi undici volte e mezzo – +1.149,38% – di quello italiano)

OLANDA/15.678.000 abitanti, totale 15.837 milioni di euro, differenza con l’Italia + 8.684 (il compenso olandese è stato oltre due volte – +221,40% – di quello italiano)

SPAGNA/39.680.000 abitanti, totale 28.993 milioni di euro, differenza con l’Italia + 22.910 (il compenso spagnolo è stato oltre quattro volte – +405,33% – di quello italiano nel 2000)

Ma questo doveroso adeguamento incontra ora l’opposizione dell’industria elettronica (in particolare ANIE, ANDEC e ASMI) che vede l’Italia come un interessante mercato per l’esportazione dei suoi prodotti di origine prevalentemente giapponese, tedesca ed olandese. Tuttavia le stesse organizzazioni accettano di versare in altri Paesi europei, come per esempio Spagna, Francia, Germania, Olanda e Spagna, importi pari o superiori a quelli ora proposti in Italia.

Ulteriore argomento è la situazione dell’industria fonografica italiana, che da tre anni vive una crisi che mette a rischio i livelli produttivi e la possibilità stessa di mantenere operativa l’industria musicale nazionale, Ciò significa una strisciante forma di colonizzazione per un paese come l’Italia che è stato storicamente un esportatore della propria musica ed ha tuttora repertori e artisti noti in tutto il mondo.

L’espansione della copia privata digitale è una causa decisiva all’origine della crisi del settore fonografico che ha visto una diminuizione delle vendite pari al 5,5% nel 2001, e a oltre il 14% secondo le stime di giugno 2002. Parallelamente la vendita di supporti di registrazione è passata da 64 milioni di cassette nel 1999 a 131 milioni di supporti vergini (di cui 77 milioni di supporti digitali idonei alla registrazione audio-video) nel 2000 e a 169 milioni di supporti (di cui 124 milioni di supporti digitali) nel 2001.

Anche se il futuro livello del compenso per copia privata appare alto rispoetto ai prezzi dei supporti, non bisogna dimenticare che il vantaggio del pubblico, che può realizzare una copia domestica del prodotto preregistrato, rimane enorme. Il consumatore dovrebbe pagare per il supporto originali che copia da 20 a 40 volte l’importo del novo compenso.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.