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UE: Consultazione pubblica sulla riduzione dell’aliquota IVA sul libro elettronico

Il 25 luglio scorso la Commissione Europea, DG fiscalità e unione doganale, ha lanciato una consultazione pubblica sulla riduzione dell’aliquota IVA da applicare al libro elettronico:

La Commissione intende intervenire a breve per ridurre l’IVA applicata agli ebooks, e tramite la Consultazione vuole raccogliere opinioni sull’applicazione di un’aliquota IVA ridotta o azzerata per le pubblicazioni elettroniche e sull’impatto potenziale di tale misura, nonché sulla definizione stessa di pubblicazione elettronica. La Consultazione resterà aperta fino al 19 settembre. Il questionario si trova qui:

https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/VATepub2016

Iva eBook: Italia, Francia, Germania e Polonia chiedono IVA ridotta in tutta Europa

“Chiediamo all’Unione europea di proporre senza indugio un’evoluzione nella legislazione europea, per consentire aliquote IVA ridotte per tutti i libri, siano essi a stampa o digitali”. E’ questo il contenuto della dichiarazione congiunta che i ministri della Cultura di Italia, Francia, Germania e Polonia hanno indirizzato ieri alla Commissione Europea per superare “l’ingiustificata discriminazione fiscale nei confronti degli e-books”.

“Quale che sia la sua forma, digitale o stampata – si legge nella nota – è il contenuto che definisce il libro, non il modo in cui il lettore ne ha accesso. Un libro è un libro, non importa in quale forma si presenti”. I ministri Franceschini, Pellerin (Francia), Grutters (Germania), Omilanowska (Polonia) sono convinti della necessità di applicare le medesime aliquote IVA ridotte per i libri digitali e quelli a stampa. “Del resto – concludono i ministri – in un momento in cui la Commissione Europea sta per svelare la strategia per un mercato unico digitale, l’Europa deve contare sulle risorse digitali per promuovere un più ampio accesso alla conoscenza, alla cultura e alla promozione della diversità culturale. Attraverso l’inclusione di questa evoluzione nella Strategia europea, da noi fortemente sostenuta e difesa, si porrà fine alla discriminazione ingiustificata nei confronti degli e-books”.

“Eravamo certi e fiduciosi dell’impegno del Ministro Franceschini e dell’Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell’IVA degli ebook rispetto a quella dei libri di carta. Oggi ne abbiamo avuto una nuova prova”. È di grande soddisfazione la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo.

“Siamo molto contenti che questa battaglia, che riteniamo di buon senso, prosegua e – passo dopo passo – si faccia concreta in ambito europeo. – ha proseguito Polillo –. Siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo fatto il possibile per agevolarla e stiamo lavorando per rendere possibile una vera e propria campagna UE sul tema”.

Per saperne di più, unlibroeunlibro.org

#unlibroéunlibro

Corte di Giustizia Europea: Francia e Lussemburgo non possono applicare un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, contrariamente a quanto vale per i libri su carta.

In Francia e in Lussemburgo, la fornitura di libri elettronici è soggetta ad aliquota IVA ridotta. In particolare, dal 1° gennaio 2012, la Francia e il Lussemburgo applicano alla fornitura di libri elettronici, rispettivamente, un’aliquota IVA del 5,5% e del 3%.

I libri elettronici o digitali oggetto della presente causa comprendono i libri ottenuti a titolo oneroso, mediante scaricamento o trasmissione continua (streaming) a partire da un sito web, nonché i libri elettronici che possono essere consultati su computer, smartphone, e-book reader o qualsiasi altro sistema di lettura.
La Commissione chiede alla Corte di giustizia di dichiarare che la Francia e il Lussemburgo, avendo applicato un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, sono venuti meno agli obblighi ad essi incombenti in forza della direttiva IVA.

