Home » Tag Archives: italia

Tag Archives: italia

Buchmesse – Motta (AIE): “Stiamo lavorando per arrivare al segno più nel mercato del libro. Ma lo stiamo facendo per lo più da soli”. I dati: i segni meno si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015

L’editoria italiana intravede un miglioramento nel 2015 ma il segno è ancora meno. Stiamo lavorando duro per arrivare al segno più, attraverso investimenti, innovazione, cambiamenti nell’essere editore oggi. C’è però un problema di fondo: è arrivato il momento di smetterla con i proclami d’amore per il libro e la lettura che non si traducono in azioni serie ed efficaci. Vi sono sistemi semplici per definire cos’è una priorità: è dove si investe prima che altrove. E allora: 33milioni di euro è il budget del Centre national du livre francese, meno di 1milione quello del nostro Centro per il Libro. La verità è che la classe dirigente, politica ma non solo, non sa cosa è un libro perché non legge nemmeno un libro all’anno: è così per il 39,1% dei dirigenti e professionisti italiani (contro il 17% di francesi e spagnoli). Il segno più o meno del nostro mercato, al netto di ciò che possiamo fare noi come settore, è solo una conseguenza“.  E’ netta la posizione del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Federico Motta dalla Buchmesse – il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti editoriali che ha aperto le porte oggi, 14 ottobre, a Francoforte –  durante la presentazione del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi AIE, a cui è intervenuto il Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni.

I primi otto mesi dell’anno fanno segnare per il mercato del libro un -1,9% di fatturato nei canali rivolti al lettore (librerie, librerie online e grande distribuzione) e un -4,6% a copie (dati Nielsen per AIE), con performance migliori rispetti all’inizio dell’anno.

“La mia presenza all’apertura della Buchmesse – ha sottolineato il Sottosegretario Borletti Buitoni – vuole essere una testimonianza di quanto siano sbagliate quelle credenze che, malgrado le attuali difficoltà del settore, ritengono il libro non un oggetto del futuro ma da consegnare al passato. Non si può avere sviluppo civico, prima ancora che culturale e sociale, senza il libro. Del resto, i numeri dell’attuale Buchmesse, e la rilevanza della partecipazione italiana a questa edizione, sono proprio un’indicazione in tal senso. Chi vorrebbe consegnarlo al passato pensa solo al suo supporto materiale.Non considerando che esso potrà cambiare con il mutare delle tecnologie, senza con ciò esaurire la insostituibile  funzione del libro nella civiltà moderna”.

Il mercato 2014– I dati che emergono dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi dell’AIE, mostrano che quello a cavallo tra il 2014 e il 2015 è ancora un anno di Grande Trasformazione per il mercato del libro (la sintesi è in allegato).

Si intravvede nel 2014 qualche segno più: cresce il segmento dell’editoria per ragazzi sia per i titoli prodotti (+5,9%) che per la quota di mercato (+5,7%) e cresce anche il mercato dell’ebook, sia per fatturato (che raggiunge quota 40,5milioni di euro) che per numero di titoli prodotti (+26,7%).

Si mantiene positivo il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: la vendita di diritti di autori italiani all’estero registra un +6,8% nel numero di titoli trattati e l’export di libri italiani all’estero  segna un fatturato di 40milioni di euro (+2,6% sul 2013).

Tutto questo in uno scenario punteggiato ancora di segni meno: il bacino dei lettori nel 2014 si restringe di 848mila (-3,4%), si ridimensiona il mercato (-3,6%), si conferma l’andamento negativo nel numero di titoli pubblicati (-3,5%) e nella diminuzione delle copie vendute di «carta» (-6,4%). Scende a quota 2,6miliardi di euro il fatturato del mercato del libro nel 2014, una flessione del -3,6% sull’anno precedente. Sono 97,5milioni di euro di minori ricavi.

E il 2015– I segni meno permangono ma si attenuano nel 2014 e ancor di più nei primi otto mesi del 2015, periodo in cui il mercato ha registrato un -1,9% di fatturato nei canali trade e – 4,6% per le copie vendute (dati Nielsen per AIE).

