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La Direttiva Copyright approvata dal Consiglio Europeo

Dopo essere passata al vaglio del Parlamento, oggi anche il Consiglio Europeo ha approvato la Direttiva Copyright.

Nel comunicato stampa, il provvedimento è annunciato come uno strumento per la “modernizzazione” dell’attuale quadro normativo europeo, che sarà in grado di garantire “protezione adeguata degli autori e degli artisti, offrendo nel contempo nuove possibilità di accesso e di condivisione online di contenuti protetti dal diritto d’autore in tutta l’Unione europea”.

Spetterà quindi agli Stati membri recepire le nuove norme nel diritto nazionale, entro un termine di 24 mesi dalla firma e successiva pubblicazione della direttiva nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Per leggere il comunicato stampa: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/04/15/eu-adjusts-copyright-rules-to-the-digital-age/

I primi commenti

Questo voto sancisce un nuovo inizio e una nuova tutela per il mondo della cultura europea. Resta il rammarico per il voto contrario dell’Italia”. E’ questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione definitiva della Direttiva sul Copyright da parte del Consiglio Europeo.
Per questo – ha proseguito – sarà la base di un lavoro ancora più importante che ci impegnerà con tutte le forze da ora in poi: spiegare le nostre ragioni al Governo perché possa muoversi su posizioni che garantiscano i produttori di cultura e di contenuti”.

Con il voto di oggi del Consiglio Europeo si è chiuso un percorso storico per la cultura, per l’Europa e per la democrazia”: è questo il commento dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice. “ll Consiglio europeo – sottolinea Del Giudice – ha approvato definitivamente e in larga maggioranza – con 19 voti a favore, 3 astenuti e 6 contrari – una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”.

L’unico grande rammarico – prosegue Del Giudice – è rappresentato dal voto dell’Italia. Un voto contrario, che la schiera accanto a Paesi con una storia e una tradizione molto lontana dalla nostra. Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un’uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l’importanza della tutela del diritto d’autore. Dichiarazione che tuttavia non appare confermata dai fatti”.

Come industria – conclude Del Giudice – non possiamo che plaudire ancora una volta all’impegno e al coraggio dimostrato in questi anni dai parlamentari italiani europei. Un grazie sentito perché hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura”.

Approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale: il comunicato stampa ufficiale del Parlamento UE

Riportiamo integralmente il comunicato stampa del Parlamento Europeo relativo all’approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Il comunicato è pubblicato qui.

Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

  • Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano
  • Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva
  • Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente
  • I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore
  • Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi

Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.

I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni.

Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.

La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.

I giganti del web devono condividere i ricavi con artisti e giornalisti

La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.

Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.

Libertà di espressione

Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.

Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.

Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve“.

Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

Molte piattaforme online non interessate dalla direttiva

Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.

Diritti di negoziazione più solidi per autori, artisti, interpreti o esecutori

Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.

Agevolare la ricerca e preservare il patrimonio culturale

L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.

Come cambia lo status quo

Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo.

La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

Citazione

Il relatore Axel Voss (EPP, DE) ha dichiarato: “Questo accordo è un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono.
Allo stesso tempo, l’accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Tali disposizioni non erano di per sé necessarie, perché la direttiva non creerà nuovi diritti per i titolari. Tuttavia, abbiamo ascoltato le preoccupazioni sollevate e abbiamo scelto di garantire doppiamente la libertà di espressione. I “meme”, i “gif”, i “snippet” sono ora più che mai protetti.
Sono inoltre lieto che il testo concordato oggi protegga in particolare le imprese in fase di avviamento. Le aziende leader di domani sono le start-up di oggi e la diversità dipende da un profondo bacino di aziende giovani, innovative e dinamiche.
Si tratta di un accordo che protegge la vita delle persone, salvaguarda la democrazia difendendo un panorama mediatico diversificato, rafforza la libertà di espressione e incoraggia la creazione di nuove imprese e lo sviluppo tecnologico. Aiuta a rendere Internet pronta per il futuro, uno spazio a beneficio di tutti, non solo di pochi potenti
“.

Prossime tappe

L’accordo sostenuto dal Parlamento deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri UE. Entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE.

