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Nasce “Tempo di libri”, la nuova fiera dell’editoria italiana

È stata presentata ieri a Palazzo Marino la prima edizione di “Tempo di libri”, la nuova Fiera dell’editoria italiana che sarà ospitata dal 19 al 23 aprile nei padiglioni di Fiera Milano Rho. Una grande festa, il cui carattere innovativo parte dal rapporto tra editori, autori e lettori: gli editori sono stati coinvolti direttamente nella definizione del programma, come veri e propri consulenti; gli autori hanno risposto con curiosità ed entusiasmo all’invito a partecipare a incontri che escono dalla routine della presentazione di un libro; i lettori, però, saranno i veri protagonisti della Fiera. Attraverso lo strumento dell’alfabeto (una griglia su cui sono suddivisi tutti gli appuntamenti della manifestazione) ciascuno di loro potrà costruire – e scoprire – il suo personale “Tempo di libri”, rispondendo al richiamo del nome di un autore, di una storia, di un grande tema, di un’atmosfera o semplicemente scegliendo la sua lettera preferita.

Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, l’assessore alle Culture, Identità e autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini, la presidente de “La Fabbrica del libro” Renata Gorgani e i curatori Chiara Valerio, Pierdomenico Baccalario, Gianni Peresson e Nina Klein, che hanno illustrato il programma. Ha moderato l’incontro la scrittrice Michela Murgia.

Con Milano e i milanesi la Fiera stringerà un rapporto stretto e particolare: dopo l’orario di chiusura, “Tempo di libri” proseguirà in tutta la città con un vero e proprio “Fuori Tempo di libri”, con letture a voce alta, aperture serali di biblioteche e librerie, performance musicali e maratone di lettura (in collaborazione con il Comune di Milano, BookCity e RadioCity, quest’ultimo dal 21 al 23 aprile presso l’Unicredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti). In occasione di “Tempo di libri”, Milano Linate e Milano Malpensa diventeranno i primi aeroporti italiani a ospitare il BookCrossing, in collaborazione con l’AIE: presso i gate e le aree di ritiro bagagli degli aeroporti milanesi, i passeggeri potranno lasciare un libro e prenderne un altro dalle apposite librerie realizzate in cartone riciclato.

“‘Tempo dei libri’ farà incontrare i libri con le persone: lettori, autori, editori – ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Un incontro che vogliamo torni ad essere diffuso e quotidiano, pieno di energia. Questa prima edizione di ‘Tempo di libri’ segna l’inizio di questa scossa positiva. E’ interesse di tutti che negli anni questa manifestazione cresca e che, da subito, il suo messaggio sia colto da più persone possibili. Per questo anche il Comune di Milano ha dato il suo contributo in termini di forze, di sostegno e di professionalità a questa iniziativa: ‘Tempo di Libri’ sarà sostenuta da una campagna di comunicazione paragonabile a quella delle grandi iniziative comunali”.

Ideata e realizzata da “La Fabbrica del libro” (la società creata da AIE – Associazione italiana editori e Fiera Milano), “Tempo di libri” sarà una manifestazione immersiva, pensata per proporre contenuti aggregabili a partire da qualsiasi interesse e curiosità: 720 appuntamenti, 17 sale adibite agli incontri più un auditorium da 1000 posti, 35mila metri quadrati di spazi e oltre 400 espositori tra case editrici, riviste, associazioni, biblioteche, librerie, enti pubblici, start up. L’elenco degli ospiti comprenderà circa 2000 autori, tra cui grandi nomi della letteratura contemporanea internazionale e i più rappresentativi del panorama nazionale, sia nella narrativa che nella saggistica, come Adonis, Simonetta Agnello Hornby, David Almond, Corrado Augias, Brit Bennett, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Aidan Chambers, Javier Cercas, Guy Delisle, Tom Drury, Ildefonso Falcones, Marcello Fois, David Grossman, François Jullien, Sophie Kinsella, M.G. Leonard, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Valerio Massimo Manfredi, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Edna O’Brien, R.J. Palacio, Patrizia Paterlini-Bréchot, Francesco Piccolo, Roberto Piumini, Massimo Recalcati, Clara Sánchez, Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Walter Siti, Licia Troisi, Andrea Vitali, Irvine Welsh, Abraham Yehoshua. Ci saranno personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo, della cultura, del giornalismo, della politica, dello sport, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Apertura e inclusività saranno le parole chiave che regoleranno ogni aspetto della Fiera. “Tempo di Libri” si rivolgerà davvero a tutti: dall’appassionato che acquista decine di libri all’anno al lettore occasionale, da chi è rimasto fedele alla carta, a chi si è innamorato degli ebook, a chi preferisce servirsi di entrambi i formati.

Non ci saranno limiti d’età, come dimostra la ricca sezione dedicata ai ragazzi e alle scuole con un programma di incontri e laboratori: dai bambini in età prescolare (grazie all’alleanza con Nati per leggere) agli allievi delle scuole primarie e secondarie. Con la bussola dell’alfabeto, dotati di una mappa con un percorso ideale per le scuole, ragazze e ragazzi si confronteranno con grandi ospiti italiani e internazionali e potranno scegliere fra un ampio ventaglio di approfondimenti.

Il Sistema bibliotecario di Milano, in collaborazione con la Direzione Marketing metropolitano del Comune di Milano e con i Sistemi bibliotecari della Città metropolitana, allestirà nell’ambito della fiera una biblioteca funzionante con servizi di prestito, iscrizione, navigazione internet, che offrirà ai visitatori la possibilità di disporre di un’area di sosta dove poter leggere o partecipare a letture di gruppo, e sperimentare alcuni servizi innovativi che caratterizzano le biblioteche più innovative in Italia e all’estero.

Il programma di Tempo di libri nasce dalla collaborazione tra quattro curatori (Chiara Valerio per il programma generale, Pierdomenico Baccalario per 0-18, Giovanni Peresson per il programma professionale e Nina Klein per i percorsi digitali) e il Comitato scientifico coordinato da Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del libro.

Tempo di libri è anche online: www.tempodilibri.it, Facebook (@TempodiLibriMilano), Twitter (@TempodiLibri) e Instagram (@tempodilibri), #TdL17. Nelle due settimane precedenti la Fiera sarà intensificata l’attività sui social network, attraverso la campagna “È tempo di leggere”, che inviterà tutti a dedicare almeno un’ora al giorno alla lettura di un libro condividendo il proprio incipit preferito.

Fiera Libro Francoforte: l’editoria italiana si presenta compatta, in un unico Spazio, alla 67ma edizione della Buchmesse. Circa 200 gli editori italiani presenti

L’Italia si presenta compatta alla Fiera internazionale del Libro di Francoforte. Un unico, grande, Spazio Italia nel quale convergeranno tutti gli stand degli editori italiani farà infatti da vetrina al nostro Paese nella 67ma edizione del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.

La Buchmesse – in programma a Francoforte dal 14 al 18 ottobre – attende complessivamente 7300 espositori di oltre 100 paesi, con l’Indonesia ospite d’onore. Circa 200 gli editori italiani presenti.

L’edizione 2015 sarà ricca di cambiamenti: il più importante riguarda il riassetto dei padiglioni dopo l’eliminazione del padiglione 8 della Fiera, che tradizionalmente ospitava l’editoria anglo-americana, con il conseguente riposizionamento dei vari espositori internazionali.