Dal punto di vista dei titoli pubblicati si passa dai 25.521 dei primi sei mesi del 2013 (novità e nuove edizioni) ai 30.961 pubblicati tra gennaio e giugno di quest’anno. Il cambiamento produttivo più evidente avviene però con la crescita dei titoli in formato ebook, stimolato anche dalla nuova Iva al 4%. Una crescita del 50% tra il periodo gennaio-giugno 2013 e il corrispondente periodo di quest’anno (dai 13.403 del 2013 ai 26.908 del semestre 2015). L’incidenza che l’ebook ha sulla produzione di carta ha raggiunto ormai la soglia dell’86,9% (era del 28,8% solo quattro anni fa).

Su ebook e diritto d’autore piena sintonia Italia-Francia

Il ministro francese della Cultura e della Comunicazione, Fleur Pellerin, ed il Ministro italiano dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, si sono incontrati venerdì scorso a Parigi, nel quadro delle loro consultazioni bilaterali annuali. In tale occasione, i Ministri hanno espresso apprezzamento per l’eccellente cooperazione culturale fra i due paesi, toccando ad esempio la questione delle cooperazioni cinematografica e patrimoniale.

In questa occasione, i due Ministri hanno peraltro tenuto ad esprimere la loro comune posizione su un gran numero di questioni europee ed internazionali.

I due Ministri hanno sottolineato innanzitutto il ruolo fondamentale del diritto d’autore nel sostegno alla diversità culturale, alla creazione artistica ed alla libertà d’espressione. Adottando una dichiarazione congiunta sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, si sono impegnati a sostenere congiuntamente nel dibattito europeo la loro comune visione ambiziosa per la cultura e il diritto d’autore nel nuovo ambiente digitale.

Hanno anche affrontato la questione dell’equiparazione fiscale fra i libri in formato digitale e in formato cartaceo. A questo proposito proposito, i Ministri si sono riferiti alla recente dichiarazione congiunta fra Italia, Francia, Polonia e Germania in materia sottolineando l’importanza di tale equità per i lettori come per gli autori, nella convinzione che è l’opera a definire un libro, e non il suo supporto. In questo senso, lo sviluppo del digitale rende necessaria una revisione del diritto europeo, perché questo tenga conto delle innovazioni e risponda alle aspettative dei consumatori come dei creatori.

I due Ministri hanno anche insistito sulla necessità di preservare la ricchezza del patrimonio culturale europeo e di assicurare la tutela della sua diversità, espressione della creatività, favorendo un accesso più largo alle opere e riconoscendo un ruolo specifico all’eccezione culturale.

I Ministri hanno altresì riaffermato la convinzione che la cultura svolga un ruolo determinante nell’affermazione di un’autentica identità europea dei valori, che possa contribuire alla difesa dei principi di libertà, mutuo rispetto e non-discriminazione, nonché alla trasmissione di questi stessi valori alle nuove generazioni.

I Ministri hanno infine espresso la loro più profonda indignazione riguardo alle distruzioni di patrimoni culturali ed archeologici in Siria ed in Iraq. Questo patrimonio non è solo il simbolo di identità nazionali, ma anche dell’intera umanità.

A tale riguardo, il Ministro Franceschini ha annunciato una Conferenza dei Ministri della Cultura dei Paesi partecipanti a EXPO 2015 che si terrà a Milano il 31 luglio ed il 1° agosto sul tema della cultura come strumento di dialogo tra i popoli. I due Ministri sono convinti che tutti i Governi possono avere un ruolo nella preservazione del patrimonio, non solo come testimonianza di civilizzazioni antiche, ma anche a beneficio delle generazioni future. A tale riguardo hanno convenuto dell’importanza di un’azione presso le Organizzazioni internazionali ed in particolare l’Unesco, al fine di adottare misure per la protezione del patrimonio culturale.

“La firma congiunta di oggi è un passo molto importante per la difesa del diritto d’autore come principio fondamentale di garanzia della libertà dei creatori anche nell’era digitale – ha dichiarato Filippo Sugar, Presidente della Siae – Grazie al Ministro Franceschini l’Italia, insieme alla Francia e alla Germania, lavorerà affinché il mercato unico del digitale sia un’opportunità di crescita per l’identità culturale dei Paesi europei evitando il rischio che l’Europa possa indebolire la sua industria creativa e diventare solo mercato per i contenuti altrui”.