Il Parlamento UE adotta la Direttiva copyright nel mercato digitale

Questa mattina, dopo oltre due anni e mezzo di discussioni, il Parlamento Europeo ha adottato l’ultima versione della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (il testo sarà anche pubblicato qui).

348 deputati hanno votato a favore dell’adozione, 274 hanno votato contro e 36 si sono astenuti.

Spetterà ora agli Stati membri approvare la decisione del Parlamento nelle prossime settimane.

Se gli Stati membri accettano il testo (di solito questa è una formalità), la Direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore. Gli Stati membri avranno poi due anni per recepirla.

UE: previsto per la prossima settimana il voto definitivo sulla Direttiva destinata a riformare il diritto d’autore in Europa

Il 13 febbraio scorso il Parlamento europeo, la Commissione UE e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo sulla nuova Direttiva che si propone l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali.

I punti più salienti dell’accordo:

  • diritti di negoziazione più forti per autori ed artisti: Maggiori possibilità per i titolari di diritti, quali musicisti, interpreti, autori ed editori di notizie, di negoziare migliori accordi di remunerazione per l’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme online.
  • Gli autori e gli artisti interpreti potranno richiedere un compenso aggiuntivo al distributore che sfrutta i loro diritti quando la remunerazione, inizialmente concordata, è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici derivati al distributore.
  • collegamenti ipertestuali ad articoli di notizie, accompagnati da “singole parole o estratti molto brevi”, possono essere condivisi liberamente, così come i Meme e i GIF. L’accordo contiene, tuttavia, disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa indennità.
  • diritto dei giornalisti di ottenere una quota di tutte le entrate relative al copyright dei loro articoli ottenute dalla casa editrice.
  • diverse piattaforme online escluse dall’applicazione della nuova normativa. Il testo della Direttiva specifica che il caricamento delle opere su enciclopedie online non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, non saranno interessati dalla normativa.
  • Anche le piattaforme di Start-up saranno soggette a obblighi meno restrittivi.

Di seguito il link del comunicato stampa del Parlamento Europeo:

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190212IPR26152/agreement-reached-on-digital-copyright-rules

Il testo definitivo approda in Parlamento nella seduta plenaria di settimana prossima, tra il 25 e il 28 marzo.

Stato dell’unione 2016: la Commissione propone norme moderne sul diritto d’autore nell’UE per la promozione e la circolazione della cultura europea

Commissione europea – Comunicato stampa

In occasione del discorso sullo stato dell’Unione del 2016 del Presidente Juncker, la Commissione ha presentato ieri 14 settembre 2016 alcune proposte per la modernizzazione del diritto d’autore al fine di aumentare la diversità culturale in Europa e i contenuti disponibili online, oltre a introdurre norme più chiare per tutti gli utenti online. Le proposte conterranno inoltre conterranno strumenti per l’innovazione dell’istruzione, della ricerca e delle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale.

Le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui la musica, i film, la televisione, la radio, i libri e la stampa vengono prodotti e distribuiti e in cui divengono accessibili. Nuovi servizi on-line, quali la musica in streaming, le piattaforme di video on demand e gli aggregatori di notizie, sono diventati molto popolari, mentre i consumatori si aspettano sempre più frequentemente di accedere a contenuti culturali mentre si spostano e attraversano le frontiere. Il nuovo panorama digitale creerà opportunità per i creatori europei se le norme saranno in grado di fornire chiarezza e certezze del diritto a tutti coloro che ne usufruiscono. La Commissione ha adottato proposte che costituiscono in elemento fondamentale della Strategia per il mercato unico digitale volte a garantire:

  • maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri;
  • norme migliorate sul diritto d’autore per l’istruzione, la ricerca, il patrimonio culturale e l’inclusione delle persone con disabilità;
  • un mercato più equo e sostenibile per i creatori, le industrie creative e la stampa.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “L’Europa desidera un accesso transfrontaliero alla nostra cultura così ricca e varia. La nostra proposta garantirà una maggiore disponibilità di contenuti, trasformando le norme europee sul diritto d’autore alla luce della nuova era digitale. Il contenuto creativo dell’Europa non deve essere inaccessibile, ma deve anche essere rigorosamente protetto, in particolare per migliorare le possibilità di remunerazione dei nostri creatori. Avevamo annunciato che tutte le nostre iniziative per creare un mercato unico digitale sarebbero state completate entro la fine dell’anno e stiamo mantenendo la nostra promessa. Senza un mercato unico digitale efficiente perderemo creatività, crescita e occupazione.”