Gli italiani saranno collocati nella Halle 5.0 con i Paesi scandinavi, con l’Olanda e i Paesi dell’Est Europeo. La tradizionale collettiva italiana – realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’ICE Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Ministero per lo Sviluppo Economico – si troverà in prossimità dell’ingresso del padiglione 5 e si estenderà su una superficie di 276 mq (Halle 5.0 C36). All’interno dello stand esporranno circa 1300 titoli 47 editori italiani e sarà possibile consultare online il database dei libri in commercio.

Sarà il Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Ilaria Borletti Buitoni, in rappresentanza del Governo italiano, accompagnata dal Presidente dell’AIE Federico Motta, dall’Ambasciatore d’Italia in Germania Pietro Benassi, dal Console Generale d’Italia a Francoforte Maurizio Canfora e dai principali editori italiani a inaugurare il rinnovato Spazio Italia mercoledì, 14 ottobre, alle 11.

Salone Libro – Solo il 15% di chi legge libri religiosi lo fa per “devozione”: è quanto emerge dal Quinto osservatorio UELCI presentato ieri al Salone

 

Solo il 15% di chi legge libri religiosi lo fa per “devozione”. La maggior parte dei lettori vi si dedica infatti per cercare un approfondimento della propria fede e delle proprie motivazioni (per il 40% è così) o per un’analisi di tipo culturale, per arricchire e migliorare la propria vita (il 39%). È  una forte domanda di spiritualità quella che emerge dal Quinto osservatorio sull’editoria cattolica, commissionato dall’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (UELCI) e curato dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e dal Consorzio Editoria Cattolica (CEC) e presentato ieri, 14 maggio, per la prima volta pubblicamente, al Salone internazionale del Libro di Torino nell’ambito dell’incontro Editoria religiosa tra dinamiche di mercato e ricerca di senso.

L’editoria religiosa interessa un pubblico sempre più ampio, più giovane, con titolo di studio medio-alto ed alto (38%), in particolare professionisti e lavoratori autonomi (28%). Insomma un pubblico nuovo, rispetto a solo quindici anni fa, pronto a comperare anche on line (anche in versione e-book) o nelle librerie “laiche”. Un pubblico che sta cambiando i suoi interessi e comportamenti nell’informarsi e nella scelta dei canali.

Chi legge quindi oggi i libri religiosi? I lettori di libri di argomento religioso raggiungono quota 5,7 milioni. Parliamo di ben 4 italiani su 10: il 37,7% per la precisione. Una fetta consistente di questi è composta da non praticanti e non credenti.

Dove si compera il libro religioso? Ancora, saldamente, nelle librerie religiose (il 58,5% delle vendite avviene qui), ma si fanno strada nuove modalità, come gli acquisti nelle librerie “laiche” (19,3%) e nelle librerie on line (7,2%). Una curiosità in più: i lettori di libri religiosi acquistano anche on line – e il dato è in linea con quello del mercato complessivo – non solo libri di carta (4%), ma anche ebook (2%).

Una nicchia sempre più interessante: l’editoria religiosa rappresenta infatti il 6,6% del totale dei titoli pubblicati dagli editori cattolici (sfiora il 9% se si considerano anche i titoli di editoria religiosa pubblicati dagli editori laici) e il 5% del mercato dei canali trade (librerie, librerie on line, grande distribuzione).

Un mercato tra luci e ombre: il mercato dell’editoria religiosa ha registrato nel 2014 – dopo anni in controtendenza o comunque meno negativi della media del settore – performance meno positive (-15% sul 2013, con un fatturato di 66milioni di euro). In particolare, l’area degli editori cattolici è cresciuta del 7,2%, mentre quella degli editori “laici” è diminuita del 12% soprattutto per l’indebolirsi del fenomeno “best seller” che aveva visto negli anni scorsi alcuni marchi “laici” cavalcare la crescita dell’interesse dei lettori verso alcune figure carismatiche (da Carlo Maria Martini a Benedetto XVI, da Enzo Bianchi a Papa Francesco). Il settore vede infatti una vivace concorrenza tra editori cattolici e “laici”, al punto che aree importanti come la saggistica teologica e la spiritualità sono presidiate in misura crescente da questi ultimi.

«L’interesse dei lettori verso libri di argomento religioso è in crescita – ha spiegato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi di AIE. – Le ragioni sono evidenti, basti pensare al ruolo che il “religioso” ha oggi su temi che vanno dalla bioetica alla geopolitica fino alla procreazione assistita. Il “religioso” diventa per molte più persone di un tempo chiave di lettura delle trasformazioni e degli interrogativi posti dalla modernità. Questo introduce dinamiche nuove all’interno del settore, sia per gli editori che per le librerie, e di cui il cambiamento di peso dei canali di vendita e la crescita dei lettori di ebook rappresentano solo uno degli indicatori»

«Proprio per questo editori e librai cattolici si sono dotati in questi anni di un Osservatorio che è stato via via affinato – ha sottolineato il presidente di UELCI, Gianni Cappelletto. – Di fronte ai cambiamenti che investono il nostro settore, dalle dinamiche competitive a un pubblico che non è più quello di soli 15-20 anni fa, c’è infatti la necessità di disporre di strumenti che aiutino librai ed editori a cogliere i cambiamenti in atto e a monitorare l’andamento dei vari segmenti. È fondamentale riuscire a creare momenti di discussione e analisi per ripensare al sistema di offerta editoriale, distributivo e alle modalità della propria presenza sul territorio con librerie moderne, in grado di far comprendere il valore aggiunto della nostra mission e a cosa ci differenzia rispetto all’editoria laica».

L’Italia sarà paese ospite d’onore alla 26a fiera internazionale del libro di Abu Dhabi

 

L’Italia sarà il Paese Ospite d’onore alla 26a Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi (ADIBF), organizzata dall’Autorità per il Turismo e la Cultura di Abu Dhabi e in programma dal 27 aprile al 3 maggio 2016, presso l’Abu Dhabi Exhibition Centre. Ѐ la Fiera più ambiziosa e in rapido sviluppo di tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, con oltre 500 mila titoli presenti ogni anno. Editori, librai, autori e professionisti confluiscono in questa suggestiva cornice nel Golfo Persico per scoprire le rispettive culture ed esplorare le tante diverse tradizioni letterarie. Una settimana di libri ma non solo: sarà una festa per tutta la cultura italiana, dalla letteratura all’arte, dalla musica alla gastronomia, dal cinema al design. Tutto questo grazie all’impegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dell’AIE – Associazione Italiana Editori.

Sarà una splendida avventura per tutti – ha commentato a caldo Marco Polillo, Presidente dell’Associazione Italiana Editori: “un’occasione speciale per vivere quegli scambi con la cultura del mondo arabo che già avvengono numerosi fra le pagine dei libri grazie alle traduzioni in e dall’arabo“. E ha aggiunto: “L’editoria italiana è una delle eccellenze del nostro Paese, coniuga tradizione e innovazione, Storia e futuro, ed è mossa da una creatività e curiosità inesauribili: per questo sono convinto che ad Abu Dhabi avvieremo una grande semina di idee e progetti provando a cogliere le opportunità di una intera regione che sta dimostrando grande attenzione nei confronti delle eccellenze del made in Italy “.

