Home » Tag Archives: guardia di finanza

Tag Archives: guardia di finanza

Guardia di Finanza Cagliari: operazione “pirate on demand”. bloccata piattaforma web utilizzata per l’accesso abusivo ai canali Mediaset Premium e Sky

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria del capoluogo sardo, ha proceduto al sequestro di 9 portali internet attraverso i quali era possibile accedere illegalmente ai canali Mediaset e Sky.
I dati scambiati mediante l’utilizzo di ben 89 server sono risultati pari a 178 terabyte (quasi 180.000 gigabyte) con un’offerta di prodotti televisivi ampia e variegata spaziante dallo sport al cinema passando per l’entertainment ed i contenuti per i piu’ piccoli.
Con questi risultati, le Fiamme Gialle hanno concluso l’operazione denominata “pirate on demand”, nel cui ambito e’ stata individuata e bloccata una vasta rete telematica per l’illecita diffusione e vendita online di interi palinsesti ricorrendo alla cd. Iptv.
Si tratta di una tecnica in forte diffusione, finalizzata all’immissione sul web a beneficio di una platea indifferenziata di utenti per lo scaricamento, abusivo, e a prezzi stracciati, di eventi sportivi, film, serie televisive e concerti, in illecita e dannosa concorrenza con le emittenti televisive titolari dei relativi diritti.
Le indagini – iniziate nel mese di settembre 2016 e coordinate dal sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Cagliari, dott. Giangiacomo Pilia – hanno interessato note piattaforme, ai primi posti nel panorama nazionale per la fruizione abusiva dei canali di Mediaset Premium e Sky, le quali offrivano contenuti pirata sia in modalità “streaming live”, cioè in diretta, che in modalità “streaming on demand”, fruibili, quindi, a richiesta degli internauti.
Riscontrate le informazioni preliminarmente acquisite sul sistema illecito, sul suo funzionamento e diffusione, gli investigatori – in collaborazione con le unita’ anti piracy di Sky e Mediaset con il supporto della digital content protection – hanno orientato gli accertamenti al puntuale monitoraggio della rete internet e delle proposte di streaming presenti, nonché, quindi, alla selezione dei portali effettivamente utilizzati per le attivita’ illecite in questione analizzando una consistente mole di dati scambiati tra internet service providers (isp), uploaders ed utenti finali.
Tale processo di ricerca, qualificazione e selezione e’ stato perseguito circoscrivendo i cluster di informazioni di reale interesse e inerenza rispetto al contesto oggetto delle indagini (nickname ed indirizzi ip maggiormente ricorrenti).
Il primo step dell’operazione si era quindi concluso con l’oscuramento dei siti web cosi’ individuati in esecuzione del provvedimento di inibizione emesso dal magistrato procedente e notificato agli internet providers.
Inoltre, un soggetto residente in provincia di Varese, ritenuto dagli investigatori l’amministratore commerciale della piattaforma illegale, era stato denunciato per violazione della normativa sul diritto d’autore.
Con la fase conclusiva dell’indagine, oltre alla permanenza del blocco dei canali di accesso alla piattaforma pirata, si e’ provveduto al materiale e definitivo blocco degli 89 server utilizzati per alimentare i siti internet incriminati.
Contestualmente, le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni locali ed informatiche nei confronti di un soggetto residente nel maceratese, che – in concorso con l’amministratore commerciale della piattaforma web investigata – gestiva tecnicamente i flussi per la fruizione dei contenuti illeciti e per l’approvvigionamento dei siti pirata.
Sono stati, così, sequestrati personal computer, decoders, tessere sky, un tvbox, carte ricaricabili poste pay, uno smartphone, un router, un tv encoder, una tv kplus.
A carico di entrambi gli indagati sono state cosi’ riscontrate reiterate violazioni all’art.171 ter, comma 2, lettera a bis, della legge 633/41 (legge sulla protezione del diritto d’autore), nonché violazioni agli articoli 640 ter (frode informatica) e 473 del codice penale (contraffazione).
Le Fiamme Gialle provvederanno ora a quantificare i guadagni illegalmente conseguiti, ricostruendo il giro d’affari attraverso il numero degli abbonamenti sottoscritti.
E’ altresì al vaglio degli inquirenti la posizione di coloro che hanno acceduto attivamente alle piattaforme acquistando gli abbonamenti piratati e beneficiando, cosi’, dell’illecito vantaggio.
Lo sfruttamento illegale delle opere di ingegno sul web si conferma in preoccupante ascesa, soprattutto in correlazione alle piu’ elevate velocita’ di accesso consentite dal costante sviluppo tecnologico delle reti.
secondo le piu’ recenti stime, il solo sistema iptv in italia – che conta 2 milioni di fruitori – genera perdite per oltre 300 milioni di euro e ricadute negative sull’intero campo del tv entertainment.