Günther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “La nostra industria creativa trarrà vantaggio da queste riforme che affrontano con successo le sfide dell’era digitale e offrono ai consumatori europei una più ampia scelta di contenuti da utilizzare. Noi proponiamo un ambiente per il diritto d’autore che sia stimolante, equo e che premi gli investimenti.”

Oggi, quasi la metà degli utenti internet dell’UE ascolta musica, guarda serie televisive e film o fa uso di giochi online; tuttavia, le emittenti e gli altri operatori hanno difficoltà ad assolvere i diritti per i propri servizi online o digitali quando vogliono renderli disponibili in altri paesi dell’UE. Analogamente, i settori importanti dal punto di vista socioeconomico, quali l’istruzione, la ricerca e il patrimonio culturale, troppo spesso sono soggetti a restrizioni o a incertezze del diritto che ne ostacolano l’innovazione digitale quando utilizzano contenuti protetti dal diritto d’autore, anche oltre frontiera. Infine, gli autori, gli altri titolari di diritti e gli editori a stampa spesso non sono in grado di negoziare le condizioni né i pagamenti per l’utilizzo online delle proprie opere ed esecuzioni.

Nel complesso, le proposte odierne sui diritti d’autore vertono su tre priorità principali:

1. Maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri

Con la proposta sulla portabilità dei contenuti online, presentata nel dicembre 2015, abbiamo concesso ai consumatori il diritto di utilizzare i propri abbonamenti online di film, musica, libri elettronici (e-book) quando si trovano al di fuori del paese di origine, ad esempio per trascorrere vacanze o per viaggi di lavoro. Oggi proponiamo un meccanismo giuridico che consenta alle emittenti di ottenere più facilmente le autorizzazioni dei titolari dei diritti di cui hanno bisogno per trasmettere programmi online in altri Stati membri dell’UE. Si tratta di programmi che le emittenti trasmettono online contemporaneamente alle loro trasmissioni televisive nonché ai servizi di catch up che desiderano mettere a disposizione online in altri Stati membri, come MyTF1 in Francia, ZDF Mediathek in Germania, TV3 Play in Danimarca, Svezia e negli Stati baltici e AtresPlayer in Spagna. Dare alle emittenti la possibilità di rendere disponibili la maggior parte dei propri contenuti, quali notiziari, documentari, programmi culturali, politici o di intrattenimento anche in altri Stati membri offrirà più scelta ai consumatori.

Le norme odierne renderanno più facile per gli operatori che offrono pacchetti di canali televisivi (come Proximus TV in Belgio, Movistar + in Spagna, Deutsche Telekom’s IPTV Entertain in Germania) ottenere le autorizzazioni di cui hanno bisogno: invece di dover negoziare individualmente con ciascun titolare di diritti al fine di poter offrire tali pacchetti di canali provenienti da altri Stati membri dell’UE, saranno in grado di ottenere le licenze tramite organismi di gestione collettiva che rappresentano i titolari dei diritti. Questa soluzione aumenterà anche la scelta dei contenuti per i loro clienti.

Per contribuire allo sviluppo delle offerte di video on demand (VoD) in Europa, chiediamo agli Stati membri di istituire organismi di negoziazione per raggiungere accordi in materia di concessione di licenze, comprese quelle per i servizi transfrontalieri, tra i titolari di diritti audiovisivi e le piattaforme VoD. Un dialogo con il settore audiovisivo sulle licenze e l’uso di strumenti innovativi come le piattaforme per la concessione di licenze completerà questo meccanismo.

Per migliorare l’accesso al ricco patrimonio culturale europeo, la nuova direttiva sul diritto d’autore aiuterà i musei, gli archivi e le altre istituzioni a digitalizzare e rendere disponibile a livello transfrontaliero opere fuori commercio, come libri o film protetti da diritti d’autore ma non più disponibili al pubblico.

