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Spettacolo: i dati SIAE confermano la tendenza positiva nel primo semestre 2016

Nei primi sei mesi del 2016 si conferma la ripresa del settore dello spettacolo in Italia. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Ufficio Statistica della Società Italiana degli Autori ed Editori. Se il 2015 ha segnato l’uscita dalla crisi, i dati SIAE del primo semestre 2016 fotografano un Paese che ha ritrovato la fiducia e la serenità necessarie per investire nel tempo libero in film, teatro, musica e sport. Il raffronto con i valori dei primi sei mesi del 2015 mostra che nel primo semestre 2016 sono cresciuti tutti gli indicatori dello spettacolo: numero di spettacoli (+3,81%), ingressi (+7,30%), spesa al botteghino (+8,76%), spesa del pubblico (+5,06%), volume d’affari (+1,64%).

Lo Spettacolo Primario, che comprende l’attività cinematografica, l’attività teatrale e l’attività concertistica, è il settore che ha ottenuto i risultati migliori. Anche l’Attività con Pluralità di Generi ha registrato una consistente espansione, con quattro dei cinque indicatori esaminati in territorio positivo. Andamento soddisfacente per lo Sport e le Mostre ed Esposizioni, che hanno avuto tre indicatori positivi sui cinque rilevati.

Nel primo semestre del 2016 il cinema ha confermato la decisa tendenza espansiva già registrata nello stesso periodo dell’anno precedente: spettacoli +5,00%, ingressi +14,35%, spesa al botteghino +14,50%, spesa del pubblico +14,83%, volume d’affari +14,88%. Sostanzialmente stazionario il prezzo medio d’ingresso, con un aumento dello 0,13%.

Risultati molto positivi anche per l’attività teatrale, che vede tutti gli indicatori in crescita: spettacoli +0,14%, ingressi +7,60%, spesa al botteghino +14,79%, spesa del pubblico +16,60%, volume d’affari +17,03%. Da sottolineare, in particolare, il buon andamento dei dati della prosa, della rivista e commedia musicale, del balletto e dell’arte varia.

I concerti nei primi sei mesi dell’anno hanno confermato l’andamento ampiamente positivo già registrato nel primo semestre 2015: spettacoli +2,47%, ingressi +7,69%, spesa al botteghino +4,61%, spesa del pubblico +4,59%, volume d’affari +5,18%. La tendenza è confermata in tutti i settori – concerti classici, concerti di musica leggera e concerti jazz – ad eccezione della spesa del pubblico (-2,38%) e del volume d’affari (-1,62%) nell’aggregato del jazz.

Segni generalmente positivi per l’attività sportiva, che vede un aumento del numero di spettacoli (+2,57%), della spesa al botteghino (+9,05%) e della spesa del pubblico (+2,72%) mentre registra una flessione degli indicatori degli ingressi (-4,82%) e del volume d’affari (-6,39%). I migliori risultati del comparto sono stati realizzati dal calcio e dall’aggregato che comprende nuoto e pallanuoto, sport invernali e sport vari.

Il settore delle mostre ed esposizioni continua a rimanere complessivamente in territorio positivo. Sono risultati in crescita tre indicatori: gli spettacoli (+5,78%), gli ingressi (+0,67%), la spesa al botteghino (+2,78%). In leggera flessione la spesa del pubblico (-1,37%) ed il volume d’affari (-0,73%).

Tendenza espansiva per l’attività con pluralità di generi, con quattro su cinque indicatori positivi.  Da notare che, così come accade per le attrazioni dello spettacolo viaggiante, anche l’attività con pluralità di generi si concentra principalmente nel periodo estivo; quindi i primi sei mesi dell’anno non sono particolarmente significativi.

In termini di ripartizione geografica, quasi tutti gli indicatori di area sono in crescita se si escludono alcune flessioni nel volume d’affari.