Operazione Odissea 3: la GdF sequestra altri 41 siti che violano il diritto d’autore

Le Unità Speciali della Guardia di Finanza stanno eseguendo una nuova operazione a contrasto della pirateria on line coordinata dalla Procura dalla Repubblica di Roma. Sono in corso di esecuzione i sequestri preventivi mediante oscuramento, su apposito decreto emesso dal Gip del Tribunale capitolino, di 41 siti web che consentivano l’illecita fruizione di film di primissima visione, nonché di eventi sportivi di cartello, in violazione dell’articolo 171 della legge 633/41.

In particolare i domini rendevano disponibile in totale evasione dei diritti, il più aggiornato catalogo di film di prima visione, da “I Magnifici 7” a “Suicide Squad”, da “Ghostbusters” a “Oceania” passando per “La Leggenda di Tarzan” nonché “Passengers”, solo per fare un esempio. Inoltre altri domini permettevano la visione di eventi sportivi di livello internazionale quali i campionati di calcio di maggiore richiamo in Europa come la Premier League, La Ligue1, Bundesliga, La Liga, Champions League, nonché le principali manifestazioni automobilistiche e motociclistiche, Formula 1, Moto GP, senza dimenticare i più importanti tornei di tennis ATP, da Wimbledon al Roland Garros, dagli US Open, agli appena conclusisi Australian Open.

Questi nuovi sequestri sono stati resi possibili grazie alle innovative metodiche investigative messe a punto, per la prima volta in Italia, dagli operatori del Nucleo Speciale Radiodiffusione Editoria secondo gli impulsi ricevuti dalla Procura della Repubblica di Roma, che hanno consentito il superamento dei sistemi di anonimizzazione, volti all’esterovestizione, utilizzati dai siti web che pubblicano illecitamente materiale protetto dal diritto d’autore.

La strategia operativa scelta dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza negli ultimi tre anni ha comportato l’adozione di due metodologie innovative a contrasto delle attività illecite sul web, la prima è la nota “follow the money” ed ha riguardato la pubblicità che sosteneva i siti pirata, la seconda definita “follow the hosting”, evoluzione della prima, mira a rendere vano il tentativo di far risultare all’estero il “server” del sito pirata, che utilizza, a tal fine, sistemi di anonimizzazione disponibili in modalità “cloud”. In pratica, individuato il sito web che opera illegalmente, viene richiesto ai provider di verificare sui propri server la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting, Server Dedicato”, oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o registrazione del nome a dominio.

Prima dell’adozione di tali metodologie operative, secondo analisi approfondite svolte dalla Fapav, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, il tasso di diffusione della pirateria audiovisiva in Italia era del 37% da cui si evince un danno economico stimato di circa 500mln di Euro. Sempre secondo Fapav il 34% dei prodotti cinematografici era già disponibile online illecitamente il primo giorno di programmazione nelle sale, entro il primo weekend era invece online illegalmente il 58% dei film. Ogni giorno in Italia avvenivano 1.239.000 visioni illecite di contenuti audiovisivi, giusta quanto emerge da una rilevazione effettuata nel 2014.