Nelle sentenze, la Corte accoglie i ricorsi per inadempimento della Commissione.
La Corte rileva innanzitutto che un’aliquota IVA ridotta può essere applicata unicamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di cui all’allegato III della direttiva IVA. Detto allegato menziona, in particolare, la «fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico». La Corte ne trae la conclusione che l’aliquota IVA ridotta è applicabile all’operazione consistente nel fornire un libro che si trovi su un supporto fisico. Se è vero che il libro elettronico necessita, per poter essere letto, di un supporto fisico (quale un computer), un simile supporto non è tuttavia fornito con il libro elettronico, cosicché l’allegato III non include nel suo ambito di applicazione la fornitura di tali libri.
Inoltre, la Corte constata che la direttiva IVA esclude ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai «servizi forniti per via elettronica». Secondo la Corte, la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo. La Corte respinge l’argomento secondo cui la fornitura di libri elettronici costituirebbe una cessione di beni (e non un servizio). Infatti, solo il supporto fisico che consente la lettura dei libri elettronici può essere qualificato come «bene materiale», ma un siffatto supporto non è presente nella fornitura dei libri elettronici.
La Commissione addebita altresì al Lussemburgo di applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3%, mentre la direttiva IVA vieta, in via di principio, le aliquote IVA inferiori al 5%. La Corte ricorda che, secondo la direttiva IVA, uno Stato membro può applicare aliquote IVA ridotte inferiori al 5%, fra l’altro, a condizione che le aliquote ridotte siano conformi alla legislazione dell’Unione. Dato che la Corte ha poco prima concluso che l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici non è conforme alla direttiva IVA, la condizione di conformità alla legislazione nell’Unione non è soddisfatta, cosicché il Lussemburgo non può applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3% alla fornitura di libri elettronici.

Le sentenze della Corte non ostano a che gli Stati membri istituiscano un’aliquota IVA ridotta per i libri su supporto fisico, come in particolare i libri cartacei.

La risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza della Corte di Giustizia UE è una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk affinché si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente. Un testo proposto dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione delle associazioni europee degli scrittori (EWC) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF), sottoscritto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo: “Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – recita il testo della lettera – che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che “le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso“.

L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura – ha commentato Polillo – ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’UE affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro“.

I testi delle due sentenze sono disponibili nel nostro database Giurisprudenza.

Iva ebook: partita la campagna virale francese #thatisnotabook

Dopo l’Italia, la Francia. Parte oggi ufficialmente anche in Francia la campagna virale contro la discriminazione dell’IVA degli ebook rispetto a quella dei libri di carta. Promossa dall’Associazione degli editori francesi (Syndicat national de l’édition) la campagna #thatisnotabook chiede ai lettori d’Oltralpe di distinguere tra ciò che non è un libro e ciò che lo è. L’obiettivo, dichiarato, è proseguire il lavoro fatto dall’Italia per convincere, forti del supporto dei lettori europei, gli altri Paesi UE alla revisione della normativa comunitaria in materia: “Siamo molto contenti che questa battaglia, che riteniamo di buon senso, prosegua in chiave europea: abbiamo fatto il possibile per agevolarla e stiamo lavorando per rendere possibile una vera e propria campagna UE sul tema – ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo –. Dopo la campagna #unlibroéunlibro sosteniamo intanto da oggi quella francese #thatisnotabook. L’obiettivo comune è riconoscere che un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Adesso lo scopo, condiviso da Italia e Francia e dall’intera editoria europea, è far cambiare idea agli altri paesi d’Europa“.

Per saperne di più su #unlibroéunlibro: unlibroeunlibro.org

Per saperne di più su #thatisnotabook: thatisnotabook.eu

Iva ebook: il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ne parla al Consiglio europeo dei ministri della cultura

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha presieduto ieri a Bruxelles il Consiglio formale dei ministri della cultura, gioventù, istruzione e sport dell’Unione Europea, che ha raccolto gran parte delle proposte discusse nel corso dei due consigli informali organizzati a Venaria e a Napoli nel contesto del semestre italiano di presidenza UE.