Roma: presentazione del volume “La nascita del diritto d’autore in Italia” il 14 gennaio presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea

Mercoledì 14 gennaio 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume di Maria Iolanda Palazzolo, La nascita del diritto d’autore in Italia. Concetti, interessi, controversie giudiziarie, 1840-1941 (Viella, 2013).
Intervengono: Lodovica Braida, Mario Infelise, Fabio Macaluso. Coordina: Alberto Petrucciani

Da quando lo sviluppo delle tecnologie digitali ha facilitato la riproduzione di testi e immagini, il tema del diritto d’autore è diventato di grande attualità. Su quotidiani e periodici ci si interroga sulla sopravvivenza di questo istituto e sull’eventualità di un suo definitivo superamento in nome della piena libertà di accesso all’informazione. Ma come è nato il diritto d’autore in Italia e soprattutto quali soggetti sociali editori, autori, ma anche politici si sono maggiormente mobilitati per la sua piena affermazione fin dal primo Ottocento?

Attraverso la ricostruzione puntuale delle discussioni tra gli addetti ai lavori e del dibattito parlamentare nellItalia unita in un serrato dialogo con la realtà europea, l’Autrice mette in luce le tappe della lenta attuazione della tutela dell’autore, i conflitti tra le diverse forze in campo e soprattutto il ruolo svolto dalle nuove associazioni nate alla fine del lOttocento e tuttora esistenti, seppure con altre sigle in rappresentanza degli interessi di categoria, l’Associazione dei tipografi e degli editori e la Società degli Autori.

Maria Iolanda Palazzolo ha insegnato Storia della stampa e dell’editoria presso l’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni: La perniciosa lettura. La Chiesa e la libertà di stampa nellItalia liberale (2013); I Libri, il Trono, l’Altare. La censura nell’Italia della Restaurazione (2003).

Lodovica Braida è docente di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università di Milano. Tra le sue recenti pubblicazioni: Libri di lettere: le raccolte epistolari del Cinquecento tra inquietudini religiose e buon volgare (2014).

Mario Infelise è docente di Storia del Libro presso l’Unversità Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue recenti pubblicazioni: I padroni dei libri: il controllo sulla stampa nella prima età moderna.

Fabio Macaluso, avvocato, esperto di diritto d’autore, ha scritto …E Mozart finì in una fossa comune: vizi e virtù del copyright (2013).

Alberto Petrucciani è docente di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università di Roma Sapienza. Tra le sue recenti pubblicazioni: Libri e libertà: biblioteche e bibliotecari nell’Italia contemporanea (2012).

Fondo Italia-Germania per le coproduzioni cinematografiche, fino al 2 febbraio 2015 le richieste

Fino al 2 febbraio 2015 è possibile inviare le richieste di contributo per lo sviluppo di progetti di coproduzione tra Italia e Germania.

Il contributo è stabilito dall’accordo firmato il 22 ottobre a Roma dal direttore generale per il Cinema (Mibact), Nicola Borrelli, e dal direttore del Filmförderungsanstalt (FFA), Peter Dinges, per sostenere il cosviluppo di progetti che prevedano la realizzazione di lungometraggi di alta qualità, in grado di attrarre pubblico nei rispettivi paesi e nel resto del mondo. Per il 2015 le risorse destinate allo sviluppo di progetti di coproduzione tra Italia e Germania è pari a 100 mila euro, il 50 per cento messo a disposizione dal Mibact e il restante 50 per cento dal FFA. Sono considerati eleggibili ai fini dell’aiuto i progetti di lungometraggio, indipendentemente dal genere (finzione, animazione, documentario), prodotti in regime di coproduzione tra Italia e Germania e destinati a un prioritario sfruttamento nelle sale cinematografiche. L’ammontare destinato a ciascun singolo progetto può variare da un minimo di 10 mila a un massimo di 30 mila euro.

Le richieste di contributo dovranno essere inviate tramite posta elettronica agli indirizzi fsig@beniculturali.it e jones@ffa.de entro il 2 febbraio 2015. Copia cartacea della richiesta va inviata sia presso la sede della Direzione generale per il Cinema – Mibact e sia presso la sede del FFA. Modalità e documentazione per la presentazione delle richieste sono indicate nelle Linee guida pubblicate nel sito internet della dg Cinema e in quello del FFA: www.ffa.de.

Adottata la Direttiva 2012/28/UE su taluni utilizzi consentiti di opere orfane

Con il decreto legislativo 10 novembre 2014, n. 163, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 261 del 10 novembre 2014, è stata attuata la Direttiva 2012/28/UE su taluni utilizzi consentiti di opere orfane. Il provvedimento entra in vigore il 25 novembre 2014.

Approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 30 ottobre scorso su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il decreto recepisce la citata direttiva, che ha introdotto nella normativa europea la figura delle opere orfane e ne ha disciplinato gli utilizzi possibili.

Si tratta di opere tutelate dal diritto d’autore per le quali però gli autori o gli altri aventi diritto non siano noti o reperibili. Le biblioteche, gli istituti di istruzione, i musei accessibili al pubblico, gli archivi, le audioteche e cineteche nonché le emittenti radiotelevisive pubbliche potranno utilizzare le opere orfane contenute nelle loro collezioni ai fini di digitalizzazione, indicizzazione, catalogazione, conservazione o restauro e per la messa a disposizione del pubblico.

L’autore di un’opera ritenuta orfana potrà in qualsiasi momento mutare lo status dell’opera stessa ed ottenere un equo compenso dei diritti che gli spettano.

Pubblicato dal MIBACT il Rapporto 2013 sul mercato e l’industria del cinema in Italia

E’ stato presentato lo scorso 9 luglio, presso il Salone del Consiglio Nazionale del MiBACT (via del Collegio Romano 27, Roma), la sesta edizione del Rapporto 2013. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia, la
pubblicazione edita dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) in partnership con la Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).
Un’analisi statistica (a breve interamente consultabile e scaricabile gratuitamente in formato pdf sul sito www.cineconomy.it, dove sono già presenti tutte le precedenti edizioni del Rapporto, in italiano e in inglese) che
fotografa il mondo delle 6.204 aziende del settore.

Ecco alcuni dati essenziali del Report:
– Un’annata eccezionale. La quota degli incassi registrati dalle pellicole italiane ritorna al 30% del totale, risalendo rispetto alla violenta flessione del 2012 che l’aveva vista fermarsi al 25%. Il 2013 è stato un anno storico per il cinema italiano per almeno due ragioni: il film di Paolo Sorrentino La grande bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero; Sole a catinelle di Checco Zalone ha fatto registrare il record assoluto di tutti i tempi in termini di incassi e presenze al cinema per un’opera italiana (8 milioni di spettatori nei primi tre mesi e un incasso totale di 51,83 milioni di euro).

– Distribuzione in crescita. In aumento dal 2010 il numero dei titoli distribuiti. In particolare, nel circuito Cinetel, tra il 2012 e il 2013 si è passati da 833 a 979 pellicole (+13,7%).

– Il boom dei debutti. È questo il fronte caldo della competizione internazionale, ma l’Italia risponde bene. Nel 2013 le prime opere uscite nel circuito Cinetel hanno toccato quota 453, rispetto alle 364 del 2012 con un incremento del 24,79%.

– Addio Cinema Paradiso. Prosegue la crisi dei monosala. Nel 2006 erano 713. Nel 2013 sono passati a 530. In merito agli incassi, dal 2006 al 2013, i monosala hanno perso il 39,4%.

– Il crollo degli investimenti. Nonostante la spinta in avanti dell’attività produttiva, in un solo anno (tra il 2012 e il 2013) gli investimenti sono calati da 493,1 a 357,6 milioni di euro.

– Quanto costa fare un film. Il costo medio di un film in Italia si aggira intorno ai 2,1 milioni di euro. La spesa media scende a 1,69 milioni per le pellicole al 100% nazionali.

– Il Fus in calo. Il sostegno finanziario (diretto e indiretto) del Fondo Unico per lo Spettacolo destinato al cinema cala ancora a 91 milioni di euro (erano 99,7 milioni nel 2012 e 137,7 milioni nel 2007).

A corredo del Rapporto 2013 alcuni dei protagonisti del mondo del cinema hanno firmato una serie di Focus (MEDIA Salles, Microcinema, Nexo Digital, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Testimonianze
(Associazione Produttori Televisivi – APT, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, CFS Legal, Fondazione Cinema per Roma | Festival Internazionale del Film di Roma, Istituto Luce-Cinecittà, Officina della Comunicazione, Rai Cinema, Schermi di Qualità).
Presente anche una sezione dedicata alle Film Commission in cui sono presenti i contributi di Italian Film Commissions, Apulia Film Commission, Lucana Film Commission, Roma Lazio Film Commission.