Tutto questo a fronte della chiusura di 857 sale cinematografiche nel Paese, maggiormente piccole sale cittadine, quale effetto determinato dalla crisi e dalla pirateria.
Oltre a violare la legge, nel caso venga scaricato e condiviso, consumando un prodotto illegale in streaming si rischia concretamente di danneggiare, con effetti spesso irreparabili, il proprio Pc o Tablet attraverso applicazioni terze che vengono scaricate ovvero si rischia di cliccare su finte icone “play” che celano pubblicità con virus, malware, popup, script malevoli.

Con questa ultima operazione salgono a ben 290 i siti oscurati nell’ultimo trimestre dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza a tutela del Diritto d’Autore, attraverso l’applicazione di un innovativo approccio al contrasto degli illeciti sul web, con una progressione che non ha paragoni negli ultimi anni.

Operazione Odissea 2: la GdF sequestra i 50 maggiori siti internet dediti alla diffusione illegale di quotidiani e riviste nazionali e internazionali

Il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, sta eseguendo oggi (31 gennaio) il sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Roma, di 50 domini web monitorati sulla rete, che rendono disponibile, gratuitamente ed integralmente, un vastissimo quanto aggiornato catalogo digitale di quotidiani e periodici nazionali ed esteri, in evasione dei diritti patrimoniali spettanti agli editori.

Il sequestro, attuato con l’oscuramento dei siti, riguarda, in pratica, l’illecita fruizione di tutte le principali testate nazionali, tra le quali, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, Il Giornale, Italia Oggi, Libero, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Tuttosport, nonché periodici di larga diffusione, quali Panorama, Chi, Tv Sorrisi e Canzoni, Focus, Cosmopolitan, Fashion Magazine, Vanity Fair, Auto Sprint, Elle e Gente, per citarne solo alcuni.

L’operazione, denominata “ODISSEA 2”, rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, su specifiche direttive del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza, con competenza nazionale in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.

Nel corso delle indagini è stato possibile individuare molteplici siti/domini che, utilizzando appositi servizi telematici in grado di assicurare l’anonimato, gli consentivano di risultare, apparentemente, ubicati fuori dal territorio nazionale.

Tale metodologia rappresenta una evoluzione delle tecniche criminali di pirateria sulle reti elettroniche.
Le Unità Speciali della Guardia di Finanza, dopo aver già sperimentato con successo nel corso di precedenti indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, il metodo “follow the money” (che ha consentito di ricostruire i flussi economici prodotti dalla pubblicità abbinata ai siti pirata e di reprimere questa forma di sostegno finanziario degli stessi siti illegali), ha sviluppato una nuova strategia investigativa denominata “follow the hosting”, che interessa, direttamente, i provider nazionali. In pratica, individuato il sito web che opera illegalmente, viene richiesto ai provider di verificare sui propri server la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting, Server Dedicato”, oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o registrazione del nome a dominio.

In tal modo si arriva ad identificare l’utente responsabile dell’attività criminale, rendendo inefficace l’adozione dei sistemi di anonimato utilizzati da tali soggetti per coprire le loro condotte illecite.

E’ stato scoperto, infatti, che le recenti metodologie criminali adottate non fanno più ricorso alle inserzioni pubblicitarie (a seguito dell’intensa azione repressiva condotta), ma si avvalgono di servizi di anonimizzazione, detti “cloudflare”. Il profitto è costituito ora dagli utili derivanti dalla sottoscrizione di abbonamenti presso i “cloud”, affinché ogni utente possa fruire illegalmente delle opere multimediali tutelate.

La messa a disposizione del pubblico su reti telematiche di tale materiale, protetto dal diritto d’autore, è punita dall’art. 171 della legge 633/1941.

I domini oggetto del sequestro hanno consentito la fruizione illegale del materiale a milioni di utenti.

Occorre ricordare che negli ultimi cinque anni i principali gruppi editoriali nazionali hanno accumulato perdite per due miliardi di euro, ridotto il fatturato del 32%, nonché ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità.

