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Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea: senza l’accordo dell’autore le biblioteche pubbliche possono digitalizzare le opere detenute per lettura elettronica e stampa

A parere dell’avvocato generale Niilo Jääskinen, uno Stato membro può autorizzare le biblioteche a digitalizzare, senza l’accordo dei titolari dei relativi diritti d’autore, opere da essa detenute nella propria collezione per proporle su posti di lettura elettronica

La direttiva sul diritto d’autore non consente agli Stati membri di autorizzare gli utenti a stoccare su una chiave USB l’opera digitalizzata dalla biblioteca ma non impedisce, in linea di principio, di effettuare una stampa dell’opera stessa a titolo di copia privata.

In virtù della direttiva sul diritto d’autore [1], gli Stati membri devono riconoscere agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione e la comunicazione al pubblico delle loro opere. Tuttavia, la direttiva consente agli Stati membri di prevedere talune eccezioni o limitazioni a tale diritto. Una facoltà di tal genere sussiste, in particolare, per le biblioteche accessibili al pubblico [2] le quali, a fini di ricerca o di studi privati, mettono a disposizione degli utenti, per mezzo di terminali specializzati [3], le opere della loro collezione. Nella specie, il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia tedesca) chiede alla Corte di giustizia di precisare la portata di tale facoltà di cui la Germania si è avvalsa.

Il Bundesgerichtshof è chiamato a pronunciarsi su una controversia sorta tra l’università tecnica di Darmstadt (Technische Universität Darmstadt) ed una casa editrice tedesca, la Eugen Ulmer KG [4]. La casa editrice cerca di impedire che l’università digitalizzi un’opera che essa detiene nel proprio fondo bibliotecario e edita dalla Eugen Ulmer [5] e che gli utenti della biblioteca possano procedere, da posti di lettura elettronica istituiti nella biblioteca stessa, alla stampa dell’opera ovvero al suo stoccaggio su una chiave USB e/o a portare tali riproduzioni al di fuori della biblioteca. L’università ha infatti digitalizzato il libro, proponendolo sulle sue postazioni di lettura elettronica[6]. Essa aveva rifiutato l’offerta della casa editrice di acquisire e di utilizzare sotto forma di libri elettronici (« E-books ») i manuali da essa editi.

Nelle conclusioni odierne, l’avvocato generale Niilo Jääskinen considera anzitutto che, ancorché il titolare dei diritti d’autore offra ad una biblioteca di concludere a condizioni adeguate contratti di licenza di utilizzazione delle proprie opere, la biblioteca possa avvalersi dell’eccezione prevista a favore dei terminali dedicati [7]. A parere dell’avvocato generale Jääskinen, la biblioteca non può più avvalersi di tale eccezione solamente qualora un contratto di tal genere sia stato già concluso.

Inoltre, l’avvocato generale conclude che la direttiva non osta a che gli Stati membri concedano alle biblioteche il diritto di digitalizzare le opere della loro collezione, ove la messa a disposizione del pubblico per mezzo di terminali dedicati lo richieda. Ciò può avvenire qualora occorra proteggere gli originali delle opere che, pur essendo ancora coperte dal diritto d’autore, siano antiche, fragili o rare. Ciò può avvenire parimenti nel caso in cui l’opera di cui trattasi sia consultata da un elevato numero di studenti e che le copie rischierebbero di provocare un’usura sproporzionata.

L’avvocato generale Jääskinen precisa tuttavia che la direttiva consente non una digitalizzazione globale di una collezione, bensì unicamente la digitalizzazione di opere individuali. In particolare, non si deve ricorrere alla possibilità di utilizzare terminali dedicati quando ciò sia unicamente diretto ad evitare l’acquisto di un sufficiente numero di copie fisiche dell’opera.

Infine, l’avvocato generale Jääskinen ritiene che la direttiva non consenta agli utenti dei terminali dedicati di stoccare su una chiave USB le opere messe a loro disposizione. Egli rileva, segnatamente, che in favore dei terminali dedicati è prevista principalmente un’eccezione al diritto esclusivo di comunicazione del titolare dei diritti d’autore. A parere dell’avvocato generale, la nozione di comunicazione esclude dall’ambito di tale eccezione, la possibilità di registrare l’opera su una chiave USB, in quanto in tal caso non si tratta di una comunicazione da parte della biblioteca, bensì della creazione di una copia digitale privata da parte dell’utente. Peraltro, tale riproduzione non è necessaria per preservare l’effetto utile dell’eccezione, anche quando risulti utile all’utente. Inoltre, l’eccezione di cui trattasi non può ricomprendere l’atto con cui la biblioteca renda accessibile all’utente una copia digitale affinché quest’ultimo possa creare ulteriormente una riproduzione e conservarla su una chiave USB.