«Il settore cinematografico – dichiara il Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Ivan Maffeis – è un settore chiave dal punto di vista economico, perché da solo produce una ricchezza annuale pari a 4,4 miliardi di euro. Dati importanti, che confermano la centralità dell’industria dell’audiovisivo nel tessuto produttivo italiano».
«Anche per questo – prosegue Maffeis – dobbiamo promuovere strategie e progetti condivisi che sostengano il mondo del cinema e lo aiutino ad attraversare questa stagione di crisi. I primi segnali incoraggianti sono evidenti. È necessario a questo punto che ognuno faccia la propria parte per tutelare questo avamposto strategico del patrimonio culturale italiano».
Dello stesso avviso è il Direttore Generale per il Cinema, Nicola Borrelli, che ricorda come «la Conferenza Nazionale del Cinema, cui il Rapporto 2013 dedica ampio spazio, è stata promossa dal Ministero proprio nel segno di un forte coinvolgimento di tutti gli operatori del settore per raccogliere proposte e contribuire a definire le linee di intervento idonee ad affrontare le nuove sfide del contesto digitale».
Un obiettivo che il Direttore Generale reputa «prioritario per il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, cui la cinematografia italiana, stando ai dati del Rapporto, si presenta con numeri confortanti e successi di livello internazionale. Risultati importanti, tanto più perché ottenuti nonostante le difficoltà attuali di reperimento delle risorse».

Il Press Kit con il materiale del Rapporto 2013 è scaricabile dal seguente link:
http://www.cinematografo.it/documenti/presskit_rapporto_2013.zip

L’Italia aderisce a DesignView

L’Ufficio italiano è diventato il XVII ufficio di Proprietà Intellettuale nazionale e regionale dell’UE a diventare parte di DesignView. L’Italia si è unita a Portogallo, Benelux, Estonia, Spagna, Grecia-OBI, Bulgaria, Slovacchia, Lettonia, Slovenia, Svezia, Lituania, Repubblica Ceca, Francia, Malta , Romania e l’UAMI.

Designview è un punto di accesso centralizzato che consente di vedere le informazioni concernenti i disegni registrati in possesso degli uffici nazionali partecipanti, in un unico formato di presentazione, indipendentemente da quale ufficio provenga il dato.

Ora oltre 300.000 disegni italiani sono disponibili on-line in DesignView, e portano il numero totale di modelli disponibili a circa 2,3 milioni.

Per accedere alla banca dati:
https://www.tmdn.org/tmdsview-web/welcome

Conclusa l’edizione del SXSW che ha visto per la prima volta l’Italia tra i partecipanti ufficiali

Si e’ appena concluso ad Austin il South By SouthWest: la più importante fiera al mondo dedicata a musica e tecnologia. La peculiarità dell’edizione appena conclusa è stata la presenza, per la prima volta, del sistema musicale italiano rappresentata congiuntamente da alcune delle principali istituzioni musicali, oltre che da una vasta rappresentanza di artisti italiani.

Italy @ SXSW è lo stand che ha riunito nel segno del Made in Italy Italian Music Hub – nuovo veicolo di promozione del sistema musicale italiano di cui fanno parte SIAE, FIMI e AFI – e Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale che a Austin ha promosso la quarta edizione del Medimex, il salone dell’innovazione musicale che si svolgerà a Bari dal 30 ottobre al 1 novembre 2014.

Ancora una volta ci siamo sentiti fieri di essere italani: il nostro Stand e’ stato pacificamente invaso dagli operatori e dal pubblico di tutto il mondo che c’hanno dato un riscontro di quanto siamo percepiti all’estero” dichiara Francesco Del Maro, coordinatore di Italian Music Hub e fondatore di HitWeek. “I risultati ottenuti ci spingono da subito ad iniziare un percorso di sviluppo che ci porti ad una presenza più articolata (musica, tecnologia, cinema) all’edizione 2015 del South By SouthWest” conclude Del Maro.

Di particolare rilievo, nel corso della manifestazione, le esibizioni live degli artisti italiani selezionati dal Sxsw: Omosumo, Joycut, Tying Tiffany, Taluna, Cettina Donato e Fabrizio Cammarata

Italian Music Hub è il nuovo veicolo nato per la diffusione del sistema musicale italiano (artisti, autori, editori e produttori) e partecipato dalla Siae, dalla Federazione per l’industria musicale italiana e dell’associazione dei fonografici italiani. E’ parte dal know-how territoriale negli Stati Uniti, sviluppato dall’azione coordinata degl’ultimi cinque anni di Fimi/Mise/Ice con il progetto HitWeek (il più importante festival al mondo per la diffusione della musica italiana).