Tali dati si evincono dal report pubblicato dall’ufficio studi di Mediobanca che altresì denuncia la flessione del giro d’affari del settore editoriale da 5,7 miliardi del 2011 a 3,9 miliardi del 2015. Il calo delle vendite dei quotidiani è in discesa del 33% nell’ultimo quinquennio.
Complessivamente, negli ultimi tempi, con un impegno senza precedenti, le Unità Speciali della Guardia di Finanza hanno oscurato ben 249 siti a tutela del diritto di informazione ed a contrasto dei gravi danni al settore dell’editoria del nostro Paese.

Guardia di Finanza: Operazione “Radio in Store”. Vasta indagine in materia di pirateria fonografica e tutela del Diritto d’Autore.

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia hanno dato esecuzione ad una perquisizione locale nei confronti di una società ubicata nella provincia di Rovigo avente come oggetto l’attività di Music Provider, ovvero un’azienda specializzata nel creare e fornire palinsesti musicali personalizzati destinati alle attività commerciali.

Nel corso dell’attività operativa, condotta con la preziosa collaborazione dell’Ufficio Antipirateria e Multimedialità della Direzione Generale della SIAE di Roma e della F.P.M. (Federazione contro la Pirateria Musicale) di Milano, sono stati sequestrati n. 643.060 file musicali in formato elettronico non in regola con il diritto d’autore, derivanti da un repertorio musicale composto da n. 17.380 brani fruibili simultaneamente dalle società clienti. Un imprenditore rodigino titolare del music provider è stato denunciato per violazioni alla normativa sul diritto d’autore (Legge 633/1941). Allo stesso è stata comminata anche una sanzione amministrava per un importo di 11.500 euro.

Le indagini della Guardia di Finanza di Venezia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, traggono origine da una capillare analisi della rete Internet ed in particolare da un meticoloso ed incessante monitoraggio dell’App Store, che ha portato alla luce un numero considerevole di applicazioni web radio, riconducibili ad un unico sviluppatore.

I Finanzieri hanno appurato che il Music Provider, in violazione della Legge 633/1941, riproduceva, per la successiva trasmissione e/o diffusione, brani musicali registrati preventivamente su un server remoto ubicato in Italia.

Lo stesso infatti non corrispondeva nella giusta misura alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) il previsto compenso per l’utilizzazione di supporti musicali e quindi, di fatto, non assolveva al pagamento dei diritti d’autore ed alla S.C.F. (Società Consortile Fonografici) il compenso per l’utilizzazione di brani musicali tutelati riprodotti su supporti fonografici, non adempiendo, di fatto, al pagamento dei diritti connessi.

Un’approfondita analisi della documentazione acquisita ha inoltre evidenziato l’esistenza di una attività di Radio in Store (fornitura di trasmissioni radiofoniche personalizzate per gli esercizi commerciali) esercitata dal Music Provider per n. 634 punti vendita dislocati su tutto il territorio nazionale, talvolta riconducibili a noti marchi e catene di distribuzione, nonché di una attività di produzione software per 40 applicazioni Web Radio.

Nel tempo, Il Music Provider ha omesso di dichiarare agli aventi diritto e in particolare alla SIAE l’esatto numero delle società clienti.

Gran parte dei 634 punti vendita individuati è risultata, a sua volta, non in regola con le vigenti normative sul diritto d’autore. In particolare 533 punti vendita sono risultati privi di licenza per i diritti connessi (S.C.F.) e 228 punti vendita privi di licenza SIAE.

Operazione GdF in sei regioni: recuperati 23 milioni di cd e dvd vergini

Al termine di una lunga attività investigativa, eseguita in collaborazione con il Servizio Antipirateria di SIAE, la Guardia di Finanza ha dato il via ad un sequestro di beni – il cui valore supera i 96 milioni di euro – nei confronti di un’associazione a delinquere finalizzata all’evasione dell’Iva sui prodotti informatici. L’operazione, condotta in sei regioni italiane – Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Campania, Lazio e Puglia – ha portato anche al sequestro di 23 milioni di cd e dvd vergini, in gran parte con il marchio Verbatim.