E in effetti essere scelti come Paese Ospite d’Onore è un po’ come aprire e guidare le danze: sulla pista, il meglio della propria cultura e dei suoi rappresentanti, protagonisti dell’intera manifestazione e ambasciatori di tutta la nostra Storia. A siglare l’accordo d’intesa per il 2016, nell’ambito di una crescente cooperazione culturale fra gli Emirati Arabi Uniti e l’Italia, sono stati, sabato 9 maggio, il Direttore Generale facente funzioni dell’Autorità per il Turismo e la Cultura di Abu Dhabi Mohamed Al Darmaki e l’Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti Giorgio Starace.

Durante l’edizione 2015 della Fiera, che sta per concludersi, già si respira un’aria di grande attesa per la nostra prossima partecipazione: “L’Italia è famosa in tutto il mondo per il suo straordinario retaggio culturale, il suo spirito di accoglienza e la sua radicata tradizione letteraria”, ha sottolineato Mohamed Al Darmaki. “Averla come Paese Ospite d’Onore l’anno prossimo ci offrirà la straordinaria occasione di condividere la ricchezza della letteratura italiana contemporanea e il suo panorama culturale con il numero sempre crescente di visitatori alla Fiera”. E ha concluso: “Siamo impazienti di lavorare insieme ai nostri partner italiani per creare un programma di eventi e attività coinvolgenti e d’ispirazione per i nostri scambi culturali”.

Salone Torino – Il segno “meno” si riduce (ancora) nel primo quadrimestre 2015, in base ai dati Nielsen per AIE. Il 15 maggio la presentazione

Non è ancora un segno “+”. Ma rallenta, fino a dimezzarsi, il trend negativo che ha caratterizzato l’andamento del mercato del libro negli anni e nei mesi precedenti. Il settore, relativamente ai soli canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione, escluso Amazon) nei primi quattro periodi dell’anno (da gennaio al 18 aprile), ha fatto segnare un ulteriore rallentamento nel segno negativo che lo sta caratterizzando dal 2011 con un -2,6% a valore e un -4,0% a copie, dimezzando i valori negativi dello stesso periodo del 2014 (quando il segno meno era ben più importante: -4,9% a valore e -7,4% a copie). È quanto emerge dai primi dati dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) che sarà presentata venerdì, 15 maggio, dalle 12 alle 14 nell’ambito del convegno Il paesaggio dopo la tempesta. Sette parole per raccontare il 2015, in programma nella Sala Blu del Salone.

Un momento di riflessione organizzato da AIE, in collaborazione con il Salone internazionale del Libro di Torino, per fotografare il mondo del libro nel 2014 e a inizio 2015. Ma soprattutto uno sguardo sul futuro, dati alla mano, su cui confrontarsi attraverso sette parole chiave: lettura, e-book, tascabili/mass-market, grande distribuzione, e-Commerce, best-seller, efficienza.

Sette parole per leggere lo spiraglio che sembra intravvedersi con il calmarsi della tempesta. E per individuare i cosiddetti punti di ripartenza del mercato del libro.

Se teniamo presente infatti che in questi primi dati non sono comprese le vendite di ebook e che tradizionalmente la prima parte dell’anno non è mai stata un periodo in cui le case editrici pubblicano i titoli di maggior richiamo, esce confermato il quadro di chiusura del 2014: la parte più drammatica della “tempesta perfetta” è passata e gli italiani – anche se in modo diverso rispetto a quattro anni fa quando tutto è iniziato – ricominciano a pensare di spendere in “lettura”.

Quella che infatti, sbrigativamente, si è chiamata “crisi” è stata anche un acceleratore di processi di cambiamento nelle organizzazioni e nei processi aziendali, nello sviluppo di nuovi prodotti (di cui l’e-book è solo la parte più evidente e mediatica), di nuovi strumenti di comunicazione meglio rispondenti a un lettore e a un cliente che cambia, che compra e legge sempre più in mobilità.

Interverranno, introdotti dal saluto del presidente di AIE Marco Polillo e moderati dall’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson, Sandro Ferri (E/O), Monica Manzotti (Nielsen), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), Alessandro Monti (Feltrinelli).

Presentazione del Quinto osservatorio UELCI sull’editoria religiosa, Salone del Libro di Torino, 14 maggio 2015

 

Sempre di più e sempre più giovani. Ma – e questa è la vera novità – anche sempre più non praticanti (o non credenti). Sono anche loro il nuovo “pubblico” dell’editoria religiosa, che si affianca a quello più “tradizionale”, così come emerge dal Quinto osservatorio sull’editoria cattolica, commissionato dall’Unione editori e librai cattolici italiani (UELCI) e curato dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana editori (AIE) e dal Consorzio Editoria Cattolica (CEC) che per la prima volta, eccezionalmente, sarà presentato a tutti nell’ambito dell’incontro Editoria religiosa tra dinamiche di mercato e ricerca di senso, in programma per giovedì 14 maggio alle 14 nell’Area Professionale del Padiglione 1 del Salone internazionale del Libro di Torino.

Un osservatorio e un’indagine unica perché mettono a sistema tutti i dati reali di editori e distributori del settore ma soprattutto un esempio significativo di uno dei più evidenti casi di trasformazione di un settore, quello dell’editoria religiosa. Anche questa ha attraversato – e attraversa – la tempesta che ha investito tutta l’editoria italiana, non solo nelle dinamiche di mercato. L’editoria religiosa, anche con le sue librerie, si trova infatti oggi a fare i conti con la concorrenza di quella “laica”, con gli store on-line e gli e-book, tutti elementi che segnalano da un’altra angolazione le trasformazioni del suo pubblico.

Appunto, il pubblico, i lettori. Chi legge oggi i libri religiosi? Tanti, sempre di più. Se si mettono a confronto due indagini sulla lettura – quella Istat del 2000 (che rilevava gli italiani con più di 6 anni di età lettori di almeno un libro all’anno) e quella Ipsos 2014 (che rileva quella degli italiani con più di 18 anni lettori) – si vede chiaramente che, pur con metodologie diverse di ricerca, in 14 anni i lettori di libri di argomento religioso sono letteralmente raddoppiati. E raggiungono oggi quota 5,7 milioni.

Non basta. La vera curiosità nasce dal fatto che una fetta consistente di questi quasi 6 milioni di lettori è composta da non praticanti e non credenti. Parliamo di ben 4 italiani su 10: il 37,7% per la precisione. È l’onda lunga della testimonianza di Papa Bergoglio e dei fenomeni mediatici legati alla rinuncia di Benedetto XVI o invece il bisogno di ricerca di un senso ad allargare la platea del mercato? E come giocano in questo processo editori “laici” e librerie sia laiche che religiose? O lo stesso e-commerce (fisico o digitale)?

Interverranno, moderati da Giovanni Peresson, Andrea Angiolini (direttore editoriale de Il Mulino), Pier Luigi Cabri (direttore editoriale di EDB), Enzo Pagani (libreria Ancora e Vice presidente Uelci), Antonio Spadaro (direttore di «Civiltà Cattolica»).

“Il paesaggio dopo la tempesta: le 7 parole per raccontare il 2015”: un approfondimento AIE, dati Nielsen alla mano, Salone Internazionale del Libro di Torino, Venerdì 15 maggio alle ore 12 (Sala Blu)

Uno sguardo sul futuro, dati alla mano, a partire da quello che è successo tra 2010 e 2014 (e nei primi quattro mesi del 2015). Sette parole chiave per raccontarlo: lettura, e-book, tascabili/mass-market, grande distribuzione, e-Commerce, best-seller, efficienza. Sarà proprio questo il punto di partenza del convegno Il paesaggio dopo la tempesta – le 7 parole per raccontare il 2015, in programma venerdì, 15 maggio, alle 12 nella Sala Blu del Salone. Un momento di riflessione organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Salone internazionale del Libro di Torino, per fotografare il mondo del libro nel 2014 e a inizio 2015.