Innanzitutto il consiglio ha approvato le proprie conclusioni sulla politica europea dell’audiovisivo, auspicando la creazione di un mercato unico digitale che permetta ai cittadini UE di accedere a contenuti audiovisivi attraverso i diversi supporti elettronici da qualsiasi luogo in Europa.

I ministri hanno inoltre sottolineato l’importanza di promuovere la lettura come strumento per diffondere il sapere, incoraggiare la creatività, sostenere l’accesso alla cultura e la diversità culturale e sviluppare la consapevolezza dell’identità europea, affrontando il tema delle diverse condizioni applicate agli ebook e ai libri a stampa.

Il consiglio ha poi ratificato le proprie conclusioni sul piano di lavoro per la cultura 2015-2018, imperniato su quattro nuove priorità: cultura accessibile e inclusiva; patrimonio culturale; settori culturali e creativi; promozione della diversità culturale, cultura nelle relazioni esterne, cinema, turismo, mobilità e dialogo interculturale. Il piano di lavoro inoltre prevede il potenziamento delle attività di Eurostat in campo culturale e il passaggio al digitale.

Il consiglio inoltre si è pronunciato favorevolmente rispetto alla proposta di modalità innovative di partecipazione alla gestione patrimonio culturale che coinvolga cittadini, società civile, istituzioni pubbliche e private nella definizione delle politiche culturali col fine di incrementare la consapevolezza riguardo l’importanza di ciò che l’Europa ha ereditato dalle numerose civiltà fiorite nei millenni sul suo territorio. In questa chiave, le possibili sinergie tra cultura e turismo possono indicare un percorso equilibrato di sviluppo economico e benessere delle comunità locali. L’importanza del patrimonio è stata sottolineata con l’esplicita richiesta alla Commissione di lanciare “l’anno europeo del patrimonio culturale”.

Il consiglio ha infine discusso il contributo del settore culturale e creativo alla revisione della Strategia Europa 2020, invitando la Commissione a considerarne il notevole impatto sulla crescita, l’occupazione e la competitività. Nonostante la crisi economica e finanziaria, infatti, i settori culturali e creativi hanno continuato a produrre reddito, lavoro e innovazione.

“L’industria creativa – ha dichiarato il Ministro Franceschini nel concludere i lavori – rappresenta il 4,4% del PIL europeo e il 3,8% della forza lavoro europea e merita pertanto di essere maggiormente considerata. Cultura e turismo devono divenire la vera vocazione dell’Europa”.

“Grazie al Governo italiano, e al Ministro Franceschini in particolare, per come ha condotto, sostenuto e spronato l’Europa in questa battaglia di buon senso”. È un vero e proprio plauso quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dopo che sono state rese note le conclusioni del Consiglio europeo dei Ministri della Cultura UE, che hanno affrontato il tema della discriminazione dell’iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta.

“Solo così, con convinzione, si può superare una stortura europea come questa – ha proseguito -. Noi continueremo a fare la nostra parte, a portare avanti la sfida con la campagna #unlibroèunlibro, chiedendo all’Europa di cambiare e di riconoscere che un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Puntiamo ora al consiglio Ecofin del 9 dicembre. Il traguardo è più vicino”.

Per saperne di più, per scrivere all’Europa, per vedere chi ha aderito: unlibroeunlibro.org

Iva ebook – Polillo (AIE): “Grazie al Ministro Franceschini e al Presidente Renzi per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro”

“Apprendiamo che il Ministro Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di stabilità per equiparare l’Iva degli ebook a quella dei libri cartacei” dichiara Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori. “Desidero esprimere come Presidente dell’AIE e a nome di tutti gli editori, gli autori e i sostenitori della campagna #unlibroèunlibro i nostri più sentiti ringraziamenti al Ministro Franceschini, al Presidente Renzi e a tutto il Governo per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro e aver deciso di voltare pagina rispetto ad una discriminazione senza senso”.

