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“Happy Birthday to you” è pubblico dominio: la decisione della Corte Federale del Distretto della California

Moltissimi giornali italiani hanno diffuso la notizia della decisione della Corte Federale del Distretto della California che ha stabilito che la famosissima canzone “Happy Birthday to you” (in italiano “Tanti auguri a te”) sia di pubblico dominio.

Noi di Dirittodautore.it vi diamo la possibilità di leggere il testo integrale della sentenza, che trovate linkata qui di seguito:

Decisione della Corte Distrettuale della California del 22 settembre 2015

SESAC si compra Harry Fox Agency

SESAC, Inc., società di gestione collettiva del diritto d’autore americana, ha annunciato di aver stipulato un accordo per l’acquisizione di Harry Fox Agency (HFA), organizzazione statunitense leader per i diritti di riproduzione meccanica musicale (in Italia, i DRM della SIAE).
L’operazione è stata approvata dal Consiglio della National Music Publishers Association (NMPA), proprietaria dell’ente, ed è soggetta aalla approvazione dei membri NMPA.

L’operazione pone SESAC come l’unica organizzazione per i diritti meccanici musicali negli Stati Uniti, con la capacità di offrire singole licenze per le opere dei suoi associati. Ciò permette a SESAC di portare una maggiore efficienza nella concessione delle licenze agli utenti di musica, così come maggior valore per i creatori di musica e gli editori. L’annuncio è stato dato da John Josephson, Presidente e CEO di SESAC.

Per i servizi di streaming, che rappresentano una opportunità di crescita dell’industria della musica, oggi le licenze sono frammentate in diversi tipi di diritti, e in più territori. Il risultato è un complesso, opaco e attualmente inefficiente regime di licenze che non riesce a fornire i migliori risultati per i creatori e gli editori, così come gli utenti finali“, ha dichiarato John Josephson. “Quello che ci entusiasma di questa transazione è la possibilità che offre di rendere il processo di autorizzazione più semplice e più efficiente, e in tal modo creare valore aggiunto per i creatori e gli editori musicali, nonché per le piattaforme di musica digitale.

Sono entusiasta che abbiamo trovato in SESAC un acquirente strategico perfetto, dato il loro approccio lungimirante per la gestione dei diritti in modo efficiente nella nuova economia della musica digitale“, ha dichiarato David israelita, CEO e Presidente di NMPA. “Non solo: questo accordo rafforzerà anche NMPA nelle le tante battaglie che stiamo combattendo a nome di tutti i compositori e gli editori musicali.

Diritto d’autore, anche quest’anno l’Italia fuori dalla lista nera degli USA

Anche nel 2015 l’Italia non figura nella Watch List degli Stati Uniti. Nell’ultima edizione del Report Special 301 dell’ufficio del commercio statunitense (United States Trade Representative – USTR), pubblicato il 30 aprile scorso, il nostro Paese è infatti fuori dalla lista nera dei Paesi sotto osservazione per lo stato della tutela della proprietà intellettuale.

Il Governo americano ha nuovamente riconosciuto gli sforzi intrapresi dall’Italia nella lotta al downloading illegale grazie in particolare al Regolamento Agcom sul diritto d’autore online. Il provvedimento è stato approvato dall’Autorità il 12 dicembre 2013 ed è entrato in vigore dal 31 marzo 2014, introducendo una serie di procedure di notice-and-takedown per contrastare la pirateria su larga scala.

Per gli USA, l’applicazione delle norme ha prodotto effetti “positivi” in particolare con importanti e numerose azioni “nei confronti di diversi siti web che offrivano contenuti in violazione del diritto d’autore”. “Questi siti – si legge nel Report – hanno cessato di operare in Italia, rimosso i contenuti illegali o cominciato a cooperare con i titolari dei diritti d’autore”.

L’Italia è fuori dalla Watch List dal 2014, dopo venticinque anni in cui veniva considerato un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright.

Fonte: SIAE

L’US Copyright Office pubblica il rapporto “Copyright and the Music Marketplace”

L’US Copyright Office ha pubblicato un ampio studio, intitolato “Copyright and the Music Marketplace”, che offre in dettaglio il quadro di invecchiamento delle licenze musicali, nonché le esigenze in continua evoluzione di coloro che creano e investono in musica nel ventunesimo secolo. Oltre a fornire una revisione esaustiva del sistema esistente, lo studio formula una serie di raccomandazioni che dovrebbero portare chiarezza e aiuto a cantautori, artisti, editori, etichette discografiche, e servizi di distribuzione digitale.