L’avvocato generale, pur ritenendo che l’eccezione prevista a favore dei terminali dedicati non ricomprenda neppure la stampa su carta, osserva che la stampa di un’opera accessibile su terminali dedicati può essere ricompresa in altre eccezioni previste dalla direttiva, quali, in particolare, l’eccezione della copia privata. A tal riguardo, l’avvocato generale non ravvisa alcuna differenza tra una fotocopia di pagine di un’opera fisicamente presente nei fondi della biblioteca e la stampa di pagine di una copia digitale. Il rischio di una distribuzione illecita diffusa, presente nel caso di copie digitali, non esiste nel caso di stampa su carta.

IMPORTANTE: Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.

IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.

Documento non ufficiale ad uso degli organi d’informazione che non impegna la Corte di giustizia.

Il testo integrale  delle conclusioni è pubblicato sul sito CURIA il giorno della pronuncia


Note:

[1] Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (GU L 167, pag. 10).

[2] Biblioteche non volte al perseguimento di alcun vantaggio commerciale o economico. Tale facoltà si applica, alle stesse condizioni, agli istituti di insegnamento, ai musei e agli archivi.

[3] « Quando l’utilizzo abbia come scopo la comunicazione o la messa a disposizione, a singoli individui, a scopo di ricerca o di attività privata di studio, su terminali dedicati situati nei locali delle istituzioni [di cui trattasi] di opere o altri materiali contenuti nella loro collezione e non soggetti a vinvoli di vendita o di licenza » (articolo 5, paragrafo 3, lettera n), della direttiva).

[4] Tale controversia ha natura di causa « pilota ». L’università è sostenuta dal Deutscher Bibliotheksverband e.V. (Federazione tedesca delle biblioteche) nonché dal Bureau européen des bibliothèques et des associations d’information et de documentation (EBLIDA). La casa editrice è sostenuta dal Börsenverein des deutschen Buchhandels (Unione tedesca del commercio del libro). Ciò rivela, a parere dell’avvocato generale, l’importanza che la causa in esame riveste per le biblioteche, gli autori e le case editrici di opere scientifiche.

[5] Si tratta del manuale di Winfried Schulze intitolato « Einführung in die neuere Geschichte » (introduzione alla storia contemporanea).

[6] Tali impostazioni non consentivano la consultazione simultanea di un numero superiore di esemplari a quelli disponibili nei fondi della biblioteca.

[7] Vale a dire che tale offerta non significa che l’opera di cui trattasi debba essere considerata soggetta a condizioni in materia di acquisto di licenza ai sensi della diposizione della direttiva richiamata supra alla nota 3.

Schema di attuazione della Direttiva 2011/77/UE: il parere favorevole della Commissione Cultura della Camera

Riportiamo integralmente qui di seguito il testo del parere favorevole reso il 15 gennaio scorso dalla Commissione Cultura, scienza e istruzione (VII) della Camera.

CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 15 gennaio 2014

XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)

ALLEGATO 1

Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2011/77/UE che modifica la direttiva 2006/116/CE concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi (Atto n. 45).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato, ai sensi dell’articolo 1 della legge 6 agosto 2013, n. 96, lo schema di decreto legislativo in titolo;

rilevato che il 31 ottobre 2011 è entrata in vigore la direttiva 2011/77/UE del 27 settembre 2011 che ha modificato la direttiva 2006/116/CE, concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi, di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633 che disciplina la materia e che la suddetta Direttiva deve essere recepita dagli Stati membri nei propri ordinamenti nazionali e sarà sottoposta, entro il 1o novembre 2016, alla valutazione da parte della Commissione dell’Unione europea;

il decreto legislativo in esame intende adeguare l’ordinamento interno a quello comunitario ed è adottato in attuazione della delega legislativa contenuta nell’articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2013, n. 96 (legge di delegazione europea 2013), che fa rinvio all’allegato B della predetta legge, nel quale è inclusa la suddetta direttiva 2011/77/UE da recepire nel nostro ordinamento;