L’economia italiana dà i primi timidi segnali di risveglio: +0,7% (previsionale) per il Pil di questo 2015 (e +1,6% per l’anno successivo); a marzo l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato a 110,9 punti (107,7 a febbraio). Anche il settore del libro dà i primi segnali di risveglio. Ma gli editori e le librerie si sono trovati davanti un mercato diverso, che rispetto al 2010 ha perso 2,6 milioni di lettori e 13,2 milioni di copie di libri di carta (26 milioni di euro in meno di fatturato nei canali trade) ma con – in più –  quasi 10 milioni di supporti di lettura, tra e-reader e tablet. Insomma in un mercato potenzialmente più piccolo in cui si deve ripensare a come riavviare la crescita, che dovrà appoggiare su “paradigmi” e velocità nuove rispetto al passato anche recente.

Archiviato il 2014 con primi, timidi, deboli, segnali a “macchia di leopardo” di arresto di questo processo – che da quattro anni attraversa il settore e ha toccato in misura diversa i tutti gli attori della filiera – si tratta ora di iniziare a guardarsi intorno per capire quali potranno essere i punti di ripartenza. Innanzitutto perché quella che sbrigativamente si è chiamata “crisi” è stata anche un acceleratore di processi di cambiamento: nelle organizzazioni e nei processi aziendali che le imprese hanno fatto, nello sviluppo di nuovi prodotti (di cui l’e-book è solo la parte più evidente e mediatica), di nuovi strumenti di comunicazione meglio rispondenti a un lettore e a un cliente che cambia, che compra e legge sempre più in mobilità. Si passa così dalla messa in scena della “Grande incertezza” o della “Grande crisi” al “Grande cambiamento”, perché anche in questi quattro anni il settore ha voluto e saputo innovarsi e cambiare.

Aperta la 52ma edizione della Fiera internazionale del Libro per ragazzi di Bologna (30 marzo-2 aprile)

Buone notizie in apertura della 52ma edizione della Fiera internazionale del Libro per ragazzi di Bologna (30 marzo- 2 aprile). Il mercato dell’editoria per ragazzi incrementa il segno +, chiudendo con un + 5,7% complessivo (pari a oltre 168,2milioni di euro) rispetto al 2013 nei canali trade (esclusa la Grande distribuzione organizzata – dati Nielsen per Associazione Italiana Editori – AIE). Crescono le vendite della fascia dei bambini 6-9anni (+5,6%, raggiungendo così i 67milioni di euro) e di quella dei 10-13enni (+15,9%, il segmento supera i 34milioni di euro). Più contenuto l’incremento di fatturato dei libri per i piccolissimi (0-5 anni), +1,5%), che resta centrale con un fatturato di oltre 64milioni di euro.

I più piccoli leggono anche più della media nazionale (ma meno del 2013). Crescono tutti gli indicatori: numero di case editrici, numero di titoli, numero degli ebook prodotti (che più che crescere, raddoppiano).  “Un settore che si conferma sano – ha commentato Francesca Archinto, coordinatrice del gruppo editori per ragazzi di AIE -. Secondo Nielsen le performance risultano particolarmente positive per i libri per bambini dai 6 ai 9 anni, che pesano da soli per il 40,3% del fatturato ragazzi, e confermate per quelle della fascia 0-5anni, che rappresentano un altro 38,6%. Proprio la fascia dei libri per bambini in età prescolare è quella che negli ultimi anni ha avuto una maggiore crescita, recuperando un gap rispetto gli altri Paesi accumulato negli anni passati”.

 I numeri – Il settore, secondo i dati dell’Ufficio studi AIE, vale 208,6milioni di euro (se consideriamo tutti i canali, compresi toy center, uffici postali, grande distribuzione), con 204 editori attivi e 5.219 titoli pubblicati nel 2013. I titoli ebook disponibili sono 1.949 nel 2014 (erano circa la metà, 1.105, nel 2013).

I più piccoli leggono più della media degli italiani (ma meno del 2012): se in media è il 41% degli italiani a leggere almeno un libro in un anno (dati Istat), per la fascia 2-5 anni si arriva al 63,3%, per quella 6-10 al 44,6%, per quella 11-14 anni al 53,5%, per quella 15-17 anni al 51,1%. Sono però percentuali in diminuzione rispetto al 2013.

 Il programma a Bologna degli editori per ragazzi – Bambini e ragazzi saranno protagonisti assoluti del libro e della lettura con Facce da Libri, la serie di incontri che tornano per il quinto anno consecutivo nelle biblioteche dell’Istituzione Biblioteche Bologna tra autori e illustratori italiani e stranieri e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado nelle mattinate del 30 e 31 marzo e del 1 aprile. Milleottocentocento bambini coinvolti di oltre 30 diverse scuole, 11 biblioteche cittadine, 20 editori, 36 incontri con grandi scrittori e illustratori per ragazzi del calibro di Andrea Vitali, Guido Sgardoli, Beatrice Masini, Antonio Ferrara, Ermanno Detti e Roberto Piumini.

Torna poi anche quest’anno il BOP – Bologna Prize per il Miglior Editore per Ragazzi dell’anno. Fiera del Libro per Ragazzi, BolognaFiere ed AIE valorizzeranno l’eccellenza dell’editoria per ragazzi di tutto il mondo con un riconoscimento agli editori che maggiormente si sono distinti per il carattere creativo e la qualità delle scelte editoriali nel corso dell’anno. Grande spazio sarà dedicato anche ai contenuti nel digitale nel convegno internazionale organizzato da TISP (Technology Innovation for Smart Publishing) Finding the reader: come raggiungere i lettori in un mondo sempre più cross-mediale, previsto il 31 marzo alle 14 nella sala Suite. La Masterclass, organizzata da TISP, Fiera del Libro per ragazzi di Bologna e AIE, fornirà una panoramica sulle opportunità e le strategie di promozione che gli editori possono mettere in atto  per raggiungere un’audience di giovani lettori sempre più mobile e cross-mediale.

 Tutti i dettagli degli appuntamenti su www.aie.it

Ministero degli Esteri: un bando per la diffusione di opere italiane all’estero

Nell’ambito della promozione della lingua e della cultura del nostro Paese, il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha indetto il bando 2015 per la richiesta di contributi e premi per la divulgazione del libro italiano e per la traduzione di opere letterarie e scientifiche, nonché per la produzione, il doppiaggio e la sottotitolatura di cortometraggi e lungometraggi e di serie televisive destinati ai mezzi di comunicazione di massa.

Le candidature vanno presentate alle Ambasciate e agli Istituti Italiani di cultura. Per partecipare c’è tempo fino al 31 marzo.

Il bando completo è al link:
http://www.esteri.it/mae/resource/doc/2015/02/bando_2015_contributi_e_premi.pdf

Presentata #ioleggoperché, iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura

Sarà una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura #ioleggoperché, che da ieri, 9 febbraio, mobilita i lettori di tutta Italia trasformandoli in veri e propri Messaggeri “pronti a tutto” per sensibilizzare il 23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e inizio del Maggio dei Libri, chi non legge o legge poco.