Pochi potrebbero contestare che la musica è culturalmente essenziale ed economicamente importante per il mondo in cui viviamo“, ha detto Maria A. Pallante, Register of Copyrights, “ma la realtà è che entrambi i creatori di musica e gli innovatori che li sostengono stanno sempre più facendo affari in un pantano legale. Come chiarisce questo studio, questo stato di cose non favorisce la legge sul copyright né si addice a una nazione creativa come gli Stati Uniti“.
Esiste un ampio consenso in tutta l’industria della musica su una serie di punti chiave:
(1) i creatori siano equamente compensati;
(2) il processo di autorizzazione dovrebbe essere più efficiente;
(3) i partecipanti al mercato dovrebbero avere accesso a dati veritieri per identificare e licenziare registrazioni e opere musicali; e
(4) il pagamento e le informazioni sulle utilizzazioni devono essere trasparenti a disposizione di titolari dei diritti.
Ma c’è meno accordo sul modo migliore di andare avanti.
Le raccomandazioni del Copyright Office affrontano quasi ogni aspetto del paesaggio musicale, comprese le “statutory licenses” esistenti (negli USA), il ruolo delle organizzazioni per i diritti degli artisti interpreti, i diritti per le utilizzazioni dei fonogrammi, la protezione federale pre 1972 per le registrazioni audio, l’accesso ai dati sui titolari delle opere musicali, e le preoccupazioni dei cantautori e deli artisti interpreti.
Queste raccomandazioni presentano una serie di compromessi equilibrati volti a creare un sistema di licenze musicali più razionale per tutti.
Il rapporto completo e la sintesi sono disponibili sul sito web dell’US Copyright Office all’indirizzo
http://copyright.gov/docs/musiclicensingstudy/

USA: rapporto del Center for Copyright Information sulla pirateria informatica

Il 28 maggio scorso è stato presentato a Washington il Rapporto del CCI – Center for Copyright Information composto da rappresentanti delle associazioni di categoria di musicisti, registi, produttori cinematografici, etichette musicali e dei maggiori service provider. Il Rapporto traccia un bilancio sul Copyright Alert System, il programma di cooperazione tra le imprese del settore dell’intrattenimento e quelle tecnologiche per combattere la pirateria sulle reti P2P.

Nei primi 10 mesi del programma sono stati inviati 1,3 milioni di avvisi bonari ad utenti americani nella fase di informazione e sensibilizzazione e soltanto in 265 casi l’avviso è stato contestato. In 47 casi l’utente ha potuto dimostrare che il suo account era stato utilizzato da terzi non autorizzati.

Per maggiori informazioni:

http://www.copyrightinformation.org/press-release/cci-provides-first-copyright-alert-system-progress-report-highlighting-initial-accomplishments/

USA: il presidente di Ascap chiede compensi adeguati per gli autori

Nel corso dell’assemblea annuale degli associati dell’ASCAP – American Society of Composers, Authors and Publishers, il presidente Paul Williams ha pronunciato un discorso nel quale evidenzia le criticità per la tutela del diritto d’autore e le sfide per il futuro. Secondo Williams, le attuali regole USA per la concessione di licenze di utilizzo delle opere sono ormai datate e devono essere adeguate all’attuale mercato della musica.

Gli autori e gli editori devono poter ricavare il giusto compenso dal loro lavoro creativo: “Non è un segreto che i giganti di Internet che controllano i canali di distribuzione musicale stiano facendo pressioni in ogni ambito per proteggere i loro profitti economici, non i nostri. Non è un segreto che cerchino in ogni modo di pagare il meno possibile per la musica. Ecco perché è assolutamente necessario far sentire la nostra voce”.

Nel suo discorso Paul Williams ha elencato cinque punti sui quali insistere per rendere più efficace la tutela del diritto d’autore fra cui la presenza di una forte tutela normativa e il ruolo delle società di autori come intermediari per la negoziazione dei diritti di utilizzazione.

Fonte: www.siae.it

USA Rapporto Special 301 – L’Italia fuori dalla watch list dei Paesi ad alto tasso di pirateria e contraffazione

“L’Italia esce dalla watch list dopo venticinque anni in cui venivamo considerati un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright” è grande la soddisfazione del presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo che è stata diffusa in queste ore la nuova edizione del Rapporto Special 301, il documento annuale con cui l’ufficio del commercio statunitense (USTR) analizza la situazione internazionale relativamente alla tutela della proprietà intellettuale nei Paesi che sono partner commerciali degli Stati Uniti. Il rapporto comparativo è da sempre considerato uno strumento rilevante per misurare i livelli di protezione del settore culturale e per stimolare gli investimenti in innovazione e creatività.

“Una decisione importante” prosegue Polillo “e un riconoscimento all’Italia che in quest’ultimo anno si è distinta con misure concrete e innovative per contrastare la pirateria e assicurare protezione al lavoro intellettuale”. Il riferimento è all’adozione del c.d. Regolamento AGCOM e ad una recente Legge approvata dal Parlamento italiano con cui si è confermata la rilevanza penale dei reati in materia di proprietà intellettuale ed industriale.
Come Industria Culturale Italiana abbiamo seguito molto da vicino questi interventi e siamo pienamente soddisfatti che questi passi avanti vengano apprezzati anche all’estero” conclude Polillo.

Un Podcast confronta le leggi canadesi sul copyright con quelle USA

Un podcast di 20 minuti prodotto dal Copyright Clearance Center (CCC) canadese parla delle norme sul diritto d’autore, degli emendamenti alla legge e dei recenti casi giudiziari, e di come la legge interviene con i social media. Gran parte del podcast è dedicato a un confronto tra le leggi canadesi sul copyright e quelle statunitensi.
Il motivo della trasmissione è dato dalla recente pubblicazione del testo “Canadian Copyright Law”, giunto alla quarta edizione.
Chris Kenneally intervista l’autore del libro Lesley Ellen Harris.
Per ascoltare il podcast:
http://beyondthebookcast.com/canada-copyright-update/
Leggi la trascrizione:
http://beyondthebookcast.com/transcripts/canada-copyright-update/