I supporti alimentavano il mercato italiano evadendo l’Iva attraverso una serie di società collocate in Paesi a regime fiscale privilegiato e assicurando all’azienda informatica il monopolio del mercato. Triangolazioni fittizie, secondo lo schema tipico delle frodi carosello, rendevano infatti il prezzo dei prodotti informatici estremamente concorrenziale. I cd e dvd recuperati sono stati distribuiti a scuole, parrocchie ed uffici pubblici.

L’importante operazione è il risultato del lungo lavoro condotto dagli uomini della Guardia di Finanza con il supporto del Servizio Antipirateria di SIAE partendo da un’indagine sull’ala del clan camorristico Mazzarella specializzata nella pirateria audiovisiva e risalendo la filiera. Sono state individuate così alcune aziende italiane ed estere che introducevano in Italia grandi quantità di supporti vergini destinati sia alla criminalità partenopea che alla grande distribuzione.

Fonte: www.siae.it

Guardia di Finanza: operazione “Black Press Review” e sequestro di edicole on line illegali

Nell’ambito di una strategia sistematica di contrasto alla pirateria digitale, l’azione del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza questa volta si è rivolta al fenomeno delle numerose edicole “on line”, allocate su server nazionali ed esteri (tra cui Repubblica Ceca, Russia, Moldavia, Svizzera e Stati Uniti), che consentono a migliaia di utenti del web, illegalmente, sin dalle primissime ore della giornata, di avere la disponibilità, completa e gratuita, di tutti i quotidiani e periodici nazionali ed esteri, senza corrispondere alcun compenso agli editori.

Con la concreta e fattiva collaborazione della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e di alcune delle maggiori testate giornalistiche nazionali, in questa occasione, le Fiamme Gialle hanno identificato alcuni hacker che, attraverso complesse procedure tecniche, acquisivano indebitamente la copia digitale del giornale appena realizzato dai vari quotidiani e non ancora mandato in stampa, per appostarlo sulle edicole illegali. Anche una società che realizza servizi di rassegna stampa risulta interessata all’indebito uso dei “file” digitali dei giornali rinvenuti sui siti pirata.

In queste ore, i Finanzieri delle Unità Speciali – dopo aver fatto ricorso, d’intesa con alcuni quotidiani, ad apposite tecniche investigative, che si sono tradotte in veri e propri pedinamenti digitali, ovvero in accorgimenti idonei ad identificare il percorso della copia digitale del giornale, su delega della Procura della Repubblica e del G.I.P. del Tribunale di Roma, stanno procedendo, su tutto il territorio nazionale, al sequestro/oscuramento di 19 siti/edicola ed alle perquisizioni locali nei confronti dei presunti responsabili.

Il fenomeno ha indubbi effetti negativi sul settore dell’editoria, che perde così ingenti risorse, con ricadute occupazionali, frustrando il lavoro, spesso pericoloso e duro degli operatori dell’informazione, che si vedono sottrarre, con un semplice “click”, il frutto del proprio impegno quotidiano sul campo da soggetti che operano, illegalmente e senza fatica, nel web.

Come accaduto in altri analoghi interventi repressivi, tra cui si annoverano le operazioni dello stesso Comando Unità Speciali, denominate “Publifilm” (cinema), “Free Magazines” (editoria), “Italian Black Out” (cinema e altri contenuti protetti) e “Match Off” (diritti sportivi), anche in quest’occasione, secondo una recente impostazione investigativa, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, si è proceduto ad effettuare indagini finanziare tese, in un’ottica di approccio trasversale ai fenomeni criminali che contraddistingue la Guardia di Finanza, a ricostruire il flusso delle risorse generate dalla pubblicità appostata sulle edicole illegali, nonché a verificare la posizione delle agenzie di raccolta pubblicitaria su internet. In merito, sono in corso interventi presso primarie aziende nazionali, che risultano aver affidato ai siti pirata la propria pubblicità.

SIAE e GdF: scoperta truffa milionaria a Castellammare di Stabia e Sorrento

Avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di nove persone, indagate per corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica e rivelazione del segreto d’ufficio. Cinque indagati sono ex accertatori e mandatari della Siae della circoscrizione di Castellammare di Stabia e Sorrento, gli altri quattro sono imprenditori alberghieri e musicisti coinvolti. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo beni mobili e immobili per circa 2 milioni di euro nei confronti di due ex accertatori Siae e dei rispettivi familiari.