Il film campione d’incassi nel primo semestre 2016 è stato Quo vado? diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone, seguito da un’altra pellicola italiana, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Nella top ten del teatro conquista la prima posizione il musical Notre Dame de Paris, scritto da Luc Plamondon e messo in musica da Riccardo Cocciante.

Vasco Rossi guida la classifica dei primi dieci concerti di musica leggera campioni d’incasso al botteghino con la sua esibizione allo Stadio Olimpico di Roma il 26 giugno e occupa complessivamente le prime quattro posizioni con altre sue date nello stesso mese nella Capitale. Tra le opere liriche, si è attestata la primo posto la Traviata di Giuseppe Verdi, andata in scena al Teatro La Fenice di Venezia.

I dati completi del primo semestre 2016 sono disponibili, come di consueto, sul sito SIAE al link: https://www.siae.it/it/chi-siamo/lo-spettacolo-cifre/losservatorio-dello-spettacolo

Buchmesse – Motta (AIE): “Stiamo lavorando per arrivare al segno più nel mercato del libro. Ma lo stiamo facendo per lo più da soli”. I dati: i segni meno si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015

L’editoria italiana intravede un miglioramento nel 2015 ma il segno è ancora meno. Stiamo lavorando duro per arrivare al segno più, attraverso investimenti, innovazione, cambiamenti nell’essere editore oggi. C’è però un problema di fondo: è arrivato il momento di smetterla con i proclami d’amore per il libro e la lettura che non si traducono in azioni serie ed efficaci. Vi sono sistemi semplici per definire cos’è una priorità: è dove si investe prima che altrove. E allora: 33milioni di euro è il budget del Centre national du livre francese, meno di 1milione quello del nostro Centro per il Libro. La verità è che la classe dirigente, politica ma non solo, non sa cosa è un libro perché non legge nemmeno un libro all’anno: è così per il 39,1% dei dirigenti e professionisti italiani (contro il 17% di francesi e spagnoli). Il segno più o meno del nostro mercato, al netto di ciò che possiamo fare noi come settore, è solo una conseguenza“.  E’ netta la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Federico Motta dalla Buchmesse – il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti editoriali che ha aperto le porte oggi, 14 ottobre, a Francoforte –  durante la presentazione del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi AIE, a cui è intervenuto il Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni.

I primi otto mesi dell’anno fanno segnare per il mercato del libro un -1,9% di fatturato nei canali rivolti al lettore (librerie, librerie online e grande distribuzione) e un -4,6% a copie (dati Nielsen per AIE), con performance migliori rispetti all’inizio dell’anno.

“La mia presenza all’apertura della Buchmesse – ha sottolineato il Sottosegretario Borletti Buitoni – vuole essere una testimonianza di quanto siano sbagliate quelle credenze che, malgrado le attuali difficoltà del settore, ritengono il libro non un oggetto del futuro ma da consegnare al passato. Non si può avere sviluppo civico, prima ancora che culturale e sociale, senza il libro. Del resto, i numeri dell’attuale Buchmesse, e la rilevanza della partecipazione italiana a questa edizione, sono proprio un’indicazione in tal senso. Chi vorrebbe consegnarlo al passato pensa solo al suo supporto materiale.Non considerando che esso potrà cambiare con il mutare delle tecnologie, senza con ciò esaurire la insostituibile  funzione del libro nella civiltà moderna”.

Il mercato 2014– I dati che emergono dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi dell’AIE, mostrano che quello a cavallo tra il 2014 e il 2015 è ancora un anno di Grande Trasformazione per il mercato del libro (la sintesi è in allegato).

Si intravvede nel 2014 qualche segno più: cresce il segmento dell’editoria per ragazzi sia per i titoli prodotti (+5,9%) che per la quota di mercato (+5,7%) e cresce anche il mercato dell’ebook, sia per fatturato (che raggiunge quota 40,5milioni di euro) che per numero di titoli prodotti (+26,7%).