Il progetto – a cura di AIE (Associazione Italiana Editori), e realizzato in collaborazione con ALI (Associazione Librai Italiani – Confcommercio), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), Centro per il Libro e la Lettura del MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), Milano Città del Libro 2015 – Comune di Milano e con il contributo di RAI e RAI3 – è un invito all’azione per tutti coloro che credono nel valore del libro e della lettura.

Università, scuole, piazze, librerie, biblioteche, supermercati saranno gli snodi di un evento diffuso, idealmente unito dai treni – grazie a una collaborazione speciale con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane  – su cui il 23 aprile saranno presenti i Messaggeri per affidare in modo originale un dono speciale ai non lettori.

Una rete fisica ma anche una piazza virtuale e social, grazie alla piattaforma  www.ioleggoperché.it, create con un unico obiettivo: contagiare alla lettura chi non conosce il piacere dei libri: “#ioleggoperché nasce proprio per stimolare chi legge poco o addirittura non legge. Parliamo di oltre la metà degli italiani – ha spiegato il presidente di AIE, Marco Polillo –. A loro ci rivolgiamo, facendo leva sulla passione autentica dei lettori che diventeranno veri e propri Messaggeri, giovani e adulti, in grado di coinvolgere e conquistare alla lettura gli altri, ovunque sia possibile. La chiave per innescare questa curiosità sono proprio i libri, 23 romanzi più un 24mo titolo speciale di Daniel Pennac, appositamente scelti con questo obiettivo dagli editori”.

Saranno 240mila i libri in edizione speciale che il 23 aprile saranno affidati dai Messaggeri ai non lettori: una collana di 24 titoli, scelti da editori associati ad AIE per la loro qualità letteraria e per essere apprezzati anche da chi legge poco o non legge. Gli autori delle 24 opere, che per questa edizione speciale non hanno percepito alcun diritto d’autore, sono: Kader Abdolah; Kamal Abdulla; Age & Scarpelli, Mario Monicelli; Silvia Avallone; Alessandro Baricco; Ronald Everett Capps; Paola Capriolo; Massimo Carlotto; Sveva Casati Modignani; Cristiano Cavina; Andrea De Carlo; Diego De Silva; Khaled Hosseini; Erin Hunter; Emily Lockhart; Margaret Mazzantini; Giuseppe Munforte; Yōko Ogawa; Maria Pace Ottieri; Daniel Pennac; Roberto Riccardi; Luis Sepúlveda; Marcello Simoni; Andrea Vitali.

Gran parte di questi titoli saranno disponibili in formato accessibile per i disabili visivi su www.libriitalianiaccessibili.it, grazie alla collaborazione con la Fondazione LIA.

Sarà una rete di migliaia di Messaggeri della lettura ad avere il compito di affidare questi libri a chi non legge. Da oggi ad invitarli a svolgere questa missione ci saranno personaggi famosi “pronti a tutto”: Arturo Brachetti, Paolo Calabresi, Lella Costa, Carlo Cracco, Marco D’Amore, Linus, Neri Marcorè, Marco Presta, Saturnino, Mario Tozzi, Dario Vergassola saranno solo alcuni dei testimonial dell’iniziativa.

Samuele Bersani e Pacifico scriveranno e canteranno la canzone di #ioleggoperché, che diventerà la colonna sonora portante del progetto.

Il reclutamento di questi ambasciatori della lettura parte oggi, 9 febbraio, e interesserà università in primis, ma anche scuole, librerie, biblioteche, associazioni. Ai luoghi fisici farà da supporto una piattaforma virtuale – www.ioleggoperché.it– , fulcro della comunicazione e della creazione della community, in cui i Messaggeri potranno da oggi registrarsi e aderire in modo attivo.

#ioleggoperché interesserà università e scuole, in cui i giovani studenti saranno protagonisti – grazie a Crossa un libro – attraverso un meccanismo di scambio e condivisione di citazioni tratte dai libri più amati e attraverso un vero e proprio bookcrossing.

Le librerie e le biblioteche, che hanno aderito con grande entusiasmo, saranno protagoniste sia per la raccolta dei libri sia nell’organizzazione delle iniziative: in particolare il 23 aprile resteranno aperte fino alle 24 per la Notte bianca delle librerie.

Il territorio nazionale verrà interessato anche da iniziative di Piazza che vedranno in particolare cinque città coinvolte: a Torino, Vicenza, Roma, Cosenza e Sassari verranno attivati – grazie a Piazza un libro – veri e propri spazi dedicati alla lettura, in cui lettori e non lettori potranno leggere, consultare, incontrarsi, condividere la propria passione secondo un meccanismo di esperienza spontanea e virale.

#ioleggoperché interesserà tutto il territorio nazionale, ma avrà come epicentro Milano. La manifestazione rientra infatti nelle iniziative di Milano Città del Libro 2015.

“Con #ioleggoperché inauguriamo il programma di ‘Milano città del Libro 2015’, un titolo che i principali protagonisti del mondo della promozione della lettura hanno voluto conferire a Milano come prima città italiana per il suo ruolo di capitale dell’editoria e per il suo grande impegno nella promozione della lettura, che sta svolgendo non solo con manifestazioni ed eventi sempre più inclusivi e partecipati, come Bookcity Milano, ma anche con un’importante attività a sostegno del sistema bibliotecario milanese – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Il programma di #ioleggoperché prevede molte diverse iniziative che metteranno in rete amministrazioni, scuole, università, librerie e biblioteche per una reale promozione della lettura, intesa non solo come esperienza umana di conoscenza e condivisione di valori, ma anche come reale opportunità di crescita sociale capace di innalzare il patrimonio cognitivo di un’intera comunità”.

Sarà Milano la sede dell’evento live, trasmesso in diretta da RAI3: una prima serata Rai, assolutamente originale, in cui interverranno personaggi famosi ma anche Messaggeri e lettori per raccontare in maniera dinamica il piacere della lettura: “Per “lavoro” e per passione. Per questo partecipiamo all’iniziativa #ioleggoperché – ha sottolineato il direttore generale Rai, Luigi Gubitosi -. Per lavoro, perché fa parte della nostra missione essere concretamente a fianco di chi si impegna per lo sviluppo culturale del Paese in tutti i livelli della società, promuovendo un’attività – come la lettura – che è un alimento fondamentale per la crescita della persona. Per passione, perché non dimentichiamo che la Rai è essa stessa editrice. Siamo convinti che – se anche non sono più tempi in cui si attribuiva alla Tv il dovere di “insegnare” e di unificare gli italiani – non viene meno il compito che ci accomuna al senso di un’iniziativa come #ioleggoperché: dare strumenti per conoscere, per crescere, per interpretare il mondo e il tempo in cui viviamo. Attraverso le pagine di un libro”.

“L’Associazione Italiana Editori con #ioleggoperché continua a promuovere in modo valido la lettura, affiancando le istituzioni in un’opera di alto valore civile – ha dichiarato nei giorni scorsi il Ministro Dario Franceschini, aderendo all’iniziativa-. Si tratta di un modello esemplare di come pubblico e privato possano collaborare per la crescita culturale dei cittadini”.

