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Diritto d’autore, da Mogol, Morricone, Piovani e Conte l’appello agli Europarlamentari: approvate la direttiva

È un coro unanime quello degli autori italiani che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori.

SIAE, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori.  Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo.

A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE e grande autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e uno dei più prestigiosi autori italiani, il Maestro Paolo Conte.

Per il Maestro Ennio Morricone: “Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”.

Aggiunge il Maestro Nicola Piovani: “Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”.

Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” commenta Paolo Conte.

Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

SIAE, il Presidente Mogol in Senato: senza il diritto d’autore la cultura muore

Le Commissioni congiunte Istruzione Senato e Cultura Camera hanno svolto il 13 marzo scorso l’audizione informale del Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori Giulio Rapetti Mogol e del suo predecessore Filippo Sugar.

Ai deputati e senatori presenti, Mogol ha chiesto il sostegno di tutto il Parlamento nella battaglia per l’approvazione della Direttiva Copyright a livello europeo perché “è un fatto di coscienza, non un fatto politico“. Il Presidente Mogol ha sottolineato che per lui la parola “libertà” è sacra, ma se ne parla a sproposito quando si vuole appoggiare contro ogni logica le grandi piattaforme che guadagnano miliardi e non pagano gli autori.

Rispondendo alle domande dei parlamentari, Mogol ha spiegato che, se si parla di sostegno alla creatività, l’idea di fissare una quota minima di musica italiana nelle programmazioni radiofoniche va esattamente in questa direzione: creare opportunità, prendersi cura della nostra cultura popolare, delle realtà più giovani e di quelle emergenti. Al di là delle formule che questa tutela assumerà, quello che conta per il Presidente SIAE è l’obiettivo principe: la promozione della creatività italiana, che ha modo così di essere tutelata e preservata, e quindi di crescere. Anche questa per il Presidente Mogol è una questione che non ha colore politico: è, piuttosto, una battaglia di principio.

Filippo Sugar, che attualmente è Consigliere di Sorveglianza, ha aggiunto: “Come SIAE dobbiamo rispettare la legge e oggi la legge non prevede più il monopolio in Italia ma la concorrenza tra società di gestione collettiva. Per questo c’è un motivo: nell’ambito della Direttiva Barnier queste società hanno gli stessi obblighi. Noi abbiamo sempre offerto di raccogliere diritti per altri e SIAE lo fa già per 160 collecting. Ovviamente noi non possiamo discriminare, per cui dobbiamo offrire a tutti le stesse condizioni, come indica la Direttiva Barnier. La nostra posizione è che si può andare oltre facendo entrare le entità di gestione indipendente nell’intermediazione del diritto d’autore ma bisogna che ci siano parità di regole perché altrimenti non può esserci un mercato e soprattutto è necessario un soggetto che controlli, a garanzia degli autori e degli editori, che non può che essere SIAE per le dimensioni e per la sua storia. In ogni caso, qualunque sistema si voglia creare, bisogna arrivare ad un punto dove c’è un one stop shop per gli utilizzatori. Attualmente è aperto un tavolo con Soundreef e anche con i gestori dei diritti connessi. A prescindere dalle norme, c’è una volontà del settore di trovare un’aggregazione per essere più funzionali ed efficienti”.

In Gazzetta Ufficiale il decreto di nomina di Mogol a Presidente della SIAE

Giulio Rapetti, in arte Mogol, è ufficialmente il nuovo Presidente della Società Italiana Autori ed Editori SIAE.

Il decreto di nomina, del Presidente della Repubblica, del 29 ottobre 2018, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 276 del 27 novembre 2018

Mogol succede a Filippo Sugar, che in data 30 luglio 2018, successivamente alle elezioni dei nuovi componenti degli organi sociali della SIAE, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio di gestione.

Il decreto è disponibile a questo link.

La redazione