Si mantiene positivo il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: la vendita di diritti di autori italiani all’estero registra un +6,8% nel numero di titoli trattati e l’export di libri italiani all’estero  segna un fatturato di 40milioni di euro (+2,6% sul 2013).

Tutto questo in uno scenario punteggiato ancora di segni meno: il bacino dei lettori nel 2014 si restringe di 848mila (-3,4%), si ridimensiona il mercato (-3,6%), si conferma l’andamento negativo nel numero di titoli pubblicati (-3,5%) e nella diminuzione delle copie vendute di «carta» (-6,4%). Scende a quota 2,6miliardi di euro il fatturato del mercato del libro nel 2014, una flessione del -3,6% sull’anno precedente. Sono 97,5milioni di euro di minori ricavi.

E il 2015– I segni meno permangono ma si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015, periodo in cui il mercato ha registrato un -1,9% di fatturato nei canali trade e – 4,6% per le copie vendute (dati Nielsen per AIE).

Dal punto di vista dei titoli pubblicati si passa dai 25.521 dei primi sei mesi del 2013 (novità e nuove edizioni) ai 30.961 pubblicati tra gennaio e giugno di quest’anno. Il cambiamento produttivo più evidente avviene però con la crescita dei titoli in formato ebook, stimolato anche dalla nuova Iva al 4%. Una crescita del 50% tra il periodo gennaio-giugno 2013 e il corrispondente periodo di quest’anno (dai 13.403 del 2013 ai 26.908 del semestre 2015). L’incidenza che l’ebook ha sulla produzione di carta ha raggiunto ormai la soglia dell’86,9% (era del 28,8% solo quattro anni fa).

11° Rapporto Annuale Federculture – Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro

Mercoledì 8 luglio alle ore 10:30 presso la Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia è stato presentato l’11° Rapporto Annuale di Federculture dal titolo “Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro”. La pubblicazione, presentata nell’ambito dell’Assemblea Generale della Federazione ed edita dal Sole 24 Ore, analizza annualmente lo stato dell’arte della cultura in Italia e si è trasformata negli anni in un punto di riferimento per gli operatori del settore grazie anche all’obiettivo di creare una piattaforma di proposte per orientare le scelte verso una nuova qualità dello sviluppo, centrato sulla valorizzazione dell’identità territoriale e sulle potenzialità delle produzioni culturali.

L’analisi condotta sull’immenso patrimonio artistico e culturale italiano mostra numerose criticità che vanno dalle risorse finanziarie limitate ai complessi meccanismi di collaborazione pubblico-privato che stanno trasformando questa ricchezza in un elemento potenziale e non concretamente competitivo. La difesa, la valorizzazione e il rilancio del patrimonio e delle attività culturali e artistiche sono operazioni essenziali da mettere in atto urgentemente per restituire il giusto valore alle istituzioni culturali e riportare le politiche culturali al centro degli interessi della società civile. La cultura, infatti, superandone la concezione come fenomeno di consumo e mero intrattenimento può e deve divenire il vero fattore in grado di risollevare la società dal declino morale e civile attuale, nel quale la progressiva perdita dei valori mina la pace e la convivenza civile.

Lo studio comprende anche un focus su scenari alternativi di estrema attualità come il crowdfunding o l’art bonus che si vanno affermando sempre più come risultato della progressiva riduzione delle forme di finanziamento pubblico.

Tra gli interventi presenti nel volume la prefazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i contributi del Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, del direttore del Louvre Jean-Luc Martinez e del fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti.

Alla presentazione del volume, i cui contenuti sono stati illustrati dalla relazione del Presidente di Federculture Roberto Grossi, ha partecipato anche il Ministro Dario Franceschini.

Per maggiori informazioni:
http://www.federculture.it/xi-rapporto-annuale-federculture/

Rapporto “Roles and Responsibilities of Intermediaries: Fighting counterfeiting and piracy in the supply chain” da BASCAP

The Business Action to Stop Counterfeiting and Piracy (BASCAP), una iniziativa della Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha pubblicato un rapporto dal titolo “Roles and Responsibilities of Intermediaries: Fighting counterfeiting and piracy in the supply chain” (Ruoli e responsabilità degli intermediari: lotta alla contraffazione e di pirateria nella catena di fornitura).