Puglia Sounds è il primo progetto pubblico in Italia dedicato allo sviluppo del sistema musicale. Istituito nel 2010 dalla Regione Puglia – nell’ambito del Programma operativo FESR Asse IV Azione 4.1.2 – 4.3.3 – si occupa di valorizzare il ricco patrimonio musicale regionale e intervenire in maniera strutturale sulla crescita della filiera musicale. Dal 2011 Puglia Sounds promuove il Medimex, il salone dell’innovazione musicale rivolto al pubblico e agli operatori di settore italiani ed internazionali che in tre edizioni ha registrato 30.000 presenze e richiamato 3.700 operatori musicali provenienti da 33 paesi. La quarta edizione del Medimex si svolgerà a Bari dal 30 ottobre al 1 novembre 2014.

Italy @ SXSW: per la prima volta la musica italiana al SXSW

Il sistema musicale italiano continua la sua diffusione e crescita all’estero: per la prima volta, dal 9 al 12 Marzo prossimi, uno stand istituzionale rappresenterà il nostro paese ad Austin (Texas) nell’ambito del South By Southwest, la più importante fiera al mondo dedicata alla musica ed alla tecnologia. Per la prima volta, inoltre, l’industria musicale italiana sarà rappresentata congiuntamente da alcun delle principali istituzioni musicali e da una vasta rappresentanza di artisti italiani.

Italy @ SXSW è lo stand che riunisce Italian Music Hub – nuovo veicolo di promozione del sistema musicale italiano di cui fanno parte SIAE, FIMI e AFI – e Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale che promuoverà anche la quarta edizione del Medimex, il salone dell’innovazione musicale che si svolgerà a Bari dal 30 ottobre al 1 novembre 2014.

Nel programma ufficiale del SXSW sono previste le esibizioni di Omosumo (12 marzo Speakeasy Kabaret), Joycut (12 marzo International Day Stage e 14 marzo Karma Lounge), Tying Tiffany (13 marzo Valhalla), Taluna (13 marzo Flaminio Cantina), Cettina Donato (14 marzo Elephant Room) e Fabrizio Cammarata (15 marzo Creekside at Hilton Garden).

Italian Music Hub è il nuovo veicolo nato per la diffusione del sistema musicale italiano (artisti, autori, editori e produttori) e partecipato dalla Siae, dalla Federazione per l’industria musicale italiana e dell’associazione dei fonografici italiani. E’ parte dal know-how territoriale negli Stati Uniti, sviluppato dall’azione coordinata degl’ultimi cinque anni di Fimi/Mise/Ice con il progetto HitWeek (il più importante festival al mondo per la diffusione della musica italiana).

Puglia Sounds è il primo progetto pubblico in Italia dedicato allo sviluppo del sistema musicale. Istituito nel 2010 dalla Regione Puglia – nell’ambito del Programma operativo FESR Asse IV Azione 4.1.2 – 4.3.3 – si occupa di valorizzare il ricco patrimonio musicale regionale e intervenire in maniera strutturale sulla crescita della filiera musicale. Dal 2011 Puglia Sounds promuove il Medimex, il salone dell’innovazione musicale rivolto al pubblico e agli operatori di settore italiani ed internazionali che in tre edizioni ha registrato 30.000 presenze e richiamato 3.700 operatori musicali provenienti da 33 paesi. La quarta edizione del Medimex si svolgerà a Bari dal 30 ottobre al 1 novembre 2014.

“Il Sxsw vuole per noi essere una tappa fissa nella strategia di diffusione del sistema musicale italiano negli Stati Uniti” dichiara Francesco Del Maro, coordinatore di Italian Music Hub e fondatore di HitWeek. “Ci piacerebbe che Italy @ Sxsw possa essere il riferimento per tutti gli operatori italiani che in numero sempre crescente sono presenti ad Austin” conclude Del Maro.

Antonio Princigalli, coordinatore di Puglia Sounds/Medimex: “Dal 2010 Puglia Sounds si occupa di internazionalizzazione del sistema musicale regionale attraverso numerose attività di promozione all’estero. La partecipazione al SXSW con Italian Music Hub conferma l’efficacia del lavoro svolto in questi anni e definisce una strategia di sistema per promuovere l’industria musicale del nostro paese nei principali mercati internazionali”.