“#ioleggoperché vuole trasformare il libro in un’esperienza piacevole da condividere, una rete a cui appartenere, una passione da trasmettere ai non lettori grazie al coinvolgimento di lettori capaci di contagiare con il proprio entusiasmo anche coloro che non hanno saputo ancora apprezzare abbastanza il piacere di un buon libro – ha concluso Laura Donnini, vicepresidente di AIE -. La dimensione sociale ed esperienziale di questa iniziativa, assieme alla mobilitazione sistemica di tutti coloro che credono nel valore della lettura, fanno di #ioleggoperché la prima manifestazione autenticamente collettiva su scala nazionale per la promozione della lettura. Leggere è bello, è sexy e a dirlo questa volta sono i più accesi sostenitori del libro, i lettori”.

#ioleggoperché è organizzato con il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Comune di Milano, CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo); main partner Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane; partner 3M-Post-it®, Artic Paper, CEVA Logistics, Grafica Veneta, Messaggerie Libri, TIM. Mediapartner dell’iniziativa: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, la Repubblica, RAI.

Per informazioni: www.ioleggoperché.it

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Più libri più liberi: il 6 dicembre a Roma un’indagine AIE quali-quantitativa racconta gli universi narrativi e di mercato che nascono oggi dai libri

Da un libro, un universo (narrativo e pure di mercato). E’ proprio così: quelli che erano fino a poco tempo fa percorsi creativi e autoriali, mondi narrativi, occasioni di consumo, mercati ancora relativamente separati e autonomi stanno progressivamente, ma in modo inarrestabile, convergendo. Vale non più solo per libri e film, ma pure per le serie tv (anche distribuite attraverso il web) e i libri o i videogiochi e i libri (e sempre viceversa).

Quali sono le dimensioni produttive dei vari settori e gli interscambi produttivi? Basti un solo dato: circa un film su quattro nelle sale nasce da un libro. Nel 2009 i film che erano tratti da libri (talvolta in edizioni diverse) rappresentavano il 23,1% delle uscite nelle sale italiane, nel 2012 salgono al 25,6% e hanno una quota pressoché analoga nel 2013: 24,4%. Se la crescita è anche dovuta a edizioni (soprattutto nell’ambito del fumetto e della graphic novel o della letteratura di genere) con una loro serialità anche editoriale, il processo appare comunque consolidato e in crescita sul medio-lungo periodo. Una trasformazione che riguarda tutto il settore se nel 2013 il 21% di questi titoli è pubblicato da piccole e medie case editrici.

Di tutto questo si parlerà a Più libri più liberi nel convegno -organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con IE-Informazioni editoriali e Anica- Libri, film, serie tv e videogiochi: universi narrativi e di mercato, in programma sabato 6 dicembre alle 11 nella Sala Smeraldo al Palazzo dei Congressi all’EUR in occasione della presentazione dell’aggiornamento dell’indagine che l’Ufficio studi AIE realizza dal 2009 sul tema Libri&Film ma allargando in questa edizione lo sguardo alla serialità televisiva, ai videogiochi e alle loro relazioni con il modo delle aziende editoriali. Interverranno Roberto Recchioni (Sergio Bonelli Editore), Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE) e Elena Vergine Giornale della Libreria»).

Più libri più liberi: il 4 dicembre a Roma la presentazione dell’indagine Nielsen sul mercato della piccola e media editoria, a confronto con l’andamento generale del mercato 2014

Migliora il trend del mercato complessivo del libro di carta nel 2014, anche se il segno resta meno. A fine ottobre si registra infatti un -4.6% di fatturato (circa 43milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2013 nei canali trade, cioè librerie, online, grande distribuzione – sono esclusi gli ebook): è ancora un segno meno, certo, ma, grazie alla timida ripresa estiva, in leggero recupero rispetto al -5.3% dei primi tre mesi dell’anno. Le copie di libri di carta venduti nei primi dieci mesi del 2014 segnano invece un -7.1% (pari a circa 5.5milioni di copie vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2013).

E’ una prima evidenza dall’indagine Nielsen, che sarà presentata alla Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi (Roma, 4 -8 dicembre) nell’ambito dell’incontro organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) Il mercato della piccola editoria nel 2014, in programma giovedì 4 dicembre alle 16 nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma.

La ricerca – condotta da Nielsen su un campione omogeneo di circa 400 editori espositori di Più libri più liberi, a confronto con l’andamento più generale dei canali trade – sarà la base per fornire una prima fotografia del mercato del libro della piccola e media editoria. Interverranno, moderati da Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE), Marco Polillo (presidente AIE), Monica Manzotti (Nielsen) e Alice Di Stefano (Fazi Editori).

Seguirà, alle 18, sempre in Sala Smeraldo, l’incontro Apocalittici o disintegrati? in cui – a partire da un’indagine economica sulla piccola editoria a cura di AIE, punteggiata non solo di segni meno – si confronteranno editori e politici. Interverranno Antonio Monaco (Presidente Gruppo piccoli editori AIE), Antonio Palmieri (Commissione Cultura – Camera dei deputati), Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE), Flavia Piccoli Nardelli (Vicepresidente Commissione Cultura – Camera dei deputati), moderati da Fabio Del Giudice (Relazioni Istituzionali AIE).

I segni meno non bastano infatti a raccontare la piccola e media editoria. Proprio per dare un segnale positivo, ad aprire la giornata inaugurale della Fiera sarà l’incontro La cucina dell’editore. Ripartire da un’eccellenza italiana? in programma alle 15, sempre in Sala Smeraldo: un dialogo tra responsabili dei canali di vendita ed editori che metterà a nudo, in previsione di Expo2015 e dati AIE alla mano, i punti di forza di questo mercato. I libri di food rappresentano oggi il 15,5% della produzione di manualistica, in crescita del 22,6% dal 2010. Interverranno Roberto Da Re Giustiniani (Kellerman Editore), Antonio Monaco (Edizioni Sonda), Anna Prandoni (Cucina Italiana), moderati da Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE).

Fiera del Libro di Istanbul: gli editori italiani partecipano per la prima volta con uno stand dedicato realizzato da ICE in collaborazione con AIE

Gli editori italiani vanno alla Fiera del Libro di Istanbul per la prima volta con uno stand dedicato: tredici le aziende che parteciperanno al più importante appuntamento del sempre più grande mercato editoriale turco, segno dell’interesse reciproco e di un rapporto che si sta consolidando.

L’editoria italiana e quella turca si incontrano infatti per la terza volta in un anno: a dicembre 2013 l’avvio al dialogo tra i due paesi con una delegazione di editori turchi invitati alla fiera Più libri più liberi a Roma, a febbraio di quest’anno una missione di editori italiani a Istanbul. I risultati positivi non si sono fatti attendere e hanno indotto l’Associazione Italiana Editori (AIE) e l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) a organizzare, per la prima volta, uno stand collettivo italiano alla Fiera del libro di Istanbul.

In un’area di 60 metri quadrati esporranno i propri titoli 13 aziende italiane: ATS Italia Editrice, Bologna Children’s Book Fair, Casalini Libri, Maurizio Corraini Editore, De Agostini Libri, Elcograf, Gruppo Albatros Il Filo, Guerra Edizioni, Gribaudo IF-Idee Editoriali Feltrinelli, Loescher Editore, OL3, Sime, Zoolibri.
La fiera, in programma dall’8 all’11 novembre, è alla sua 33^ edizione, quest’anno avrà l’Ungheria come Paese Ospite d’onore e i “100 anni di Cinema Turco” come tema centrale.

Say NO to ebook discrimination: il mondo del libro si mobilita per dire NO con una foto alla discriminazione tra i formati del

Say NO to ebook discrimination. E’ tutto il mondo del libro, dagli editori agli autori, dai lettori, forti o deboli che siano, sino a chi lavora in casa editrice a dire NO con una foto, insieme e con forza alla discriminazione tra i formati del libro.