Il rapporto esamina diversi tipi di intermediari nella catena di approvvigionamento (che vanno dalle compagnie di spedizioni ai motori di ricerca on-line e marketplace) che sono vulnerabili alla contraffazione e alla pirateria, e contiene le misure e le migliori pratiche che per eliminare le infiltrazioni di merci contraffatte e di contenuti piratati.

Lo studio è disponibile nel sito ICC a questo indirizzo:
http://www.iccwbo.org/Advocacy-Codes-and-Rules/BASCAP/International-engagement-and-Advocacy/Roles-and-Responsibilities-of-Intermediaries/

UK Intellectual Property Office: pubblicazione del rapporto “International comparison of approaches to online copyright enforcement”

L’Intellectual Property Office del Regno Unito ha pubblicato nei giorni scorsi una ricerca commissionata in materia di enforcement on-line intitolato “International comparison of approaches to online copyright enforcement“.
Sulla base di studi di casi di nove paesi (Canada, Brasile, Francia, Italia, Paesi Bassi, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti) insieme con il punto di vista della Commissione europea e l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, il rapporto intende fornire una migliore comprensione di come i paesi sono (o non sono) in collegamento e cooperazione in materia di sviluppo di approcci comuni per l’applicazione del diritto d’autore on-line.

Per scaricare il rapporto:
https://www.gov.uk/government/publications/international-comparison-of-approaches-to-online-copyright-enforcement

Gesac pubblica il rapporto “Creare crescita: misurare i mercati culturali e creativi nell’Unione Europea”

Gesac – Gruppo Europeo delle Società degli Autori e Compositori ha commissionato a EY (già Ernst & Young) uno studio , presentato ieri a Bruxelles, sulle industrie della creatività e della cultura (CCI) e sul loro ruolo nell’economia europea in un periodo di forte crisi come quello attuale.

Nella ricerca, intitolata “Creare crescita: misurare i mercati culturali e creativi nell’Unione Europea“, sono stati analizzati undici settori: libri, giornali e riviste, musica, arti performative, televisione, film, radio, giochi & videogiochi, arti visive, architettura e pubblicità per una indagine ad ampio raggio che comprende vari ambiti dell’industria culturale nel suo complesso.

Le imprese che operano nei settori creativi si sono dimostrate un valido traino per l’economia del Vecchio Continente: con un valore di 535,9 miliardi di euro e 7 milioni di posti di lavoro, per il 19,1% occupati da giovani al di sotto dei 30 anni, la cultura e la creatività si posizionano tra i primi tre settori per l’occupazione, dietro a quello delle costruzioni e a quello di alimenti & bevande.

Come fonte di innovazione, le industrie della creatività e della cultura sono all’avanguardia anche nell’economia digitale: lo studio sottolinea che in media il 70% del tempo che si trascorre utilizzando un tablet viene impiegato per usufruire di beni culturali. Le imprese europee del settore, come Egmont, Grupo Planeta, La Scala, RTL Group, Nordisk Film, Deezer, Rovio Entertainment, Dorotheum, the BBC World Service, Publicis o Sweco, sono leader a livello internazionale ed esportano in tutto il mondo le loro creazioni. Sette dei dieci più grandi editori del mondo sono europei, come lo sono cinque dei dieci festival più importanti. Lo stesso vale per la leadership mondiale nell’industria musicale, per due delle tre maggiori società pubblicitarie, ecc. Queste storie di successi riflettono la situazione nei rispettivi settori, poiché sono fondati sulla gestione e la ricchezza del settore della creatività in Europa; una vera garanzia di diversità culturale.