“Siamo molto fiduciosi” prosegue Polillo “che si possa arrivare a una rapida e condivisa approvazione dell’emendamento in considerazione dell’impegno profuso in queste fasi da parlamentari di maggioranza e di opposizione tra i quali gli on. Piccoli Nardelli, Causi, Palmieri, Giordano, Caparini e Librandi che nei giorni scorsi avevano già presentato emendamenti in tal senso. Anche a loro va tutta la nostra gratitudine”.

Per sapere tutto sulla campagna #unlibroeunlibro: www.unlibroeunlibro.org

AIE e l’IVA sugli ebook: “Abbiamo grande fiducia nell’impegno del Ministro Franceschini e dell’Italia in questa battaglia di buon senso. E confidiamo nel consenso parlamentare. La campagna #unlibroéunlibro non solo continua ma sarà rafforzata”

Andiamo avanti: siamo certi e fiduciosi dell’impegno del Ministro Franceschini e dell’Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell’iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta. La campagna #unlibroéunlibro non solo continua ma sarà rafforzata“. È determinata la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dopo che notizie di stampa riportano le difficoltà di Bruxelles nella mediazione europea.

Questa è una campagna di buonsenso – ha proseguito Polillo -. Siamo a oltre 25mila interazioni: l’intero mondo del libro, dei lettori, degli autori – di cui ci siamo fatti portavoce – è davvero vicino al Governo e al Ministro Franceschini in questa battaglia contro gli egoismi nazionali e contro una visione dell’Europa assolutamente burocratica. Insieme chiediamo di dire NO alla discriminazione dell’ebook e di riconoscere qualcosa che per noi è ovvio, ma non scontato: un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Per questo confidiamo, allo stesso tempo, che il consenso parlamentare sia di aiuto al Governo anche in sede nazionale e che il Parlamento italiano possa trovare una soluzione per la cultura del nostro paese. Noi, per la nostra parte, andiamo avanti con convinzione“.

Say NO to ebook discrimination: il mondo del libro si mobilita per dire NO con una foto alla discriminazione tra i formati del

Say NO to ebook discrimination. E’ tutto il mondo del libro, dagli editori agli autori, dai lettori, forti o deboli che siano, sino a chi lavora in casa editrice a dire NO con una foto, insieme e con forza alla discriminazione tra i formati del libro.

Volti di persone note, meno note, italiani che leggono tanto, poco o che diventeranno lettori danno voce e corpo alla campagna #unlibroéunlibro, uniti nella richiesta di non penalizzare gli e-book e dalla volontà di dimostrare che una storia è una storia indipendente dal supporto di lettura.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE), lanciata questa mattina ha già attivato in poche ore oltre 4mila conversazioni a tema #unlibroéunlibro e le immagini campeggiano sul sito www.unlibroeunlibro.org.

Pollice in giù per tutti e un solo messaggio: “L’Europa considera il libro tradizionale e l’ebook in modo diverso: il cartaceo ha l’IVA al 4%, il digitale al 22%. Tutti coloro che amano i libri s’impegnano affinché siano trattati in modo uguale, indipendentemente dal loro formato”.

E’ questo il momento: in Italia i device per la lettura digitale stanno conoscendo una forte diffusione: nel 2013 gli e-reader acquistati sono stati 2,4 milioni (+34,2%), i tablet 6,3 milioni (+65,7%) e gli smartphone 26,2 milioni (+43%) e ad essere in crescita è anche il tempo che gli italiani passano in loro compagnia.

In un Paese dove leggono almeno un libro l’anno poco più di 4 italiani su dieci (il 43% secondo Istat), intercettare lettori e non lettori attraverso i device che utilizzano maggiormente è la sfida da vincere per riuscire ad aumentare gli indici di lettura.