Volti di persone note, meno note, italiani che leggono tanto, poco o che diventeranno lettori danno voce e corpo alla campagna #unlibroéunlibro, uniti nella richiesta di non penalizzare gli e-book e dalla volontà di dimostrare che una storia è una storia indipendente dal supporto di lettura.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE), lanciata questa mattina ha già attivato in poche ore oltre 4mila conversazioni a tema #unlibroéunlibro e le immagini campeggiano sul sito www.unlibroeunlibro.org.

Pollice in giù per tutti e un solo messaggio: “L’Europa considera il libro tradizionale e l’ebook in modo diverso: il cartaceo ha l’IVA al 4%, il digitale al 22%. Tutti coloro che amano i libri s’impegnano affinché siano trattati in modo uguale, indipendentemente dal loro formato”.

E’ questo il momento: in Italia i device per la lettura digitale stanno conoscendo una forte diffusione: nel 2013 gli e-reader acquistati sono stati 2,4 milioni (+34,2%), i tablet 6,3 milioni (+65,7%) e gli smartphone 26,2 milioni (+43%) e ad essere in crescita è anche il tempo che gli italiani passano in loro compagnia.

In un Paese dove leggono almeno un libro l’anno poco più di 4 italiani su dieci (il 43% secondo Istat), intercettare lettori e non lettori attraverso i device che utilizzano maggiormente è la sfida da vincere per riuscire ad aumentare gli indici di lettura.

Perché allora l’Europa tratta e-book e libri in termini differenti dal punto di vista fiscale? Un libro è un libro, indipendente dal supporto dal quale un lettore lo legge. Penalizzare l’e-book è penalizzare l’innovazione e la lettura

“L’Associazione si è fatta portavoce di tutto il mondo del libro, dagli autori ai lettori. E’ nata così #unlibroéunlibro – ha sottolineato Marco Polillo, presidente di AIE –. Questa è l’opportunità per cambiare, tutti insieme, le decisioni dell’Europa visto che sino a dicembre l’Italia ha la presidenza dell’Unione europea. Useremo ogni occasione per coinvolgere gli italiani – da Bookcity a Più libri più liberi, dalle piazze fisiche a quelle virtuali – e tutti i lettori europei per chiedere al nostro Governo di convincere l’Europa che un libro è un libro”.

Sul sito unlibroeunlibro.org oltre ai volti e alle interazione dei profili twitter, facebook e instagram, sono disponibili tutti gli obiettivi della compagna e le modalità per partecipare.

AIE: “Il nostro auspicio è che questo sia l’ultimo convegno sul libro, siano le ultime parole, e che da domani si passi alle azioni, ai fatti a tutela del libro e della lettura”.

Non vogliamo l’elemosina, ma un provvedimento ad hoc come i settori in crisi“. “Ci auguriamo che questo sia l’ultimo convegno sul libro, siano le ultime parole, e che da domani si passi alle azioni, ai fatti a tutela del libro e della lettura“. È l’auspicio del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al convegno inaugurale dedicato al futuro del libro in occasione dell’apertura della due giorni di Montecitorio “Il volume della democrazia“, tenutasi nei giorni scorsi.

I numeri parlano chiaro: “Non lasciateci soli – ha proseguito Polillo -. Nel 2013 la flessione del mercato del libro è stata del 6,8%. In tre anni il settore ha perso circa il 20% del suo valore, arrivando a 2,7miliardi euro. Nei primi 6 mesi 2014, registra un ulteriore -5% circa. Il digitale è l’unico comparto che cresce: una crescita ancora bassa della domanda – rappresenta il 3% del mercato, forse arriverà al 5% a fine anno – ma impetuosa dell’offerta. Oggi infatti il 63,4% delle novità esce contemporaneamente in versione cartacea e digitale“.

Aiutateci a dare una nuova occasione al settore – ha proseguito Polillo, rivolgendosi alla Istituzioni –. Dateci sostegno, un sistema organico di norme e di risorse finalizzate alla promozione della lettura, e che ci aiuti a lavorare anche su non lettori e lettori deboli. Aiutateci a favorire gli investimenti delle case editrici anche sul digitale. Sosteneteci nella battaglia europea per parificare libro ed ebook, dando così nuovo slancio al segmento digitale. E soprattutto aiutateci tutelando il diritto d’autore, al tempo di internet, che resta base e fondamenta del nostro lavoro. Noi non vogliamo l’elemosina ma un provvedimento cornice proprio come i settori in crisi“.

Lettera dell’Associazione degli scrittori italiani per ragazzi (ICWA) al Ministro Franceschini sul valore della cultura e la letteratura per ragazzi

Riportiamo il testo integrale della lettera dell’Associazione degli scrittori italiani per ragazzi (ICWA) al Ministro Franceschini sul valore della cultura e la letteratura per ragazzi, datata 8 ottobre 2014.
Egregio Signor Ministro Franceschini,

l’iniziativa LIBRIAMOCI, che prevede tre giorni di lettura nelle scuole, è senz’altro lodevole negli intenti e speriamo anche fruttuosa nei risultati. A nostro avviso, però, la lettura è un’attività che gli insegnanti dovrebbero curare durante tutto l’anno scolastico e per l’intero ciclo di studi: essa, come parte integrante dello sviluppo intellettuale e culturale dei bambini e dei ragazzi, dovrebbe inserirsi nella pratica educativa non come un evento eccezionale ma come una normale attività curricolare.

Intervenire in modo incisivo nella scuola con progetti di promozione alla lettura significa prima di tutto dotare le scuole di biblioteche, aggiornare gli insegnanti sulla letteratura per ragazzi italiana e tradotta, organizzare attività complementari alla lettura come incontri con l’autore, mostre del libro, redazione di recensioni, momenti di confronto sui libri letti eccetera. Tutto questo dalle scuole materne agli istituti superiori, sull’esempio di molte realtà scolastiche straniere ma anche italiane.

È sicuramente positivo che finalmente si levi una voce ufficiale come la Sua in favore della lettura, ma il Suo invito sarebbe ancora più efficace se tenesse conto di tutte quelle iniziative (e di tutte quelle persone) che da molti anni e con fatica tentano di introdurre la lettura nella scuola come pratica quotidiana e di farla amare dai bambini e dai ragazzi: alcune di queste buone pratiche, infatti, rischiano di scomparire o sono già scomparse per carenza di risorse.

Esistono nel nostro paese numerosissimi autori per ragazzi, esiste (anche se non omogenea sul territorio) un’efficiente rete di
biblioteche, esistono insegnanti che creano e gestiscono progetti di lettura in collaborazione con librai specializzati e bibliotecari competenti. Esiste infine una sana e creativa Letteratura contemporanea per ragazzi in grado di coinvolgere e appassionare i giovani lettori. Tutto questo non trova spazio sui media né supporti a livello nazionale, come invece avviene in molti altri paesi europei.

La Sua iniziativa, che fa appello anche a personalità dello spettacolo e dello sport, e si basa sulla totale gratuità degli interventi, potrebbe avallare la pericolosa idea che la cultura non costi nulla, e dunque non valga nulla. Siamo invece convinti che si debba riconoscere la professionalità e dare valore al lavoro di chi questa cultura la produce.