Uno studio come quello presentato oggi (ieri ndr) – ha dichiarato Filippo Sugar, Vicepresidente del CdG Siae – sottolinea ancora una volta l’importanza di quello che da sempre sosteniamo e tuteliamo: la creatività. Troppo spesso il settore della cultura viene percepito unicamente come svago e divertimento, costituisce invece un fattore di sviluppo per il Paese che può determinare la crescita del Pil… Basti pensare che lo studio rileva che tra il 2008 e il 2012 i posti di lavoro nell’Unione Europea sono in diminuzione (-0,7 all’anno) mentre quelli nelle industrie culturali e creative, sempre nello stesso periodo, registrano un incremento di +0,7 l’anno“.

http://www.creatingeurope.eu/

SIAE: pubblicato il rapporto sui dati dello Spettacolo del primo semestre 2014

Il film campione d’incassi nella prima metà dell’anno è stato “Maleficent” di Robert Stromberg con Angelina Jolie mentre al secondo posto “Un boss in salotto” di Luca Miniero con la Cortellesi e Papaleo, Nella Top Ten del Teatro le prime sei posizioni sono tutte italiane: in vetta “Rugantino” con Enrico Brignano, seguono “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” di Giuliano Peparini, “Cinecittà” di Giampiero Solari con Christian De Sica, “La scala è mobile” di Felice Musazzi e Antonio Provasio, “Crozza delle Meraviglie”, “50 sfumature di Pintus” di Angelo Pintus. Tra i concerti, la prima posizione spetta a quello dei Rolling Stones il 22 giugno al Circo Massimo a Roma. Per la lirica, si è attestato al primo posto “II Trovatore” di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano.

Lo studio SIAE dei dati dello Spettacolo del primo semestre 2014 conferma un andamento generalmente positivo. Aumento di Spettacoli al Cinema e al Teatro; crescita della Spesa al botteghino per Concerti, Attività sportiva, Mostre ed Esposizioni e Spettacolo Viaggiante.

Piccoli e ci auguriamo incoraggianti segnali in un periodo di crisi economica che vede gli italiani, comunque, orientati ad investire nella cultura e nel tempo libero – dichiara Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE – Un risultato che speriamo possa crescere e attrarre un pubblico sempre maggiore”.

Il raffronto con i valori del primo semestre 2013 mostra complessivamente un aumento del numero di Spettacoli (+1,76%), degli Ingressi (+1,39%), della Spesa al botteghino (+5,20%) e della Spesa del pubblico (+2,45%), mentre è in lieve flessione il Volume d’affari (-0,04%).

Analizzando i diversi settori dello spettacolo, sicuramente nel primo semestre del 2014 il settore del Cinema registra un aumento del numero di Spettacoli (+1,45%) e una leggera diminuzione degli Ingressi (-0,11%). Si registrano, inoltre aumenti sia della Spesa del pubblico (+0,38%) che del Volume d’affari (+0,39%) mentre la Spesa al botteghino (-0,30%) è in lieve flessione. Il Prezzo medio d’ingresso è praticamente stazionario (-0,19%).

Andamento costante per l’Attività Teatrale: numero di Spettacoli +0,60%; Ingressi +0,97% e Spesa al botteghino, +0,12%, mentre la flessione della Spesa del pubblico (-4,74%) e del Volume d’affari (-5,06%) probabilmente è dovuta al ritardo nella comunicazione di introiti legati alla spesa del pubblico, principalmente nel settore della Prosa.

Segnali positivi per il comparto dei Concerti (classici, musica leggera e jazz) nonostante una flessione della domanda e dell’offerta di spettacoli: Spesa al botteghino (+0,92%), Spesa del pubblico (+0,15%), Volume d’affari (+1,53%). Si rileva tuttavia la contrazione del numero di Spettacoli (-2,88%) e degli Ingressi (-2,57%).