Dalle indagini dei finanzieri di Massa Lubrense, coordinati dalla procura di Torre Annunziata, è emerso un giro di corruzione in danno della Siae. In alcuni casi, i titolari degli alberghi, di ristoranti o locali e i musicisti, una volta incassata dal festeggiato di turno l’intera tariffa Siae, avvisavano l’accertatore di zona che, durante la cerimonia, si presentava per fare una vigilanza solo formale e ritirava la ‘bustarella’. Durante le indagini, i militari si sono infiltrati in matrimoni, battesimi o comunioni o hanno dovuto fingere di organizzare delle feste proprio per acquisire prove.

Le indagini avevano portato, già nel 2012, a fare 70 perquisizioni e ad eseguire l’anno successivo quattro misure cautelari nei confronti di accertatori Siae. Sequestrate otto unità immobiliari, tra cui lussuose ville, tre terreni, cinque moto, tre auto, quattro conti correnti.

Fonte: Adnkronos

Nuova operazione antipirateria della GdF: oscurato il cyberlocker italiano “ddlstorage”

AGIS, ANICA, FAPAV e UNIVIDEO esprimono grande apprezzamento per i risultati dell’operazione “Italian Black Out”. Il prosieguo dell’attività, iniziata nel mese di agosto 2012, ha rivelato una complessa organizzazione dedita alla condivisione illecita di contenuti audiovisivi, musicali e multimediali, smantellando un imponente giro d’affari che vedeva coinvolti 25 soggetti in tutta Italia.

Nello specifico il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, in stretta collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma, ha individuato i principali uploader del più importante cyberlocker italiano, “DDLStorage”.

I cyberlocker sono servizi di archiviazione su server remoto che consentono agli utenti di caricare file, che possono poi essere condivisi in modalità streaming o download, gratuitamente o tramite acquisto di account “premium” che garantiscono migliori prestazioni e che costituiscono una tra le principali fonti di guadagno per i gestori di questi servizi. Oggi i cyberlocker sono sempre più frequentemente utilizzati per la condivisione non autorizzata di contenuti audiovisivi. La loro connessione con i siti pirata rivela come la filiera di distribuzione del contenuto illecito sia particolarmente strutturata e gestita da soggetti altamente preparati e con una suddivisione dei ruoli così precisa da evidenziare nuovamente come dietro la pirateria si celi un vero e proprio business criminale.
Il motivo del sempre più ampio utilizzo dei cyberlocker è assai noto: gli uploader sfruttano infatti le possibilità di guadagno offerte da questa tipologia di servizi.

Non va dimenticato che, a fronte di questi proventi illeciti, si creano ingenti danni al comparto audiovisivo, stimabili in oltre 500 milioni di euro ogni anno, senza contare l’evasione fiscale, la perdita per l’erario e in termini occupazionali.

L’operazione ha richiesto un lungo periodo di indagini, testimoniando un grande impegno ed interesse da parte della Guardia di Finanza e dei Nuclei Speciali a dimostrazione di una costante attenzione alle tematiche del Diritto d’Autore e dei risvolti economici connessi alle attività illecite.

AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo), ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) e UNIVIDEO (Unione Italiana Editoria Audiovisiva – Media Digitali e Online), plaudono il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza che ha svelato i meccanismi alla base del principale servizio di condivisione di contenuti audiovisivi non autorizzati e confermano il proprio sostegno e supporto all’importante lavoro posto in essere a tutela dei contenuti audiovisivi.

Megatruffa da 252 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza e dalla SIAE

Una megatruffa con evasione fiscale per oltre 252 milioni di euro, su materiale informatico, cd e dvd vergini, è stata scoperta e smantellata ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la SIAE.