In parallelo, la Commissione utilizzerà 1,46 miliardi di EUR del programma MEDIA di “Europa creativa” per sostenere ulteriormente la circolazione dei contenuti creativi al di là delle frontiere. Nello specifico vi saranno maggiori finanziamenti per il doppiaggio e la sottotitolazione, un nuovo catalogo delle opere audiovisive europee per i fornitori di VoD che potrà essere usato direttamente per la programmazione e strumenti online per migliorare la distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e facilitarne il reperimento e la visualizzazione online.

Questo insieme di azioni incoraggerà la gente a scoprire programmi televisivi e radiofonici di altri paesi europei, restare in contatto con il proprio paese d’origine quando si vive in un altro Stato membro e migliorare la disponibilità, anche transfrontaliera, dei film europei, mettendo quindi in luce la ricchezza della diversità culturale in Europa.

2. Miglioramento delle norme sul diritto d’autore per la ricerca, l’istruzione e l’inclusione delle persone con disabilità

Gli studenti e gli insegnanti desiderano utilizzare materiali e tecnologie di apprendimento digitali, ma oggi quasi 1 su 4 educatori si trova ogni settimana di fronte a restrizioni relative ai diritti d’autore nella propria attività di insegnamento digitale. La Commissione ha proposto una nuova eccezione per consentire agli istituti educativi di utilizzare materiali per illustrare l’insegnamento grazie a strumenti digitali e corsi online attraverso le frontiere.

La direttiva proposta contribuirà inoltre a rendere più facile per i ricercatori in tutta l’UE l’uso delle tecnologie di text and data mining (TDM) per l’analisi di grandi insiemi di dati. Questo darà un impulso quanto mai necessario alla ricerca in materia di innovazione, considerando che attualmente quasi tutte le pubblicazioni scientifiche sono digitali e il loro volume complessivo è in aumento dell’8-9% ogni anno in tutto il mondo.

La Commissione propone inoltre una nuova eccezione UE obbligatoria che consenta alle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale di preservare le opere in formato digitale, fondamentali per la sopravvivenza del patrimonio culturale e per l’accesso dei cittadini a lungo termine.

Infine, la Commissione propone una legislazione per attuare il trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. Tali misure sono importanti per garantire che il diritto d’autore non costituisca un ostacolo alla piena partecipazione alla società di tutti i cittadini e consentiranno lo scambio di copie in formato accessibile all’interno dell’UE e con i paesi terzi che sono parti contraenti del trattato suddetto, evitando doppioni e sprechi di risorse.

3. Un mercato più equo e sostenibile per i creatori e la stampa

La direttiva sul diritto d’autore ha lo scopo rafforzare la posizione dei titolari dei diritti nella negoziazione e nella percezione di una remunerazione per lo sfruttamento online dei contenuti su piattaforme per la condivisione di video quali Youtube o Dailymotion. Tali piattaforme avranno l’obbligo di utilizzare strumenti efficaci, come tecnologie per individuare automaticamente canzoni o opere audiovisive che i titolari dei diritti hanno identificato e la cui autorizzazione o eliminazione è stata concordata con le piattaforme.

I giornali, le riviste e altre pubblicazioni su stampa hanno beneficiato del passaggio dalla stampa ai servizi digitali e online quali i media sociali e gli aggregatori di notizie. Ciò ha portato a un pubblico più vasto, ma ha anche avuto un effetto sugli introiti pubblicitari e ha reso la concessione di licenze e il rispetto dei diritti di tali pubblicazioni sempre più difficile. La Commissione propone di introdurre un nuovo diritto connesso per gli editori, analogo a quello già esistente nel diritto dell’Unione per i produttori di film, i produttori discografici (di fonogrammi) e altri operatori delle industrie creative come le emittenti.

Il nuovo diritto riconosce l’importante ruolo svolto dagli editori a stampa nell’investire in contenuti giornalistici di qualità e nel crearli, che è essenziale per l’accesso dei cittadini alla conoscenza nelle nostre società democratiche. Poiché saranno giuridicamente riconosciuti per la prima volta come titolari dei diritti, si troveranno in una posizione migliore quando dovranno negoziare con i servizi online l’uso dei propri contenuti o l’accesso ad essi e saranno maggiormente in grado di combattere la pirateria. Questo approccio fornirà a tutti gli operatori un quadro giuridico chiaro per la concessione di licenze per contenuti ad uso digitale e contribuirà allo sviluppo di modelli commerciali innovativi a vantaggio dei consumatori.