In crescita anche l’Attività sportiva: Ingressi (+8,33%), Spesa al botteghino (+16,35%), Spesa del pubblico (+8,72%). Il numero di Spettacoli è invece in diminuzione (-1,42%), così come il Volume d’affari (-3,36%). In particolare, il Volume d’affari nel Calcio ha fatto registrare una flessione del 3,82%: si dovrà aspettare la rilevazione di fine anno per verificare se la tendenza sarà confermata e se sia da imputare ai minori introiti realizzati per proventi da non partecipanti (sponsorizzazioni, vendita di diritti televisivi e contratti pubblicitari).

Nel primo semestre dell’anno, nel settore del Ballo e Concertini aumentano l’offerta di Spettacoli (+3,69%), gli Ingressi (+0,11%), la Spesa al botteghino (+3,03%) e la Spesa del pubblico (+0,16%), mentre diminuisce, di poco, il Volume d’affari (-0,08%), con una tendenza, nel complesso, positiva.

In crescita anche l’offerta di Spettacoli (+9,59%), la Spesa al botteghino (8,90%), la Spesa del pubblico (+5,17%) e il Volume d’affari (+5,18%) delle Attrazioni dello spettacolo viaggiante, che registrano tuttavia una diminuzione degli Ingressi (-34,70%). Si tratta però di attività che si svolgono prevalentemente durante i mesi estivi, per le quali la rilevazione dei primi sei mesi dell’anno non è particolarmente indicativa.

Grande crescita per Mostre ed Esposizioni: Spettacoli, +6,20%; Ingressi, +23,14%; Spesa al botteghino, +30,72%, Spesa del pubblico, +8,99%, Volume d’affari, +8,99%.

Indicatori con segni di tendenza positivi anche per l’Attività con pluralità di generi: crescono infatti il numero di Spettacoli (+4,60%), gli Ingressi (+0,17%), la Spesa al botteghino (+15,77), la Spesa del pubblico (+6,78%) ed il Volume d’affari (+5,64%). In questo comparto sono annoverate le manifestazioni all’aperto non riconducibili a specifiche tipologie di manifestazione che, per loro natura, sono allestite principalmente nei mesi estivi e, quindi, saranno catalogate, in misura rilevante, nel corso della seconda metà dell’anno.

In termini di ripartizione geografica del Volume d’affari, si registra una evidente crescita nei territori del Nord-est, nel Centro e nelle Isole.

Tra le città con oltre trecentomila abitanti, Bari, Firenze e Roma registrano tutti segni di andamento positivi.

AIE: “Supporto totale al Ministro Franceschini nella battaglia per parificare l’iva degli ebook a quella dei libri”. I dati del rapporto sull’editoria

“Continuare a considerare il libro elettronico al pari di un servizio digitale è una scelta che penalizza la diffusione della cultura e lo sviluppo della lettura. Il Ministro Franceschini ha fatto sua questa battaglia. Noi editori ci impegniamo ad aiutarla”. E’ totale l’appoggio offerto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini in apertura della Fiera internazionale del Libro di Francoforte, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.

Al centro, il tema della parificazione dell’iva sugli ebook a quella dei libri di carta e l’obiettivo del riconoscimento che “un libro è un libro”: “Per questo – ha proseguito Polillo – nelle prossime settimane lanceremo la campagna , coinvolgendo l’opinione pubblica. Attraverso un sito – www.unlibroeunlibro.org – inviteremo gli autori, i bibliotecari, gli altri professionisti del settore, ma soprattutto i lettori a condividere questa battaglia. Sappiamo che l’impegno dei ministri della cultura europei non basta, serve quella dei Governi. Ci auguriamo così che questa battaglia culturale sia fatta propria in modo esplicito dall’intero Governo italiano, così da diventare capofila di fatto in UE nella battaglia sull’iva parificata tra libri ed ebook. Allo stesso tempo, rilanciamo: chiediamo al Governo italiano non solo di essere motore del cambiamento a livello Europeo ma di agire in autonomia se l’Europa non ci segue”.