Italy @ Sxsw , stand NUMERO 1225 & 1227, Austin dal 9 al 12 Marzo

Italian Music Hub è un progetto partecipato da Fimi, Siae ed Afi ed ha i suoi uffici a Los Angeles, 117 s Doheny Dr, #314, 90048

Il mercato discografico italiano torna a crescere dopo undici anni: + 2% nel 2013

Secondo i dati di mercato raccolti dalla società Deloitte per FIMI (Federazione industria musicale italiana), il 2013 mostra per la prima volta il segno positivo, con un 2 % di incremento, dopo undici anni di calo consecutivo. L’ultimo anno di crescita fu infatti, il 2002.
Grazie al rallentamento nel declino del supporto fisico, alla tenuta del download ed al significativo successo dei servizi di streaming, il mercato italiano inverte per la prima volta la tendenza negativa ottenendo un risultato di 117,7 milioni di euro al sell-in contro i 115,9 del 2012. In particolare la musica digitale con un 18 % di crescita, del quale +182 % nei servizi in abbonamento streaming, arriva oggi a rappresentare il 32 % del mercato.

Il segmento del download che rappresenta il 62 % del digitale, mantiene ancora in Italia una buona performance realizzando un + 6 % tra singoli e album, mentre rallentano per la prima volta i ricavi dal video streaming, scesi del 2 % nel 2013. Per lo streaming audio, guidato da servizi come Spotify, Cubomusica e Deezer invece, si tratta di un vero e proprio boom con un fatturato di oltre 7 milioni di euro contro i 2,5 milioni del 2012. Complessivamente lo streaming rappresenta il 18 % del segmento digitale rispetto all’8 % del 2012.

“Il mercato digitale italiano comincia a consolidarsi avvicinandosi ai mercati maggiori, anche se resta sicuramente in ritardo rispetto alle proprie potenzialità. Siamo in una fase ancora molto fragile dell’economia musicale, che ha visto un calo del 70 % negli ultimi dieci anni”, ha dichiarato il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, concludendo poi: “Se guardiamo al risvolto positivo, l’offerta diversificata con molte piattaforme attive nei vari segmenti, sta incontrando sempre di più l’interesse dei consumatori, anche grazie alle caratteristiche social di molti servizi che coinvolgono i fan degli artisti offrendo cataloghi di fatto illimitati”.

Sono oltre 25 milioni i brani disponibili ai consumatori italiani per il download o lo streaming (http://www.mappadeicontenuti.it/4/musica.html). Nel segmento fisico è da rilevare la continua crescita degli album in vinile che salgono anche nel 2013 di un ulteriore 6 %.

E’ forte, infine, l’affermazione del repertorio italiano cresciuto complessivamente del 9 %, con nove artisti su dieci nella classifica annuale Top of the Music del 2013 così come della musica classica, cresciuta dell’86 % e che copre l’11 % delle vendite di musica in Italia.

Considerando oltre al sell-in del mercato fisico e digitale, anche i diritti connessi (licenze per utilizzazioni su radio, TV e pubblici esercizi) e le sincronizzazioni che nel 2013 secondo Deloitte, hanno generato rispettivamente 23,6 milioni di euro e 4,0 milioni, la crescita del mercato complessivo è del 4%.

ISTAT comunica i dati della produzione e la lettura di libri in Italia nel 2013

ISTAT dichiara che nel 2013, oltre 24 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2012, la quota di lettori di libri è scesa dal 46% al 43%.

Nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 49,3% della popolazione femminile e solo il 36,4% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già in età scolare, a partire dagli 11 anni.

La fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (57,2%).

La propensione alla lettura dipende dalla scuola, ma anche dall’ambiente familiare: leggono libri il 75% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 35,4% di quelli con genitori che non leggono.
Permangono le differenze territoriali: nelle regioni settentrionali legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (50,1% nel Nord-ovest e 51,3% nel Nord-est), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di lettori è pari solo al 30,7%.