Il progetto di direttiva obbliga inoltre gli editori e i produttori alla trasparenza e ad informare gli autori o gli interpreti o esecutori dei profitti ottenuti con le loro opere. Inoltre istituisce un meccanismo per aiutare gli autori e gli interpreti ed esecutori ad ottenere una quota equa della remunerazione in sede di negoziazione con i produttori e gli editori e dovrebbe condurre ad un grado più elevato di fiducia tra tutti gli attori della catena del valore digitale.

Verso un mercato unico digitale

Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale, presentata nel maggio 2015, le proposte integrano la proposta di regolamento in materia di portabilità dei contenuti legali (dicembre 2015) e la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e la comunicazione sulle piattaforme online (maggio 2016). Nel corso dell’autunno la Commissione presenterà una proposta volta a migliorare il rispetto di tutti i tipi di diritti di proprietà intellettuale, compreso il diritto d’autore.

Le norme odierne dell’UE sul diritto d’autore, presentate unitamente ad iniziative per promuovere la connettività internet all’interno dell’Unione (comunicato stampaconferenza stampa alle 15.15, ora dell’Europa centrale), fanno parte della strategia dell’UE volta a creare un mercato unico digitale (DSM). La Commissione ha avviato 16 iniziative (comunicato stampa) ed è sulla buona strada per realizzarle tutte alla fine di quest’anno.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sul diritto d’autore

Per saperne di più sul text and data mining (TDM)

Documenti adottati:

Comunicazione — Promuovere un’economia europea equa, efficiente e competitiva basata sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici

Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento relativo alla scambio transfrontaliero tra l’Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi, a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa

Direttiva relativa a taluni utilizzi consentiti delle opere e di altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa e che modifica la direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione

Mercato unico UE: le nuove strategie

Dalla revisione dell’Iva agli investimenti nella banda larga, dal diritto d’autore alla fine del blocco a contenuti e acquisti negli altri paesi europei. E’ l’obiettivo della strategia Ue che mira entro fine 2016 a gettare le basi del mercato unico digitale europeo, concorrenziale a quello Usa.

Un’iniziativa attesa e tra le priorità della Commissione Juncker, che ha riscosso il plauso di operatori, consumatori ed eurodeputati. Nei mesi a venire dovranno essere discusse con Europarlamento e stati membri le proposte legislative, con la speranza che questa volta le iniziative non restino lettera morta.

Oggi gettiamo le basi per il futuro digitale dell’Europa, voglio vedere reti tlc pancontinentali e servizi digitali transfrontalieri“, ha dichiarato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

Lunga la lista delle misure-chiave che dovranno essere prese entro la fine del 2016. In arrivo nuove regole contrattuali per gli acquisti online sia di prodotti reali (dai vestiti agli elettrodomestici) che virtuali (app, film, musica, e-book), una revisione della protezione dei consumatori, e nuove norme contro i costi eccessivi delle spedizioni via corriere. Oltre alla fine del geo-blocking ingiustificato e un copyright rivisto, si faciliterà anche la vendita dei diritti per il settore creativo e verrà estesa la direttiva su cavo e satellite ad alcuni servizi online simili, più la revisione della direttiva media e un’analisi delle piattaforme online.

Altro punto chiave, la revisione dell’Iva per armonizzarla tra i 28, i paesi extra-Ue e tra i prodotti fisici e online come gli e-book. Sul fronte degli operatori, ci saranno nuove regole per la gestione dello spettro, a cui gli stati membri finora si sono opposti, e per gli investimenti nella banda larga.

E poi ancora, protezione dei dati personali e cybersicurezza, uso dei ‘big data’ e creazione di un cloud europeo, oltre a un nuovo piano per l’e-governement.

Fonte: ANSA

L’US Copyright Office pubblica il rapporto “Copyright and the Music Marketplace”

L’US Copyright Office ha pubblicato un ampio studio, intitolato “Copyright and the Music Marketplace”, che offre in dettaglio il quadro di invecchiamento delle licenze musicali, nonché le esigenze in continua evoluzione di coloro che creano e investono in musica nel ventunesimo secolo. Oltre a fornire una revisione esaustiva del sistema esistente, lo studio formula una serie di raccomandazioni che dovrebbero portare chiarezza e aiuto a cantautori, artisti, editori, etichette discografiche, e servizi di distribuzione digitale.