Il Ministro Franceschini ha confermato il suo impegno convinto e totale per il mondo dei libri: “Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan della campagna #unlibroèunlibro. Solo qualche mente burocratica può pensare di separarli. E’ per questo che stiamo lavorando ai documenti conclusivi del Consiglio dei Ministri della Cultura europei del 25 novembre, per arrivare a una posizione unanime o quantomeno la più condivisa possibile per equiparare l’IVA sugli e-book a quella dei libri cartacei”.

I dati nel 2013 – L’evidenza maggiore dal Rapporto sullo stato dell’editoria 2014 realizzato da AIE è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013, circa il 5% la stima a fine 2014). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro (nel 2013) e con un’iva al 22% che limita di fatto le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale.

Questo in uno scenario di grandi trasformazioni, punteggiato di segni meno: si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori (leggono almeno un libro in un anno solo 43 italiani su 100), si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book, diversamente ci si attesta sul -6,8%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). Torna a crescere invece – ed è l’altro elemento davvero significativo – il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta infatti la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e torna a crescere l’export del libro fisico (+2,6%).

Qualche elemento sul 2014 – Le performance si confermano negative nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati Nielsen: scende infatti rispetto allo stesso periodo del 2013 del -7,3% il numero di libri venduti nei canali trade (sono 4,6milioni di copie di libri venduti in meno in librerie, librerie online e grande distribuzione) e cala del – 4,7% il fatturato a prezzo di copertina (sono 36milioni di euro in meno).

L’editoria d’arte raccontata attraverso le cifre e le voci più autorevoli: da oggi è disponibile l’ebook AIE Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014

Non basta da sola la «grande bellezza» del nostro Paese, serve fare sistema. E questo vale anche per i libri d’arte. Secondo quanto emerge dal secondo Rapporto sull’editoria d’arte 2014 – a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per la collana degli instant e-book del «Giornale della Libreria», in uscita oggi, 18 settembre, sulle principali piattaforme online in occasione di Artelibro – Festival del libro e della storia dell’arte (da oggi al 21 settembre a Bologna) – lo scenario per questo segmento editoriale è difficile, ma sembrano intravedersi nuovi spiragli.

Lo confermano le cifre: i titoli d’arte si riducono (-10,1% di titoli pubblicati nel 2013 rispetto al 2010, sono stati 4179) e i libri d’arte venduti in libreria e store online valgono meno nel 2013 (il mercato diminuisce di 47,4milioni di euro, -6,7% rispetto al 2012). È però quanto si vende nei bookshop museali a fare la differenza: questo canale è così importante da “risollevare” il venduto totale dei libri d’arte, portandoli a 66,8milioni di euro (e riducendo il segno meno a un -2,8% sul 2012). “In altre parole – spiega il direttore di AIE Alfieri Lorenzon – non può esserci arte, intesa come luoghi dell’arte, senza libri ma – sempre più – non possono neppure esserci libri d’arte senza musei, opere d’arte, etc…Un elemento completa e rafforza l’altro: ecco il sistema paese”.

L’ebook fotografa – al di là dei dati – il settore, la “filiera” produttiva che lo compone (dalle carte speciali alla stampa di qualità) e le sue dinamiche, grazie al contributo di alcuni tra i suoi maggiori rappresentanti come Marzia Corraini, Gareth Long, Chiara Medioli, Luca Panini, Matteo Vercelloni e Massimo Vitta Zelman.

L’e-book Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014, 17mo titolo dei rapporti curati dall’Ufficio studi dell’AIE e pubblicati a cura del «Giornale della Libreria», è disponibile sulle principali piattaforme on-line al costo di 3,99 euro.

Artelibro: dal 18 settembre, in occasione del Festival, l’ebook AIE Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014

Racconta la «grande bellezza» del nostro Paese il secondo Rapporto sull’editoria d’arte 2014. Un approfondimento a trecentosessanta gradi – a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per la collana degli instant e-book del «Giornale della Libreria» – in uscita il 18 settembre in occasione della undicesima edizione di Artelibro – Festival del libro e della storia dell’arte come contributo alla manifestazione, promossa anche da AIE.

