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SIAE, il Presidente Mogol in Senato: senza il diritto d’autore la cultura muore

Le Commissioni congiunte Istruzione Senato e Cultura Camera hanno svolto il 13 marzo scorso l’audizione informale del Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori Giulio Rapetti Mogol e del suo predecessore Filippo Sugar.

Ai deputati e senatori presenti, Mogol ha chiesto il sostegno di tutto il Parlamento nella battaglia per l’approvazione della Direttiva Copyright a livello europeo perché “è un fatto di coscienza, non un fatto politico“. Il Presidente Mogol ha sottolineato che per lui la parola “libertà” è sacra, ma se ne parla a sproposito quando si vuole appoggiare contro ogni logica le grandi piattaforme che guadagnano miliardi e non pagano gli autori.

Rispondendo alle domande dei parlamentari, Mogol ha spiegato che, se si parla di sostegno alla creatività, l’idea di fissare una quota minima di musica italiana nelle programmazioni radiofoniche va esattamente in questa direzione: creare opportunità, prendersi cura della nostra cultura popolare, delle realtà più giovani e di quelle emergenti. Al di là delle formule che questa tutela assumerà, quello che conta per il Presidente SIAE è l’obiettivo principe: la promozione della creatività italiana, che ha modo così di essere tutelata e preservata, e quindi di crescere. Anche questa per il Presidente Mogol è una questione che non ha colore politico: è, piuttosto, una battaglia di principio.

Filippo Sugar, che attualmente è Consigliere di Sorveglianza, ha aggiunto: “Come SIAE dobbiamo rispettare la legge e oggi la legge non prevede più il monopolio in Italia ma la concorrenza tra società di gestione collettiva. Per questo c’è un motivo: nell’ambito della Direttiva Barnier queste società hanno gli stessi obblighi. Noi abbiamo sempre offerto di raccogliere diritti per altri e SIAE lo fa già per 160 collecting. Ovviamente noi non possiamo discriminare, per cui dobbiamo offrire a tutti le stesse condizioni, come indica la Direttiva Barnier. La nostra posizione è che si può andare oltre facendo entrare le entità di gestione indipendente nell’intermediazione del diritto d’autore ma bisogna che ci siano parità di regole perché altrimenti non può esserci un mercato e soprattutto è necessario un soggetto che controlli, a garanzia degli autori e degli editori, che non può che essere SIAE per le dimensioni e per la sua storia. In ogni caso, qualunque sistema si voglia creare, bisogna arrivare ad un punto dove c’è un one stop shop per gli utilizzatori. Attualmente è aperto un tavolo con Soundreef e anche con i gestori dei diritti connessi. A prescindere dalle norme, c’è una volontà del settore di trovare un’aggregazione per essere più funzionali ed efficienti”.

In Gazzetta Ufficiale il decreto di nomina di Mogol a Presidente della SIAE

Giulio Rapetti, in arte Mogol, è ufficialmente il nuovo Presidente della Società Italiana Autori ed Editori SIAE.

Il decreto di nomina, del Presidente della Repubblica, del 29 ottobre 2018, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 276 del 27 novembre 2018

Mogol succede a Filippo Sugar, che in data 30 luglio 2018, successivamente alle elezioni dei nuovi componenti degli organi sociali della SIAE, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio di gestione.

Il decreto è disponibile a questo link.

La redazione

Commissione Cultura Camera: audizione del presidente SIAE

Lo scorso 19 settembre alle ore 11,30 la Commissione Cultura ha svolto l’audizione del presidente della Società italiana degli autori ed editori (Siae), Filippo Sugar, sui profili di attuazione del decreto legislativo n. 35 del 2017 (gestione collettiva diritti d’autore per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno).

A questo indirizzo è pubblicato il video dell’audizione:

http://webtv.camera.it/evento/11801

Filippo Sugar: la copia privata sostiene la creatività italiana

Il vicepresidente del Consiglio di gestione della Siae Filippo Sugar è intervenuto nel dibattito sulle tariffe relative al compenso per copia privata inviando una lettera al “Corriere della Sera” in risposta all’articolo a firma di Massimo Sideri pubblicato il 15 dicembre.
“Desidero esprimere anche il punto di vista della Siae per consentire ai lettori di farsi un’idea più completa della questione” ha affermato Filippo Sugar. Dopo aver ribadito le motivazioni che hanno portato il legislatore ad istituire questo compenso, cioè per consentire a tutti di effettuare legalmente copie ad uso privato di opere dell’ingegno senza essere costretti ad un doppio acquisto, ha ricordato che attualmente non è in discussione la “ratio” del compenso per copia privata ma l’adeguamento delle tariffe, previsto per legge ogni tre anni.
“L’idea della media europea non è un’idea di Siae. L’idea di Siae era quella di suggerire tariffe simili a quelle francesi o tedesche. In sede di Comitato consultivo del Diritto d’autore, la Siae ha fornito ricerche con dati europei e, ovviamente, in maniera costruttiva, non è stata contraria a questa linea emersa dal Comitato… Le ricerche dimostrano che il prezzo medio degli smartphone in Italia è il più alto rispetto agli altri Paesi che hanno tariffe di copia privata fino a trenta volte superiori in confronto alle nostre” ha dichiarato il Vicepresidente Sugar sottolineando che i proventi della copia privata vanno “ad alimentare soggetti che lavorano, investono e pagano imposte in Italia”.
I dati di mercato inoltre dimostrano che il compenso per copia privata non è un freno allo sviluppo dei prodotti hardware e software innovativi e sostiene la creazione di quei contenuti senza i quali la tecnologia non avrebbe motivo di esistere.
Fonte: www.siae.it