Dobbiamo fare un plauso all’eccellente esito dell’azione delle Fiamme Gialle che si è giovata della collaborazione del Servizio Antipirateria e dell’Ufficio Copia Privata della SIAE” ha detto Sabina Riccardelli, Vice Direttore Generale SIAE, commentando l’operazione che ha portato a smascherare un ingegnoso sistema criminale. “Il successo è frutto di un’attività d’intelligence attenta e raffinata, che ha individuato ingenti quantitativi di supporti audiovisivi vergini ed altro materiale informatico, prevalentemente a marchio Verbatim, destinati ad alimentare il mercato italiano in totale evasione delle imposte e dei compensi dovuti per copia privata“.

Le indagini, avviate dagli uomini della Guardia di Finanza di Fiumicino, partono da una pregressa attività investigativa su clan camorristici che avevano il controllo della pirateria audiovisiva partenopea, per svilupparsi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e controlli presso le aziende, volti a ricostruire minuziosamente i canali di approvvigionamento del materiale informatico.

In tale contesto sono stati sequestrati oltre 23 milioni di cd/dvd “vergini” oltre a 500.000 euro in contanti utilizzati per pagamento, ovviamente in nero, del materiale sequestrato. La merce in apparenza esportata al di fuori del territorio nazionale, tramite vendite estero su estero, veniva di fatto distribuita in Italia, scortata da documenti di trasporto contraffatti, inoltre, grazie all’omesso pagamento delle imposte e dei compensi dovuti alla SIAE, sia le aziende campane in odore di camorra che quelle operanti nella grande distribuzione, riuscivano ad ottenere la merce a prezzi talmente bassi da sbaragliare letteralmente la concorrenza del settore.

Il profitto dei reati, conseguito dall’associazione è stato quantificato in euro 252.340.629, di cui 156.013.094,70 euro, per la mancata corresponsione del compenso per copia privata; e 96.327.534,30 euro di IVA ed IRES evasi.

La DDA ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente sui beni nella disponibilità degli indagati, anche per interposta persona, fino a concorrenza per la somma di euro 252.340.629, in particolare: 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere, di poter garantire l’ingente pretesa erariale.

L’importante risultato di oggi, nel campo dei supporti fisici, non deve far diminuire l’allerta sul fenomeno della pirateria digitale, molto radicato nel nostro paese, che colpisce l’industria dei contenuti, l’erario e anche l’immagine dello Stato Italiano” ha aggiunto la Riccardelli. “In questo senso, fortunatamente, possiamo disporre anche del prezioso Regolamento Agcom sul diritto d’autore online, uno strumento che consente una più incisiva tutela della filiera creativa tutta“.

 

FIMI: plauso per l’operazione sui siti Sumotorrent, Torrentreactor e Futubox

A seguito di una recente operazione svolta dalla Guardia di Finanza di Agropoli, al fine di oscurare alcuni fra i maggiori portali internazionali di streaming video e  di condivisione di opere tutelate dal diritto d’autore, giunge il plauso di FIMI (Federazione dell’industria musicale italiana di Confindustria) per l’efficace intervento effettuato.

In particolare, è stato inibito l’accesso a tre indirizzi IP che consentivano di raggiungere Sumotorrent.com e Torrentreactor.com, due fra i più importanti tracker internazionali di Bit Torrent, grazie ai quali milioni di utenti condividevano illegalmente opere protette dal diritto d’autore di svariato genere (musica, libri, film, ecc). L’operazione segue inoltre, le precedenti inibizioni degli stessi portali, anch’esse disposte dalla Compagnia di Agropoli e avvenute fra il 2012 e 2013. Nonostante i tentativi di aggirare le precedenti misure restrittive attraverso l’utilizzo di nuovi spazi online, non è stato possibile rendere nuovamente accessibili le due piattaforme grazie al tempestivo intervento della Guardia di Finanza.

Parallelamente alla chiusura dei due portali, la Compagnia di Agropoli ha completato l’operazione sul sito Futubox che consentiva di accedere abusivamente ai canali Sky. I finanzieri hanno condotto una complessa attività investigativa successivamente all’inibizione del sito principale (maggio 2013), tale da risalire a tutta l’organizzazione che gestiva il portale e i cui “responsabili” erano situati in Ucraina mentre una fitta rete di agenti commerciali si dislocava in diversi Paesi europei, fra i quali l’Italia.