Una fotografia del settore, della “filiera” produttiva che lo compone (dalle carte speciali alla stampa di qualità) e delle sue dinamiche, rivolto certamente al pubblico italiano che visita mostre d’arte e musei, frequenta le librerie, ma sempre più – attraverso coedizioni o libri pubblicati direttamente in inglese per il mercato internazionale – anche a quello straniero.

È un segmento che risente delle generali difficoltà di tutto il settore editoriale (per dare un primo dato, si registra il -2,3% di titoli d’arte prodotti nel 2013 rispetto all’anno precedente), ma anche di una profonda trasformazione degli interessi del pubblico dei lettori.

Non sarebbero sufficienti le cifre per fotografarlo in modo adeguato. Ecco il perché delle “voci”: alcuni tra i maggiori rappresentanti di questo settore, come Marzia Corraini, Gareth Long, Chiara Medioli, Luca Panini, Matteo Vercelloni e Massimo Vitta Zelman, sono stati chiamati a raccontare come l’editoria d’arte risponda al momento e alle sue difficoltà in termini di innovazione di prodotto, di ricerca di nuovi mercati internazionali, di nuove “nicchie” di mercato (i bambini, la fotografia, ecc.).

Oggi il segmento che racconta la «grande bellezza» è sfaccettato e multiforme: è anche quello che racconta la sua qualità e l’eccellenza (scientifica e iconografica, produttiva), è il mondo dei cataloghi e libri d’arte, anche per bambini, è quello di edizioni facsimilari che recuperano (tra artigianati di eccellenza, rigore filologico, qualità delle carte e della stampa) un patrimonio nazionale fatto di codici miniati resi così accessibili al pubblico delle biblioteche (spesso internazionali) o dei collezionisti. E’ un mondo che ha già accettato la sfida del digitale (app, banche dati, ecc.).

L’e-book Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014, 17esimo titolo dei rapporti curati dall’Ufficio studi dell’AIE e pubblicati a cura del «Giornale della Libreria», sarà disponibile dal 18 settembre sulle principali piattaforme on-line al costo di 3,99 euro.

Il numero di settembre del «Giornale della Libreria», con una specifica sezione dedicata all’editoria d’arte, è disponibile – in occasione di Artelibro – anche nello spazio riservato alle riviste di settore allestito al Palazzo di Re Enzo (Bologna).

Cisac, pubblicato il Rapporto Annuale 2014

E’ stato pubblicato sul sito Cisac.org il Rapporto Annuale 2014 sull’attività della Confederazione Internazionale delle Società di Autori che riunisce 227 organismi di 120 Paesi diversi e rappresenta oltre 3 milioni di creatori in tutto il mondo.

Il Rapporto descrive la struttura Cisac e i Comitati nei quali è articolata per portare avanti la propria “mission” e riassume i principali avvenimenti dell’anno che hanno riguardato la tutela del diritto d’autore fra cui il Midem di Cannes tenutosi nel gennaio scorso e il World Creators Summit tenutosi a Washington nel giugno 2013. Infine riepiloga alcune cifre (basate sui dati complessivi riferiti al 2012): 7,8 miliardi di euro di raccolta del diritto d’autore ad opera delle società consorelle di cui il 59% in Europa con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente.

Con il crescente utilizzo digitale delle opere, il modo in cui l’arte viene fruita sta cambiando velocemente” afferma il Presidente della Cisac Jean Michel Jarre. “In questa nuova era digitale i diritti dei creatori sono erosi ogni giorno. Voglio usare il mio ruolo di Presidente della Cisac per suonare l’allarme, fare rumore! Per proteggere il futuro della creazione e della diversità culturale, i creatori devono sedersi al tavolo con i maggiori operatori di Internet per sviluppare nuovi modelli di business che prevedano il giusto compenso per i creatori per l’uso delle loro opere in ambiente digitale“.

Fonte: www.siae.it