Vorremmo quindi approfittare di questa occasione per invitarLa a svolgere un’indagine conoscitiva a livello nazionale sulle tante, ma non sufficienti, iniziative di promozione alla lettura e sullo stato dell’arte della Letteratura per ragazzi in Italia, con l’obiettivo di predisporre un programma nazionale di interventi concreti.

L’ICWA, Italian Children Writers Association, che raccoglie oltre cinquanta autori per bambini e ragazzi italiani, ed è un’associazione che vive sull’autofinanziamento, è disponibile, se crede, ad accompagnarla in un viaggio virtuale alla scoperta del mondo suggestivo e ricco della Letteratura contemporanea per ragazzi.

Con l’augurio per il Suo importante lavoro, La salutiamo con stima

I soci ICWA e il consiglio direttivo

Manuela Salvi – Presidente
Anna Vivarelli – Vicepresidente
Rosa Tiziana Bruno – consigliere
Anna Lavatelli – consigliere
Chiara Lossani – consigliere
Guido Quarzo – consigliere
Guido Sgardoli – consigliere

AIE: “Supporto totale al Ministro Franceschini nella battaglia per parificare l’iva degli ebook a quella dei libri”. I dati del rapporto sull’editoria

“Continuare a considerare il libro elettronico al pari di un servizio digitale è una scelta che penalizza la diffusione della cultura e lo sviluppo della lettura. Il Ministro Franceschini ha fatto sua questa battaglia. Noi editori ci impegniamo ad aiutarla”. E’ totale l’appoggio offerto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini in apertura della Fiera internazionale del Libro di Francoforte, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.

Al centro, il tema della parificazione dell’iva sugli ebook a quella dei libri di carta e l’obiettivo del riconoscimento che “un libro è un libro”: “Per questo – ha proseguito Polillo – nelle prossime settimane lanceremo la campagna , coinvolgendo l’opinione pubblica. Attraverso un sito – www.unlibroeunlibro.org – inviteremo gli autori, i bibliotecari, gli altri professionisti del settore, ma soprattutto i lettori a condividere questa battaglia. Sappiamo che l’impegno dei ministri della cultura europei non basta, serve quella dei Governi. Ci auguriamo così che questa battaglia culturale sia fatta propria in modo esplicito dall’intero Governo italiano, così da diventare capofila di fatto in UE nella battaglia sull’iva parificata tra libri ed ebook. Allo stesso tempo, rilanciamo: chiediamo al Governo italiano non solo di essere motore del cambiamento a livello Europeo ma di agire in autonomia se l’Europa non ci segue”.

Il Ministro Franceschini ha confermato il suo impegno convinto e totale per il mondo dei libri: “Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan della campagna #unlibroèunlibro. Solo qualche mente burocratica può pensare di separarli. E’ per questo che stiamo lavorando ai documenti conclusivi del Consiglio dei Ministri della Cultura europei del 25 novembre, per arrivare a una posizione unanime o quantomeno la più condivisa possibile per equiparare l’IVA sugli e-book a quella dei libri cartacei”.

I dati nel 2013 – L’evidenza maggiore dal Rapporto sullo stato dell’editoria 2014 realizzato da AIE è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013, circa il 5% la stima a fine 2014). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro (nel 2013) e con un’iva al 22% che limita di fatto le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale.

Questo in uno scenario di grandi trasformazioni, punteggiato di segni meno: si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori (leggono almeno un libro in un anno solo 43 italiani su 100), si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book, diversamente ci si attesta sul -6,8%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). Torna a crescere invece – ed è l’altro elemento davvero significativo – il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta infatti la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e torna a crescere l’export del libro fisico (+2,6%).

Qualche elemento sul 2014 – Le performance si confermano negative nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati Nielsen: scende infatti rispetto allo stesso periodo del 2013 del -7,3% il numero di libri venduti nei canali trade (sono 4,6milioni di copie di libri venduti in meno in librerie, librerie online e grande distribuzione) e cala del – 4,7% il fatturato a prezzo di copertina (sono 36milioni di euro in meno).

Fiera Libro Francoforte: sarà il Ministro Franceschini a inaugurare l’8 ottobre il Punto Italia. Seguirà la presentazione del Rapporto AIE 2014 sullo stato dell’editoria

Sarà il Ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini a inaugurare il Punto Italia alla 66ma Fiera del Libro di Francoforte, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.

La Buchmesse – in programma a Francoforte dall’8 al 12 ottobre – attende complessivamente 7100 espositori di 103 diversi paesi che occuperanno i 171.790 metri quadrati della Fiera, con la Finlandia ospite d’onore.

Oltre 200 gli editori italiani presenti. Alla manifestazione l’editoria libraria italiana verrà rappresentata da un Punto Italia di 274 metri quadrati (Halle 5.1 B5), realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’ICE – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, in cui saranno presentati ed esposti circa 1300 titoli di 47 editori italiani e sarà possibile consultare online il database dei libri in commercio.

Il Ministro Franceschini – nella sua veste di rappresentante del Governo italiano, che presiede il Consiglio UE in questo Semestre – accompagnato dal Presidente dell’AIE Marco Polillo, dall’Ambasciatore d’Italia in Germania Pietro Benassi, dal Console Generale d’Italia a Francoforte Cristiano Cottafavi e dai principali editori italiani inaugurerà lo spazio italiano mercoledì, 8 ottobre, alle 10.30. Seguirà un incontro – rivolto alla stampa, italiana e internazionale, e agli editori – in programma alle 11.30 nella Room Effeckt (Halle 3C) – in cui oltre a cifre, analisi e riflessioni sullo stato dell’editoria libraria in Italia ci si soffermerà sul ruolo e sulle azioni della presidenza italiana dell’Unione a supporto del mondo del libro e sul tema dell’iva degli ebook.

Giornate della lettura nelle scuole, anno scolastico 2014/2015

Il Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), in attuazione delle linee programmatiche stabilite dal Protocollo d’ intesa con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), promuove in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura (Cepell) le prime Giornate nazionali della Lettura, rivolte alle scuole di ogni ordine e grado al fine di stimolare negli studenti piacere della lettura attraverso occasioni culturali ed educative.

L’iniziativa si terrà nei giorni 29, 30 e 31 ottobre: le scuole organizzeranno attività di lettura ad alta voce che coinvolgeranno gli studenti e saranno libere da qualsiasi impegno valutativo. Da questa iniziativa potranno essere avviati progetti di lettura che si concluderanno nel mese di maggio durante la manifestazione il Maggio dei libri.

Le scuole interessate dovranno scegliere le letture e comunicarne i titoli al Centro per il libro, che costituirà una sorta di biblioteca virtuale nel proprio sito www.cepell.it; il sito fornirà altresì un servizio informativo relativo a tutte le iniziative a livello nazionale, nonché suggerimenti e consigli di lettura.

Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore

La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, proclamata come ogni anno per il 23 aprile, è divenuta ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane.

La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità.

L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove il 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto. Il successo Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore dipende principalmente del sostegno ricevuto da tutte le parti interessate (autori, editori, insegnanti, bibliotecari, istituzioni pubbliche e private, ONG umanitarie e mass media), che sono mobilitate in ogni paese dalle Commissioni Nazionali UNESCO, Club UNESCO, Centri e Associazioni, delle Scuole Associate e Biblioteche, e da tutti coloro che si sentono motivati a lavorare insieme per questa celebrazione.

Per maggiori informazioni e la lista degli eventi:

http://www.unesco.it/cni/index.php/news/289-giornata-mondiale-del-libro-2014