Pochi potrebbero contestare che la musica è culturalmente essenziale ed economicamente importante per il mondo in cui viviamo“, ha detto Maria A. Pallante, Register of Copyrights, “ma la realtà è che entrambi i creatori di musica e gli innovatori che li sostengono stanno sempre più facendo affari in un pantano legale. Come chiarisce questo studio, questo stato di cose non favorisce la legge sul copyright né si addice a una nazione creativa come gli Stati Uniti“.
Esiste un ampio consenso in tutta l’industria della musica su una serie di punti chiave:
(1) i creatori siano equamente compensati;
(2) il processo di autorizzazione dovrebbe essere più efficiente;
(3) i partecipanti al mercato dovrebbero avere accesso a dati veritieri per identificare e licenziare registrazioni e opere musicali; e
(4) il pagamento e le informazioni sulle utilizzazioni devono essere trasparenti a disposizione di titolari dei diritti.
Ma c’è meno accordo sul modo migliore di andare avanti.
Le raccomandazioni del Copyright Office affrontano quasi ogni aspetto del paesaggio musicale, comprese le “statutory licenses” esistenti (negli USA), il ruolo delle organizzazioni per i diritti degli artisti interpreti, i diritti per le utilizzazioni dei fonogrammi, la protezione federale pre 1972 per le registrazioni audio, l’accesso ai dati sui titolari delle opere musicali, e le preoccupazioni dei cantautori e deli artisti interpreti.
Queste raccomandazioni presentano una serie di compromessi equilibrati volti a creare un sistema di licenze musicali più razionale per tutti.
Il rapporto completo e la sintesi sono disponibili sul sito web dell’US Copyright Office all’indirizzo
http://copyright.gov/docs/musiclicensingstudy/

Più libri più liberi: il 5 dicembre a Roma “e-Commerce: una soluzione o un problema?” con Amazon e IBS

I libri? Gli italiani scelgono sempre più di acquistarli online. Non a caso l’e-Commerce è stato l’unico canale in crescita di vendita dei libri, tanto nel 2013 quanto nel 2014 (anche se manca ancora il Natale). E tanto per i grandi editori quanto per la piccola e media editoria.

Cresce il suo peso: si è passati dal 5,3% del 2010 al 12% nel 2013, in crescita ulteriore per il 2014. Un’opportunità importante per la piccola editoria che ha spesso titoli con lunghe code di vendita e cataloghi che devono essere gestiti in canali fisici sempre più limitati. Forse è per questo che secondo un’indagine dell’Associazione Italiana Editori (AIE) basata su un panel di 220 piccoli editori veniva indicato già nel 2013 un 15% delle vendite proprio attraverso l’e-Commerce. E commercio online non significa tra l’altro solo vendita di libri fisici ma anche e-book.

Tutto questo sarà al centro dell’incontro organizzato da AIE a Più libri più liberi dal titolo “e-Commerce: una soluzione o un problema?”, in programma venerdì 5 dicembre alle 11 nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma. Il country manager di Amazon Italia Martin Angioni e l’amministratore delegato di IBS.it Mauro Zerbini, big del commercio online, si confronteranno sulla base delle domande di un piccolo editore, Marco Zapparoli (Marcos y Marcos), e introdotti da Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE).

Proprio ai temi dei libri online saranno inoltre dedicati due workshop in programma sempre il 5 dicembre: il primo, alle 15, organizzato da AIE in collaborazione con The Vortex su Libri on line: come farsi trovare? aiuterà a capire quali sono le technicalities che una casa editrice deve tener presente per essere visibile e “trovabile” sul Web. Parteciperanno Andrea Boscaro (The Vortex) e Cristina Mussinelli (Consulente per l’editoria digitale AIE). Seguirà, alle 16, un altro workshop di tipo pratico operativo su Come progettare il proprio sito (con l’e-commerce) in 5 mosse, organizzato da AIE in collaborazione con DGline, con Davide Giansoldati (DGline) e Cristina Mussinelli (Consulente per l’editoria digitale AIE).