Fimi, congratulandosi per il repentino intervento attuato dalla Compagnia di Agropoli porta in evidenza, ancora una volta, l’importanza di garantire all’offerta legale online la possibilità di proseguire il processo di sviluppo ormai inoltrato e di confrontarsi in condizioni di concorrenza leale.

Udine: sequestro di file musicali contraffatti a un dj

Nell’ambito di una operazione predisposta dalla Sede di Venezia in occasione della “Festa della Donna”, personale della Guardia Di Finanza e della Filiale SIAE di Udine ha effettuato un controllo congiunto in un noto pubblico esercizio del centro di Udine, riscontrando l’illecita utilizzazione di oltre 500 file musicali e provvedendo alla denuncia penale nei confronti del disc-jockey ed al sequestro del computer portatile con il quale venivano effettuate le diffusioni musicali irregolari.

Le Fiamme Gialle di Udine, coadiuvate dalla locale Siae, si sono particolarmente distinte, in questo primo scorcio dell’anno, nell’azione di contrasto alla pirateria fonografica, operando specificamente nel settore dei trattenimenti musicali con disc-jockey una serie di controlli che ha già portato al sequestro di supporti irregolari di vario genere.

Fonte: www.siae.it

 

Sequestrati dalla Guardia di Finanza oltre 40 siti pirata per violazione del diritto d’autore

I Finanzieri delle Unità Speciali hanno interrotto, su ordine dell’Autorità Giudiziaria di Roma, l’illecita attività di 46 siti Internet che diffondevano, in violazione del diritto d’autore, migliaia di opere cinematografiche, tra cui numerosissimi film in prima visione assoluta, anche di produzione italiana.

Dopo aver condotto una puntuale attività di monitoraggio della rete, il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria della Guardia di Finanza ha denunciato alla Procura della Repubblica capitolina la diffusione illegale di opere coperte da copyright, attraverso numerosissimi siti internet, per lo più allocati su server esteri.

Al P.M. inquirente, Dr. Nicola Maiorano, coordinato dal Procuratore Aggiunto, Dr. Nello Rossi, il citato Reparto operativo ha richiesto, ottenendolo dal G.I.P., Dr.ssa Bernadette Nicotra, apposito decreto di sequestro, eseguito in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, anch’esso appartenente alle medesime Unità Speciali.

La pirateria in Italia, secondo le stime, determina ingenti danni economici per svariate centinaia di milioni di euro all’anno, nonché sul versante occupazionale con la perdita di oltre 22.000 posti di lavoro nell’ultimo triennio, con particolare riferimento alla produzione, al sistema distributivo, alle sale cinema, ai “creativi” ed agli artisti, anche italiani che, con il loro impegno, hanno consentito all’Italia di ottenere eccezionali riconoscimenti internazionali in questo primario settore della cultura, costringendo il sistema pubblico a sostenerlo con ingenti finanziamenti, nazionali, regionali e dell’Unione Europa, che vengono così sottratti ad altre priorità.

L’Unione Europea, che appoggia ed integra l’azione degli Stati Membri nel segmento della creazione artistica, compreso l’audiovisivo (art. 167, comma 2, Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), per il nuovo periodo di programmazione finanziaria 2014-2020, mette a disposizione oltre 900 milioni di euro per il settore audiovisivo e cinematografico con il programma “Europa creativa”, che sostituisce il programma “Media”.

Infine, la vicenda operativa si caratterizza anche per alcuni elementi di novità rispetto al passato, tenuto conto che sono in corso di approfondimento le posizioni di quelle aziende che hanno sostenuto, con le inserzioni pubblicitarie, l’attività dei siti pirata, provocando anche forme di concorrenza illecita con altri collaudati sistemi di pubblicità, anche tramite la rete – con conseguenze drammatiche per le ulteriori perdite di posti di lavoro – ma che rispettano principi di legalità, alla cui tutela è costantemente diretta l’attività della Guardia di Finanza.