Home » News » Attualità » Azione legale di SCF contro gli studi dentistici che non versano i diritti ai produttori di fonogrammi

Azione legale di SCF contro gli studi dentistici che non versano i diritti ai produttori di fonogrammi

SCF, Società Consortile Fonografici ha dato il via all’azione legale nei confronti dei dentisti promuovendo la prima causa nei confronti di un professionista milanese che non aveva corrisposto i diritti spettanti ai produttori di fonogrammi per la trasmissione degli stessi all’interno dei locali dello studio allo scopo di intrattenere la clientela in attesa.
Da più di un anno SCF aveva aperto un tavolo di trattative con ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, il sindacato di categoria maggiormente rappresentativo in Italia, al fine di definire il compenso previsto per legge per l’utilizzo di musica registrata in pubblico, anche senza scopo di lucro, disciplinando quindi la materia a favore dei rispettivi associati.
‘A seguito dell’improvvisa interruzione delle trattative da parte di Andi, abbiamo dato il via ad una prima azione legale nei confronti di un singolo dentista’, commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF. ‘Si tratta di un’azione che non escludiamo possa preludere una campagna più estesa nei confronti dell’intera categoria e di altre ad essa analoghe’.
La legge sul diritto d’autore (L. 22.4.1941, n. 633) stabilisce chiaramente che per diffondere musica in pubblico, sia con scopo di lucro sia senza, è necessario ottenere l’autorizzazione da tutte le parti che contribuiscono alla creazione del prodotto musicale, ossia dagli autori, dagli artisti interpreti ed esecutori e i dai produttori fonografici, rappresentati in Italia questi ultimi per la maggior parte da SCF. Per la pubblica trasmissione di musica registrata, oltre che con la SIAE, occorre quindi avere un contratto anche con la SCF che dal 2000 si occupa in Italia della tutela dei diritti discografici.
‘Abbiamo stipulato accordi con associazioni di categoria quali Federdistribuzione, Federmoda, Federalberghi’, continua Chiodaroli. ‘La Chiesa stessa, realtà non profit per eccellenza, ha disciplinato la propria posizione stipulando una convenzione per l’utilizzo di musica registrata nell’ambito dell’esercizio delle proprie attività . Perché allora i dentisti non dovrebbero pagare”
(Fonte SCF)

La redazione

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.