Maria Jolanda Palazzolo, La nascita del diritto d’autore in Italia. Concetti, interessi, controversie giudiziarie (1840-1941)

Editore Viella (collana I libri di Viella)
2013, 181 p., brossura
Prezzo di copertina € 25,00
ISBN: 9788867280919

Da quando lo sviluppo delle tecnologie digitali ha facilitato la riproduzione di testi e immagini, il tema del diritto d’autore è diventato di grande attualità. Su quotidiani e periodici ci si interroga sulla sopravvivenza di questo istituto e sull’eventualità di un suo definitivo superamento in nome della piena libertà di accesso all’informazione. Ma come è nato il diritto d’autore in Italia e soprattutto quali soggetti sociali – editori, autori, ma anche politici si sono maggiormente mobilitati per la sua piena affermazione fin dal primo Ottocento? Attraverso la ricostruzione puntuale delle discussioni tra gli addetti ai lavori e del dibattito parlamentare dell’Italia unita in un serrato dialogo con la realtà europea, l’autrice mette in luce le tappe della lenta attuazione della tutela dell’autore, i conflitti tra le diverse forze in campo e soprattutto il ruolo svolto dalle nuove associazioni nate alla fine dell’Ottocento e tuttora esistenti, seppure con altre sigle in rappresentanza degli interessi di categoria, l’Associazione dei tipografi e degli Editori e la Società degli Autori.

 

Confindustria Cultura: ‘L’industria culturale spinge l’innovazione. Si adeguino i compensi per la copia privata’

“E’ urgente l’adeguamento dei compensi per le riproduzioni personali a scopo privato di opere digitali”. Confindustria Cultura Italia, la federazione che rappresenta le industrie dei contenuti culturali aderenti a Confindustria, prende posizione sul tema della copia privata e dell’equo compenso.
“L’evoluzione tecnologica – ha sottolineato il presidente, Marco Polillo – rispetto al 2009, quando furono fissate le tariffe da applicare ai vari supporti di memoria, ha portato allo sviluppo di prodotti sempre più utilizzati per il consumo di contenuti: oggi smartphone e tablet sono oggetti ben diversi da un telefonino che riproduceva una suoneria di qualche anno fa”.
Confindustria Cultura rappresenta settori essenziali nell’economia digitale: film, musica, serie televisive, oggi alla base dell’utilizzazione spinta dei device mobili: “Non è quindi assolutamente consentito affermare che le nostre industrie siano contro l’innovazione – Ha concluso Polillo, a nome di tutta l’industria culturale italiana. Adeguare i compensi, in linea con quelli degli altri paesi europei, non significa tassare l’innovazione come scrivono alcuni organi di informazione, ma consentire ai consumatori di sfruttare al meglio un’eccezione prevista dalla legge per realizzare copie personali su vari apparati mobili, un’opportunità a fronte di un piccolo contributo che serve a remunerare il lavoro di chi crea cultura”.

Gino Paoli: due domande sulla copia privata

Nell’ultimo fine settimana ho letto e ho sentito demagogiche e complicatissime analisi sulla copia privata che non è una TASSA, ma il compenso che si riconosce agli autori, agli interpreti esecutori e ai produttori di contenuti, e che SIAE ha solo l’obbligo di raccogliere e ripartire non avendo alcuna provvigione se non il recupero delle spese.
Come autore e come Presidente della SIAE, sento il dovere di semplificare la questione a beneficio dei cittadini e quindi faccio una semplice considerazione e pongo due semplici domande a quanti, incomprensibilmente schierati con le aziende multinazionali che producono gli apparati tecnologici, contrastano l’aggiornamento delle tariffe.
La considerazione: nel cosiddetto G8, dove siedono le otto grandi potenze economiche del mondo, vi sono quattro Paesi europei che sono la Francia, la Germania, il Regno Unito e l’Italia. Poichè nel Regno Unito la copia privata è ILLEGALE, ci sembrava giusto chiedere che le tariffe italiane fossero adeguate a quelle della Francia e della Germania.
Tuttavia ci è sembrato ragionevole ed equo condividere la proposta del Ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo Massimo Bray di adeguamento di tali tariffe alla media europea.
Veniamo alle domande.
La prima: perché in Italia le tariffe degli smartphone sono a 0,90 centesimi, quelle dei tablet a 1,90 euro e quelle dei telefoni non smartphone a 0,90 centesimi mentre in Germania variano da 16 a 36 euro (secondo le capacità di memoria) e in Francia da 2,80 a 14,72 euro?
La seconda: perché gli autori, gli interpreti esecutori e i produttori di contenuti del nostro Paese non possono avere pari dignità e devono continuare a produrre opere dell’ingegno senza avere adeguato compenso e quindi continuando ad essere figli di un dio minore?
(Gino Paoli)