Perché allora l’Europa tratta e-book e libri in termini differenti dal punto di vista fiscale? Un libro è un libro, indipendente dal supporto dal quale un lettore lo legge. Penalizzare l’e-book è penalizzare l’innovazione e la lettura

“L’Associazione si è fatta portavoce di tutto il mondo del libro, dagli autori ai lettori. E’ nata così #unlibroéunlibro – ha sottolineato Marco Polillo, presidente di AIE –. Questa è l’opportunità per cambiare, tutti insieme, le decisioni dell’Europa visto che sino a dicembre l’Italia ha la presidenza dell’Unione europea. Useremo ogni occasione per coinvolgere gli italiani – da Bookcity a Più libri più liberi, dalle piazze fisiche a quelle virtuali – e tutti i lettori europei per chiedere al nostro Governo di convincere l’Europa che un libro è un libro”.

Sul sito unlibroeunlibro.org oltre ai volti e alle interazione dei profili twitter, facebook e instagram, sono disponibili tutti gli obiettivi della compagna e le modalità per partecipare.

AIE: “Supporto totale al Ministro Franceschini nella battaglia per parificare l’iva degli ebook a quella dei libri”. I dati del rapporto sull’editoria

“Continuare a considerare il libro elettronico al pari di un servizio digitale è una scelta che penalizza la diffusione della cultura e lo sviluppo della lettura. Il Ministro Franceschini ha fatto sua questa battaglia. Noi editori ci impegniamo ad aiutarla”. E’ totale l’appoggio offerto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini in apertura della Fiera internazionale del Libro di Francoforte, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.

Al centro, il tema della parificazione dell’iva sugli ebook a quella dei libri di carta e l’obiettivo del riconoscimento che “un libro è un libro”: “Per questo – ha proseguito Polillo – nelle prossime settimane lanceremo la campagna , coinvolgendo l’opinione pubblica. Attraverso un sito – www.unlibroeunlibro.org – inviteremo gli autori, i bibliotecari, gli altri professionisti del settore, ma soprattutto i lettori a condividere questa battaglia. Sappiamo che l’impegno dei ministri della cultura europei non basta, serve quella dei Governi. Ci auguriamo così che questa battaglia culturale sia fatta propria in modo esplicito dall’intero Governo italiano, così da diventare capofila di fatto in UE nella battaglia sull’iva parificata tra libri ed ebook. Allo stesso tempo, rilanciamo: chiediamo al Governo italiano non solo di essere motore del cambiamento a livello Europeo ma di agire in autonomia se l’Europa non ci segue”.

Il Ministro Franceschini ha confermato il suo impegno convinto e totale per il mondo dei libri: “Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan della campagna #unlibroèunlibro. Solo qualche mente burocratica può pensare di separarli. E’ per questo che stiamo lavorando ai documenti conclusivi del Consiglio dei Ministri della Cultura europei del 25 novembre, per arrivare a una posizione unanime o quantomeno la più condivisa possibile per equiparare l’IVA sugli e-book a quella dei libri cartacei”.

I dati nel 2013 – L’evidenza maggiore dal Rapporto sullo stato dell’editoria 2014 realizzato da AIE è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013, circa il 5% la stima a fine 2014). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro (nel 2013) e con un’iva al 22% che limita di fatto le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale.

Questo in uno scenario di grandi trasformazioni, punteggiato di segni meno: si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori (leggono almeno un libro in un anno solo 43 italiani su 100), si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book, diversamente ci si attesta sul -6,8%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). Torna a crescere invece – ed è l’altro elemento davvero significativo – il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta infatti la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e torna a crescere l’export del libro fisico (+2,6%).

Qualche elemento sul 2014 – Le performance si confermano negative nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati Nielsen: scende infatti rispetto allo stesso periodo del 2013 del -7,3% il numero di libri venduti nei canali trade (sono 4,6milioni di copie di libri venduti in meno in librerie, librerie online e grande distribuzione) e cala del – 4,7% il fatturato a prezzo di copertina (sono 36milioni di euro in meno).