appare opportuno evidenziare, da un punto di vista procedurale, che per quanto concerne il termine per l’esercizio della delega conferita dalla legge n. 96 del 2013, fissato al 4 dicembre 2013, lo schema in esame fa parte di un gruppo di schemi di decreto legislativo approvati dal Consiglio dei ministri nella riunione del 3 dicembre 2013, in prossimità della scadenza. In questo modo il Governo si è avvalso, nell’esercizio della potestà legislativa delegata, di un meccanismo di scorrimento dei termini, disposto in via generale dall’articolo 31, comma. 3, della legge n. 234 del 2012, recante le norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea. In base a tale norma, qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega o successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi (vale a dire, nel caso di specie, fino al 4 marzo 2014);

premesso che la normativa che si vuole introdurre è tesa a estendere da 50 a 70 anni la durata dei diritti connessi degli artisti, interpreti o esecutori e dei produttori di fonogrammi, sulle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma;

per cogliere meglio la portata delle novelle contenute nella direttiva in questione, appare opportuno ricordare come ai sensi dell’articolo 1 del Trattato sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi della World Intellectual Property Organization (WIPO): la «fissazione» è l’incorporazione di suoni o di loro rappresentazioni, che ne consenta la percezione, riproduzione o comunicazione mediante apposito dispositivo; il «fonogramma» è qualsiasi fissazione dei suoni di una esecuzione o di altri suoni o di una rappresentazione di suoni, che non sia una fissazione incorporata in un’opera cinematografica o in altra opera audiovisiva;

la «pubblicazione» di un’esecuzione fissata o di un fonogramma è la messa a disposizione del pubblico, con il consenso del titolare del diritto, di esemplari di tale esecuzione o fonogramma in quantità sufficiente; la «comunicazione al pubblico» di un’esecuzione o di un fonogramma è la trasmissione al pubblico, mediante qualsiasi mezzo diverso dalla radiodiffusione, dei suoni di una esecuzione ovvero dei suoni o di una rappresentazione di suoni fissati in un fonogramma. Inoltre, in base all’articolo 12, comma 3, della legge n. 633 del 1941, richiamato nel testo vigente dell’articolo 75 della medesima legge, è considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio del diritto di utilizzazione. A sua volta, la relazione illustrativa fa presente che i termini «pubblicazione» e «comunicazione» indicano, rispettivamente, l’esecuzione artistica fissata su supporto fisico o diffusa a distanza, elettronicamente;

secondo quanto riportato nella relazione illustrativa al provvedimento in esame, gli artisti interpreti o esecutori iniziano, in genere, la loro carriera in giovane età e l’attuale durata della protezione, fissata in 50 anni, risulta insufficiente a proteggere la loro esecuzione per tutto l’arco della loro vita ed a limitare un uso discutibile delle loro esecuzioni, quando essi sono ancora in vita. L’estensione temporale della durata della protezione è – secondo la medesima relazione illustrativa – finalizzata a tutelare le categorie di artisti suddette in un periodo della loro vita, ossia gli ultimi anni, in cui si trovano a far fronte a un calo di reddito;

rilevato che la Direttiva oggetto di recepimento contiene, inoltre, alcune misure che, partendo dalla modifica principale della durata dei diritti connessi sopra esposta, mirano ad intervenire sui contratti già in essere e stipulati sul presupposto della durata cinquantennale dei diritti, prevedendo una serie di adeguamenti;
considerato che la Direttiva stabilisce l’obbligo per i produttori di accantonare in un Fondo il 20 per cento dei guadagni annuali ottenuti a partire dal cinquantesimo anno di sfruttamento economico dei fonogrammi, si osserva che la grande maggioranza di artisti cui dovrà essere destinato il Fondo non sarà rintracciabile o sarà composta da loro eredi più o meno identificabili;
evidenziato inoltre che in ambito europeo si sta esaminando una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso on line nel mercato interno (COM(2012)0372);

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1. vengano ripensate le modalità e i beneficiari dei pagamenti dei diritti spettanti ad artisti non identificati entro tempi ragionevoli;
2. si apra una riflessione completa ed esauriente, in linea con quanto sta avvenendo in ambito europeo, che coinvolga i vari soggetti interessati, su tutta la materia dei diritti d’autore in particolare legati ai nuovi media e alla loro diffusione.